Why Tunisia?


Ho decisamente apprezzato molte delle considerazioni svolte da Nadim Oudali sulle quali concordo pienamente. Ma la situazione attuale é molto più complicata e dicotomica di quanto asserito. In primo luogo nel corso dell’excursus , Oudali scientemente lascia in secondo piano , ma ben evidente che il nemico di questa Tunisia , sia un nemico esterno. No non é così. Il terrorismo in Tunisia é di fatto integralmente interno! Vedasi sia l’attentato del Bardo , sia quello di Sousse. Questo governo che ha vinto delle elezioni democratiche , unico paese del Maghreb , ha commesso un’errore tipico di un potere che teme l’opposizione e cerca di evitare uno scontro. Il compromesso con En-nhada é un errore politico che i commentatori tunisini hanno volutamente taciuto. Perché? Ma perché una società civile democratica non accetta compromessi con i fondamentalisti. Con un governo di transizione islamico che ha rotto l’equilibrio della laicità del paese voluta ardentemente dal padre della patria Bourguiba. Unico paese negli anni ’50 ad ottenere la fine del colonialismo senza versare una goccia di sangue. Unico paese a concedere il voto alle donne in quegli anni, unico paese dove il ruolo e la parità delle donne é stato rispettato.

I fondamentalisti con le loro stupide teorie hanno di fatto rimesso indietro l’orologio della storia . Orologio degli anni’70 quando il populista ignorante Gannouchi , leader della formazione é stato posto in esilio da Ben Alì . Una dittatura presidenziale la sua , imposta con un colpo di stato , aiutato dal governo italiano di Craxi …..
La primavera araba é stata un vero fallimento ovunque , salvo che parzialmente in Tunisia.
Ma questa primavera é stata innescata per interessi geo-politici da alcuni paesi del Golfo ;Qatar, Arabia Saudita e dalla Turchia che ha visto nell’affievolimento del ruolo dell’Egitto la porta aperta per un islamismo attivo
La guerra in Siria ed Iraq ha fatto il resto.
Dai 3 ai 4000 tunisini sono stati lasciati andare a combattere in Siria con la Jihad dal governo tunisino islamista .
Ed il loro ritorno in patria é oggi sulle coscienze di questi leaders che meritano di essere nuovamente rinviati in esilio senza se , senza ma..! Certo la società tunisina resta una società liberale , ma dove sono stati recentementi operate una serie di inoculazioni religiose che purtroppo hanno attecchito.
Le moschee sono divenute centro di indottrinamento , alcuni imam predicano la sharia. La disoccupazione giovanile endemica costituisce una bomba in un paese di 11 milioni di abitanti con una piramide demografica rovesciata 2/3 della popolazione sotto i 35 anni!!!!! Quanto alla sinistra si può ragionevolmente dire che non riesce ad assumere un ruolo più invasivo nella società civile.
Cosa che potrebbe modificare l’equilibrio attuale ,dove la politica appartiene a ottuagenari.
Chokri Belaid aveva compreso l’impasse del paese e quello politico.
Per questo é stato ucciso. I sindacati in Tunisia devono prendere peso, allargare la loro capacità d’influenza nella base.
Meno operaisti , più movimentisti. La sinistra in Tunisia può assumere un ruolo , solo se sarà capace di coinvolgere la classe media.
Quella classe media che oggi soffre ed é arrabbiata.
Occorre riprendere in mano i principi di Bourguiba .
Quelli dei primi dieci anni. Il problema é e resta a livello la classe della borghesia nazionale che é rimasta alla finestra durante questi ultimi 3/4 anni.
Che ancor oggi non smette di attendere. Quella che ha vissuto come i rentiers francesi del ‘700, di privilegi e rendite che non possono più esistere.
La solidarietà e la partecipazione al bene pubblico attualmente in Tunisia non esistono più! Occorre rivedere la distribuzione della ricchezza del paese!
Anche su tale terreno occorre ritornare al laicismo di Bourguiba . Libera chiesa in libero Stato.
Ed infine una parola sulla recente politica fatta di accordi , di compromessi , spesso , troppo spesso, basati su ruberie, escrocs, raccomandazioni , familismo.
Una burocrazia da modificare e rinnovare rapidamente per mutare il corso del paese. Bonne chance aux amis tunisiens …

A bleeding heart lib Social Ocean. In the company of N. Chiaromonte, E. Levinas, M.Conceiçao Tavares & S. Weil

Riporto il chiaro, sintetico post su facebook di Nadim Oudali-

Qualcuno mi chiede: perché vogliono distruggere la Tunisia? perché i terroristi ce l’hanno con questo paese? perché dopo il Bardo anche l’attentato di oggi a Port el Kantaoui? perché così tanta violenza e barbarie in posti così belli?

Cercherò di dare la mia opinione personale, da tunisino, da militante politico ( sono il portavoce a Roma del Front Populaire (Tunisie), da persona che conosce questo paese, che ci è nato e vissuto, che lo ama ma cerca anche di avere una visione lucida malgrado questo momento difficile.
Intanto sgombiamo il campo: la religione non c’entra nulla. è una questione di potere e di soldi.

– La Tunisia ha una posizione strategica, in mezzo al mediterraneo, capace di controllare tutto il flusso tra i due bacini del mare nostrum. (il canale di Sicilia, è largo solamente 90 km)
– E’…

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Una risposta a Why Tunisia?

  1. GIAN CARLO ha detto:

    I problemi geopolitici ci sono, ma chi muove le fila in questo momento sono sempre le chiese, islamico / cattoliche che hanno sempre un comune nemico: il progresso (quello vero) L’enorme quantità di denaro proveniente dal petrolio (nel caso mediorientale) invece che servire a migliorare le popolazioni viene usato per acquisire (o riprendere) nuovi sudditi religiosi; ma non è molto diverso il caso Ucraina ben più pericoloso ! Anche qui c’è stata un “primavera” innestata.
    Queste “chiese” sono oramai degli organismi fuori controllo che appaiono per quello che non sono e portano al macello i loro adepti senza alcun ritegno e in modo nascosto e senza responsabilità… responsabilizziamole con gli strumenti e i metodi opportuni ! Per esempio asciugando la fonte primaria … il denaro, l’iformatica e se non basta… si tornerà purtroppo ai vecchi metodi che la storia insegna.

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