DEMOCRAZIA E POPULISMO


Comprendo l’incomprensione di alcuni amici lettori circa  la mia idiosincrasia verso questa sinistra mediterranea e le sue crociate.                      Credevo aver sufficientemente sottolineato nei post precedenti  la visione europeista ed ideologicamente sovranazionale che credo essere l’unica che possa farci superare lo stallo e le nefandezze attuali .

L’interesse di questi Stati nazionali e delle classi dirigenti che governano,  è mantenere il potere politico ed economico,  non devolvendolo.                        Così facendo,  gli oligopoli che mantengono queste classi economiche che sovvenzionano queste classi politiche restano intoccabili e l’Europa del sud sarà sempre più ostaggio delle proprie lobbies e del  proprio malaffare.         Mi riferisco a tutti quei settori in cui gli attori principali (Gruppi d’interesse familiari) sono sempre gli stessi ;  informazione , stampa, frequenze TV, comunicazioni , energia, telecomunicazioni , autostrade, difesa, armamenti ecc.,  ecc,  .     Per non parlare degli Istituti bancari……..

Giusto per farvi meglio comprendere il mio punto di vista , commento brevemente  i dati dell’ultimo Rapporto redatto per conto del Consiglio d’Europa da parte di due ricercatori dell’Università di Losanna .  La ricerca prende in considerazione la popolazione carceraria dal punto di vista della tipologia sociologica e di classe di reati.

In Italia su 15.000 spacciatori detenuti, i carcerati per reati finanziari sono appena 230!!! 1/65 .  In Spagna sono 1/9 , in GB 1/7  . Cosa intendo dire ?        Che i reati  fiscali, di insider trading , di bancarotta , ovvero più in generale i reati legati alla criminalità economica in Italia , non solo non sono sufficientemente perseguiti , ma che  il sistema permette ai “colletti bianchi ”  di restare liberi. Le ragioni sonno molteplici, il nostro sistema con tre gradi giudizio ne è il primo.  Semplice,   se ho denaro mi posso permettere di arrivare in Cassazione e far passare almeno 10 anni dal primo giudizio pagando 60 mila euro minimo all’anno per l’avvocato/i cassazionista/i .         La legge e la sua applicazione non è certo uguale per tutti!                                       E questa è un’ingiustizia plateale che negli ultimi venti anni,  a causa delle normative ipergarantiste , sia per le prescrizioni,  é quanto meno in contrasto con la giurisprudenza europea e della  Corte di Giustizia Europea.

Nella vituperata  Germania  di Angela Merkel  i colletti bianchi in carcere per questa tipologia di reati sono 7.986  contro 7.555 carcerati per droga! Vedete ,  non sono certo filogermanico, ma quando reati oggi esecrabili contro il patrimonio dello Stato possono essere prescritti , depenalizzati ecc.                   Il caso di evidente di insider trading relativo al decreto legge con il quale questo governo ha  reso S.p.A  le Popolari con oltre gli 8 miliardi,  dove amici di   e familiari  di membri del governo  hanno realizzato guadagni inaccettabili , la dice lunga sull’etica del paese e delle sue classi dirigenti che per giunta si autodefiniscono di sinistra. 

Ecco vedete il populismo crea protesta becera che non produce effetto alcuno . Un pò come quel povero guitto scemo di Grillo che sbraita contro i ladri ed il governo , ma quando il suo amico di merende , vicino di casa, esporta illegalmente in Svizzera non meno di 6 milioni di euro negli ultimi 5 anni ,  allora s’indigna. Le regole non sono valide per tutti…..                         Questa è la filosofia dei cialtroni. Assenza di etica .                                                   Lo stesso vale, a mio avviso ,  per Syriza ed i suoi demiurghi demagoghi.        Non vi è alcuna differenza. Forse l’unica è che Tsipras è certamente più colto ed intelligente di Grillo.  

Ma dal punto di vista etico praticano la stessa demagogia.                                Sono settimane che sostengo questa tesi.                                                         Attraverso la comunicazione autocelebrante che si indirizza ad un popolo  mal informato  e nazionalista,  hanno condotto una campagna elettorale “story- teller”.   Ed un corpo elettorale ridotto alla miseria , non partecipante, suddito e non cittadino lo ha votato  .   Promesse impossibili da mantenere . Raddoppio delle pensioni,  livello salariale minimo 700 euro, riassunzione degli impiegati statali licenziati, ecc. ecc.   Si afferma il popolo lo ha votato , quindi é anti democratico opporsi. Primo , il popolo é stato turlupinato, secondo , nessuno li obbliga a restare in euro , o in UE.

Ma deve essere chiaro che se fai parte di una comunità,  ti comporti secondo i canoni di quest’ultima . Se rubi, se imbrogli, se i governanti che rubano restano impuniti ed il popolo non ha i mezzi per cacciarli delle due l’una , o se ne liberano , o escono. Questo deve valere erga omnes ! Ed io cittadino europeo ed italiano,  non vedo l’ora che si applichi anche all’Italia!

Una vera sinistra non si comporta  appoggiando 30 famiglie  che detengono oltre il 70% del potere economico nazionale.. Una vera sinistra  rispetta il popolo!  Ma soprattutto,  quando 8 governi precedenti ,di destra e sinistra, hanno rubato per oltre 15 anni. Quando famiglie come Papandreu detengono nella sola HSBC oltre 500 milioni di euro, quando  negli ultimi 15 giorni sono usciti dalla Grecia  verso Cipro, Svizzera, GB  ben 7.2 milioni di euro senza che il governo abbia minimamente bloccato i trasferimenti, allora vuol dire che sono solo dei peracottari, o in malafede  . Gli interessi del popolo si difendono da subito!  Partono lancia in resta contro Troika, Ue , come se i 330 miliardi di euro di debito accumulato lo avessero creato altri.

Non si fanno carico delle responsabilità, non accennano a varare le riforme  di quelle leggi che hanno reso possibile un tale disastro.                        Un esempio  per tutti  : l’élite degli armatori , la prima flotta mercantile europea , è esentata nella costituzione dal pagamento delle tasse (sic)!      Queste e molte altre sono la causa della mia profonda critica ideologica  a questi movimenti eterogenei.  Leaderismo auto-generato. Populismo becero.       Ecco più , o meno gli stessi errori, le stesse sindromi , la stessa genesi della condizione  del contesto italiano.

Ma certo queste considerazioni  non m’impediscono  di essere solidale con il popolo greco che ha tutto il diritto di essere aiutato !                                                Ed infatti l’ultima decisione del Consiglio Europeo è quella di dare altri 4 mesi al governo per implementare un piano serio di riforme .                                        Già da  lunedì il “poveraccio” del ministro delle finanze,  dovrà presentare la lista delle  priorità in tal senso !!! Il bullo , docente alla LBJ  di Austin , Università di terz’ordine in USA  , va a Canossa, mentre il leader cerca di spiegare ai greci la sua  politica da sbruffone!   Se questa è una vittoria…….   Gli ho definiti tali dagli inizi,  perché prevedevo già  dal giorno dopo la vittoria elettorale  come sarebbe finita!   La semantica tra Troika ed Istituzioni non aiuta gli stolti. 

La politica contro l’austerity non ha niente a che vedere con la Grecia.         Altri sono i paesi che cercano di sfruttare questa condizione  a proprio vantaggio  , l’Italia in primis!  Sapete , tutti se la prendono con la Germania ,ma su 18 paesi in euro , sui 28 UE,  17 hanno votato contro !               E sapete chi erano i più duri? Portogallo , Spagna, Lituania . Paesi che hanno dovuto subire pesanti interventi per la ristrutturazione dei loro debiti . Lituania,  ultima entrata,  ha versato al Fondo salva Stati 60 milioni di euro e desidera che non vengano sperperati.                                                                 L’informazione in Italia è pessima , e lo dimostra il 72° posto in termini di libertà di stampa che il nostro paese detiene.

Se la smettessimo di interpretare , o peggio distorcere la realtà per addolcirci la pillola……….. Ecco ,  così pure la sinistra italiana,  invece di andare all’estero a cercare modelli inesistenti, dovrebbe concentrarsi sul proprio stato  , non facendo voli pindarici, ricercando scuse per le proprie disgrazie , non evitando di guardare in faccia la realtà italiana. 

C’è uno spazio enorme da riempire.  Un PD  in via d’estinzione (almeno in termini elettorali,  considerando la base storica) che sembra in continua rotta di collisione con i propri valori fondanti e con la società civile di riferimento! Ecco descritte le mie ragioni. La mia critica totale  allo starnazzare dietro il caso Syriza. 

Buona vita a tutti

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LIBIA , L’INTERVENTO SI AVVICINA


 Molti sono i fattori che rendono l’intervento prossimo .                                    Giusto alle 23 , ora italiana di ieri,  l’ambasciatore italiano all’ONU ha dichiarato che l’Italia “E’ pronta ad un ruolo guida per stabilizzare la situazione libica”!

Il degrado del contesto impone sia dal punto di vista territoriale , che bellico l’assoluta necessità di bloccare l’avanzata dei jihadisti del Daesch.               Prima che l’intera aerea del litorale libico passi sotto il loro controllo.          Fino ad oggi l’unica resistenza l’hanno incontrata scontrandosi con  le milizie di Feyr Libia che controllano l’area  di Misurata. Per questo nel precedente post indicavo che Sirte era stata occupata, ma solo parzialmente .                  Ma già i jihadisti stanno cercando di aggirare l’ostacolo sulla via verso ovest passando più a sud , un territorio poco abitato e desertico.

Nel contempo, come avevo accennato 10 mesi fa nei post dedicati a questo tema , i jihadisti legati ad Al Qaeda, dopo essersi accampati nel sud della Libia , nella regione del Fezzan,    stanno rapidamente raggiungendo il confine con la Tunisia . I Boko Aram ed i  gruppi provenienti dall’est del paese , da Derna e dal sud Egitto. Questo movimento di jihadisti , oltre che essere strategicamente prevedibile , poteva essere evitato.

La conferma l’ha data il premier del governo libico  di Tobruk , quello riconosciuto in sede internazionale,  Abdallah  Al -Thani.                                           In realtà una mezza conferma dell’avvicinarsi di queste milizie è la morte di 4 doganieri tunisini al confine di Kasserine.  L’esercito tunisino ha inviato circa 5000 uomini a presidiare il confine con la Libia. Il ten. col. Belhassem Ouselati , portavoce del Min. Difesa tunisino,  afferma che il sistema dispiegato dovrebbe impedire ogni infiltrazione e , soprattutto,  il traffico di armi che oggi rappresenta il problema principale.                                                   Ma il dilemma  si pone anche in direzione opposta.

Come scrivevo un’anno fa da 3000 a 4000 mila giovani tunisini sono andati a combattere in Siria ed Iraq. Adesso circa 500, o più  di questi , stanno rientrando in patria su richiesta di Al Baghdadi . Lascia perplessi il commento del ministro degli interni tunisino M. Gharsalli  in proposito: “questi soggetti non rappresentano un problema “! (sic).   

Ma a parte questo aspetto , l’opinione pubblica tunisina viene tenuta parzialmente all’oscuro del reale pericolo che incombe sul paese.                      La differenza tra Tunisia ed Algeria è in proposito notevole.                          Mentre la prima è oggi l’unico paese ad aver raggiunto una vera democrazia, dopo la primavera araba con l’elezione libera di Parlamento e Presidente  moderati , l’Algeria da decenni vive una dittatura ed un controllo assoluto da parte dell’esercito che resta decisore ultimo!

Quindi i fondamentalisti in quel paese sono braccati , in numero limitato e costretti a vivere sulle montagne al confine con la Tunisia .                      Quest’ultima invece, conta una parte di popolazione fondamentalista , circa il 10%  . Per lo più giovani , con limitata istruzione che , a causa della forte disoccupazione  , sono tentati dal raggiungere le fila  dei miliziani del Daesch. Queste sono le fila, la fonte  di coloro che si uniscono ai jihadisti.               Alcuni si pentono, ma è molto difficile , se non improbabile disertare per loro……..

Ma esaminiamo adesso i fattori politici. 

Le trattative di Ginevra sono naufragate in una miriade di veti opposti. L’inviato spagnolo Bernardino Leon  annaspa tra le mille difficoltà di una mediazione che oggi è divenuta impossibile per il precipitare degli eventi.   Qualunque mediazione è ormai fuori portata ed il crederla possibile in questa condizioni è peregrino, fuorviante , al limite della demagogia!                    Nessuno, tanto meno Prodi, può riesumarla oggi.   Leon si trova in Tunisia e parlava in video conferenza da Tunisi con il Consiglio di Sicurezza a New York.  La sua presenza in Tunisia è anche un elemento che induce a ritenere che il paese darà il suo assenso ad un “intervento umanitario” congiunto .           Una forza di pronto intervento che , come ritengo ed ho scritto , deve essere composta da paesi musulmani confinanti e che, secondo quanto è possibile intendere, sarebbe posta sotto il co-ordinamento italiano.               

Nel contempo,  quest’oggi in un colloquio telefonico durato 45 minuti , Gentiloni ed il suo omologo tedesco  Frank Steinmeier sembra abbiano delineato un’ accordo di massima  tra i due paesi circa la posizione che intendono sostenere . Germania e Italia non fanno parte del Consiglio di Sicurezza , dove invece Francia e Gran Bretagna (i guastatori ottusi dell’operazione 2011)  sono presenti.  Ecco quindi  delinearsi un mezzo per pesare al suo interno ed  imporre una visione europea meno interventista , ma più ragionevole . Pur sempre nel quadro di una guerra , non certo di una passeggiata , o di un’operazione di “peace keeping”  che nelle condizioni presenti e con un avversario come il Daesch non è minimamente concepibile! Militarmente tra Egitto , Algeria, Tunisia , forse Marocco, più Italia si puo’ pensare ad un contingente di circa 80 mila uomini tra esercito, aviazione e marina. Con un appoggio interno delle milizie che fanno capo al Gen. Haftar ed un numero non indifferente di tribù locali ,sia lungo il corridoio confinante con la Tunisia ,  che  quelle  posizionate nell’ovest del paese.

A questi fattori politici si aggiungono infine dei fattori legati al territorio, al meteo ,  alla comunicazione, alla percezione degli eventi. Le ragioni legate alla stagione. Non si può certo attendere più di 7/8 settimane, non solo perché l’avanzata verso ovest dei jihadisti sarebbe terminata, ma anche per il calore dell’estate da quelle parti.  Sbarcare su un territorio già occupato significa accettare un numero di feriti e morti più elevato. Sia che si arrivi dalle retrovie , sia sbarcando.

Concedere tempo ai jihadisti significa dar loro il tempo per armarsi e ricevere ulteriori invasati pronti a morire sul fronte .Mi riferisco qui ad un’azione congiunta ed i danni collaterali sono a carico dell’intera coalizione , non italiani.  Ma certo non si può affrontare un tale scenario con un’informazione che tratta la guerra , perché di questo si tratta ,come un video gioco!            Infine,  come da più parti sottolineato,  è evidente che come io stesso scrivevo,  occorra una strategia di medio-lungo termine capace di fornire gli strumenti necessari per ricostruire il paese Libia.

Per rendere il lato sud del Mediterraneo parte integrante della cooperazione e sviluppo economico europeo. Ed in tal modo raggiungere quella sicurezza e polizia delle frontiere marittime che sola può ragionevolmente considerare il mediterraneo un mare di tutti,  dove Nostrum sta per comune  ai paesi  che ne sono parte integrante . 

Buona vita a tutti.

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LIBIA , UN INTERVENTO INEVITABILE


Nel mio penultimo post definivo il contesto libico , un disastro annunciato. Purtroppo lo era, e niente e`stato fatto per arginare l’anarchia e la guerra civile che hanno fatto seguito allo stolido e sterile intervento franco britannico che ha di fatto schiuso il vaso di Pandora. Era prevedibile che in assenza di una struttura istituzionale, della mancanza di  un’ apparato di sicurezza interno ed esterno ,  in presenza  di una societa’ profondamente divisa e tribale si giungesse ad una disgregazione del tessuto socio/economico. A questi fattori endogeni si e` poi aggiunto il fattore  esogeno rappresentato dal Daesch , o se preferite Stato islamico.

Gia’ nel post precedente menzionavo l’espansione in Libia delle fazioni jihadiste  ed in particolare delle milizie di Al Baghdadi che, dall’est del paese stanno procedendo verso ovest senza incontrare alcuna resistenza.       Da Derna, dichiarata in Novembre emirato islamico,  oggi giuridicamente sotto  la sharia, imposta con la forza,  le milizie hanno oggi occupato parzialmente Sirte. La situazione e’ sempre piu’ complessa.

Sirte , citta’ natale di Gheddafi, e’ divenuta dopo la sua morte un feudo di gruppi radicali di Ansar Echaria . Ad essi si aggiungono milizie di Fayr Libya , la formazione che controlla Misurata.  Queste due formazioni sono oggi invitate a farsi da parte  e cedere il controllo territoriale alle truppe dello Stato Islamico. L’importanza di Sirte e’ dovuta al Golfo ed ai terminali petroliferi off shore  che sono collegati ai pozzi petroliferi situati all’interno. Sirte si trova a 500 km da Tripoli e, dalla radio locale che gli islamisti hanno occupato, oltre ai versetti coranici  ed i discorsi di Al  Baghdadi e del suo portavoce Mohamed Al Adnani , i miliziani hanno lanciato la prossima sfida, la conquista  di Misurata! La popolazione assiste inerme ed indifesa temendo che tutto il territorio venga sottoposto , come a Derna, al califfato islamico!

Contrariamente a quanto si ritiene in Occidente , il principale obiettivo del Daesch , o Isis, non e’ il terrorismo, né la destabilizzazione dell’Europa, dell’Occidente , ma la creazione di un Califfato islamico  quale quello esistente nel VI secolo.                                                                                                               Il sogno di questi jihadisti , di questi poveri giovani ignoranti, analfabeti e indottrinati contadini , e’ il ritorno al medioevo in pieno XXI secolo. Tutti i loro riferimenti sono legati alla  visione coranica arcaica , alla sharia cosi’ come era vissuta e praticata nel VI secolo. Niente a che vedere con la religione e fede musulmana praticata oggi , come risulta dalla fatwa emessa contro questa interpretazione antistorica dal gran mufti dell’Universita’ del Cairo. 

La disastrosa disattenzione nei confronti del conflitto siriano, del disgregarsi dell’ Iraq  , degli interessi incofessabili  dei Paesi del Golfo, delle mire espansionistiche della Turchia, hanno creato un mix ideale per l’ estensione del Daesch e del ruolo politico giuocato da Al Baghdadi .  La loro influenza si estende oggi su un’area grande quanto la Francia. Un territorio in gran parte  desertico dove i pozzi di petrolio sono l’unica cosa acquisibile. E che sono stati occupati per ricavare parte delle risorse finanziarie su cui contano i jihadisti..

Si e’ sciaguratamente lasciato fare , sottovalutando gli interessi di alcuni Stati nel creare caos ed espandere le loro zone d’influenza.                                Poche ore fa i miliziani islamici hanno fatto saltare una delle maggiori pipeline libiche che collega i pozzi alle piattaforme off shore.                                  Il NOC  , National Oil Group , l’ente di Stato petrolifero , ha dichiarato la chiusura quasi totale dei pozzi  a tempo indeterminato.

Siamo cosi’ giunti al collasso del sistema . I due governi, i due eserciti , le due banche nazionali sono al fine corsa. La mediazione , sotto l’egida ONU, tra le parti in causa che si teneva a Ginevra e’ fallita , nonostante gli sforzi diplomatici italiani per la risoluzione della controversia .                                          Il governo di Tobruk non ha la forza necessaria ad arrestare l’avanzata delle milizie che possono contare sulla violenza ed il terrore .                                             Due moschee sufi sono state distrutte ed incendiate e cio’ dimostra il totalitarismo assoluto del fondamentalismo praticato  anche nei confronti di fratelli musulmani correligionari.  Ecco che siamo giunti ad un bivio!               Si tratta solo  di decidere come intervenire. …..

Perché l’intervento e’ divenuto ineluttabile ed incontrovertibile!

E’ il come , con chi e con quali obiettivi impostare l’ intervento.               Occorre una strategia ben definita nei tempi, nei modi e con obiettivi  e priorita’ certe.        Gentiloni  e’ gia’ definito il crociato dagli islamisti.              Ed ha dichiarato  che un  intervento sul territorio libico  sotto l’egida dell’ONU  e’ nell’ordine delle cose.  Questione di settimane.                            L’Italia ha forti interessi strategici nazionali in gioco in Libia.                            Ha subito l’intervento anglo/francese,  diretto contro i propri interessi.                                      

Ha rifiutato di prendere in mano la situazione su richiesta degli USA pochi mesi fa. Gode nel paese di un’accettabile stima ed a livello internazionale storicamente siamo il paese di riferimento in quanto ex amministratore coloniale. Ma soprattutto abbiamo legami indissolubili con buona parte delle tribu’ che davvero contano in Libia. E su questo capitale di relazioni  dobbiamo investire per rendere l’intervento amichevole ed in supporto della pace!

Abbiamo oggi il dovere d’intervenire non solo per salvaguardare il 25% dell’import petrolifero ed il 30% del gas , ma anche per salvare dalla carneficina i nostri amici libici.  A mio avviso la questione deve  coinvolgere i paesi del Maghreb. Piu’ che un intervento ONU,   dovrebbe essere                    un’ intervento in collaborazione con i paesi limitrofi.  

In  primo luogo con l’Egitto di Al Sissi che,  oltre a lottare sui propri confini con il  Daesch,   puo’ sigillare e chiudere ad est in una morsa le milizie presenti nei campi di addestramento di Derna .  Con la collaborazione della Tunisia che oggi rischia di divenire il prossimo obiettivo del Daesch ,il cui confine  si trova a 200 km da Tripoli. Le sue frontiere sono chiuse , ma quasi un milione di libici vivono in Tunisia e la complessita’ della situazione interna potrebbe creare ulteriori conseguenze politiche.  Marocco ed Algeria si confrontano entrambi con il problema jihadista e potrebbero essere coinvolti in un’ intervento che e’ teso a ristabilire la sicurezza e la pace in tutta l’area del Nord Africa.

Per non parlare di altri Stati come la Giordania, profondamente colpita dal Daesch recentemente.  Ecco,  occorre porre in essere  un intervento che coinvolga i  paesi musulmani .  Una tale alleanza di intenti risulterebbe oltre che politicamente rilevante , anche un’occasione per rendere l’area sud del Mediterraneo  un polo di aggregazione d’interessi e di cooperazione . Insomma un nuovo modo per  instaurare relazioni di mutuo soccorso ed aiuto. Ma soprattutto mettere in evidenza la dicotomia enorme tra religione musulmana ed  indottrinamento jihadista.

Gli interessi geo politici e geo strategici sono e devono restare europei ! Prevalentemente in capo ai paesi mediterranei, storicamente coinvolti come Italia in primis , Francia, Spagna.  Una sorta di test , di prova in vitro di una Comunita’ di Difesa Europea in collaborazione con i paesi della zona Sud del Mediterraneo. Una politica improntata al concetto originario di Mare Nostrum , non con aspetti neo coloniali , ma con intenti di cooperazione e sviluppo comuni. 

Comprendo che una tale visione strategica nel breve termine si scontri con gli interessi di alcuni Stati del Golfo che hanno  finanziato la Jihad, ma gli arabi comprendono bene la fragilita’ politica delle loro teocrazie, la consunzione delle risorse energetiche che dal 2050 subiranno ribassi notevoli.     L’Europa e’ oggi il principale consumatore del petrolio medio orientale e se il prezzo del petrolio  oggi e’ sceso , e’ perche’con il fracking rischiava di perdere, oltre quello americano , il mercato europeo.     

Ed allora con un prezzo inferiore ai $60 al barile,  i costi estrattivi del sistema  concorrente sono messi fuori mercato! Cio’ detto i temi per una negoziazione e mediazione sono presenti. Non resta che mettere assieme una forza di intervento rapido multinazionale, multiculturale ed interreligiosa . In fondo con i sistemi elettronici e di offesa presenti , un’armata Brancaleone di 50 mila miliziani del Daesch ,per lo piu’ inesperti e mal armati non credo sia un problema. Colpire Mosul , la testa del Daesch, neanche. Si tratta di far leva sulle popolazioni per far comprendere  che l’intervento non e’ certo contro di loro , ma contro questi mestatori ignoranti ed indottrinati che vogliono riportarli a vivere nel medioevo prossimo venturo.

Buona vita a tutti, Inch’ Allah!

 

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CONTRADDIZIONI ED INCONGRUENZE DELLA SINISTRA MEDITERRANEA


Era evidente a me e molti altri che il populismo e la demagogia ampiamente profusa  da Tsipras non avrebbero condotto a niente.   Leggere la stampa italiana, e non solo , la settimana scorsa dava adito a molte questioni ed interrogativi  circa il ruolo dell’informazione e la capacità dei media di distorcere il senso della realtà.    Scrivevo prima delle elezioni che la Grecia non avrebbe mutato in niente i termini della situazione economica .                 Non solo per il peso specifico insignificante che essa detiene nel complesso dei 28 paesi UE.   Ma soprattutto per l’atteggiamento “non chalant et enfantin”  con il quale questa battaglia , persa in partenza,  è stato affrontato e condotto.                    

La mia visione ideologica della sinistra è ben altra in rapporto a quanto dichiarato da gran parte dei “leaders”  della “sinistra della sinistra” .         Unico personaggio a distanziarsi da dichiarazioni roboanti , quanto vuote di contenuto e significato , Rodotà.  I titoli erano di una piattezza esilerante ; “alla ricerca di uno Tsipras italiano” ,  “la sinistra mediterranea con il simbolo di Syriza” ,  “la Grecia ,  modello di una nuova scommessa europea”   ecc. ecc.                     

Le ragioni di questa critica di fondo sono molteplici.                                                  In primo luogo l’inaccettabile populismo e demagogia usata a spese del popolo greco.   Poi la incomprensibile continuità tra questo coacervo di interessi e la sua paritetica negazione.   Intendo con ciò affermare che uno dei principi base di una sinistra che abbia stima di sé e fiducia nei propri mezzi è adoperarsi per  azzerare la classe dirigente che ha prodotto in 15 anni una voragine di queste dimensioni .   Si è volutamente cancellato dalla discussione questo dato primario!   Si é scientemente perseguito il dato opposto.               La Troika ha imposto alla Grecia delle condizioni inaccettabili!  Falso!              

5  governi greci di destra e sinistra hanno sperperato stupidamente il denaro ricevuto dall’entrata del paese nell”euro.  Hanno falsificato i dati circa la reale situazione economico-finanziaria con l’aiuto di Goldmann&Sachs ed altre società  advisors nelle successive negoziazioni.  La Grecia dalla sua entrata in euro non ha mai messo in piedi  come richiesto una politica di tassazione, ridotto la dimensione ed il peso delle istituzioni nell’economia del paese.     Hanno invece  distribuito prebende a vari settori pubblici senza alcun criterio di merito e/o selezione.  Non hanno  in alcun modo posto in essere una tassazione di grandi patrimoni , né una politica di redistribuzione delle risorse e delle ricchezze.  Tenete conto che la Grecia ha la più grande flotta mercantile europea e la seconda al mondo, ma poco di questa ricchezza va nelle casse governative. 380 miliardi di euro di debito accumulati  non sono certo colpa della troika , né della Germania. 

Smettiamola di raccontare / ci fregnacce.     La mia ferma convinzione  e concezione  di integrazione europea é che si debba superare lo stadio degli Stati nazione.  Superare l’idea che in certi paesi l’etica politica e la morale civica possano essere declinati e impartiti  in modo completamente opposto al comune senso del pudore politico – sociale.  Quando in paesi come la Grecia , ma anche l’Italia , le classi dirigenti per anni , per decenni , producono disastri sociali e politici senza soluzione di continuità. Quando non si vogliono perseguire reati contro il patrimonio dello Stato  e  si lasciano parti del territorio nelle mani della criminalità , allora credo che si debba ricorrere ad  una struttura istituzionale Federativa Europea .            Dove il vertice prende provvedimenti adeguati ponendo quei leaders/partiti  in condizioni di non più nuocere. Ovvero , se per esempio un Stato degli USA  si trova ad avere  un governo in mano alla criminalità organizzata ,il governo federale interviene per limitare i danni  e porsi a garanzia del bene pubblico.

L’ignoranza é il peggior nemico del progresso e dell’evoluzione.                            E in Italia  l’ignoranza del popolo é ritornata ad essere troppo elevata.     Siamo il più ignorante dei 28 paesi UE.  In queste condizioni una società conformista e classista come quella nostra , o quella greca, divengono fragili ed alla mercé  di ogni ricatto economico sociale o  partitico.!.

Il compito di una sinistra degna di questo nome é investire nella società civile.   In tutti i modi , in tutte le forme . Nei suoi giovani : nella classe d’età tra 15 e 29 anni siamo all’ultimo posto tra i maggiori paesi per abbandono e per titolo di studio finale conseguito, scuola dell’obbligo!

Nei suoi anziani, che per oltre il 50% arrivano a malapena alla quinta elementare e sono oggi divenuti degli analfabeti di ritorno.                             Nella sua struttura produttiva,  tanto atomizzata da non essere più competitiva , contro una dimensione aziendale media europea che conta     150 addetti invece di 14!  Nei corpi di mediazione sociale che divengono cinghie di trasmissione di democrazia.

Per non parlare del sistema bancario che legato a doppio filo al territorio non ha mai acquisito la visione di globalizzazione che occorre per fare impresa in un mondo aperto e competitivo. Una politica industriale conseguente capace di porre priorità e limiti.   Un sistema educativo eccellente alla elementari , mediocre alla medie inferiori, insufficiente alle superiori , deficiente al livello universitario.   All’estero gli studenti votano ed esprimono giudizi sui docenti. La cooptazione a livello universitario è oggi un’enorme palla al piede del sistema ed uno spreco  di risorse ed energie.                                                                  Tutto ciò ci riconduce alla selezione delle classi dirigenti !!!!!                                 

Non possiamo attribuire agli altri , ai tedeschi , ai francesi le nostre ataviche mancanze . Il popolo greco ha il diritto di essere aiutato.  Certamente!

Ma il governo greco deve assumersi le responsabilità passate e presenti.  Pacta sunt servanda.   Richiedere quindi al governo Tsipras di prendere provvedimenti atti a punire le malversazioni compiute e coloro che le hanno praticate é fondamentale al fine di essere davvero democratici e risolvere .    Non a parole , ma nei fatti.  La protesta che non risolve e sana gli errori è fascismo! 

Si ritiene , si afferma  che un tale atteggiamento costituisce  una intromissione negli affari interni del paese?  Certo, se lasciamo che in nome della sovranità si continui  ad  accettare che interi  paesi rimangano nelle mani di mafie e classi incompetenti , allora meglio  lasciar perdere.                   La destra ,  gli antieuropeisti, i nazionalisti , i populisti  devono essere battuti  dalla sinistra e dai suoi valori nella quotidianità. Non supportati con ribellismo demagogico.   La sinistra che contesta , ma vive e  si alimenta dello “status quo” , delle svalutazioni competitive ,  é peggio del peggior populismo. Il populismo é in ultima analisi frutto di demagogia ed ignoranza e deve essere eradicato!

 In un’Europa integrata si può e si deve  imparare ad eliminare alla radice i nostri peggiori difetti ed errori. Credo fermamente nella devoluzione dei poteri nazionali  in determinati settori . Credo che sia il modo più rapido per veder applicare e rispettare le regole comunitarie  riuscendo  a buttarsi alle spalle classi politiche imbelli ed incompetenti.          

Ecco,  per tornare alla nostra sinistra,  occorre essere realisti e pragmatici. Occorre meno ideologia e più umiltà. Meno salotti . La sinistra italiana resta ancora in massima parte una sinistra dai guanti in cachemire che,  a mio modesto avviso,  dovrebbe andare a cogliere pomodori. 

Occorre tornare sul territorio ed andare ad occupare quell’enorme spazio lasciato libero dal famelico ed arrivista PD  renziano.  La massa di  astensione,  48% alle europee,   rappresenta un serbatoio di voti enorme.    Alla sinistra della sinistra esiste una zona franca.  Certo,  se invece si ritiene che raddoppiando le tessere , o in funzione dell’ubiquità , si possa creare la nuova sinistra , allora si é perdenti a vita.  Vendola e tutti gli arbusti , da Rifondazione alla Lista , sono e restano il passato.  Una stagione finita che non ha prodotto niente di significativo , se non Spinelli!

Buona vita a tutti.

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LIBIA , UN DISASTRO ANNUNCIATO…..


Due anni di guerra civile hanno reso la Libia un paese allo stato larvale.         Dalla caduta del regime e l’uccisione di Gheddafi ,11/10/21013 , il tribalismo feroce, , il familismo, l’islamismo più radicale  ed ignorante si sono fagocitati la società civile. L’idea che il Consiglio di Transizione Nazionale ( CTN) potesse impedire l’implosione ,  trovare un compromesso accettabile dalle tre aree d’influenza in cui è da sempre diviso il Paese era una vera scommessa contro ogni probabilità.

L’inesistenza di una struttura istituzionale, di un esecutivo degno di questo nome e quindi capace di agire , di un esercito, di un corpo di polizia operante sul territorio rappresentavano una difficoltà insormontabile.                                La Libia oggi conta  2 parlamenti, 2 governi, , due governatori di banche centrali!!!!  Lo pseudo – esercito conta due generali comandanti divisi per origine etnica. 

Le due maggiori  fazioni che si contendono il potere ed il territorio sono quelle al comando del Gen. Haftar,  un ex gen. di Gheddafi ,  rifugiatosi in Usa nel 2003 . Le sue truppe sono composte da soldati provenienti da varie tribu’. La sua formazione prende il nome di Dignità.   L’altra fazione si definisce ALBA  della Libia . ADL.  La sua maggiore concentrazione è quella dei cittadini di Misurata ed in parte composta da berberi.

Il territorio è a sua volta diviso a macchia di leopardo con varie enclaves.  ADL  ha il controllo della Cirenaica e dell’Ovest del Fezzan  , oltre alla capitale  Tripoli!  Nella capitale  il controllo è affidato ad Omar  al Hassi. Era lui l’obiettivo dell’attentato all’Hotel Corinzia dal quale si sono salvati 6 italiani , dirigenti ENi ed  Ambasciata italiana. 

Mentre  Dignità con i suoi miliziani controlla la Tripolitania e l’Est del Fezzan. Il gen. Haftar  è considerato l’alleato di riferimento degli USA   e  di Al Sissi , Presidente dell’Egitto ,evidente nemico dei Fratelli Musulmani e dei jihadisti islamici.  Da considerare che l’Egitto ha una frontiera di 6000 km con la Libia , dalla quale gruppuscoli di terroristi tentano di penetrare  ogni giorno nel paese .                                                            ADL è il depositario ufficiale della Rivoluzione . Tentano di opporsi ad un destino che a mio avviso è segnato. Con le recenti elezioni in Tunisia , unico paese che esce democraticamente vittorioso dalla primavera araba , nonostante il contesto politico complesso ed avverso, le frontiere sono sigillate . Quasi un milione di libici, su 4 milioni di popolazione totale vivono oggi in Tunisia. 

Con un Egitto sempre più intenzionato a lottare con il jihadismo libico il paese è di fatto chiuso al mondo . L’ unica frontiera colabrodo è quella Sud . In realtà gruppi qadaisti e jihadisti yemeniti entrano in Libia e si installano nel Fezzan dove, grazie all’inesistenza di qualsiasi controllo , agli spazi enormi offerti dal territorio desertico,  si assemblano creando campi di formazione per i jihadisti e   per i gurriglieri che fuggono dal Mali dopo l’intervento militare francese  in supporto di quel paese . A parte queste formazioni, giusto per darvi un’idea del crogiuolo che si è creato in Libia ,        i jihadisti armati , i rivoluzionari ,  erano circa 50 mila  alla fine del 2011, oggi sono tra i 350 ed i 400 mila  divisi in circa 300 milizie!!!!                              L’Italia è oggigiorno l’unico paese con un’ambasciata aperta ! Nessuna compagnia aerea vola più su Tripoli. Nel frattempo come ho indicato nei post precedenti dedicati al Maghreb,  niente è cambiato . 

I  Signori della guerra che finanziano la mattanza di questi poveri giovani ignoranti, il cui indottrinamento avviene nella strada e risponde all’odio generato dalle uccisioni tribali, sono sempre gli stessi.

EGITTO, EMIRATI ARABI UNITI   appoggiano la fazione Dignità del Gen. Haftar fornendo loro aerei da combattimento e logistica d’appoggio.                  QATAR e TURCHIA sostengono gli islamisti di Alba della Libia.  In questo caos  vi sono poi “enclaves”  che hanno già dall’autunno scorso dichiarato fedeltà al DAESCH .   Mi riferisco alla città di Derna da dove transitano nei due sensi i jihadisti che vanno a gonfiare le fila in Iraq e Siria.                                In quest’area, oltre ad ADL , sono molto presenti i Tuareg che vivono degli scambi ed i traffici che dall’Egitto conducono armi, viveri, munizioni in Libia. Derna  è oggi capitale del califfato dell’Ansar al Sharia .                                      Grazie ai finanziamenti qatarioti si è strutturata ed ha reso questa cittadina di 80 mila abitanti direttamente legata a Abu Bakr al Baghdadi.. Da sempre bistrattata da Gheddafi che la considerava storicamente  nemica in quanto origine degli islamisti  e del fondamentalismo libico ,  oggi vive sotto il più stretto regime della sharia.

Nel frattempo la produzione di petrolio e l’estrazione di gas naturale ,la ricchezza del paese,  si è ridotta di circa l’80/90%.  Da un massimo di 1.6 milioni di barili dell’acme del regime gheddafiano ,  siamo passati agli 800 mila barili del 2014,   ai 150/200 mila barili di oggi! I cittadini libici che ricevevano sotto il regime di Gheddafi circa 2000 euro mese senza lavorare . Contavano per la mano d’opera sui paesi indo-pakistani per fare avanzare il paese ( circa 1.5 milioni di lavoratori provenienti da quei paesi erano presenti fino al 2013)..Oggi il denaro scarseggia e gli introiti non riescono neanche a fornire il necessario per mandare avanti il paese.  Da non credere!!!!!  Pensate fino a due anni fa il governo libico poteva contare su circa 450 milioni di dollari al giorno provenienti dal petrolio e gas. Buona parte di quel denaro proveniva dall’ENI . Noi importavamo circa il 25% del petrolio dalla Libia e 30% di gas.

L’Italia è sempre stata assai neutrale . Abbiamo taciuto , consentendo la “guerra di liberazione” voluta dall’idiozia franco -inglese.   Stupidamente in quanto quella guerra era principalmente diretta contro i nostri interessi in Libia dove, ancora oggi abbiamo il più grande campo di estrazione . Sappiamo come è finita e ciò dimostra l’ignoranza e la superficialità del processo decisionale dei paesi europei e soprattutto delle loro classi politiche. Inclusa la nostra (Berlusconi & Co).

Mi viene da sorridere per il  povero Min. Esteri , Gentiloni , che oggi parla di pericolo jihadista proveniente dalla Libia. Anche le pietre , se non il mio stesso blog,  evocavano questa possibilità da un anno. L’attuale Mrs. Pesch , Mogherini , mai ha preso in esame le possibilità di evitare la tragedia.       Tanto meno il P.d.C.     Eppure Marco Minniti , vera anima del controllo politico dei Servizi,  è da tempo a conoscenza della situazione esplosiva.   Certo il problema libico non può essere risolto dalla sola Italia.                        

Ma è altrettanto vero ,  l’Italia è il paese che da tutti è ritenuto quello più adatto  a condurre una seria mediazione. Poche sono a mio avviso le chances di una soluzione a Ginevra sotto l’egida ONU. Vedo piuttosto una via percorribile in un accordo  di cooperazione. Un’accordo con i paesi confinanti del Maghreb , con lo stesso Egitto. Un accordo quindi regionale. Dove Italia in primis ed altri europei  , Francia , Spagna , possono offrire supporto  esterno per consentire il minimo ristabilimento di condizioni  di convivenza civile.  Gli interessi italiani sono enormi e Descalzi , A.D. di ENI,   conosce bene e conferma il ruolo che l’Italia può giocare con le tribù più importanti del paese. Talvolta la politica  occorre lasciarla fare agli operativi , a coloro che sul territorio ci sono e vivono e non dai teorici al tavolino.

Buona vita a tutti  P.S.

 

Mi permetto di segnalarvi i post precedenti dedicati al tema del Maghreb e del DAESCH:  

12/11/ 14  Libia tra caos e conflitti-

6/10/14 DAESCH –

4/9/14 I finanziamenti ben conosciuti del califfato –

5/8/14  Mediterraneo , il rischio si acutizza.

 

 

 

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Sinistra : simboli, mistificazioni , realtà…….


Mi sembra la giornata giusta per parlare di sinistra . Sinistra populista, mediterranea , nord europea, che i media a vario titolo,  a seconda della latitudine continentale da cui si esprimono,  dipingono sull’orlo della svolta epocale. Della ritrovata unità , della ritrovata speranza per una sinistra europea frammentata ed incapace , nonostante i numeri espressi , di superare l’impasse ideologico di un’Europa ancora troppo definita  ed appiattita sul modello degli Stati nazione.

Questa è a mio avviso una débâcle per la sinistra  a sinistra della sinistra perché rischia di mostrare tutti   i  limiti di questa forma populista , liquida , non ideologizzata, movimentista,  senza costrutto politico vero , salvo la volontà di denuncia.   La vittoria assoluta di Syriza, o meglio del suo leader maximo, Tsipras , personalmente non credo si avvererà .                                 Finirebbe per indebolire l’integrazione dell’Europa di cui al contrario abbiamo assoluta necessità per superare le divisioni odierne.

Non credo,  e lo dico a poche ore dal risultato perché vari elementi di valutazione offrono una diversa lettura ; demografia alla mano  , la maggioranza dell’elettorato è quella oltre i 70 anni . L’astensione si annuncia pesante in un paese che formalmente considera il voto un’obbligo di legge e dove 26 formazioni politiche sono in lizza……..                                                         Dove  il battage della comunicazione mediatica ha voluto costruire sulla rottura l’esito di un voto che scommette sulle sorti del popolo greco .

Soprattutto in Italia, su questa elezione si è voluto costruire uno scenario di rottura . La flessibilità sul debito ecc. ecc. Una volontaria pro- domo- italica versione ed interpretazione della condizione greca.                                                    Un ribaltamento della concezione sostenuta dai partiti socialisti del nord Europa .  Superamento della linea austerità  in favore di un liberalismo  e di una flessibilità i cui costi sarebbero assorbiti dai contribuenti europei .                                                                                                                                         In realtà la sinistra nord europea,  pur ammettendo errori di metodo e di tempistica nella gestione della crisi greca, resta ancorata ad un percorso virtuoso e legato a politiche economiche pragmatiche che esigono la messa al bando di classi dirigenti incapaci , incompetenti che truccano i dati economici e conducono  il proprio popolo alla miseria!      Questa è la situazione.                Credo proprio che la Grecia sia l’unico paese dei 28  della UE che abbia una classe  politico- economica  ancor peggiore di quella italiana!                                  La radicalizzazione dovuta alla crisi socio-economica ha fatto il resto. 

Sinistra oggi non ha né lo stesso significato, né la stessa proiezione- percezione in Europa.  La differenza è non solo politica , ma culturale.     Siamo in presenza di una sinistra meridionale che si contrappone ad una sinistra nord europea.  Una differenza dove  il contesto socio economico del paese ed il suo debito pubblico  superano ampiamente in ordine d’importanza il dato ideologico!  Ecco quindi che il peso della sovrastruttura supera di fatto l’ideologia stessa.

Il populismo è divenuto il fattore dirompente.  Si privilegiano gli egoismi, le divisioni, le differenze. Si sottolineano i limiti dell’integrazione dimenticando l’espansione degli ultimi 20 anni. Non mi riconosco in questa sinistra meridionale.  Non credo assolutamente in una  sinistra che trova origine in condizioni   localistiche e regionali come la Lista Tsipras.                                   

Questa frammentazione che in Italia si risolve e dissolve  in piccoli rivoli ideologici  ; Rifondazione , Sel,  Liste varie….supportate da intellettualismi salottieri .    Mi rendo conto si tratta di una interpretazione politica in totale  conflitto rispetto al presente  .                                                                                     Questo populismo democratico è un’aberrazione che si fonda su un background   simbolico , una narrazione mitica  di una realtà inesistente che ha condotto la Grecia  nella miseria  odierna.                                                                  I rapporti di forza sono  evidenti ed incontrovertibili  : 2.2% del PIL  europeo, 11 milioni di cittadini , la Grecia non fa paura a nessuno.                                          E’ semplicemente  divenuta un terreno di scontro dove il popolo greco è  vittima sacrificale di un conflitto ideologico.

L’ultima intervista a Rodotà, nella quale con mia totale sorpresa fa terra bruciata di settarismi e divisioni da operetta circa la sinistra italiana ,  mi trova integralmente concorde.  Sostengo da molto tempo che invece di rivoli intellettualoidi ,  occorre ritornare sul territorio.  Ritornare a fare politica con la gente e per la gente. Non raccontando narrazioni senza fondo, lanciando anatemi incompresi ed incomprensibili , da movimenti padronali e con pseudo leaders  buffoni , o suffragette da postribolo.

Occorre ritrovare una visione comune del divenire europeo continentale, una progettualità partecipata, solidale , ma scevra da scuse infantili e meschine. Pochi giorni fa commentavo il discorso di Obama in occasione dello Stato dell’Unione  e sottolineavo la capacità di condivisione degli obiettivi primari che devono essere comuni in una società moderna e informata .

Se l’obiettivo della sinistra europea  è quello di riuscire in una maggiore integrazione fondata su valori comuni  che non sono solo quelli economici , ma etici , allora assieme alla laicità , si deve declinare solidarietà in tutte le sue sfaccettature.   Ma solidarietà non può significare rinegoziazione unilaterale d’impegni ripetutamente presi da governi incapaci.                   Solidarietà al popolo greco  non significa accettazione di un “modus operandi”  che lo deruba da decenni con politiche  governative suicide.           La Troika emanazione diretta della UE , non certo organo alieno, ha il dovere di sanzionare abusi, illiceità , reati compiuti dall’esecutivo. Il primo responsabile della crisi ellenica  è  l’esecutivo greco! Tutti sappiamo che Tsipras non vuole uscire dall’UE, ma da levantino quale è farsi abbonare parte di quei prestiti accumulati in 10 anni : 160 miliardi . 110 circa dovuti alla Germania , circa 30 miliardi all’Italia. Ecco 30 miliardi rappresentano 3% del nostro PIL !!! E’ bene che si comprendano certi risvolti. In un’Europa democratica e politicamente integrata i governi , anche se eletti democraticamente,  possono e devono essere sanzionati se  delinquono!

” No more free lunch” !!! Direbbero gli anglosassoni molto pragmatici nel loro comportamento socio-politico! Sono convinto che occorrerà raggiungere un’ accordo , a prescindere dal vincitore di queste elezioni. 

Ma il populismo che sostiene delle ragioni parzialmente giuste,  non deve divenire il motore della nuova Europa. In questo senso vorrei vedere una sinistra mediterranea conscia dei propri limiti ed errori.                                    Priva di senso critico, che si parla addosso , o al proprio ombelico.                   Una sinistra capace di ritrovare le ragioni ideologiche dello stare insieme , non quelle meramente contestuali.                                                                                    Una sinistra della sinistra che abbia il coraggio di divenire ,  essere ed esistere .    Che rivendichi  i valori europei , invece di rinnegarli.                      Una sinistra che sappia distanziarsi dall’anti-europeismo becero e xenofobo. Che privilegi la forma partitica e non liquida.  Che rappresenti gli interessi reali dei suoi elettori e ne richieda l’assenso per le scelte di fondo . Che abbia un progetto definito e scritto a cui essere legata e non a populismi di maniera fine a se stessi.  Forse un modello di riferimento per la sinistra della sinistra  italiana è da  ricercarsi in Die Linke , piuttosto che in Syriza , o Podemos … 

Buona vita a tutti.

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Cari amici,  non avevo alcuna intenzione di scrivere un blog per questa fine anno 2104. Non mi pare  le circostanze ed il contesto siano propizi.          Niente da eccepire sul piano personale, ma quello non interessa a nessuno. No, sul piano socio-economico, credo che ciascuno di noi abbia notevoli difficoltà  a nutrire grandi speranze per il prossimo futuro.                          Affermare che i veri mutamenti avvengono sempre in periodi di crisi,  nel caso italiano mi appare proprio un’iperbole.

Perché in questo paese sono sempre dei grandi cialtroni che pontificano senza avere né qualità divinatorie  , né soprattutto l’esperienza storico professionale per fare simili affermazioni.  Per non parlare del background dal quale questi guitti provengono. Verificare il lento , ma certo declino che stiamo subendo è piuttosto facile.  Basti osservare alcune tabelle e statistiche pubblicate in questi ultimi giorni concernenti il reddito disponibile, il livello d’istruzione del paese, la qualità dell’export  e le quote di mercato perse per farsi una rapida idea.  Purtroppo restiamo ostaggio di un sistema che non accenna  né a riformarsi, né a progredire.

E certo non si può demandare alla sola magistratura il compito di rendere questo nostro paese più civile  se l’esecutivo è inquinato da malcostume e malversazioni continue .                                                                                                            Ed il legislativo è divenuto un accampamento di truppe cammellate che a vario titolo rispondono agli ordini di un vertice senza controllo alcuno.           La democrazia vive e si consolida se i rappresentanti del popolo rispondono in ultima analisi a quest’ultimo.  Quando , salvo poche eccezioni , dipendono dal padrone , sia esso Berlusconi, Grillo, Salvini , o Renzi , essi rappresentano solo il malcostume e la cooptazione che li ha posti in lista e fatti eleggere.         Il meccanismo di un sano confronto , di un trasparente processo decisionale  tra le forze politiche si è inceppato decenni fa.  

Il concetto di coalizione si è trasformato da noi in compromessi a tutto campo, a tutti i livelli, producendo irresponsabilità personali, civili e penali. L’inadeguatezza culturale ed etica del  ceto politico  ha reso il paese senza controllo e lo ha condotto alla deriva che viviamo. Senza un cambiamento epocale che conduca ad una selezione accurata della classe dirigente e quindi a quel cambiamento tanto sbandierato , ma di fatto mai iniziato , non riusciremo a veder la fine del tunnel. Sì , certo occorre il rinnovo. Ma se questo è assicurato dai portaborse dei brocchi ed incapaci di ieri , di tutti i partiti ,  non si realizzerà mai!

Se non si pone fine alla logica dei partiti padronali, dei partiti liquidi, ovvero di partiti che non hanno più legami con gli elettori ,  con il territorio,  le aree di riferimento , è evidente che essi potranno fare tutto ed il contrario senza mai dover dar conto…. Niente programmi, niente , progetti, niente strategie, solo affari, solo un progetto  carpe diem…. Ma senza una visione strategica adeguata alla realtà cogente e  funzionale , agli obiettivi definiti e selezionati accuratamente ,  in un mondo globalizzato non si va da nessuna parte.              Si straparla di sogni pindarici , per alleviare le sofferenze , quelle sì reali di una buona metà delle società coinvolte in disastri occupazionali  e personali.

Questo discorso mi ricorda il tema caro a questa sinistra italiana che vorrebbe , ma non è ….. La sinistra “alla Spinelli ” (barbara s’intende!), salottiera e indecente. La sinistra dei tanti intellettuali senza arte , né parte  che della , e dalla filosofia sembrano aver appreso solo la tecnica , non la pratica.  Ultimamente nei loro confronti ho sviluppato una notevole dose di intolleranza.  Elemento, questo parlare a vanvera,  di  molti populisti di sinistra che si mostrano, ma non praticano  ; Tsipras , Grillo ecc. .

 Niente contro la sinistra, al contrario. Ma quella seria , quella che non prende le scorciatoie populiste che sembrano molto di moda in questi tempi di crisi socio-economica. Era chiaro a me ed a molti altri che il greco sarebbe andato a Canossa. Il revanscismo conduce sempre all’inginocchiatoio , se non supportato da serio costrutto. Dopo averlo scritto ripetutamente,  proprio oggi si è realizzato l’evento  evidentemente  preconizzabile!

Tsipras vuole restare in Europa , ma non dover risarcire  il debito accumulato.  Debito che oltre il 50% é dovuto alla Germania! Se questa é la sinistra, allora non ha capito niente.    Cambiare i mezzi di produzione, mutare gli equilibri sociali   , la distribuzione della ricchezza, migliorare la qualità di vita dei cittadini ,  non ha niente a che fare con un mero negoziato di abbattimento dei debiti e di mancato  rispetto degli impegni presi.        Questo si definisce populismo! Quello stesso che da noi  Grillo & Co ed ultimamente Salvini, evocano da ignoranti per gli ignoranti! 

Fuori dall’Euro oggi non c’è speranza . La Grecia conta dieci milioni di cittadini , contro 480 milioni comunitari, il 3% del PIL  della  EU, e non fa paura a nessuno, salvo a quella  parte di pirla dei giornalisti italiani che , non sapendo cosa scrivere, raccontano fregnacce, come loro abitudine e come loro viene richiesto dai loro editori ; 6 gruppi familiari che controllano il 90%  della stampa italiana!

Il problema , quello vero , è che se non troviamo il modo di giungere ad una maggiore integrazione e condivisione d’intenti, oltre che di obiettivi, l’Europa non si salva. Nessun paese, neanche la grande Germania,  può sopravvivere da solo oggi alla globalizzazione in atto ed alla divisione internazionale del lavoro e delle competenze. 

Torneremo agli Stati nazionali, e diventeremo definitivamente schiavi degli USA, dei cinesi e degli arabi, pur essendo, uniti,   il maggior mercato al mondo per numero di consumatori e per livello di reddito. Da imbecilli integrali. Mi auguro da europeista quale sono e sono sempre stato che questa sciagura possa essere evitata. Ma certo è che i  sudditi debbono trasformarsi in cittadini , acquisendo quella informazione  che  sola  è in grado di permettere  una tale transizione. 

Buona vita a tutti e  BUON 2015 !!!

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