ETICA ED ATEISMO


Spesso mi trovo a scrivere, discutere,  criticare valori e credo che animano  i temi religiosi.

Negli ultimi giorni sia riguardo al tema dell’adozione del neonato , oppure ancor peggio , delle esequie del mafioso romano, della richiesta di amnistia  in concomitanza del prossimo giubileo,  mi vien da pensare che molte certezze relative alle argomentazioni e risposte date dai religiosi , anche al più elevato livello ,  non colgano il problema che deriva da una semplice constatazione.                                                                                                                        L’Italia, risulta essere  nella concezione comune un  paese ( a parole)  profondamente cattolico,  nel contempo è  uno dei Paesi più corrotti al mondo!   Nel nostro paese hanno origine storica  le maggiori organizzazioni criminali al mondo!                                                                                                                Un paese nel quale il senso civico e dello Stato (noi!) è pressoché nullo , al di là di quanto lo zuccheroso perbenismo cattolico  mostri…….                                 La stessa considerazione la si può avanzare per tutti quei paesi occidentali  di religione cattolica nel mondo :   Argentina, Filippine Messico , Spagna, Portogallo,  Romania , tutte ad alta densità criminale e dove la corruzione resta endemica.  

No, non può essere un caso…..  Paesi dove i simboli religiosi vengono ostentati insieme  alle banconote apposte a corredo della vergine, dove addirittura le processioni vengono deviate per compiacere qualche boss mafioso  e fanno pure l’inchino di fronte alla sua dimora.  Dove i mafiosi, narco-trafficanti, n’dranghetisti, o affiliati alla “sacra corona unita” , tengono la pistola e la bibbia sul comodino e baciano con avidità animalesca la croce.

E tutto ciò nel silenzio più assordante di quei parroci , diaconi , vescovi e cardinali che da Palermo, Napoli,  Milano , per non parlare dei curiali di alto bordo , non si pongono certo degli interrogativi  circa l’effetto  e l’influenza negativa che tante e tali manifestazioni comportano.                                              Ciò che da ateo detesto ed aborro maggiormente  é il doppio registro dell’etica che sovraintende questo sistema istituzionale ben rodato.                                          Dal pulpito s’insegnano le regole , nel confessionale si perdonano le deroghe!     Il concetto del perdono che sgrava  del senso di colpa !  

Questo atto é ciò che divide profondamente la cultura cattolica da quella protestante.  Inammissibile , una tale forma di acquiescenza , di assuefazione .      La consapevolezza della responsabilità individuale  in rapporto alle azioni compiute deve  restare inalterata ed integrale affinché assuma regola di condotta .                                                                                                   La cultura protestante non immagina, neppure per un nano-secondo, che un’ordine sacerdotale possa perdonare colpe ed emettere assoluzioni!            In tal modo,  il senso di colpa resta interamente a carico dell’individuo  che, delle sue colpe deve fare continuamente i conti e deve vedersela con il suo dio!    

Da Lutero  sono passati 4 secoli e la chiesa cattolica non ha minimamente metabolizzato il senso critico ed etico di questa dicotomia che ha salvato i protestanti dall’imboccare la strada della doppia coscienza.  Il cattolicesimo è rimasto aggrappato ad una visione immanente della realtà. Una visione che neanche il Concilio è riuscita a modificare ed evolvere.                                          Della forma e della sostanza.   Siamo divenuti apologeti del perdono.                    Il perdono in questa accezione trasfigurata e trasfigurante gode di una considerazione positiva. Da noi   ai funerali si applaude!                                         Siamo quasi giunti al punto che chi non perdona subisce la riprovazione generale!   

Ma per tornare ad una visione più ampia, più sociologica dell’etica protestante,  basti citare Max Weber , padre della sociologia moderna, che definendo le basi della società protestante indica nel “Beruf” , la professionalità, la competenza , il rigore  che devono accompagnare il praticante . Una profonda analisi del potere politico , nelle sue più ampie manifestazioni,  nel legittimarsi e nella capacità  costante di creazione di consenso.  Talvolta ci si stupisce che ministri della Repubblica Federale si dimettano per aver copiato 5 righe della loro tesi di laurea.                                  Dal semplice rappresentante della comunità, al borgomastro, al parlamentare , il giudizio è fondato sulla coerenza e continuità del suo agire in rapporto   agli ideali di cui è  portatore.                                                            E su questi è primariamente giudicato!   La valutazione politica dei suoi atti resta in secondo piano.    Questa è la visione etica di un paese che sul rispetto delle regole fonda la propria essenza. A maggior ragione se quelle regole sono parte della sfera  di fede praticata.   La  scelta stessa  che ogni individuo / cittadino compie ogni anno nella dichiarazione delle tasse.                                                                                                                                                              In un paese dove le chiese di ogni culto sono tenute a pagare  le imposte in relazione al loro patrimonio,  ove non vi é alcuna distinzione tra presenza  di oggetti di culto , o meno , ovvero , ove la semplice presenza di una statuetta non permette di eludere  milioni di euro di tasse come nella nostra  Repubblica catto-connivente.     Ecco su queste differenze si fondano determinate concezioni del mondo e della vita.                                                           L’etica di un ateo è molto simile a quella di un protestante , o forse sarebbe più attinente per similitudine,   quella di un calvinista.    

Nel senso che l’ateo determina la sua vita ed elabora costruendola  la  concezione di sé .  E quando indico con determinare il senso ,  intendo il peso della scelta dell’autodeterminazione che, integralmente riconduce alla responsabilità , al senso di colpa , del quale è unico  portatore.                            La differenza è che mentre nel caso del credente ,  il referente unico è alter, nel caso dell’ateo è il processo d’interiorizzazione  quello attraverso il quale si compie l’accettazione di sé e dei propri atti.                                                                       

Ed in questo caso l’assioma assoluto diviene la coerenza  in rapporto ai valori stessi di cui si rende portatore .   E’ ovvio che questo processo possa  compiersi attraverso un percorso continuo di  valorizzazione e di autostima nel corso della vita.   Ponendoci come mortali , e non vivendo nella speranza , consci delle proprie limitate risorse , non ci poniamo dubbi sull’al di là , ma viviamo sereni , il nostro divenire terreno  senza interrogarsi  su ditirambici danteschi gironi .  

Ecco la ragione per la quale spesso affermo che l’ateismo è la più alta  forma di convivenza civile . Il processo di secolarizzazione in atto,  idealmente condurrebbe a questo stato , ma ciò include una minoranza assoluta dell’umanità.  Purtroppo la sua evoluzione  resta profondamente legata ad una zavorra d’ ignoranza che ne impedisce l’evoluzione.  Lo stesso dicasi per il senso di giustizia.  Idealmente unico , sostanzialmente legato alla latitudine e tipologia delle società nelle  quali  si pratica e si esercita.     

Buona vita a tutti    

Opere maggiori di Max Weber :L’etica protestante e lo spirito del capitalismo,  Parlamento e Governo, Economia e società…..          

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5 risposte a ETICA ED ATEISMO

  1. lucia ha detto:

    Non rifiutarsi si prendere in considerazione tutti gli atti umani ( o che crediamo tali), uno per uno è l’unico modo in cui si può sperare di “cambiare”.
    Mi correggo, questa frase del commento precedente doveva iniziare con -Non- . Chiedo scusa

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  2. lucia ha detto:

    Cosa vuol dire “non soffermiamoci sui dettagli teologici” l’insieme non è forse fatto di dettagli?
    Rifiutarsi si prendere in considerazione tutti gli atti umani ( o che crediamo tali), uno per uno è l’unico modo in cui si può sperare di “cambiare”.
    Quindi niente va bene, ma la parola serve esclusivamente per dichiarare la propria scontentezza o supposta superiorità.
    A questo si riduce il parlate di etica ed ateismo, non prendere posizione.
    Mi chiedo quale sia l’etica di un ateo perchè nella mia ignoranza non riesco a capirlo. Sorry

    L’etica (termine derivante dal greco antico ἔθος (o ἦθος)[1], èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) in filosofia indica una branca di tale disciplina che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale).

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  3. exult49 ha detto:

    Per carita’non soffermiamoci sui dettagli teologici.
    Interroghiamoci sulla visione d’insieme che resta profondamente deficiente!

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  4. lucia ha detto:

    Ti ricordo che non è stato accettato come Messia proprio perchè Gesù si definiva un Rabbi, un Maestro, non un essere soprannaturale.
    Molti videro in lui il “Messia”, nel contesto ebraico il Messia era un LIBERATORE POLITICO, e l’ATTESA del Messia in quei tempi era spasmodica proprio per via dell’occupazione romana.
    Oggi come ieri si fa esattamente lo stesso errore.
    Giudicare è lo sport preferito dell’italiano medio.
    Frettolosamente si si giudica il cattolico, è la via più facile; Colui che dice di seguirlo ma è davvero così, segue davvero Gesù o lo utilizza per i propri fini?
    Portano all’estremità di una catenella intorno al collo alcune croci come se fossero dei gioielli. Fanno stampare sulle loro camicie l’immagine di Gesù. È scritto: “I love Jesus”, ma non lo riconoscono come Figlio di Dio. Sono delle persone che vivono in superficie; non hanno quella profondità che permetterebbe di prenderli sul serio. Ed è a persone come loro che si applica la parola: “Voi mi cercate, non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”.
    Oggi ci sono pochissimi soldati cristiani, che testimoniano, con parole ed opere,di seguire Gesù.
    Non si sente parlare quasi nessuno di aborto, V comandamento: non uccidere.
    Sono nascosti, impauriti, come i primi discepoli immediatamente dopo la crocifissione di Gesù.
    Il pensiero dominante fa in modo che i pavidi giornalisti nemmeno scrivano ciò che succede in Usa (il paese della libertà…sic) planned parenthood dice nulla?
    Che uomini sono coloro che permettono l’uccisione dei propri stessi figli?
    Che società è una società che considera normalità l’uccisione di figli nel grembo della loro stessa madre?
    Ci si stupisce della violenza e illegalità così diffusa, non mi stupisco e guardo più in profondità questa società così moderna e fredda.
    Esattamente quella stessa superficialità è tipica di chi giudica il cristiano cattolico ma non conosce Gesù, solitamente si ha paura di avvicinarlo per guardarlo negli occhi, per paura di ciò che susciterebbe.
    Si fa fatica a seguirlo e ovunque hanno fatto di tutto per distruggerlo, infatti si è cristiani cattolici in parole ma le opere sono fortemente mancanti.
    Siamo liberi di fare ciò che ci pare però dovremmo essere consapevoli e sapere che ciò che vediamo è il risultato di quello che la società nel suo insieme, crede e persegue.
    Infatti persino una persona con cui ho discusso molto conferma:
    i valori profondi del cattolicesimo hanno una relazione moto sbiadita con quelli evangelici e la loro vera natura è la mera formalizzazione dei medesimi per una vita pratica sostanzialmente improntata a un paganesimo degenerato.

    Non ho commentato qui per aprire una polemica, quel che avevo da dire l’ho detto.
    Sta a chi legge usare l’intelligenza, intesa come il leggere dentro e oltre l’apparenza, capire che le mie parole valgono a poco se non si è disposti a conoscere personalmente Gesù.
    La discussione di ogni uomo deve essere con Lui, vis a vis, cianciare tra noi vale poco, può dare solo lo spunto.

    Se hai stomaco e coraggio guarda altrimenti non aprire nemmeno i link



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  5. Pingback: papa Francesco e il perdonismo cattolico – 416. | Cor-pus

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