MISTIFICAZIONI E VERITA’


Da ieri sera  i media invadono l’etere con considerazioni svolte da vari personaggi che si autodefiniscono esperti , o addirittura con direttori prestati al ruolo  di strateghi . Per quanto riguarda il titolo di Libero, bene hanno fatto alcune associazioni a querelare quel fascistello azzimato e benpensante di Belpietro.   Ha mostrato per l’ennesima  volta la capacità di mistificazione di una stampa meschina e populista. Ma lasciamo perdere.                                 Come già anticipato ieri , è evidente che sono i poveri migranti le prime vittime della Jihad che ne è  causa primaria.   Discorsi fuori luogo da parte di fascisti , leghisti e cialtroni non contribuiscono certo a porre l’accento su come difendersi e contrattaccare la minaccia espressa dal Daesh.

Ascoltando Letta ,ospite della Gruber questa sera, ho sinceramente rimpianto l’intellettuale che oggi insegna a Sciences Po a Parigi . Un vero peccato che il popolo italiano abbia, ormai da decenni,  predilezione per pseudo leaders e populisti di ogni risma.   Eppure é evidente che la situazione  é complessa e richiede cognizioni di causa e capacità di visione. 

Nel mio articolo di ieri sottolineavo l’estrema necessità di un’azione comune europea. Nessun paese  singolarmente può ragionevolmente pensare di cavarsela da solo. Ma ciò detto non c’é alcuna ragione di evocare guerre .     Occorre colpire  invece  il maggior campo di addestramento delle milizie islamiche .Che  certo oggi non é  il conflitto  siriano ,ma l’immenso territorio libico divenuto oggi un terribile vaso di Pandora .

 No, non é un ulteriore evoluzione della guerra prodotta dalla impreparazione e caos americano . Ripeto,  si tratta di 35 mila terroristi non di un’esercito .   No ,  non é accettabile  definirlo  IS , come la stampa americana ama definire quest’accozzaglia di fanatici. “Islamic State” é un’aberrazione.       Essi non sono uno stato , non rappresentano nessuno,  sono solo dei fanatici , o peggio dei mercenari che vengono pagati 3000 euro /mese dai finanziatori che si definiscono amici dell’Occidente .                Le teocrazie del Golfo ed il membro Nato più infido , la Turchia.  Tutti grandi amici  degli USA! Ecco perché la definizione corretta é DAESH , da me sempre usata.

Ma veniamo alle cose serie. Giusto mentre a Parigi si scatenavano gli attentati contro la Francia , simbolo della laicità e della libertà ,  in Libia un drone uccideva l’autore dei due attentati compiuti in Tunisia al Bardo ed a Sousse. Wisam  al Zubaidi , conosciuto come Abu Nabil  Al Anbari.  Personaggio  inviato da Al Baghdadi in Libia nel 2014 per coordinare le operazioni terroristiche in Libia . Un terrorista  che la troika islamica tunisina al potere per tre anni sotto la guida di En-Nhada, prima delle elezioni di dicembre 2014,  ha ospitato per 6 mesi sull’isola di Djerba!

I francesi  dall’intervento in Mali tentano di controllare il confine sahariano della Libia. Che richiedono agli Usa ed ai partners europei un supporto per il controllo dei confini che conducono al Mediterraneo e che arricchiscono le arie mafie di essere umani.

Ebbene la Libia sta trasformandosi in un’ immensa incubatrice del terrorismo per  espandersi in tutto il Maghreb del fondamentalismo e infine da là per attaccare l’Europa,  disponendo di un arsenale  e di appoggi enormi. Quando nell’articolo precedente affermavo che il cuore del Califfato oggi non é più la Siria , ma la Libia , mi riferivo ad informative precise che sono in possesso dell’intelligence francese , italiana ed Usa.                                                  E’ in Libia che si può porre fine al Daesh  e non esagero affatto.                        Sul confine libico egiziano vi sono campi di addestramento  dove  i          Fratelli musulmani egiziani,  scampati  ad Al Sissi,   si addestrano per azioni terroristiche.   Tra loro anche un notevole numero di sauditi wabiti sovvenzionati da alcuni membri della famiglia reale .

Sul confine tuniso-libico si addestrano milizie composte da decine di giovani tunisini che dopo aver combattuto in Siria , non sono potuti rientrare nel loro paese perché oggi  non più supportati dal governo islamista che a suo tempo li aveva assititi . Infine nel profondo sud del paese , in quel nulla desertico che é il Fezzan, altri campi di addestramento di reduci dalle guerre fratricide del Mali, Niger, sono pronti a fornire le loro braccia per qualsiasi azione . 

Ma volendo ritornare agli attentati , alle analogie, alle cose non dette, é quantomeno incredibile che in questi ultimi tre giorni droni americani abbiano ucciso  due terroristi ben conosciuti , il britannico boia di ostaggi occidentali ed il capo del Daesh in Libia.  Due azioni che comportano una conoscenza ben definita dell’ubicazione di targets importanti e l’assoluta capacità di avere informatori presenti sul campo!.

Ecco allora che la domanda da porsi é la seguente , pensano gli strateghi americani di porre fine al Daesh decapitandone di tanto in tanto i capi?          Mi pare una politica molto limitata , se non peregrina. Smettiamola di credere di poter stoppare l’azione terroristica con piccole  azioni mirate.      Ecco perché mi riferivo ad azioni coordinate,  di forze speciali europee che chiudano rifornimenti, annientino le fonti ed estirpino le forze presenti.      Non si tratta in alcun modo di azioni di guerra. Semplicemente  di coordinamento operativo. Nessun dispiegamento di forze, ma azioni chirurgiche  e di  logistica  che sono possibili solo grazie alla copertura satellitare ed alle informazioni disponibili.

Ma a parte gli aspetti operativi occorre modificare completamente l’approccio dei media. La comunicazione incentrata sulla divisione tra buoni e cattivi , su islamici bastardi e crociati onesti ed intelligenti,   su migranti  fanatici e violenti,  tende a dividere e creare fratture nelle società ed a generare scontri che avvantaggiano solo i mandanti di questo terrorismo .    

La vigilanza deve essere espressa a tutti i livelli. Ecco perché lanciare anatemi e istigare all’odio religioso, etnico, culturale non aiuta certo a dirimere  e risolvere  il conflitto che questo tipo di fanatismo comporta.                                C’é bisogno d’Europa,  di maggiore solidarietà,  di maggiore coesione  ed univocità d’intenti.   Solo una visione strategica  d’insieme , une visione identitaria dell’essere europei ci potrà condurre ad una difesa dei nostri valorili civili, laici, che trovano nella triade dei simboli della rivoluzione francese la più bella e positiva espressione.

Buona vita a tutti.

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