Libia , visione italica a geometria variabile!


Nelle ultime settimane con l’evoluzione del contesto politico in Libia ho letto varie interpretazioni che della situazione vengono fornite dalla stampa , dai media televisivi ed infine dai social.  Sulla stampa si continua a trattare l’omicidio di  Regeni quale affare di Stato. Non voglio assumere le posizioni della giornalista egiziana, ma certo “l’affaire” ha assunto proporzioni che vanno al di là della semplice richiesta di riscontri oggettivi sulla uccisione del ricercatore italiano. Sono due mesi ,  ed ancora si tratta come “affaire di Stato”. Possiamo attenderci al massimo delle scuse da parte del governo egiziano,  come affermavo due mesi orsono.

Niente di più.  Cinismo il mio? Non credo , la politica stessa ed in particolare la politica estera è impregnata di cinismo , da sempre. Le ragioni di Stato sono sempre state temi di rilevanza assoluta. 

Basti considerare il genocidio perpetrato dall’Arabia Saudita negli ultimi due anni, nei confronti degli yemeniti del nord , in quanto sciiti . Dei curdi , da parte della Turchia, iniziato da ormai 80 anni . Degli armeni da parte della Turchia,   da oltre cento anni.      O degli oltre 100 italiani morti, o in carcere, in vari paesi del mondo nel solo  2015.    Non ultima la studentessa italiana uccisa in Svizzera un mese fa.                                     Dopo l’annuncio il niente. Notizie non degne di essere ulteriormente approfondite da parte di una stampa ” di regime” che sottolinea e amplifica a dismisura l’impatto. Chiariamo,  la famiglia  Regeni ha tutto il diritto di venire a conoscenza  e vedere i responsabili assicurati alla giustizia, ma la politica estera di un paese che si promuove e vuole essere guida di una coalizione in Libia non può e non deve essere condizionata , se lo è, da un omicidio .

La politica è cinica, se non lo fosse , sarebbe altro ….Quando mi è accaduto di leggere tutta una serie di rivendicazioni da parte di specialisti , professori, giornalisti che sostanzialmente criticavano il non potere , la non adeguatezza , la complementarietà dell’azione italiana circa il caso Regeni , la mia del tutto personale reazione è stata di sconforto pieno.   Ma come , ci si propone di guidare una coalizione su richiesta del governo libico, si sostiene il governo di Tobruk come unico governo riconosciuto dalla comunità internazionale, si declama la sintonia con la politica del governo egiziano di Al Sisi , si forniscono armi e munizioni oltre ad una recentissima visita di Stato del Premier italiano al Cairo……… E poi sull’omicidio Regeni si monta un caso politico?      Si lanciano accuse ed invettive, si giunge al richiamo dell’ eccellente ambasciatore  italiano?  Bene,  miei cari osservatori vicini e lontani,  se volete credere a questa messa in scena e volete che i vostri lettori ci credano è affar vostro…..

Da parte mia ,come ho già avuto modo di scrivere in alcuni interventi non in Italia , vi hanno abbindolato ……. Il sostegno al governo di Tobruk era errato fin dagli inizi. Politicamente e militarmente. Ma tant’è , se il gen. Haftar dopo 20 anni in esilio in Usa , torna in Libia e diviene il padre padrone della Cirenaica, qualcuno lo ha nominato a quel ruolo. Se continua a non accettare il governo di Serray , qualcuno lo appoggia…..Se riceve armi, copertura , munizioni e supporto politico da parte di Egitto, A.S. , Qatar, ed in parte da Turchia e supinamente da Usa non è un caso.                             La Comunità internazionale, l’ONU , hanno creduto di bypassarlo con l’escamotage del governo di unità nazionale, ma lui ha trovato modo di respingere ogni voto in tal senso, di ricevere da parte di GB e Francia circa 1500 uomini delle forze speciali per cercare di rimuovere il Daesh dal litorale e quindi dai porti di carico del greggio , spostandolo verso la Tripolitania ed il sud del Fezzan. C’è uno “strabismo”  da parte degli occidentali che ha dell’incredibile, o almeno,  questo è ciò che si vuol fare credere alle rispettive opinioni pubbliche nazionali.

La realtà è più complicata ed in parte molto più semplice.   Del Daesh , parliamoci chiaro , non importa molto a nessuno. Sono circa 15 mila le milizie, non 5/7 mila , visto che buona parte di coloro che erano in Irak , oggi sono in Libia, ma sono capaci  di creare problemi interni.     Non ancora dotati di strategia per attaccare l’Europa. L’interesse è sempre il medesimo. La Francia e la GB sono interessate ad ottenere, tramite gli aiuti militari e l’accompagnamento del regime di Haftar , le concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi cirenaici.   

Quindi , come sostengo da tempo,  la reale volontà degli occidentali europei e, velatamente  degli USA , è quella di una divisione della Libia  tra Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Dunque la fragilità che assicuri il controllo..

Non esiste a mio avviso , a breve termine,  la possibilità di un governo di unità nazionale. Ecco allora che, spostandosi l’interesse italiano, ben conscio del suo ruolo più limitato nella parte Tripolitania ,ha cominciato a distaccarsi dalla “comunità internazionale”, seguendo con maggiore attenzione l’evoluzione di Serray.                    Tanto che nel suo insediamento ufficiale ,nella base navale di Tripoli, il corteo delle tre navi su cui  si è spostato il governo in esilio libico dalla Tunisia  alla Libia  , sono state poi tre navi della marina militare italiana a scortare dal confine delle acque territoriali tunisine  a Tripoli il convoglio governativo.  Nessuna notizia in merito.                                Si è anche avuto il coraggio di smentire la notizia…….. Ridicolo.

Ecco che allora il caso Regeni è stato in parte usato come “casus belli ” per raffreddare i legami con l’Egitto.  Inutile , da parte dei famosi esperti , affermare che si è perduto un business di forniture militari e di export commerciale, valutato da 2 a 2.5 miliardi di euro. La Francia ne ha  circa 5 e prossimamente 6/7. La GB da sempre  offre i suoi servigi finanziari ai governi egiziani. Niente di nuovo sotto il sole.  Obama che aveva per un periodo lanciato fiori sul governo  Morsi, ha da allora riveduto e modificato la visione.

Il giuoco di apparire più fessi di quanto in realtà siamo, è parte integrante della comunicazione politica governativa che ,nei limiti oggettivi ,trova ragione d’essere.    Certo , non siamo molto intelligenti.     Non disponiamo di strategie e visioni di medio – lungo termine, ma compatibilmente  ci muoviamo da furbetti , cercando di barcamenarsi  in un contesto che certamente è più grande di noi e dove non disponiamo della forza necessaria per imporre iniziative ……

Quindi per ricapitolare ….Il nostro esercito è orientato alla difesa, i nostri mezzi non sono in linea con operazioni e logistica  fuori dal territorio,  pochi i segmenti delle forze armate in grado di operare in contesto bellico. Non abbiamo accumulato esperienze belliche  in tal senso dalla seconda guerra mondiale ed i nostri comandi sono insicuri ed incerti in merito.  In ogni caso non idonei a guidare operazioni di una tale portata. Infine un’opinione  pubblica non informata ,  pacifista e abulica  senza comprendere a fondo  le implicazioni della difesa degli interessi nazionali.    Ecco allora che i vari commentatori dovrebbero rendersi conto,  ed invece di recriminare azioni e decisioni differenti , dovrebbero comprendere che il Renzi fa ciò che può , con i mezzi ed il popolo di cui dispone.  L’errore piuttosto è mostrare verbalmente una forza e capacità che non si detiene ….    Il re è nudo e l’offerta dei 250 militi riassume la verità .   Occupiamoci della Cirenaica, se ci riusciamo…. Camp Elephant (il maggior campo petrolifero dell’Eni in  Libia) dispone già di 500 contractors che ne assicurano la sicurezza.  Meglio tenersi stretto quanto abbiamo , piuttosto che cercare di afferrare l’irraggiungibile!

Buona Vita.

 

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