Algeria ? Transizione, successione indolore, Colpo di stato…


I “rumors” stanno rapidamente prendendo peso e forma nel paese.      Gli interrogativi circa la salute del presidente Bouteflika e le sue reali condizioni sono  ormai di dominio pubblico.E’ evidente, da ormai molto tempo,   la sua reale assenza fisica e politica. Il paese  da oltre un ventennio é stato governato da una cricca di militari  che di fatto collettivamente hanno diretto e gestito il paese attraverso un potere grigio e molto opaco. Un potere che ha sovrainteso ad ogni interscambio con l’estero,  mantenendo un filtro ad ogni investimento straniero nel paese.  Il consenso é ottenuto attraverso compensi a cascata  che vengono distribuiti attraverso un sistema ben oleato, un  misto tra familismo, tribalismo e localismo. L’eminenza grigia che ha per decenni fornito un supporto esiziale al Presidente Bouteflika  é stato il capo dei servizi segreti,  DRS, Mohamed Médiene, rimosso da ogni incarico dopo 25 anni di “onorato servizio” lo scorso Settembre .

Un personaggio incredibile , degno della migliore letteratura di spionaggio, mai apparso in pubblico, un nemico giurato dei fondamentalsti islamici che, nel bene  e nel male, ha tenuto l’Algeria al riparo da sommosse e terrorismo di origine islamista.  Dotato di enorme potere ha mantenuto “ordine nel paese” riuscendo a contenere i vari rigurgiti fondamentalisti dagli anni ’90 in poi.   Anche se con metodi talvolte duri specialmente sul confine con la Tunisia dove da anni ormai si concentrano pochi gruppi di milizie islamiche.  Un ‘altro suo merito é quello di essere riuscito  a far eleggere Bouteflika nel 2013 per la quarta volta  senza che quest’ultimo ,dopo un secondo infarto ed un triplo bypass , non abbia mai fatto campagna elettorale , né mai mostratosi in pubblico!!!!!  Stranamente dopo quest’ultima performance elettorale,  negli ultimi mesi del 2015  é divenuto scomodo all’ “entourage”  del presidente. Il “deus ex machina” di questo “limogeage”  sembra essere il fratello stesso di Bouteflika , Said !

Tra il 2013 ed oggi vari generali sono stati fatti fuori. Il più conosciuto di tutti era il vice di Médenine , gen. Hassan,  responsabile del controspionaggio, stretto collaboratore di Médenine che é riuscito a farlo liberare , asserendo che quanto da Hassan eseguito era stato fatto ai suoi diretti ordini. E’ chiaro a tutti che la corruzione abbia raggiunto livelli enormi, per  cui il sistema ha cercato di trovare dei “capri espiatori”.  Oltre una ventina di alti ufficiali sono stati eliminati a vario titolo.

Comunque sia,  un gruppo di oligarchi composto da 19 persone controlla oggi il potere in Algeria! Questi ultimi sono di fatto legati al fratello di Bouteflika,  Said .  Da oltre un anno il presidente é relegato nel suo palazzo , non appare in pubblico,  e comunica solo per iscritto.                   Il quotidiano più importante del paese Al-Watan  ha espresso molti dubbi sulla situazione presente e sostiene che é in atto una atroce lotta di potere per la successione , come formulato dall’editore del quotidiano, Omar Belouchenet. Stesse considerazioni sono state espresse da Beuflis , ex primo ministro. Oltre a questo problema politico di primaria importanaza, vi é poi la caduta del prezzo del petrolio, unica risorsa del paese che genera miliardi di euro dall’estrazione di idrocarburi ; gas e petrolio.

Royalties che provengono dai pozzi e giacimenti, molti dei quali posseduti dall’Eni  che gestisce una mole notevole d’impianti  e che di fatto da anni sostiene finanziariamente  il regime algerino.                   Poco si é detto ,ed ancor meno si dice,  di quanto l’Italia giochi in silenzio un potere non certo minimale.  “Mr. Médenine”  ha sempre intrattenuto ottime relazioni con i nostri governi.  Ottime relazioni con gli Scaroni di turno.  E si deve ammettere che gli impegni presi nel corso di questi decenni sono stati fedelmente  mantenuti.                          Il problema oggi diviene, anche pr l’ENI,  molto attuale e “sensibile” !!! Faccio i miei auguri più sinceri a Lapo, V.P.  Eni.                                              No Elkan, no no molto , più intelligente e politicamente capace.

Un’altro scenario ad alto rischio per la stabilità stessa del paese é la eventualità che in questa transizione le forze islamiche possano approfittare della fragilità politica e sociale  attuale.                                Non dobbiamo dimenticare che l’Algeria , dopo la Libia, é l’altro grande produttore  di idrocarburi in Nord africa.  Se il Daesh,  che di fatto agisce con fondi dei GCC, ed in particolare sauditi e qatarioti,  penetrasse  in Algeria attraverso la Libia il problema diverrebbe enorme.   Già l’Europa ha permesso al Daesh di impossessarsi di varie parti di territorio libico. La strategia a medio termine dei sauditi é quella, come indicavo nel precedente blog, di giocare un ruolo primario in Nord africa.                      Il Daesh é usato come punta di diamante di questa strategia che usa la religione come supporto collaterale.  Quindi impossessarsi delle fonti energetiche libiche ed algerine non é una visione peregrina.           Significa acquisire una posizione dominante prima che la Libia e l’Iran riprendano a produrre ed esportare petrolio.   Il prezzo basso permette anche di mantenere il mercato europeo divenuto primario.                        Eh si perché ormai le esportazioni saudite verso gli USA hanno perduto l’80% del volume grazie all’estrazione domestica di schiste.         

D’altronde sulla frontiera libico  tunisina  , così come su quella libico algerina , i berberi sembrano ricevere finanziamenti  in armamenti e munizioni dall’Iran.  I berberi , le loro tribù sono le uniche a tenere testa alle milizie del Daesh che,  in quelle regioni sono composte da mercenari .  I berberi da sempre vivono sui due confini, dove le dittature , algerina e tunisina hanno  riconosciuto loro una certa autonomia e libertà di azione.   Fondamentalmente laici , itineranti, nomadi, i berberi non sono assorbibili in senso religioso. Non disponibili a barattare la loro secolare libertà per le lenticchie wahabite!La lotta politico- militare sul fronte nord africano é appena iniziata.

Unico paese che resta al riparo  è il Marocco di Mohamed VI .                Incarna i due poteri temporale e spirituale , il politico ed il religioso, riuscendo con intelligenza  a star fuori,  con profonda intelligenza,  da quel vaso di Pandora  che sta divenendo la Regione Maghrebina. Un’intelligenza ed una visione che suo padre non aveva .                        Che gli permette oggi di superare le enormi  difficoltà di un paese che fino a dieci anni fa era il più misero e peggio governato da una nobiltà insulsa ed imbelle! 

L’augurio che faccio ai miei amici maghrebini é che riescano a ritrovare una comunità d’intenti e si liberino dai mercanti di fede ignoranti e mercenari. La speranza per gli europei é che intervengano al più presto in Libia per stoppare sul nascere la creazione di un Califfato e la propagazione a tutto il Nord Africa di questa espansione .                        Per coloro a cui piace tanto ragionare, senza conoscere a fondo il tema, rispondo che il famoso concetto “Boots on the ground” (stivali sul terreno ) é un’idiozia” , nel senso che se non li mettiamo presto e definitivamente,  in concerto con gli Stati del Maghreb, al posto degli stivali,  vedremo tante teste rotolare. Si tratta di scegliere  strategicamente ……

Buona  vita a tutti

 

 

 

 

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Una risposta a Algeria ? Transizione, successione indolore, Colpo di stato…

  1. Gian Carlo ha detto:

    Ci vorrebbe qualche Lorenz d’arabia che così come ha consentito la liberazione degli arabi dai turchi li aiuti a liberarsi dai talebani e dal nascente assurdo revanscismo turco/sunnita. Certamente che da soli gli arabi non hanno possibilità di farcela ci vuole l’ “aiutino” perchè si liberino.

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