Libia, la storia infinita


Come anticipato nell’ultimo blog il mio scetticismo circa i negoziati e l’annunciato accordo tra il governo di Tripoli e l’altro di Tobruk  aveva le sue ragioni. Semplicemente non ci sara’!!!! La firma per il governo di unita’ nazionale e’ stata annullata.  Nouri   Abu Sahamain e Aguila Saleh da Malta, in un mini vertice organizzato in fretta e furia, lo hanno annunciato questa sera. Con una sicumera tipica dei governanti arabi hanno dichiarato che possono trovare da soli una soluzione .

Che non hanno bisogno di aiuti esterni , ma di altro tempo                 ”perché correndo avremo dei problemi in futuro !”  Il tutto avviene mentre le delegazioni rispettive e le altre  UE , NU, dell’Unione Africana e della Lega Araba sono gia’ giunte in Marocco.                                                        Il caos che temevo circa lo stallo si realizza. E si realizza nel momento peggiore per il paese.  Cio’ in quanto, come mi aspettavo lo scollamento tra tribu’ e rappresentanti delle due fazioni , perche’ di fatto questo sono, fazioni , non governi, dimostra la caducita’ dei due personaggi e delle loro compagini.

Personalmente ritengo , come sostenevo nell’ultimo articolo  che ormai i due autoproclamatisi presidenti si vogliano interporre ad ogni possibile soluzione per meri interessi personali. I modi  ed i tempi scelti per determinare lo stop sono la prova di una rottura della fiducia tra le tribu’  e questi pseudo rappresentanti che  scelgono la fuga verso un’isolamento incomprensibile ed inconcepibile in un momento in cui la Libia rischia una guerra intestina e sanguinosa.

Gia’ ai tempi dell’ex negoziatore, Bernardino Leon,  si era rinunciato all’ultimo minuto ad un’intesa. Il numero delle tribu’ coinvolte , come detto, rende il mosaico e le sfaccettature tre le varie etnie insolubile!         Si puo’ prospettare ora , a seguito di quest’ennesima beffa da parte dei governi   un ‘intervento delle N.U.   teso a delegittimare il governo riconosciuto di Tobruk e dare il via ad un’operazione sotto l’egida ONU per risolvere una situazione che sta divenendo molto pericolosa sia per la popolazione libica stessa.  Quindi un ‘intervento umanitario’  , sia per porre fine ad un caos che pone in pericolo la pace per i paesi limitrofi del Nord Africa che per l’Europa stessa ed in primis l’Italia.

Nel contempo si assiste  a proclami di altro genere come le parole pronunciate dall’ambasciatore libico a Roma ,Ahmed Safar, che cita il supporto ed il ruolo dell’Eni per ritrovare un brillante futuro e proiettare la Libia in un orizzonte di modernita’! La via per una soluzione del caos si avvicina anche se non e’ ancora chiaro chi conduce il giuoco…………..    Nel frattempo i jihadisti , dopo essersi avvicinati a Sabrata, ma prontamente  minacciati dalle milizie filo governative,  si stanno ora dirigendo a sud est lungo il confine tuniso libico .

L’obiettivo e’ divenuto il petrolio. E’ infatti nel sud est che si trovano i grandi impianti petroliferi rigorosamente militarizzati dalle squadre private dell’ENI ed altri giacimenti che oggi , come indicavo, sono ora gestiti dalla tribu’ piu’ influenti.  In altre parole le milizie del Daesh stanno cercando d’impiantarsi a spese del popolo libico e delle sue genti in aree che possano mantenerli  come in Irak e Siria con la vendita del petrolio al mercato nero.   Una strategia che credo essere molto piu’ difficile da attuare in Libia.

In Irak , ed Afghanistan il Daesh ha riempito un vuoto lasciato dagli americani che hanno stupidamente abbattuto il potere locale , prima sciita , poi sunnita riaprendo il vaso di pandora delle religioni e delle lotte tribali ed  etniche. In Libia si vogliono installare su un territorio dove le tribu’ sono da sempre in controllo. Dove di fronte al Daesh, l’ unita’ del paese contro il nemico esterno si riannoda.   Dove l’acrimonia tra le 160 tribu’ che compongono il paese  sara’ sotterrata di fronte al nemico esterno!

E’ il momento per l’ONU di far valere la sua forza di pace e di imporre alle parti politiche il suo ordine. E qui si ritorna al concetto ed alla strategia evocata in precedenza. Diviene essenziale dialogare direttamente con le tribu’. Bypassare i governi inutili  , rappresentanti  puppets!               Andare al ‘core business’ e proporre solide basi di ricongiunzione del paese ponendolo direttamente nelle mani di coloro che il potere l’hanno sempre detenuto, le tribu’!

Buona vita a tutti.

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