LA SCONFITTA DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA IN MEDIO ORIENTE


“Certo lo scontro é ormai a livello di genocidio tra sunniti e sciiti ed ha nell’Arabia Saudita e nel nuovo vertice la sua massima espressione.        Eppure tutto ciò non provoca alcuna onda, gli USA tacciono per motivi finanziari, politici , geostrategici, militari.”

Così sintetizzavo nell’ ultimo post la politica estera americana nei confronti del Medio Oriente e delle precedenti  guerre svoltesi in quella vasta area geografica .         Dall’Irak all’ Afghanistan. Dopo il disastroso intervento di W. Bush decretato soprattutto dal volere delle lobbies che da sempre controllano il complesso militare-industriale americano e dai neocon,   allora maggioranza assoluta nei due rami ,House of Représentatives e Senato , gli errori commessi sono enormi.  Errori strategici , politici, culturali, etnici. Credere di poter modificare l’assetto tribale, etnico, religioso di un paese attraverso una pioggia continua di denaro é davvero pura idiozia . Pensate tra americani e britannici sono stati gettati al vento circa 25 miliardi di dollari in dieci anni! Se poi aggiungiamo  armi e infrastrutture , la spesa per le forze armate irakene é stata di circa 60 miliardi di dollari. L’esercito irakeno forte di 193 mila uomini e circa 500 mila riservisti  é sparito  nel giugno 2014 avanti all’offensiva di 40 mila jihadisti!!!!

Perché? Perché su 193  mila sulla carta i veri stipendiati , fonte Ministero Interni, erano 135 mila, 50 mila erano fittizi , inventati per lucrare sugli aiuti. In realtà l’esercito di cui disponeva lo Stato Maggiore era di appena 80 mila.  Il governo irakeno non ha mai speso denaro per il loro addestramento.             Ed infine le tensioni all’interno di quell’esercito sono eclatanti perché  il comando é affidato agli sciiti  ed i sunniti si sentono fortemente discriminati  dai loro stessi comandi.  Non sorprende quindi che l’Isis abbia potuto minacciare ora la stessa Baghdad!

La perdita di Ramadi ha prodotto un corto circuito nel governo iracheno. Il premier Al-Abadi ordina quindi alle milizie sciite e non alle truppe regolari dell’esercito sunnite di riconquistare Ramadi e di lanciare un’offensiva in grande stile contro l’Isis.. Non solo, i due ex nemici  da sempre,  Irak e Iran,  che si sono massacrati in una guerra costata milioni di vittime, si ritrovano fianco a fianco per lottare contro il comune nemico , Isis fondamentalisti sunniti supportati da Arabia Saudita, in primis ,  dai Paesi del Golfo , non tutti , la cui strategia é l’asservimento totale dgli sciiti nella loro area d’influenza!. 

Sono lieto di questo capovolgimento perché ancora una volta le contraddizioni della politica estera americana e del Pentagono vengono alla luce nella loro quintessenza. Giustamente Al Amiri ,leader del gruppo paramilitare Badr, ha dichiarato “avrebbero dovuto ascoltarmi prima . Non ci hanno voluto a Ramada , riferito ai leaders sunniti dell’Anbar, ma ora che rischiano , ci pregano di ripulire Ramadi da quei bastardi sunniti dell’Isis!”      Il governo iraniano nel contempo sfrutta l’occasione e promette a Baghdad il massimo sostegno e di accettare ogni richiesta di aiuto contro l’Isis.

Akbar Velayati, consigliere della guida suprema  Ali Khamenei , ha dichiarato ” Faremo di tutto per l’Iraq. Ovvero, daranno copertura area alla milizie sciite irakene ed alle loro stesse truppe.   Oltre   ad Al Badr  di Al-  Amiri che conta circa  15 mila uomini armati ed addestrati in Iran, ci sono i 90 mila uomini della formazione sciita popolare  di Al -Shabi.Infine gli sciiti irakeni di Kataeb Hezbollah  , sciiti irakeni  addestrati da  libanesi ed iraniani che di fatto  obbediscono alla guida suprema iraniana Kamenei .

Tutto questo mette gli USA in una condizione  precaria ed infelice!!!. 

John Kerry ed il Pentagono  si trovano ora ad ammettere notevoli errori. L’Iran ha trovato la via d’uscita più eclatante dalle  sanzioni e da una situazione di estremo isolamento mostrando tutta la sua forza nell’appoggiare i fratelli sciiti irakeni. L’altra faccia della medaglia dell’impasse, per non definirla débacle , della strategia americana é la            posizione  estremamente accondiscendente  nei confronti dall’Arabia Saudita e della sua recente politica di espansione nell’area  , e del supporto dato a movimenti e milizie terroristiche.

L’assenza dall’incontro al vertice con Obama, la reiterata volontà di essere autonomi e più indipendenti nelle scelte politiche e strategiche nella loro zona d’influenza, la volontà di sottomettere , vedi epurare , gli sciiti nelle loro aree e di farlo senza scrupolo alcuno, mostra e rende evidente la rottura con lo status precedente. Il nuovo vertice mostra i denti!

Ciò che affermavo nel post precedente circa uno scontro potenziale tra Arabia Saudita ed Iran é dimostrato dalla recente volontà espressa dall’Arabia di volersi dotare di armi atomiche. Una tale eventualità scoperchierebbe il vaso di Pandora. Gli USA non dispongono più  della forza di dissuasione del passato, né del potere di veto che hanno detenuto fino al decennio scorso. Il mondo sta cambiando . La finanza , gli equilibri geo – politici, il ruolo di certi paesi richiedono quindi attenzioni particolari.

Occorre limitare la proliferazione di armi nucleari in aree dove la conflittualità  genera mostri, dove la fede é sinonimo di sopraffazione, di  visione teocratica e castale .Il denaro é uno strumento non il fine!                                         

Ecco l’errore , il virus letale che spesso ha accompagnato la politica estera degli USA. L’altro é quello di credere di poter sempre giocare su due tavoli. Con gli arabi  ed il loro “modus pensandi” é deleterio.  Il denaro é sterco del diavolo ,   Il nemico del mio nemico é mio amico! Queste due semplici considerazioni sintetizzano il pensiero. Dick Cheney ha mostrato nel  suo  voler negoziare con tutti , dai  tagliagole  alle milizie,  di essere   un  vero  dick! Quando  fai affari  per il tuo impero  aziendale, Halliburton, e incontri  Al  Baghdadi credendolo un potenziale alleato, vuol dire che non hai compreso nulla . 

Buona vita.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia. Contrassegna il permalink.