Riforma costituzionale


Questo tema del referendum, sulle modifiche  di alcune parti della Costituzione,  ha già preso la solita china del tifo da stadio, della divisione campanilistico settaria che nel nostro paese distingue sempre i momenti di transizione. Bene,  questo è lo spirito con cui i media affrontano in maniera superficiale il tema , adeguandosi ai partiti e movimenti politici che si coalizzano l’un contro l’altro armati in un confronto che non ammette riflessioni, meditazioni ragionamenti più concreti e profondi. 

Sarò pure un elitista , ma se penso , come spesso scrivo , che il 48% degli italiani è analfabeta di ritorno,  il discutere su cose che metà della popolazione non comprende , a me ricorda la cena dei cretini. Ma ci rendiamo conto che l’80% non conosce , nel senso letterale la Costituzione italiana. Magari ne fa riferimento, ne parla , spesso a sproposito. Questo vale anche per molti di quei parlamentari che siedono in una delle due aule. La maggiora parte non va al di là dei primi 10 articoli.

Ecco  questo è il primo problema. Votare sì , o no richiede quanto meno una riflessione sul dettato costituzionale , sulla visione delle Istituzioni che sono chiamate ad esprimere il senso della democrazia che ne discende. Il diritto in quanto tale, sia esso di origine  romana ,o  di common law  tende a regolare i rapporti tra le Istituzioni stesse , i cittadini e tra di essi.

Per tale ragione la giurisprudenza  , ovvero la pratica delle interpretazioni rese dalle sentenze  emanate dai tribunali di ogni grado tendono a regolare,  talvolta a modificare il senso della legge . Attraverso la giurisprudenza il diritto , la legge, vengono adeguati ai casi oggetto di analisi e , nel senso più ampio,  allae circostanze ed al contesto che sono mutevoli . Molto più nei Paesi di common law (USA, GB, ecc.) la giurisprudenza stessa , ovvero le sentenze,  divengono esse stesse legge nel senso che fanno testo per i casi similari  successivi.

Ho usato questa lunga prefazione per sottolineare che con il tempo la legge , le leggi , e persino parti delle Costituzioni possono essere modificate con il mutare del contesto giuridico, con i cambiamenti legati all’evoluzione delle Istituzioni e della efficacia della loro attività. La Francia ha modificato per ben due volte  il suo assetto passando dal sistema parlamentare  a quello presidenziale.   

Che il bicameralismo perfetto sia oggi un sistema  inadatto al funzionamento ed alla necessaria rapidità ed efficacia richieste dalla società contemporanea é fuori dubbio. Che un progetto / disegno di legge debba subire il processo di lettura e discussione nelle due camere , per poi eventualmente ritornare ad una di esse quando  sono state apportate modifiche al testo originario,  è fuori da ogni logica presente.

Inverosimile,  perché 50 anni fa il numero della massa legislativa a livello annuale era un decimo dei progetti/disegni  attuali. Occorre quindi una gestione più idonea al mondo in cui viviamo ed alla massa di disegni, progetti , decreti che devono essere discussi!   Quindi modificare questo assetto è assolutamente necessario.                        Una sola Camera di Deputati in grado di valutare e votare rende l’iter più snello .           Le attribuzioni e la differenza di competenze devono seguire lo stesso criterio,  tra Camera e Senato si distingue sia l’ambito legislativo che la specificità delle attribuzioni per giustamente evitare doppioni , o peggio contrapposizioni. Il problema che a mio avviso è ancora aperto e che deve essere modificato è relativo alla selezione dei senatori . Sull’esempio tedesco il Bundesrat ( il Senato tedesco)  è la rappresentanza dei Landers . Bene , ma in questo caso i suoi membri sono scelti dai cittadini con votazioni specifiche.

Credo fermamente che la qualità ed il ruolo dei senatori debba essere tecnicamente superiore a quella dei deputati . I temi oggetto delle loro competenze hanno a che vedere con il funzionamento amministrativo-legislativo delle Regioni e delle loro specifiche competenze.  Quindi usare dei “semplici consiglieri regionali”  è dequalificante ,  poiché molti di essi non hanno competenze e cultura necessarie.             Tanto meno è accettabile che la selezione di questi consiglieri  sia demandata ed avvenga nelle segrete stanze dei partiti e movimenti politici,   attraverso metodi  tipici della cooptazione di cui vogliamo liberarci!!!  

Infine lo stesso ruolo e competenze delle Regioni nel prossimo futuro , per non parlare del loro numero , dovrà subire  un’ attento  e rigoroso esame .  Rendere più agile ed efficace la rappresentanza di interessi diversi , ma senza dimenticare l’etica  ed i costi pubblici relativi!

Politicamente un’ errore macroscopico è l’aver voluto collegare questa riforma costituzionale che, per molti versi è assolutamente indispensabile ,se svolta con trasparenza e accompagnata da un’informazione adeguata ed esaustiva,  con una legge elettorale che lascia molto a desiderare.

L’errore non è solo politico, ma anche sostanziale,  vista la differenza di peso e di estensione dei due provvedimenti. L’Italia è l’unico paese che dal 1946 si è data 5 leggi elettorali . A seconda dei governi e dei loro interessi elettorali specifici , che non erano certo interesse della popolazione. Nella maggior parte dei paesi europei la legge elettorale non ha subito cambiamenti. E’ d’altronde si tratta di  una legge ordinaria! Ovvero può essere modificata senza il doppio passaggio richiesto da quelle costituzionali.   Non vedo l’utilità di proporla in accoppiata con una riforma di tutt’altro peso ed ordine!

Ritengo inoltre che il doppio turno di collegio sia la legge elettorale che meglio si adatta al nostro sistema , a maggior ragione se il bicameralismo viene superato ! Da buon allievo di Giovanni Sartori,  credo fermamente  negli attributi di tale sistema che tende a fornire una migliore selezione dei candidati.   Strano che questo sistema sia  stato per decenni il sistema preferito dal PD , ed oggi abbandonato per un una brutta copia , senza base democratica , con premi di maggioranza inadatti , inaccettabili e cooptativi.                    

Ma tornando al punto,  onde evitare discussioni politiche di bassa lega che evidentemente conducono al populismo più becero ,  andare al referendum senza l’accoppiata con la legge elettorale  sarebbe non solo più intelligente , ma soprattutto lascerebbe più dignità al processo di riforma costituzionale  che ormai ci tramandiamo da decine di legislature senza alcun risultato . 

Sarebbe una dimostrazione di sincera volontà di cambiamento,  senza la zavorra che inevitabilmente la legge elettorale trascina con se.  Volendo essere ancor più preciso in termini di scienza politica ,  la demografia del paese sta rapidamente mutando con una popolazione che invecchia rapidamente. La parcellizzazione ,  la composizione/  scomposizione dei collegi elettorali,  muta  anch’essa sia in termini urbani , che periferici.  Al di là della legge elettorale , credetemi  ai fini del risultato elettorale finale,   questi dati e modifiche contano più della legge elettorale stessa …..                      E la classe politica, o meglio i  loro consulenti ,questo lo sanno benissimo.

Ragion per cui potrebbe il Governo essere più aperto e posticipare il referendum sulla legge elettorale ,   approvarla come nel passato senza sottoporla al referendum modificandone le parti discusse!  E’ seriamente difficile ragionare di questi temi cercando di essere chiari e precisi. Per tale ragione ho preferito offrirvi dei punti di vista legati ai vari metodi con i quali si interviene nell’ambito . Ci saranno certamente occasioni per continuare il discorso. Mesi di discussioni sono davanti a noi.                    Mi auguro più informativi , per dare l’opportunità a tutti di  comprendere il senso e gli obiettivi che si desiderano raggiungere.

Non esprimo oggi la mia personale decisione in merito.     Nei prossimi mesi possono venire accolte, discusse e rese operative  alcune modifiche come quelle  da me espresse . L’Italia  ha una profonda necessità di cambiamento. Certo Occupazione e Politica industriale forse sono più urgenti. Ma da qualche parte occorre pur cominciare . Ed allora che si proceda , ma senza lotte politiche idiote tra governo ed opposizione.     La Costituzione è di tutti . E tale deve restare . Cercare di abbattere il governo attraverso un referendum  sulla costituzione è da poveri cialtroni, da populisti, da repubblica della banane , spesso tirata in ballo proprio da coloro che oggi si scagliano contro la riforma.

Buona vita a tutti !

 

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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3 risposte a Riforma costituzionale

  1. redpoz ha detto:

    Grazie!
    Personalmente non sono così critico sulla legge elettorale… credo che, tuttosommato, rientri nei parametri indicati dalla Corte. Tuttavia sarei curioso di vedere un’eventuale pronunciamento in proposito.
    Per quel che riguarda i senatori, la previsione la loro elezione tenga conto delle indicazioni degli elettori è presente, bisognerà vedere come sarà attuata…

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  2. exult49 ha detto:

    Hai ragione , mi sono espresso male e ciò può condurre a questa interpretazione. Intendo affermare che le due cose sono totalmente distinte e tali dovrebbero restare , anche in relazione al diverso peso delle due leggi. Infatti , come scritto ,ritengo che la legge elettorale non dovrebbe essere applicata prima del referendum per non dare adito a certe considerazioni! La legge elettorale è penosa e a mio avviso anticostituzionale , ma ciò si vedrà. Occorre rimettere mano su quella. Mentre sulle modifiche costituzionali sono più positivo , mi basterebbe che i senatori prossimi siano scelti dal popolo !

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  3. redpoz ha detto:

    Concordo con larga parte di quello che scrivi. Tuttavia un punto mi lascia perplesso… forse ho frainteso alcuni recenti passaggi: tu parli di “referendum sulla legge elettorale”, abbinato a quello sulla riforma costituzionale. A me, ad oggi, non risulta sia previsto un referendum sulla legge elettorale….

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