I NEMICI DEI MIEI NEMICI SONO MIEI AMICI


Da tempo mi ero reso assente dal blog.                                                                           Avevo scritto che il periodo estivo era decisamente non interessante da un punto di vista evolutivo della crisi libica.   Solo baruffe e , come nel caso dei nostri 4 connazionali presi in ostaggio , azioni di disturbo , o  azioni volte a finanziare le attività terroristiche.   Ma ecco che la fine del mese di Agosto si avvicina.

Con la fine dell’estate e della calura torrida del deserto nord-africano 45/50° gradi celsius in media, si chiude il periodo di riposo . Le guerre, i conflitti sono gli uomini, non i mezzi a condurli…..  e gli uomini a 50° non reggono con le bardature in kevlar oggi utilizzate.  Era dato già per scontato che alla fine dell’estate , come avevo preannunciato,  si sarebbe scatenata la reazione occidentale.  Prevista per metà Settembre , potrebbe subire qualche anticipo , o ritardo,  a seconda della scaletta di interventi sul campo messi insieme dalla coalizione europea che vedrà  ; Italia, Francia, Germania, Gb,  in prima linea sferrare un’attacco in grande stile  alle postazioni del Daesch.                             Gli USA non saranno direttamente coinvolti, salvo fornire assistenza di supporto aereo e droni.   Eufemisticamente questa operazione è definita  :   Piano di stabilizzazione.  Prevede, nella tipica versione semantica ONU :   azioni di peace keeping e peace enforcement! 

L’Italia dovrebbe avere due piani di intervento principali da condurre . L’addestramento delle forze nazionali di sicurezza per contrastare l’azione  delle milizie islamiche nel prosieguo,  e  la copertura dell’intelligence sul campo , oltre che delle informazioni sul e  dal campo di azione.     Decisamente due piani sui quali possiamo dare il meglio e sui quali ci viene riconosciuta alta capacità e qualità d’intervento!                                                         E’ comprensibile d’altronde che non veniamo usati per azioni operative di guerra,  avendo noi da sempre un legame con territori e tribù.                           Un legame storico-politico che deriva dall’amministrazione coloniale  che ci ha permesso comunque, fino ad oggi,  di essere presenti ed operativi nei campi di estrazione gas/ petrolio dell’ENI.    Non a caso all’ENI oggi  in qualità di V.P. operativo si trova un certo Lapo!

Presenza che mai è stata posta seriamente  in discussione, né dai governi di Tobruk , internazionalmente riconosciuto , né da quello di Tripoli, oltre che dalle milizie che compongono il puzzle impazzito del Paese. Oltre agli aspetti puramente operativi , l’intervento ha come obiettivo strategico la messa in sicurezza dei due terminal petroliferi  di Sidra  e Ras Lanuf che portano il gas in Europa in quantitativi estremamente importanti, tali da  mettere in crisi, in caso di blocco, l’approvvigionamento dei tre,  dei quattro paesi che intervengono.    Occorre metterli in sicurezza con l’approssimarsi della stagione invernale. 

Quanto alla politica,  inutile girarci attorno , come recita il titolo di questo post , ancora una volta ci troviamo di fronte al risultato lampante dei  fallimenti della politica estera americana.  Oltre agli interventi costosi, inutili in Afghanistan ed Irak che oggi mostrano tutta la loro debolezza, si assommano quelli perpetrati in Siria che hanno dato origine all’evoluzione del Daesch. 

Basti vedere il supporto oggi dato ai due governi libici presenti , Tobruk quello riconosciuto internazionalmente  e supportato direttamente da Egitto ed Emirati Arabi Uniti e quello di Tripoli  supportato da Turchia, via Fratelli Musulmani e Qatar, oltre che dall’Arabia Saudita sostenitrice dei salafiti/wabiti di ogni latitudine.   A questi si aggiungano le milizie  , come quelle di “Alba della Libia” a capo della quale  si trova Salah Badi  che oggi forma, insieme ad altre formazioni, il Fronte Samud!                                        Questa formazione ha impedito ai suoi rappresentanti la firma dell’accordo  ONU per ricondurre la Libia ad uno Stato unitario.  Oltre a questa formazione vi sono quelle di Misurata  che invece sono nel quadro di azione del governo di Tobruk. 

E’ evidente che l’atomizzazione , il frazionamento delle forze sul campo, impedisce ogni risoluzione del negoziato, al di là dei buoni uffici del negoziatore Bernardino Leon.    Quanto poi alla situazione sul campo, in vista della ripresa delle ostilità,  mancano a tutti , ma in particolare alle forze del governo di Tobruk , armamenti , leggeri e  pesanti  ed un’aviazione in grado di poter coordinare attacchi sul territorio.   Armamenti che invece non mancano alle forze di Tripoli che ricevono armi da Arabia Saudita e Turchia poiché a loro non si applica l’embargo !!!!

Ridicole ed inutili talvolta le sanzioni applicate. Ma ancor più ridicolo vedere Paesi che sono a pieno titolo  membri della Nato comportarsi da veri e propri nemici degli altri membri europei.  Ma , ciononostante  amicalmente trattati dagli USA che li ritengono indispensabili sullo Stretto dei Dardanelli  che  oggi , ormai non conta granché…….. E vedono invece l’Egitto, ex porta aerei americana sul canale di Suez,  subire tutta una serie di atti negativi quando il presidente attuale ,Al Sissi , ha sgominato il movimento dei Fratelli Musulmani sponsorizzato da Turchia e Qatar.

Proprio oggi Al Sissi mostra la sua capacità di governare il paese  con il raddoppio del navigabilità del canale di Suez  cercando di far uscire il paese dalla profonda crisi economica in cui è stato precipitato!                               Quanto ai tre anni di caos del governo Morsi, ritengo che ciò non possa considerarsi democrazia, ma populismo e demagogia di cui le religioni sono da sempre portatrici!                                                                                                                Come i tre anni del governo islamico di Nhada in Tunisia che   hanno ricondotto il paese ad una miseria mai conosciuta dal paese prima.   Dobbiamo smetterla noi occidentali di guardare ad altre realtà politico-socio-economiche con lo sguardo  al quale siamo abituati.                    La latitudine ancor oggi determina differenze  sostanziali!                                                                                                                                       Il laico Bourguiba negli anni ’50 ha condotto la Tunisia fuori dal colonialismo francese senza versare una goccia di sangue, con politiche educative e di progresso economico eccezionali , mentre l’Algeria sprofondava in un decennio di guerra intestina .                                                                                              La laicità , o meglio la superiorità dello Stato , di fronte alle religioni monoteistiche  è sinonimo di libertà e progresso.   A maggior ragione oggi, quando per ragioni di mancanza di autodeterminazione, molti popoli arabi sono ostaggio di teocrazie sunnite che,  oltre al genocidio nei confronti della componente sciita , maggioranza in molti di quei paesi , tenta di varcare i confini nazionali cercando di espandere la propria influenza politico economica a tutto il nord-africa tramite le milizie del  Daesch.     

Vari analisti stanno ponendo l’accento sul doppio gioco praticato scientemente da alcuni dei maggiori paesi del M.O. . L’Arabia Saudita sta attualmente ordinando un ‘arsenale militare di enormi proporzioni   alla GB , dopo aver richiesto armi nucleari agli USA.   Salvo il Times,  nessun giornale europeo ha trattato la materia. Qualche accenno sul NYT……

Si parla della nuclearizzazione iraniana, ma non della continua militarizzazione saudita!   Credo che l’Europa debba assumersi le proprie responsabilità ed affrontare le questioni medio-orientali con la dovuta attenzione.  Limitando nel contempo le mire espansionistiche di paesi come Turchia , Arabia Saudita , Qatar che, usando l’islamismo , di fatto vogliono estendere la loro influenza geo-politica ben al di là dei loro confini!                     Il denaro è sterco del diavolo ed anche gli europei dovrebbero smetterla di valutare gli investimenti arabi su piani diversi .   Il denaro che affluisce in Europa a vario titolo per investimenti immobiliari ed acquisizioni di aziende , proviene dagli stessi Paesi che finanziano ed armano il Daesch ,o IS. 

Buona vita a tutti 

Oltre

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2 risposte a I NEMICI DEI MIEI NEMICI SONO MIEI AMICI

  1. exult49 ha detto:

    Niente da aggiungere!
    Quanto a Morsi ed ai Fratelli musulmani ,da ateo quale sono, non tollero le religioni monoteiste che infiammano il popolo rendendolo schiavo.
    Si esce dalle crisi producendo ,lavorando non differenziandosi per stupide visioni fideistiche.
    La / le crisi economiche sono da sempre il serbatoio di populismo e speranza……di un mondo che invece di evolvere rende l’umanita’ sempre piu’ miseramente schiava ……

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  2. redpoz ha detto:

    Condivido quasi interamente questo post, la mia unica perplessità rigurda il giudizio su Morsi (e su Al Sissi) e -più in generale- l’esigenza di un “occhiale” diverso con cui noi occidentali dovremmo guardare alla politica nei paesi islamici: condivido questa esigenza, ma credo che l’aspetto religioso non possa essere semplicemente ridotto ad un punto negativo…

    Forse il paragone è fuori luogo, ma in Africa alcuni Stati sono in qualche modo riusciti a combinare l’elemento religioso discretamente bene a livello politico. Un “discretamente” che, ovviamente, implica un sacco di limiti. Penso, ad esempio, alla Nigeria…

    Totalmente d’accordo, invece, per quel che riguarda il giudizio su Turchia e, soprattutto, Arabia Saudita.
    Il rapporto di dipendenza dal loro petrolio e l’ipocrisia con cui approcciamo l’Iran (forse noi italiani un pò meno) sono problemi geopolitici di portata enorme. E le conseguenze si vedono tutte, a volerle vedere…
    D’accordissimo anche sulla questione sunniti/sciiti. Mi domando in che misura questa non dipenda dalla prima (anche in Bahrain ha una maggioranza sciita, se ben ricordo).

    Inciso: conosci il documentario “Bitter Lake”? Te lo consiglio vivamente.
    Anche per quel che riguarda ai sauditi, vi sono spunti interessanti.

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