Il crogiuolo degli antagonismi


Risulta sempre più difficile seguire l’evoluzione di questa storia infinita  rappresentata dalla ricerca di una soluzione negoziale per la Libia.   Susseguirsi di annunci e smentite :annunci di non prosecuzione “sine die”degli accordi manifestati ad arte a Malta dai due leaders, firma degli accordi  di una parte delle rappresentanze parlamentari dei due governi di Tobruk e Tripoli.    Esultanza dei rappresentanti delle N.U. ,UE., Lega Araba ecc., ecc.. Tutto ciò evidentemente per evitare di essere bypassati dal Consiglio di Sicurezza che avrebbe potuto, per ragioni umanitarie , decretare un’ intervento militare mettendo fuori gioco entrambe le parti.

In tal modo gli sforzi prodotti dalle varie fazioni in lotta  sarebbe stato vaporizzato mettendo fuori gioco il caos permanente….. E quindi la firma degli accordi che offrono ancora 40 giorni per giungere alla formazione di un nuovo esecutivo creano l’opportunità di poter  agire sottobanco per  continuare a forzarne l’esito .  Gli interessi in gioco sono molteplici. Quelli del governo di Tripoli  ,il General National Congress, sostenuto dai Fratelli Musulmani  e dalla coalizione denominata  “Alba libica”  formata da milizie islamiche .                         Un governo riconosciuto , guarda caso da Qatar, Sudan e Turchia!

Dall’altra parte il governo di Tobruk ,  eletto nel 2014 e riconosciuto internazionalmente .Supportato da Russia , UAE e Egitto.  In Libia si scontrano,  in questo groviglio politico militare ,due interessi contrapposti all’interno stesso dell’insieme dei Paesi del Golfo.               A parte la lotta senza confini intrapresa  dall’Arabia Saudita contro gli sciiti , che la vede come  principale attore  in questa volontà di sopraffazione della minoranza di circa 160 milioni che rappresenta la maggioranza in molti Paesi del Golfo guidati da élites sunnite!               Per ricapitolare,  da una parte gli Emirati Arabi Uniti che dal 2011  stanno conducendo una forte  e decisa  politica estera anti islamico –  fondamentalista ,  investendo notevoli risorse finanziarie  contro la Fratellanza musulmana.                                                 

Dall’altra  il Qatar che  ha sponsorizzato i Fratelli musulmani ovunque  per estendere  la propria influenza politica ed economica,  guadagnare  consenso e peso a livello geopolitico nell’area. Si veda  ad esempio  il caso della Tunisia ,  dove sovvenziona  i fondamentalisti di En- Nhada ,  o in Egitto  , dove i Fratelli Musulmani  hanno   goduto del supporto dell’ Arabia Saudita che ha investito miliardi di dollari per far saltare l’Egitto  alla fine dell’era  Mubarak  e  poi durante i tre anni di governo dei fondamentalisti , prima che Al Sissi cacciasse Mori e riprendesse in mano il potere.

Questa è d’altronde una storia che prende origini dagli anni ’50 e ’60, da quando   Nasser schiacciò i Fratelli Musulmani provocandone l’esodo dall’Egitto verso i Paesi del Golfo , dove si rifugiarono.                                  Molti di questi fuoriusciti  formarono una sorta di “intellighentia” all’interno dei vari GCC, andando a costituire nel tempo parte dell’amministrazione e dell’apparato giuridico. Divenendo in qualche modo classe dirigente .

La stessa Al -Jazeera, proprietà dell’emiro del Qatar, Khalifa Al- Thani,  è percepita dagli altri GCC come un’arma  diretta contro di loro.             La rivalità tra gli EAU ed il Qatar  continua  ad essere evidente , particolarmente in Libia, dove il sostegno finanziario e di armi è presente e dove questo supporto genera il crogiuolo di interessi contrastanti e di milizie che determinano il caos odierno.

Ho cercato in questa breve sintesi di chiarire, per quanto possibile, i prodromi di questo rompicapo che è oggi lo scenario libico,  tralasciando di proposito la deflagrazione avvenuta con l’intervento anglo-francese, con supervisione americana , la morte di Gheddafi  e quanto accaduto a seguito della caduta del regime che , di fatto non poggiava su alcuna struttura istituzionale amministrativa , ma sulla gestione territoriale delle tribù che da sempre governano il paese.     Ecco sono quelle tribù che ancora una volta determinano le scelte politiche.

E’ il loro volere  che di fatto ha sconfessato il tentativo dei  leaders dei due governi che intendevano affossare la firma del negoziato da Malta per continuare, come avviene in Somalia una guerra tra fazioni ,basata su ingenti arricchimenti personali, grazie al contrabbando di ogni genere.        Hanno consentito , seppure alla  metà dei rappresentanti dei due governi ,  di concludere un negoziato durato 2 anni.          Difficile poter esprimere valutazioni sulla tenuta di questo accordo.

Vedremo nei prossimi giorni se ci sarà una conferma da parte dei rispettivi organi  e le reazioni delle milizie. Vedremo quali saranno le attitudini e le  reazioni dei governi che,  per interposte milizie,  hanno avuto il controllo della situazione e tenteranno di condizionarne l’esito. Vedremo  cosa ha promesso la coalizione dei quattro Paesi europei che dovrebbero assicurare l’accompagnamento verso la pace ;  Italia, Francia, Germania , UK!                                                                              Vediamo come questi ultimi intendono intervenire sul territorio, con quali obiettivi, con quali contingenti e con quale strategia a medio termine.

Ne stanno discutendo da ormai settimane della tipologia d’intervento, il cui coordinamento dovrebbe essere affidato all’Italia .  Le ragioni di questa scelta sono evidenti e ragionevoli.   Il problema resta il contesto politico in cui questo dispiegamento di forze si troverà ad agire.             La presenza del Daesh , sempre più numerosa ,  oggi valutata nell’ordine di 20 mila unità,  rende questo intervento obbligatorio , come sempre ho sostenuto,  per evitare che si espanda la sua influenza. Ma occorre anche saper  disinnescare le alleanze segrete, eliminare gli interessi dei Paesi del Golfo che questa situazione hanno determinato. E   che, per inciso, continuano nel contempo ad essere a vario titolo nostri alleati………..La società civile in Libia è oggi al collasso.                Su circa 6 milioni di abitanti la metà  è senza alcuna assistenza sanitaria.   Oltre il 75% delle scuole è chiuso . Mancano generi di prima necessità e la realtà in alcune aree è desolante. In un paese che fino a 4 anni fa esportava 1.7 milioni di barili al giorno , con un introito medio governativo  di 430 milioni di dollari/giorno! Si comprendono le ragioni di un tale accanimento ed interesse esterno, molto meno l’annichilimento delle fazioni libiche che stanno distruggendo il loro stesso futuro!

Buona vita a tutti

 

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