Tanto rumore per nulla !


Quanto avevo gia’ preannunciato  criticando il battage della stampa nazionale, interessata a  far apparire il dato del primo turno elettorale francese  come simile a quello mostrato dai sondaggi italiani, il desiderio di far sembrare  similitudini  cio’ che in realta’ sono differenze socio politiche strutturali.   Ho scritto ripetutamente, subito dopo il primo turno, che nessuna delle 13 regioni sarebbe stata conquistata dal FN al ballottaggio.

In Italia e’ incomprensibile un dato incontrovertibile  del sentiment francese per la Republique! Lo spirito repubblicano di laicita’ dello Stato , della liberta’, dei valori antifascisti che ancora permeano la maggioranza dei francesi che, oggi come ieri , attribuiscono  allo status di  cittadini un valore assoluto di appartenenza e di difesa. Come nel passato recente accadde con l’elezione presidenziale di Chirac,  si e’ ripetuta la desistenza reciproca tra UMP e PS.

La destra francese e’colta e liberale, quella italiana greve e provinciale. Attribuisco questa differenza, oltre che alle rispettive storie,   alla volonta’ compromissoria ed al trasformismo che da sempre anima le classi dirigenti italiane, all’Anchluss avvenuto con l’abbattimento del muro  dell’ ‘arco costituzionale e la confluenza del MSI nel centro destra.               Il peggio di quella politica andava a determinare un salto all’indietro dal quale la destra italiana non e’mai piu’ riuscita a risollevarsi.

Noi che lo abbiamo abbattuto  ci ritroviamo oggi in  un populismo bieco e  falso , dove una classe dirigente incompetente  e cooptata ha modificato per ben 5 volte la legge elettorale  dal ’46 per mantenere inalterate le rendite di posizione delle lobbies dominanti . Limitando in tal modo  il potere di scelta dei cittadini attraverso una selezione interna  dei candidati. I francesi hanno mantenuto una separazione netta e credo che la democrazia sostanziale ne abbia avuto un beneficio netto..

Massimo Nava su Corsera considera malattia  questa  netta distinzione.  Non sono fautore di alcun muro, ma la malattia dell’astensione,della non partecipazione  alla vita politica di vaste fasce di popolazione, colpisce piu’ agli estremi i colti, i giovani e gli emerginati! E la Francia , cosi’  come l’Italia,  ne e’ fortemente  colpita! Nonostante  oltre 4 milioni  in piu’ di cittadini siano andati a votare al secondo turno , il 41% si e’ astenuto !!!

Certo, non che i problemi delle periferie , dell’integrazione, dei cittadini di serie B, di una crisi economica pesante non esistano.  Ma non si risolvono alzando muri . Neanche con una diatriba tra mondialisti e patrioti, tra globalisti e nazionalisti.  Nessuno Stato oggi puo’ affrontare da solo la globalizzazione economica ed i flussi migratori che ne conseguono! Il populismo non aiuta. Il poujadismo in Francia e’ stato superato mettendolo alla gogna. Purtroppo l’Uomo qualunque da noi e’ tracimato in partiti , partitini, partiti padronali ed infine in associazioni a delinquere che detengono il potere per conto terzi e non certo rappresentano gli elettori.  Ecco che occorre maggiore integrazione europea e regole comuni in grado di far fronte alle sfide attuali.   Quanto poi  alla lettura ed interpretazione che vede la gauche soccombere mi sembra quanto meno azzardata! Desistere e’ sinonimo di  intelligenza  quando l-alternativa costituisce una perdita comune e totale.  Significa superare le barriere dell’ideologia e del campanilismo.

Ritengo altresi’  che la posizione politica di Hollande si sia rafforzata in vista delle presidenziali che si svolgeranno tra 16    mesi                                  In un’eventuale ballottaggio tra la Le Pen ed Hollande, risulta  evidente che non ci sia partita!

LIBIA ED I NEGOZIATI PER  GIUNGERE AD UN GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE

Veniamo adesso al secondo tema  dove, il Tanto  rumore per nulla, assume un chiaro significato .  Accennavo negli articoli precedenti al ruolo politico primordiale che le tribu’ svolgono da sempre  nel contesto libico.                  I rappresentanti inviati a Roma, quelli inviati in Marocco dipendono integralmente  dalla volonta’ espressa dalle tribu’. 160 , ma  di cui una 40  detengono un serio potere di orientamento e decisionale La mia impressione e’ che la Conferenza tenutasi sotto l’egida italiana non abbia prodotto alcunche’.  Non un fallimento , ma neanche un avanzamento.

Vedremo se il 16 Dicembre si perverra’ ad un accordo tra le parti.      L’errore italiano e’ stato quello di non voler trattare con le tribu’, ma per fortuna non eravamo i soli!! Due anni persi da Leon, dall’ONU a discutere con plenipotenziari di governi pressoche’ inesistenti perche’ nelle mani delle maggiori tribu’ . Queste ultime controllano i  territori, le materie prime , i pozzi  e i gasdotti!   E’ quantomai strano che proprio noi che abbiamo sul campo  una delle  migliori intelligence che manteniamo eccellenti rapporti con le tribu’ piu’ potenti, che godiamo di buona reputazione, non  agiamo di conseguenza !!!!!!!!Occorre comprendere che il tempo scorre. Bisogna evitare che queste tribu’ decidano il loro futuro alleandosi con il Daesh. Molte di queste controllano spazi enormi di territorio e giacimenti petroliferi.. Sono dunque autosufficienti economicamente vendendo greggio in proprio .Si deve garantire loro sicurezza e sviluppo con piani  d’intervento  certi  se desideriamo porre fine all’espansione ed escalation del Daesh.Credetemi il Daesh fa molta piu’ paura ai libici che a noi!

Buona vita a tutti.

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