CONTRIBUTI & CONTRIBUTI


 

An assortment of United States coins, includin...

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I miei lettori sanno bene quale idiosincrasia posso avere per certe posizioni britanniche circa l’Europa ed il suo divenire in termini d’integrazione. E soprattuto  di fronte alla necessità imperante , oggi più che mai,  di “fare sistema”.  Colgo l’occasione di mettervi al corrente , nel caso non lo sappiate, che il governo Cameron, oggi lobbista per conto della City, e di fatto sostenitore della speculazione  degli hedge funds, continua a non pagare interamente la sua quota di partecipazione al bilancio UE.  Dal 1984 il Regno Unito , grazie alla Tatcher, non dama di ferro , come é dipinta oggi, ma grande sub-venditrice dell’epopea britannica, beneficia ancor oggi di un ristorno sul finanziamento.  Questa compensazione é pagata dagli altri Stati membri e più in particolare per oltre il 50%  da Francia e Italia per un ammontare annuale di ben 7.3 miliardi di euro se  i dati in mio possesso non sono errati….

Sarebbe forse il caso che ,vista l’attuale condizione di cassa  di molti paesi , i britannici pagassero per intero la loro quota , o si togliessero definitivamente  di torno.   Nella sua prossima  visita  Monti dovrebbe ricordarlo al Sales Manager della City ,che giusto la settimana scorsa é corso in Saudi Arabia  all’annuncio che quel paese ha intenzione di aprirsi alle Borse mondiali.

Il finanziamento dell’Unione Europea é fissato all’unanimità dal Consiglio Europeo. Proviene per il 75% del suo ammontare da una percentuale fissata all’1.03% del Pil di ogni paese. Vi sono poi diritti doganali ed un contributo di 0.31 dell’IVA comunitaria. Quindi la contribuzione al finanziamento é così ripartita in termini percentuali :
Germania 21,11%- Francia 16.42%- Italia 13.63%- Regno Unito 13.19%- Spagna 8.49%- Olanda 5.25%- Belgio 3.8%- Svezia 2.69%- Austria 2.19%- Danimarca 2.02%. 

Questa la contribuzione per i primi 10 Paesi membri.  Ora alcuni lievi cambiamenti sono stati apportati nel tempo ,ma la situazione della quotizzazione diviene sempre più pressante in quanto i nuovi membri hanno in generale un certo sconto. Oltre a quello inglese. Per quanto concerne la GB, volendone fare una questione di metodo e di stile , faccio presente che la sua decisione ultima di non voler procedere al finanziamento del fondo di solidarietà europeo, sottoscritto  da tutti,  la pone ulteriormente in una posizione contributiva che deve essere sanzionata quanto prima.

Per non parlare dell’abitudine, tutta inglese ,  di occupare più spazio di funzionari di quanto le spetti.  Sarebbe bene che il M.A.E. Terzi , sollevasse la questione in sede di Consiglio Europeo .  Non si può accettare che l’inetta e francamente incapace, in termini di relazioni internazionali ,  baronessa Ashton ,  occupi ancora, nonostante tutto, la posizione di rappresentante della UE  per le questioni internazionali ed  abbia di fatto, dal suo arrivo, monopolizzato il suo gabinetto.  Oltre il 70% dei funzionari /dirigenti della sua divisione sono britannici. Inaccettabile ed intollerabile. Non si pretende certo che le risorse umane siano nominate in base alle percentuali di contributo al bilancio, ma l’occupazione  del “Lebensraum” era una volta caratteristica nazista , non del regno di sua maestà britannica.

Se vogliamo una maggiore integrazione delle risorse , occorre anche saper fare pulizia . Infine , ma avremo occasione di riparlarne, sarebbe il caso di rivedere l’altra faccia della medaglia .L’allocazione ed utilizzo della  spesa comunitaria.  Che il 42.62% del denaro venga speso, ancor oggi, per sostenere la Politica Agricola Comune , lo trovo francamente aberrante in quanto non più corrispondente alla condizione ed allo sviluppo della UE.  Nel 2012 , con la crisi attuale, occorre cambiare completamente  le destinazioni di spesa  ed allocare ed investire maggiormente , per generare occupazione, sulla crescita, su Ricerca&Sviluppo, Politiche regionali  e di Coesione. Passi per  le azioni strutturali che oggi contano il 36.4% delle spese UE. Insomma rivedere contributi e spesa alla luce del quinquennio non facile che ci attende.

FRANCIA : PARTITI POLITICI E LORO FINANZIAMENTO

Voi penserete  che cosa c’entra? C’entra perché pensando ai contributi mi é venuto alla mente il rendiconto della Commissione nazionale per i contributi finanziari ai partiti pubblicata dal Journal Officiel l’altro giorno. Sapete qual’é il più ricco partito politico francese ed anche il meglio gestito? Il Partito Socialista con 55 milioni di euro di contributi per il 2010 , – 3.7% rispetto al 2009, ma comunque con un patrimonio che ricava principalmente dal finanziamento pubblico legato ai risultati elettorali, 23 milioni di euro, 15 milioni dai contributi dei suoi eletti, 9 milioni dai suoi iscritti ed ha chiuso con un attivo di 140 mila euro l’esercizio 2010. Dal lato della spesa 18 milioni per il funzionamento del partito, 19 milioni per il costo del personale, 6 milioni all’Internazionale socialista di cui é membro ( a differenza del PD) 3.4 per propaganda e comunicazione.  Questi i principali capitoli di spesa.

Secondo,  il partito del Presidente,  l’UMP con quasi 50 milioni di cui 33 provenienti dal finanziamento pubblico ed oltre 8 milioni di euro provenienti da donazioni di persone fisiche. Da sottolineare la spesa di oltre 6 milioni di euro ,il doppio del PS,  per propaganda e comunicazione.  Il terzo partito più ricco di Francia é nientemeno che il Partito Comunista, con 32 milioni di euro di cui 3.9 milioni provengono dal finanziamento pubblico , ma ben 19 milioni sono quote versate da aderenti e simpatizzanti!

In quarta posizione i Verdi con  8.8  milioni di euro, in quinta il movimento dei centristi democratici di Bayrou con 5 milioni ed in sesta posizione il Fronte Nazionale con 4.5 milioni di euro.

Per quest’ultimo partito , che dal punto di vista dell’elezione presidenziale  rappresenta un attore finale, intendo dire che, mentre gli altri tra primo e secondo turno si associeranno e apparenteranno con i due maggiori, PS e UMP , Il FN é candidato fino al finale, se  ci arriva. La situazione finanziaria é disastrosa, dopo la sconfitta elettorale del 2007, quando si é notevolmente indebitato con circa 10 milioni di euro di passivo, ancor oggi non si é risollevato, a fronte di un finanziamento pubblico di 1.8 milioni di euro ed una perdita secca dovuta alla causa persa contro il loro tipografo,Le Rachinel , per un valore di 3.7 milioni di euro.

Ecco, voi vi chiederete perché ho descritto seppur in sintesil a situazione fiscale dei partiti. Bene,  perché vorrei che i bilanci dei partiti italiani fossero certificati , resi pubblici con tanta diffusione e pubblicati  sulla Gazzetta Ufficiale.  Così si avrebbe un’idea precisa di ciò che fanno con il denaro pubblico e dei cittadini che li sostengono e potrebbero essere denunciati dagli stessi a fronte di una qualsivoglia malversazione. Un esempio ? Il denaro investito in Tanzania , Norvegia  ecc. da parte della Lega.  Incredibile che nessuna azione penale sia ancora generata da tale superficiale e incresciosa utilizzazione di fondi pubblici.

Buona vita a tutti.

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