RATING & REALITY


English: The New York Times building in New Yo...

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English: punto di domanda

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English: A logo of the Standard & Poor's AA- r...

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Le pagine di Repubblica di quest’oggi sottolineano ancor più il tema che, ormai da mesi riferisco , cioé dell’attacco  premeditato che la speculazione di gruppi di hedge funds , in massima parte anglo – americani, stanno conducendo contro la moneta europea.   Era ora che si uscisse alla scoperto definendo la situazione attuale come merita.             Giusto per farvi comprendere in termini reali quanto il “sentiment”  contro l’euro sia evidente,   anche oggi sul New York Times potete  trovare  una pubblicità come questa: “The euro is about to implode, but you can make a profit” .” L’euro sta implodendo, ma voi potete  ricavarne un profitto.” ! (sic)

Ma allora la domanda che da cittadino di quest’Europa  mi pongo é perché mai i leaders dei maggiori paesi europei, i responsabili delle  Istituzioni Comunitarie, Commissione e Parlamento  ed in particolare del sistema bancario BCE , non hanno ancora posto in essere le misure più consone per contrastare quest’attacco che, di fatto, mira al valore  patrimoniale e alla qualità di vita dei cittadini europei.

Cosa attendono?  Non si comprende. Senza reattività la congiuntura non può che peggiorare. L’Europa molle , spettacolo al quale siamo costretti ad assistere,  non può rimanere inerte. E’ vero, troppo a lungo abbiamo  tollerato discrasie fiscali, divergenze sulle politiche finanziarie e di budget, discordanze sulla politica di integrazione  e dello sviluppo comune,  ma come ho più volte sottolineato, da questa situazione, o ne usciamo tutti assieme , o non ne esce nessuno.  Il downgrading di Standard&Poor’s non é che il risultato della materializzazione di una pervicace e scientemente perseguita  volontà di ridurre il peso e l’importanza dell’euro quale “divisa rifugio”. 

Forse nessuno di voi é a conoscenza che prima del declassamento di S&P, Dagong, l’agenzia di rating cinese ci aveva declassato a BBB. Eh sì ,ma questa notizia non é mai stata riportata dai media.  4 le ragioni della loro decisione. Recessione alle porte, debolezza del governo tecnico, in balia di una coalizione conflittuale, impossibilità di centrare il pareggio bilancio nel 2013, degrado del rapporto deficit/Pil.    Ed infine udite, udite anche nel medio termine outlook negativo, per invecchiamento della popolazione e “del basso livello d’istruzione di quest’ultima”. Ci becchiamo pure degli ignoranti. Alla faccia del peggior ministro delle finanze italiane, Tremonti , che affermava dalla Valtellina, nella quale é tornato e speriamo resti,  che con la cultura non si mangia.

 Domani é probabile  che le borse mostreranno una sostanziale parità  dovuta al fatto che le misure erano  già attese. Ma poi?

Se entro il 20 Gennaio,  al vertice dei tre maggiori paesi della UE,  a Roma, non si offre una seria ed articolata risposta che ponga le basi per un rilancio del progetto europeo, cioé di un’ulteriore integrazione , il rischio di un lento , ma inesorabile dissolvimento dell’ UE, diviene maledettamente  reale. Si deve prendere atto delle divergenze e procedere comunque.           Non si può continuare ad attendere la resipiscenza di membri come il Regno Unito, o la Danimarca, attuale Presidente di turno della UE.  Occorre  battere i pugni sul tavolo  (non all’Alfano, che invita gli altri al farlo in quanto personalmente inabile ed incapace) e rendere chiaro a tutti gli Stati membri che la scelta é incontrovertibile e ultimativa.

La recessione in atto, che perdurerà per buona parte del 2012 , non aiuta.       La disoccupazione crea ulteriori diseguaglianze e ridurrà inevitabilmente la domanda aggregata. Le svalutazioni monetarie, nelle condizioni presenti, sono un gioco a somma zero.  Intervenire attraverso strumenti come ; controlli sui cambi, quantitative easing , controlli sui capitali ecc. , possono ridurre  il campo di manovra della speculazione, ma occorre soprattutto  acquisire , o riacquisire  a livello di sistema , a livello europeo, una credibilità riguardo alla certezza delle misure di contrasto che siamo in grado di intraprendere.

L’Europa ha soprattutto necessità di crescita, di creare occupazione, di rilanciare la propria economia . In un momento di recessione , anche la domanda di beni e servizi da parte dei paesi emergenti , per evidenti ragioni   di riduzione di liquidità , diviene rigida, ponendo ulteriori difficoltà al nostro export. Proprio ieri rispondendo ad un commento di un lettore, che sinteticamente  sottolineava queste , come caratteristiche del sistema  capitalistico,  rispondevo che  le attuali forme di capitalismo esistenti sono in realtà transizionali!

Occorre recuperare il ruolo primario che la società  nel suo complesso  possiede e deve svolgere  in rapporto  all’economia.  Il progresso tecnologico  ed il processo di industrializzazione in atto nel mondo, stanno mettendo in evidenza la discrasia e la dicotomia tra benessere e miseria, tra lotta per la sopravvivenza  dei molti e l’affluent society dei pochi. La forbice delle diseguaglianze  si stà inesorabilmente allargando. Inoltre in presenza di una demografia che accentua questo divaricamento; paesi industrializzati in rapido invecchiamento e paesi in via di sviluppo che pullulano di giovani, la situazione diverrà esplosiva. Pensate al  solo costo del provvedere alla copertura sanitaria  dei paesi avanzati nei prossimi 30 anni.

Per ricapitolare, il capitalismo non potrà sopravvivere se non viene adeguatamente mitigato nelle sue forme più cannibalesche con legislazioni di contenimento, o sarà vittima dei suoi stessi risultati. Ineguaglianze crescenti, sistemi politici paralizzati, instabilità finanziaria.      I sistemi finanziari possono e devono  essere meglio regolati e controllati , quindi messi in condizione di non provocare disastri.  Si deve applicare una maggiore attenzione nei confronti dell’eccessivo accumulo dei debiti da un lato e di profitti dall’altro , onde evitare squilibri dirompenti.  

A  questo proposito viene da sorridere, sarcasticamente, nel verificare la recente superficialità delle valutazioni di Standard&Poor’s a proposito di Gran Bretagna . L’indebitamento del governo britannico é quasi 4 volte superiore all’indebitamento del governo italiano e sta crescendo ad una velocità stratosferica ,sono sul 13%, eppure i signori del rating giudicano che quel governo può fregiarsi della tripla A. Incredibile, inaccettabile, ridicolo. La GB non potrebbe ,neanche se volesse , essere oggi ammessa  nella moneta unica perché i suoi parametri non glielo permetterebbero, ma i signori del rating la ritengono più solida. Misteri della finanza creativa. Creativa certo , in quanto non essendo sottoposti a controlli centrali da BCE  fanno quello che per anni i governi democristiani hanno fatto da noi ; stampano carta moneta……… E non solo.  I grandi sostenitori del libero mercato hanno praticamente nazionalizzato dal 2009 oltre l’80% delle loro banche  e vogliono insegnare a noi a gestire le nostre? Cioé praticamente, se noi venissimo in aiuto delle nostre, acquisendone mettiamo il 50% ,secondo questa logica perversa saremmo più credibili.  Da non credere.

Questa é la loro credibilità ,la loro professionalità? Lasciamo perdere. Per non parlare degli USA,  i cui indicatori economici sono tutti orientati al peggio per  il 2012.  Più del 40% dei disoccupati americani sono oggi di lunga data ed hanno sempre maggiori difficoltà ad essere reintegrati. Dopo 6 anni di grave crisi la domanda di nuove case si é ridotta dell’80%.    Più del 50% delle famiglie americane  con mutuo finirà per perdere il  valore iniziale  a causa della crisi immobiliare. Si é instaurato un circolo vizioso tra fallimenti ,aste e successive riduzioni di prezzo.   Inevitabilmente il governo dovrà accrescere la tassazione a causa del ratio debito /Pil galoppante. I rischi sistemici sono molto elevati. Per questa ragione non si comprende, come ancora una volta , Standard&Poor’s possa valutare la situazione USA da doppia AA.  Ma certo, se gli USA rappresentano il fulcro del sistema, così come é percepito , noi siamo tutti ostaggio di un miraggio.

Buona vita a tutti.

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