Le premesse di un’ attentato di queste dimensioni erano presenti ed i servizi ne erano a conoscenza.

Il governo francese , già in attesa della Conferenza sul clima che si terrà tra due settimane , aveva previsto di sospendere  le clausole di Schengen circa la libera circolazione dei cittadini europei e non .

Il Daesh ha ritenuto quindi più semplice attaccare Parigi , la Francia , le sue istituzioni ed il suo governo prima dell’evento  previsto per condizionare ancor più l’Europa ed i suoi governi .  L’organizzazione e la strategia messe in opera dimostrano che le società europee  tutte , sono sotto scacco.                  L’idea piuttosto peregrina , se non codarda , di non voler intervenire via terra in Libia , e nei santuari degli islamisti in Irak e Siria, come da molte parti richiesto, dovrà essere riveduta e corretta.                                                                    Ma oltre a questa revisione d’ingaggio delle truppe  , dovrà essere totalmente mutata  da parte degli USA una politica di amicizia e collaborazione con paesi come Turchia, Arabia Saudita e Qatar che, noi tutti ,sappiamo essere i  supporters finanziari di larga parte della Fratellanza musulmana e dei salafiti.     Ovvero dei terroristi del Daesh.  Nei precedenti articoli sul tema, avevo previsto un intervento via terra in Libia per il mese di Ottobre.                                     

Purtroppo le differenze di visione da parte dei principali attori europei;  Francia, Italia, Germania e UK hanno procrastinato l’intervento.               L’Italia prevedeva di ottenere un via libera ad un intervento in Libia di cui avrebbe ottenuto il comando .La Francia ha deciso di bombardare alcune sedi del Daesh in Siria .    Lo stesso l’UK.    Infine la Russia è intervenuta quale alleato della Siria per evitare il collasso del sistema Assad.    Ognuno sembra muoversi per conto proprio,  senza una strategia e visione comune. Per non parlare degli USA e delle contraddizioni sul campo ed in patria.

Una responsabilità assoluta  è dell’ONU che ha bloccato ogni idea d’intervento da parte dei Paesi europei  , sostenendo stupidamente che il governo di Tobruk si  oppone strenuamente …. Vero che è l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale .   Ma è altrettanto vero che non conta molto  ormai , mentre la Libia è alla mercé  del terrore . Impedire l’intervento permette ai terroristi di poter addestrare  milizie su tutto il territorio. E quelle milizie possono facilmente raggiungere  qualsiasi paese in europeo .

Quindi la Libia,  al pari della Siria,  è un terreno di scontro dove dovremo avere il coraggio di intervenire prima che il terrore ci entri in casa dalla porta di servizio.  Seguire pedissequamente la politica americana  , ci ha condotto fino a qui…..  Ovvero venti anni di guerre di “finta liberazione, di finto controllo , di finte alleanze”  dall’Afghanistan, all’Irak ed oggi  alla Siria,  hanno mostrato una strategia errata , combattuta con superficialità e sprezzo per le vite umane . Mi riferisco alle migliaia di americani morti per niente sotto l’egida dei due Bush  e del complesso militare -industriale che sostiene da sempre l’economia e lo status dell’impero.

Gli interessi americani non sono più , se mai lo fossero stati,  quelli europei nel Mediterraneo . Dobbiamo dotarci di un esercito europeo e riprendere controllo del Mare Nostrum sia in senso politico , sia militare.  Dobbiamo avviare una politica diversa nei confronti del continente  africano e degli stati rivieraschi del Mediterraneo.

Non era mia intenzione discutere di politica estera  questa sera, né di terrorismo. Ne ho discusso nei mesi precedenti. Poi , visto che nessun intervento  di terra risolutorio  veniva posto in essere ho deciso di non continuare.. Purtroppo dopo quanto avvenuto questa sera , il problema si pone nuovamente senza se , senza ma.  E’ evidente  la lotta e la sfida che il Daesh ha lanciato contro l’Europa . Ma altresì contro gli Stati moderati del Nord Africa. Tunisia : due attentati uno al Bardo e l’altro in piena estate a Sousse.  La settimana scorsa in Egitto a Sharm-el sheik.  Un aereo russo esploso in aria. Pensate l’intera penisola egiziana sul Mar Rosso è proprietà del Ministero della Difesa. Ecco perché anche durante il governo islamista di Morsi , niente è accaduto. Ma oggi si è voluto colpire Al Sissi là dove costa di più e dove sembrava impossibile.

Due paesi che hanno come seconda fonte di reddito il turismo , colpiti al cuore . In Tunisia da Giugno hanno chiuso 7 catene alberghiere ed il turismo si è ridotto dell’ 80%. Stesso obiettivo  per l’Egitto , è evidente che si vuole rompere lo schema di paesi arabi musulmani che vivono di turismo , con turisti occidentali e modi di vita occidentali.  Infine il Libano, attaccato con lo stesso obiettivo l’altro ieri. E’ evidente che si vuole costringere i paesi arabi moderati ad un isolamento che possa poi condurre , con crisi socio-economiche successive , gli islamici al potere .     

La crisi del turismo , conduce ad una crisi occupazionale pesante.               Inoltre la piramide demografica in quei paesi vede 2/3 della popolazione sotto i 40 anni .  Con tassi del 50% di disoccupazione giovanile , si crea il “circuito della speranza” , che vede migliaia di giovani recarsi alle moschee. Dove gli imam, che non devono rispondere ad  una piramide gerarchica , sono indipendenti nelle proprie visioni.  Sì certo,  si può chiuderne alcune , ma non si può pensare di bloccarle tutte.

L’Europa deve quindi poter reagire.  E l’unico modo per porre fine ad una escalation che ormai ha raggiunto la massima espressione.                              Sono rimasto sorpreso dalle dichiarazioni di Obama di ieri che affermava  di essere  riusciti ad evitare l’espansione  del Daesh.  Questa sera è la dimostrazione che il Daesh non è stoppabile , se non con interventi strategico operativi che mettano a ferro e fuoco i luoghi di addestramento.

D’altronde pare davvero incredibile che 40 mila terroristi possano avere tanto potere. Sì non sono più di 40 mila i combattenti, dislocati in varie parti tra M.O. e Nord-Africa.                                 

Ma certo,  se Qatar ed Arabia Saudita offrono denaro e mezzi , oltre le armi .      Se la Turchia con  mire espansionistiche sulla metà di Siria che confina , e con la volontà di affiancare  la fratellanza musulmana , non ci può essere spazio per doppio giochisti.                                                                                         Sto ascoltando in contemporanea l’AFP , CNN  e la 7 .

I media purtroppo fanno  il gioco dei terroristi.  Non si risponde incutendo paura alla volontà di rendere gli europei ostaggio di due/tre gruppi terroristici esaltati , 6/8 persone al massimo , che votate al martirio, mitragliano inermi civili.   Non è certo il numero dei morti che rende incredibile gli attentati .  No,  deve essere  evidente che solo con un’azione precisa e coordinata le sedi del Daesh possono essere spazzate via.              Deve essere chiaro che l ‘Europa tutta deve reagire  all’unisono.                         Non si può attendere oltre. Onu , o meno,  un’ intervento mirato europeo,  con appoggio satellitare americano,  deve essere intrapreso.                                      Sono gli europei che devono occuparsi di questa area geografica e devono essere loro a metterla in sicurezza debellando i fondamentalisti islamici e ponendo fine al ricatto della miseria che l’esaltazione religiosa  pone loro come ricatto.  Esiste un islam moderato.

Esiste e combatte .   Occorre saper prendere le sue difese e buttare a mare il marcio del fondamentalismo. Occorre anche modificare politica, strategia  e relazioni con quei paesi teocratici che della democrazia si fanno beffe.               E che continuano a gestire il terrore e la paura nei confronti degli sciiti nel più assoluto silenzio dell’ONU e dei paesi occidentali.                                       Prima che i Paesi del Golfo  vengano annichiliti da bombe nucleari iraniane. Allora , forse è meglio agire in anticipo,  fare tabula rasa del Daesh e di coloro che a vario titolo lo supportano!  Buona vita a tut

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Una risposta a

  1. redpoz ha detto:

    Ricordi il 2 settembre 2001? Quando alcuni (specie in UK) pensavano che gli USA avrebbero rivisto alcune loro politiche perché ora vivevano in prima persona gli effetti del terrorismo? A ripensarci oggi…
    Chissà se succederà davvero, sono un pò scettico.
    (conosci questo documentario? nulla di nuovo, ma lo trovo ben fatto: https://www.youtube.com/watch?v=zuIu8gSAcvk)

    Che un intervento via terra sia sempre più necessario, lo condivido da tempo.
    Ma anche qui, vediamo la miopia dei governi europei…. molto più focalizzati sulla Siria che sulla Libia (d’altronde, pensare ad un divisione in “sfere d’influenza” con la Russia non piace a qualcun altro…).

    Parzialmente fuori tema: la situazione, anche demografica, di questi paesi; la struttura con gli Imam che agiscono da tramite per i giovani e le idee di rivolta… non ricordano l’Iran pre-rivoluzione? (Almeno in quanto descritto da Foucault).

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