Elezioni USA, secondo capitolo……


Rileggendo il precedente post,  credo che quanto scritto stia svolgendosi nel modo  anticipato.  Cominciamo da Hillary Clinton. Come affermavo la sua campagna sta perdendo colpi ed il suo staff di comunicazione rischia di saltare. Ma certo le parole di sostegno espresse da Madeleine Allbright  non hanno avvantaggiato la corsa , anzi al contrario le femministe d’antan le hanno procurato dei problemi.  Come affermavo, la sua candidatura incontra difficoltà crescenti , e proprio nel campo  femminile.

Il principio secondo il quale la candidatura presidenziale potrebbe  per la prima volta condurre una donna  al vertice dell’esecutivo, non pare così attraente.                              Non perché il discorso di genere non sia sentito, ma certo l’elettore della classe media  oggi in Usa è molto più interessato alla sua personale quotidiana esistenza che diviene sempre più incerta e talvolta economicamente aleatoria. Eh sì,  perché per la prima volta, dopo decenni,  le elezioni si svolgono in un periodo economico che limita i fasti , gli sprechi  ed il flusso di denaro che storicamente ha accompagnato l’appuntamento elettorale. Dodici candidati repubblicani e tre democratici da lunedi 1° Febbraio si sono lanciati in ben 4 mesi e mezzo di primarie.  Siamo già scesi a 11  repubblicani e i democratici sono 2. Un primo turning point avverrà  al super martedì  in Marzo dove ben 14 Stati sono chiamati al voto sfoltendo notevolmente il gruppo del Grand Old Party.

Tornando ai risultati del New Hampshire ciò che ha colpito, non è solo l’affermazione dei due candidati estremi,  Trump e Bernie  Sanders. Il primo con circa il 33% dei voti contro 15.5% per Kasich e poco più dell’11% per Jeb Busch, 10.5% Marco Rubio                                                                

Sanders ha vinto con un distacco sulla Clinton superiore ad ogni attesa 58%  contre 40%. Tenuto conto dell’enorme diversità  di supporto tra i due candidati democratici , delle differenze socio economiche e demografiche del loro elettorato, e della loro presunta forza territoriale,   la campagna sarà lunga e si svolgerà con alti e bassi  ancora per  due mesi. 

I  fondi raccolti da  Hillary Clinton presso lobbies e istituzioni , nonché da parte di numerose “zaibatsu finanziarie”quali; Goldman&Sachs,JP Morgan, Price Waterhouse , Deloitte, incluso qualche fondo da parte della famiglia  Al Saud ,  le permetteranno di continuare la campagna  con alcuni cambiamenti in corso d’opera. Già alcune modifiche nella strategia elettorale sono e saranno ancor più visibili quando saremo al Sud ,nella Dixon line . La convinzione del team Clinton è che in South Carolina, Nevada,  ecc.  vi siano supporters nella comunità latino americane e locali in grado di riequilibrare lo scompenso con Sanders.

La mia personale convinzione , per quanto valga, è , come affermavo, che le donne della middle class non si identifichino affatto con la candidata. Inoltre come affermavo nel post precedente,   la maggioranza dei votanti  attivi è sotto la soglia dei 50 anni, in prevalenza femminile . Si conta molto sul ruolo svolto dalla Clinton in passato nei confronti dello  status della donna nella evoluzione della società americana.  Credo che questo ruolo e contributo appartengano al passato e non venga più computato , né attribuito.

Veniamo adesso al fenomeno Bernie Sanders .  Già previsto vincitore in New Hampshire come il rivale Trump, ha stupito per il distacco inflitto alla Clinton.  Ma già in Iowa il suo risultato praticamente di parità era stato straordinario.  Lui originario del Vermont.      Più plausibile il risultato nello stato vicino.  Ma qui si assiste ad un onda che sembra non arrestarsi.  Giovani di entrambi sessi , donne in carriera , impiegati , ogni tipo di etnia, tutti sembrano aver scoperto il candidato “socialista”.  Così lui stesso si è definito. Sfrontatezza, ,coraggio, non chalance , comunque sia un candidato diverso per la sua età , per l’ideologia  a cui si richiama. Si perché in USA socialista  è sinonimo di comunista, non di social democratico.

E credetemi non è certo con queste carte che ti presenti in Usa candidato alla presidenza! Ebbene il candidato outsider,  che più outsider non si potrebbe,  ha accumulato negli ultimi tre mesi una platea di elettori di proporzioni notevoli.  I suoi temi sono semplici, così pure i concetti . Niente più , niente meno di quanto esiste in Europa e che l’americano ha sempre sognato di avere.  Assistenza sanitaria garantita per tutti, Minimo salariale orario , Istruzione gratuita fino all’Università.                                           Tre pilastri di una società evoluta , nord-europea che gli americani sognano da sempre.  E che oggi è divenuta un miraggio,  a fronte di una crisi economica che rende l’ inviare i figli all’Università , un miraggio per la classe media. Per non parlare dell’assistenza ed oggi dell’invecchiamento della popolazione con le patologie di senilità ed Alzheimer che hanno costi irraggiungibili . Tra $4000 e  $5000 /mese in una struttura media! Da noi siamo tra 2500/3000 euro. Ma dove farmaci , visite , diagnostica , ospedalizzazioni coperture , sono in gran parte gratuite. Tutto ciò in USA lo si paga!

Ecco che allora si comprende che in un momento di grande transizione , dove il sogno americano non è più tale, dove la vita quotidiana diviene pesante e le sfide molto meno attraenti, si comprende perché i giovani americani che sanno di non poter contare su un futuro scintillante,   che vivono l’incertezza sulla loro pelle,  e si rendono sempre più conto che il potere , la rappresentanza,  il sistema  non s’interessa  a loro.                             Ecco questa presa di coscienza rende il messaggio di Bernie diretto, semplice, partecipativo e solidale.  Lo spot stesso della campagna è il prodotto di questa semplice visione dei rapporti tra  cittadini, o meglio di come dovrebbero essere. Potete vederlo sulla mia pagina FB.

E adesso veniamo a Trump. Ripeto quanto espresso nel precedente blog.                              Il G.O.P detesta Trump perché mette in risalto quanto di peggio ed infausto c’è nella destra. Quella gretta, illiberale, ignorante, ciò che definirei  “berlusconismo” .               Un concetto che in questo occidente è visibile ovunque a qualsiasi latitudine  .

La logica dell’uno su mille ce la fa ed omette di dire cosa succede agli altri 999. Elettoralmente non credo che mai riuscirà  ad imporsi come candidato GOP.                        La stampa americana lo sta letteralmente demolendo . Il Daily News di ieri lo ha decritto in prima pagina come un clown malefico  con la seguente dicitura;                                    L’alba del morto cerebrale !  L’Huffington Post ,edizione Usa,  lo dipinge come ;              Un razzista , sessista, xenofobo e demagogo…… Il New York Post, afferma che  il voto del New Hampshire mostra quanto  gli americani detestino i politici di carriera.                       E stavolta la copertina riporta la Clinton con la scritta Berned! 

Nel caso i due contendenti finali dovessero essere Trump che,  in questo caso si presenterebbe da indipendente  e non con l’appoggio GOP e Senders mi spendo nel dire che tale e tanta è la voglia dell’elettore americano medio di un serio cambiamento dello scenario politico che Sanders potrebbe vincere.  Ma nel frattempo un altro outsider potrebbe scendere in campo Bloomberg, il magnate dell’editoria , ex sindaco di N.Y.      Tra i repubblicani che sono nell’ottica dell’establishment  Marco Rubio , anche dopo la figuraccia , e Jeb Bush.    Ma entrambi devono migliorare e di molto il loro score !  Vedremo…. Personalmente , pur se ancora scettico sulle chances finali di Bernie Sanders,  lo considero il mio preferito. Per quel desiderio di rottura degli schemi e la voglia sublime di un settuagenario di rendere il mondo migliore per i nipoti .

Buona Vita.

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Libia,equilibri inconciliabili, equilibri insostenibili.


La bocciatura da parte del Parlamento di Tobruk dell’accordo tra i due governi , riporta indietro le lancette dell’orologio per un’ intervento di “peace keeping e peace enforcing” da parte di una coalizione UE con appoggio tattico statunitense.    Fayez Al-Serraj, il premier incaricato,  incontra notevoli difficoltà a superare le divisioni all’interno della coalizione delle tribù e quindi della milizie  che da ovest ad est si dividono il paese e le sue risorse.  

Molto si è discusso sul ruolo del gen. Khalifa Haftar  circa il rifiuto opposto all’art.8  dell’LPA che prevede un numero smodato di ministeri , 32 , ma soprattutto sul fatto che l’uomo forte ed a capo della difesa di Tobruk fosse stato esautorato da ogni ruolo di prestigio e potere.                                                                                                                            

Al di là degli scontri personali tra Haftar e l’attuale ministro della Difesa incaricato , Al  Barghati,  il problema della posizione e della personalità stessa di Haftar sono da sempre oggetto di rigetto .    La sua più che ventennale vita  in USA quale rifugiato politico , dopo essere stato uno dei più attivi gen. di Gheddafi, il suo ritorno in Libia  , la sua visione del conflitto e la pressione esercitata sull’intero governo , la dicono lunga sulle riserve espresse.  L’LPA , acronimo di Libyan political Agreement , è frutto di una serie di equilibri che rendono l’accordo molto fragile . 

A mio modesto avviso del tutto inconciliabili nel breve termine .   A cominciare dalla visione stessa su cui si fondano.  La differenza sostanziale tra la visione occidentale , definiamola in tal modo per comprendersi meglio,  e quella geo-territoriale delle fazioni e milizie coinvolte .  Quella occidentale vede nell’accordo  il prologo di un governo che,  una volta insediatosi richiede l’appoggio ed il supporto della UE  con il supporto tattico USA per combattere il Daesh e  giungere ad uno Stato libico unitario capace di riprendere in mano il governo del paese.   La visione  delle realtà geo-politiche  che compongono il mosaico sul territorio e che vede  varie figure assumere il ruolo di veri “Signori della guerra”  è di non concedere  al Governo provvisorio  il potere di fatto per strutturarsi ed agire in tal modo….. Bensì di mantenere sulla carta e ancor più sul territorio dei “caveat” onde rimarcare i propri interessi e  garanzie. 

Occorre ricordare inoltre ,  “last but not least” , il ruolo che sullo scenario libico giocano  i supporters delle fazioni (governi) decisamente interessati ai risvolti che prenderanno le varie fasi nel corso della lunga evoluzione del paese.

Da sempre la Turchia , alla quale la UE vuole concedere aiuti  per 3 miliardi di euro!      Chi controllerà il loro utilizzo una volta erogati?  Quali le garanzie offerte per il mantenimento dei profughi? Appoggia il governo di Tripoli in mano agli islamisti (Fratelli musulmani)  e li rifornisce in armi via mare . Un Giano bifronte in piena regola. Membro Nato che fomenta i Fratelli musulmani in Libia , che ha supportato e supporta il partito islamista En-Nhada in Tunisia ed ha sovvenzionato il regime islamista di Morsi in Egitto  per tre anni fino alla caduta.

Dall’altra parte Egitto ed Emirati Arabi Uniti che  appoggiano il governo di Tobruk .       Da sempre Al-Sisi,  il presidente egiziano,  mantiene una stratta sorveglianza sul confine libico-egiziano ,  non solo per contrastare  le milizie dei fedelissimi di Morsi  che hanno trovato rifugio nel sud  della Libia e che da lì organizzano delle incursioni in territorio egiziano, ma anche per aiutare il governo di Tobruk nel governare il territorio di confine ad est dove le milizie di Misurata fino a poco tempo fa , controllavano una vasta parte di territorio.    Gli EAU  intervengono da sempre a livello finanziario nel fornire mezzi ed armi , oltre che istruttori militari.

Quindi varie sono le pressioni che sono esercitate sulle parti dall’esterno .                       Per non parlare delle divisioni e diatribe tra le tribù nelle quali si divide la Libia da est ad ovest , da nord a sud.  In questo puzzle di tribù, etnie, lingue , dialetti, si trova oggi il paese reale che sostanzialmente si augura di non essere più sottoposto a ricatti di ogni genere e di poter riprendere  a praticare una vita normale dopo anni di eccidi e  di atrocità. Un paese che conta su una ricchezza in idrocarburi che certamente complica , e non poco, la soluzione per una pace duratura. Un paese che fino a al 2014 produceva 1.7 milioni di barili anno e che oggi arriva a malapena a 200 mila. Un ‘introito per le casse della ex Jamarya  di circa 400 milioni di dollari/giorno che permetteva ai 5 milioni di libici di vivere senza lavorare.

Per tornare alla fase di intervento è evidente che, come affermavo negli articoli precedenti,  la volontà della UE è quella di porre l’intervento stesso sotto l’egida delle NU e della richiesta stessa del Governo provvisorio. Ma se ciò non dovesse accadere,  nel senso che l’esecutivo non riuscisse a formarsi e ci si trovasse dinanzi ad una “no man’s land”,  la pressione che potrebbe essere esercitata  prenderebbe una forma diversa.         In un precedente intervento,  fissavo ad un  massimo di 60 giorni il periodo in cui intervenire , fine Marzo!  Dallo scorso Settembre se ne discute, ma sempre si è voluto credere in un intervento  sotto l’ombrello giuridico ONU , anche per evitare discorsi colonialistici di dubbio gusto.

Quindi oggi di fronte  ad uno stallo si afferma che si potrebbe aggirare l’impasse della non agibilità governativa imponendo sanzioni nei confronti di alcuni esponenti dei Parlamenti rivali che ostacolano l’insediamento del Governo provvisorio .                    Certo è che ormai da Novembre lo stato maggiore del Daesh si è insediato in Libia.        Che continua ad espandere la sua influenza pur non contando su numeri eclatanti.           Si stima a non più di 20 mila le unità affiliate!  Ma è chiaro che ove esiste il vuoto , è semplice e facile occuparlo.  Il lasso temporale ormai è agli sgoccioli..

Ma se non si vuole rendere sempre più complicato e sanguinoso l’intervento occorre muoversi. Con gli alleati  nord africani , con il supporto della maggioranza libica, con il governo provvisorio.  Perché Marzo è il limite temporale?  Per il meteo che diviene buono e permette spostamenti più rapidi senza tempeste di sabbia. Per la ripresa delle ondate di profughi che prenderanno il mare e potranno essere soggetti a ricatto  e/o ad eventuali prese d’ostaggio. Per evitare che insediamenti ramificati e protetti possano essere posti in essere  nel frattempo,  determinando ostacoli ancor maggiori alla liberazione del territorio. 

Vorrei infine sottolineare che quanto espresso circa un’ intervento concordato , è frutto di una ragionevole e strategicamente pianificata azione che ha per fine la messa in sicurezza della popolazione libica e della fascia sud dell’Europa di cui l’Italia è lo Stato più prossimo.    Non più di 100 km ci separano da Lampedusa.                                                Un Daesh che dovesse prendere piede in Libia , non solo ci porrebbe di fronte a rischi di ogni tipo, ma costituirebbe un pericolo per l’intero territorio europeo divenendo la base operativa per attentati su larga scala.

Buona vita a tutti. 

 

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Usa, elezioni e populismo


Giusto un assaggio di quello che da osservatori vivremo nei prossimi mesi. Sociologicamente sembra proprio che il nostro paese assomigli sempre più a ciò che molti ritengono essere il miglior paese al mondo. Peccato che ad un’ attenta analisi  questa visione si dissolva rispetto alle idealizzazioni originarie.  Intendo con ciò la dicotomia sempre più evidente tra abbienti e classe media. Tra Wasp e le altre etnie.    Tra élites e cittadini. Tra Nord Mason e Sud Dixon.  Il razzismo latente diviene nuovamente un elemento di divisione. Un razzismo che prima divideva il bianco dal nero e oggi si allarga alle altre etnie che diverranno prossimamente dominanti , i latino americani. 

La crescita  del  paese è rallentata,  il melting pot di cui per decenni si é positivamente parlato ed argomentato comincia a preoccupare la middle class che si sente minacciata.  Minacciata dalla precarietà crescente , da salari che non crescono più al ritmo di una volta.    Da costi dell’istruzione che risultano sempre più irraggiungibili.

Negli anni ’50 e ’60 il sogno della middle class era riuscire ad inviare almeno uno dei 2/3 figli all’università. Un    sogno che é stato realizzato da oltre la maggioranza delle famiglie. Oggi le cosiddette università dell’Ivy league hanno costi medi tra tuition e board dai 25 mila dollari annui in su…… Ma dove Princeton , Harvard, Yale si arroccano sui 40 mila . Senza contare l’esame di entrata che oggi diviene una vera roulette a fronte del numero di stranieri che concorrono , cinesi , giapponesi,   in gran parte ,che già selezionati nei loro rispettivi paesi sono inviati da questi ultimi con borse di studio statali.

Per non parlare dell’incubo della copertura sanitaria .  Un   vero incubo per ogni americano che si avvicina alla vecchiaia.  Il buon Obama ha tentato anche in questo campo di introdurre una copertura parzialmente simile a quella europea, ma senza riuscirvi. Le lobbies in questo paese sono arroccate nei loro profitti e la sanità privata  non é pronta a concedere cure  gratis!!!! Pensate che una semplice visita da un medico generico costa dai 70 ai 90 dollari. Non  esiste il medico condotto. L’ospedale ti accoglie se hai una copertura sanitaria  che significa  avere un’impiego con minimo di 8 ore giornaliere.  Il part time  di  quattro  ore per diem non é contemplato.  Oltre 90 milioni  su 300 non hanno assitenza medica. La mortalità infantile pone gli USA al 167 ° posto nel mondo , dati OMS.   In Europa,da sempre,c’é un’accordo di base su ciò che é definito stato sociale,un consenso interclassista metabolizzato .Niente di tutto questo é mai stato contemplato negli Usa dalla loro nascita .

E la situazione sembra peggiorare di  anno in anno. La sicurezza, un tema molto caro ai repubblicani, la cui  lobby delle armi é la più facoltosa dell’universo politico americano, é divenuta  un tema di scontro . E’ un problema strutturale da sempre  nelle periferie urbane americane .      Non dissimili dalle banlieues parigine , dove la polizia ormai rin cia ad entrare, come a Napoli . Ecco immaginatevi se in Francia, o in Italia  in questo tipo di contesti un cittadino su 2 possedesse un’arma. Non solo pistole , ma armi da guerra , mitra  da combattimento. Possono essere acquistate con la semplice presentazione di un documento d’identità! Centinaia di morti ogni anno! Ecco contro tutto questo il povero Obama , unico presidente intellettuale americano dal dopoguerra, ha cercato di battersi , senza riuscirvi……

.La lobby repubblicana dispone di un blocco al Senato ,alla House of  Representative capace di evitare qualsiasi progetto tendente a limitare l’acquisto di armi. Così come dispone di una lobby sanitario farmaceutica  che impedirà una minima assistenza medica per la generalità della popolazione. Ecco adesso dopo questa lunga prefazione capirete che le prossime elezioni sono assai difficili per il Partito Democratico.  La figura di Hillary Clinton é piuttosto controversa nella percezione dell’elettorato femminile, maggioritario in termini numerici.  Troppo elitistica per il ceto medio. Troppo distante dall’elettore medio. Capace , ma poco assimilabile ed assimilata alla donna che vive nell’ America profonda , non urbanizzata, non in carriera , non bianca!  Personalmente non credo che ce la farà, nonostante che il partito le conceda tanto spazio e la consideri candidata unica.

Un’errore anche questo che a mio avviso pagherà caro. La scena infatti si concentra sempre più sulle primarie dei GOP. Anche se attualmente siamo agli inizi e che il sentiment si formerà solo verso Settembre quando si avvicineranno le elezioni, i democratici sono in surplace. Trump , il  Berlusconi americano, come lo definisce la stampa americana , lasciando intendere il suo populismo becero e la sua straordinaria sicumera da ricco parvenu, é un buffone che attira interesse . E di interesse lo show business ha visceralmente bisogno.      Nessuna chance per lui di giungere in fondo.  Vedremo   a chi andranno i suoi pochi voti reali. 

Il dato su cui occorre meditare è il  seguente:  l’81%dell’elettorato sarà composto da donne , persone di colore  e giovani tra 18 e 35 anni! Ma é altrettanto vero che l’affluenza alle urne é strutturalmente bassa  da sempre. Obama ha attirato una massa enorme di elettori che mai prima di allora aveva espresso un voto ! I repubblicani sperano di alienare una buona parte di questi potenziali elettori e non cercare motivazioni tali da smuoverli dal loro torpore.  Ora il problema é che i democratici  ed in particolare la Clinton  non riescono  ad  attrarre quelle masse che hanno supportato sin dagli inizi la candidatura di Obama. Una candidatura finanziata oltre il 65% da contributi individuali dell’ordine di 5/10 dollari!  Troppo presto per esprimere oggi un pronostico motivato e fondato.  Ma certo posso tranquillamente affermare che Jeb Bush  e Marc Rubio saranno i due contendenti repubblicani al ticket presidenziali. Il primo appartiene  a quella  lobby del petrolio e delle armi che tutto determina. Ed oggi per vincere nella democratica America se non hai denaro e supporto mediatico a sufficienza non sei nessuno! Rubio più intelligente e culturalmente preparato ha dalla sua il fattore C…..        No, no, non fraintendiamo , cubano. I  latinoamericani soppianteranno come maggioranza etnico culturale gli Wasp come indicavo ed avere il loro supporto nel sud del paese può fare la differenza. A sinistra é più difficile fare al momento delle previsioni.  Dipende dallo stato maggiore democratico, dai sondaggi che si realizzeranno , dal comportamento di Hillary clinton capire se ci sarà un serio spareggio tra leie ad esempio un candidato com Bernie.  Troppo socialista per i gusti dell’americano medio , ma più vicino alla percezione dei giovani , dei senza lavoro della classe che non sopporta più un establishement tanto distante e tanto diverso dalla realtà quotidiana degli USA 2016!

Buona vita a tutti

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Algeria ? Transizione, successione indolore, Colpo di stato…


I “rumors” stanno rapidamente prendendo peso e forma nel paese.      Gli interrogativi circa la salute del presidente Bouteflika e le sue reali condizioni sono  ormai di dominio pubblico.E’ evidente, da ormai molto tempo,   la sua reale assenza fisica e politica. Il paese  da oltre un ventennio é stato governato da una cricca di militari  che di fatto collettivamente hanno diretto e gestito il paese attraverso un potere grigio e molto opaco. Un potere che ha sovrainteso ad ogni interscambio con l’estero,  mantenendo un filtro ad ogni investimento straniero nel paese.  Il consenso é ottenuto attraverso compensi a cascata  che vengono distribuiti attraverso un sistema ben oleato, un  misto tra familismo, tribalismo e localismo. L’eminenza grigia che ha per decenni fornito un supporto esiziale al Presidente Bouteflika  é stato il capo dei servizi segreti,  DRS, Mohamed Médiene, rimosso da ogni incarico dopo 25 anni di “onorato servizio” lo scorso Settembre .

Un personaggio incredibile , degno della migliore letteratura di spionaggio, mai apparso in pubblico, un nemico giurato dei fondamentalsti islamici che, nel bene  e nel male, ha tenuto l’Algeria al riparo da sommosse e terrorismo di origine islamista.  Dotato di enorme potere ha mantenuto “ordine nel paese” riuscendo a contenere i vari rigurgiti fondamentalisti dagli anni ’90 in poi.   Anche se con metodi talvolte duri specialmente sul confine con la Tunisia dove da anni ormai si concentrano pochi gruppi di milizie islamiche.  Un ‘altro suo merito é quello di essere riuscito  a far eleggere Bouteflika nel 2013 per la quarta volta  senza che quest’ultimo ,dopo un secondo infarto ed un triplo bypass , non abbia mai fatto campagna elettorale , né mai mostratosi in pubblico!!!!!  Stranamente dopo quest’ultima performance elettorale,  negli ultimi mesi del 2015  é divenuto scomodo all’ “entourage”  del presidente. Il “deus ex machina” di questo “limogeage”  sembra essere il fratello stesso di Bouteflika , Said !

Tra il 2013 ed oggi vari generali sono stati fatti fuori. Il più conosciuto di tutti era il vice di Médenine , gen. Hassan,  responsabile del controspionaggio, stretto collaboratore di Médenine che é riuscito a farlo liberare , asserendo che quanto da Hassan eseguito era stato fatto ai suoi diretti ordini. E’ chiaro a tutti che la corruzione abbia raggiunto livelli enormi, per  cui il sistema ha cercato di trovare dei “capri espiatori”.  Oltre una ventina di alti ufficiali sono stati eliminati a vario titolo.

Comunque sia,  un gruppo di oligarchi composto da 19 persone controlla oggi il potere in Algeria! Questi ultimi sono di fatto legati al fratello di Bouteflika,  Said .  Da oltre un anno il presidente é relegato nel suo palazzo , non appare in pubblico,  e comunica solo per iscritto.                   Il quotidiano più importante del paese Al-Watan  ha espresso molti dubbi sulla situazione presente e sostiene che é in atto una atroce lotta di potere per la successione , come formulato dall’editore del quotidiano, Omar Belouchenet. Stesse considerazioni sono state espresse da Beuflis , ex primo ministro. Oltre a questo problema politico di primaria importanaza, vi é poi la caduta del prezzo del petrolio, unica risorsa del paese che genera miliardi di euro dall’estrazione di idrocarburi ; gas e petrolio.

Royalties che provengono dai pozzi e giacimenti, molti dei quali posseduti dall’Eni  che gestisce una mole notevole d’impianti  e che di fatto da anni sostiene finanziariamente  il regime algerino.                   Poco si é detto ,ed ancor meno si dice,  di quanto l’Italia giochi in silenzio un potere non certo minimale.  “Mr. Médenine”  ha sempre intrattenuto ottime relazioni con i nostri governi.  Ottime relazioni con gli Scaroni di turno.  E si deve ammettere che gli impegni presi nel corso di questi decenni sono stati fedelmente  mantenuti.                          Il problema oggi diviene, anche pr l’ENI,  molto attuale e “sensibile” !!! Faccio i miei auguri più sinceri a Lapo, V.P.  Eni.                                              No Elkan, no no molto , più intelligente e politicamente capace.

Un’altro scenario ad alto rischio per la stabilità stessa del paese é la eventualità che in questa transizione le forze islamiche possano approfittare della fragilità politica e sociale  attuale.                                Non dobbiamo dimenticare che l’Algeria , dopo la Libia, é l’altro grande produttore  di idrocarburi in Nord africa.  Se il Daesh,  che di fatto agisce con fondi dei GCC, ed in particolare sauditi e qatarioti,  penetrasse  in Algeria attraverso la Libia il problema diverrebbe enorme.   Già l’Europa ha permesso al Daesh di impossessarsi di varie parti di territorio libico. La strategia a medio termine dei sauditi é quella, come indicavo nel precedente blog, di giocare un ruolo primario in Nord africa.                      Il Daesh é usato come punta di diamante di questa strategia che usa la religione come supporto collaterale.  Quindi impossessarsi delle fonti energetiche libiche ed algerine non é una visione peregrina.           Significa acquisire una posizione dominante prima che la Libia e l’Iran riprendano a produrre ed esportare petrolio.   Il prezzo basso permette anche di mantenere il mercato europeo divenuto primario.                        Eh si perché ormai le esportazioni saudite verso gli USA hanno perduto l’80% del volume grazie all’estrazione domestica di schiste.         

D’altronde sulla frontiera libico  tunisina  , così come su quella libico algerina , i berberi sembrano ricevere finanziamenti  in armamenti e munizioni dall’Iran.  I berberi , le loro tribù sono le uniche a tenere testa alle milizie del Daesh che,  in quelle regioni sono composte da mercenari .  I berberi da sempre vivono sui due confini, dove le dittature , algerina e tunisina hanno  riconosciuto loro una certa autonomia e libertà di azione.   Fondamentalmente laici , itineranti, nomadi, i berberi non sono assorbibili in senso religioso. Non disponibili a barattare la loro secolare libertà per le lenticchie wahabite!La lotta politico- militare sul fronte nord africano é appena iniziata.

Unico paese che resta al riparo  è il Marocco di Mohamed VI .                Incarna i due poteri temporale e spirituale , il politico ed il religioso, riuscendo con intelligenza  a star fuori,  con profonda intelligenza,  da quel vaso di Pandora  che sta divenendo la Regione Maghrebina. Un’intelligenza ed una visione che suo padre non aveva .                        Che gli permette oggi di superare le enormi  difficoltà di un paese che fino a dieci anni fa era il più misero e peggio governato da una nobiltà insulsa ed imbelle! 

L’augurio che faccio ai miei amici maghrebini é che riescano a ritrovare una comunità d’intenti e si liberino dai mercanti di fede ignoranti e mercenari. La speranza per gli europei é che intervengano al più presto in Libia per stoppare sul nascere la creazione di un Califfato e la propagazione a tutto il Nord Africa di questa espansione .                        Per coloro a cui piace tanto ragionare, senza conoscere a fondo il tema, rispondo che il famoso concetto “Boots on the ground” (stivali sul terreno ) é un’idiozia” , nel senso che se non li mettiamo presto e definitivamente,  in concerto con gli Stati del Maghreb, al posto degli stivali,  vedremo tante teste rotolare. Si tratta di scegliere  strategicamente ……

Buona  vita a tutti

 

 

 

 

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The Fascism of the Affluent – by Joschka Fischer


No comments.Everything is said!

Eideard


There is an alarming political shift to the right occurring on both sides of the Atlantic, linked to the growing force of openly chauvinist political parties and figures: Donald Trump in the United States, Marine Le Pen in France. Other names could be added to the list: Hungary’s prime minister, Victor Orbán, who advocates “illiberal democracy,” or Jarosław Kaczyński and his quasi-authoritarian Law and Justice party, which now rules Poland.

Nationalistic, xenophobic political parties had been on the rise in many European Union member states long before Syrian refugees first arrived in appreciable numbers. There has been Geert Wilders in the Netherlands, the Vlaams Blok (succeeded by today’s Vlaams Belang) in Belgium, the Freedom Party of Austria, the Sweden Democrats, the Finns Party, and the Danish People’s Party, to name just a few.

The reasons for such parties’ rise and success vary greatly at the national level. But…

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What Obama says about gun law doesn’t matter — Republicans are owned by the Gun Lobby


Unfortunately I must share the considerations made on the article .
And this will counts a lot , making a difference on the next presidential elections.
The gun lobby is the richest and better organized among the U.S.supporters .

Eideard

Never forget Sandy Hook

The modest gun control policy changes announced in a passionate speech by President Obama on Tuesday are not of great substantive importance. But they reveal important truths about the state of American politics. The disproportionate Republican opposition to the president’s minor executive actions on gun control isn’t just about the party’s opposition to any and all efforts to stem the tide of gun violence. Their reflexive opposition also reflects their refusal to cede any legitimate authority to the president.

After all, the candidates for the Republican presidential nomination didn’t even know what executive actions – if any – Barack Obama would take on gun control after his Monday meeting with the attorney general, Loretta Lynch. That didn’t stop them, because they knew that they would oppose whatever actions Obama planned to take.

…They do reflect two major trends in Republican thought: reflexive opposition to…

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Cartoon of the day


Just great! A indisputable truth concerning the idiotic foreign policy in M.O.

Eideard

Which murderer will the State Department support next week, eh?

Thanks, gocomics.org

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