LIBIA , UN DISASTRO ANNUNCIATO…..


Due anni di guerra civile hanno reso la Libia un paese allo stato larvale.         Dalla caduta del regime e l’uccisione di Gheddafi ,11/10/21013 , il tribalismo feroce, , il familismo, l’islamismo più radicale  ed ignorante si sono fagocitati la società civile. L’idea che il Consiglio di Transizione Nazionale ( CTN) potesse impedire l’implosione ,  trovare un compromesso accettabile dalle tre aree d’influenza in cui è da sempre diviso il Paese era una vera scommessa contro ogni probabilità.

L’inesistenza di una struttura istituzionale, di un esecutivo degno di questo nome e quindi capace di agire , di un esercito, di un corpo di polizia operante sul territorio rappresentavano una difficoltà insormontabile.                                La Libia oggi conta  2 parlamenti, 2 governi, , due governatori di banche centrali!!!!  Lo pseudo – esercito conta due generali comandanti divisi per origine etnica. 

Le due maggiori  fazioni che si contendono il potere ed il territorio sono quelle al comando del Gen. Haftar,  un ex gen. di Gheddafi ,  rifugiatosi in Usa nel 2003 . Le sue truppe sono composte da soldati provenienti da varie tribu’. La sua formazione prende il nome di Dignità.   L’altra fazione si definisce ALBA  della Libia . ADL.  La sua maggiore concentrazione è quella dei cittadini di Misurata ed in parte composta da berberi.

Il territorio è a sua volta diviso a macchia di leopardo con varie enclaves.  ADL  ha il controllo della Cirenaica e dell’Ovest del Fezzan  , oltre alla capitale  Tripoli!  Nella capitale  il controllo è affidato ad Omar  al Hassi. Era lui l’obiettivo dell’attentato all’Hotel Corinzia dal quale si sono salvati 6 italiani , dirigenti ENi ed  Ambasciata italiana. 

Mentre  Dignità con i suoi miliziani controlla la Tripolitania e l’Est del Fezzan. Il gen. Haftar  è considerato l’alleato di riferimento degli USA   e  di Al Sissi , Presidente dell’Egitto ,evidente nemico dei Fratelli Musulmani e dei jihadisti islamici.  Da considerare che l’Egitto ha una frontiera di 6000 km con la Libia , dalla quale gruppuscoli di terroristi tentano di penetrare  ogni giorno nel paese .                                                            ADL è il depositario ufficiale della Rivoluzione . Tentano di opporsi ad un destino che a mio avviso è segnato. Con le recenti elezioni in Tunisia , unico paese che esce democraticamente vittorioso dalla primavera araba , nonostante il contesto politico complesso ed avverso, le frontiere sono sigillate . Quasi un milione di libici, su 4 milioni di popolazione totale vivono oggi in Tunisia. 

Con un Egitto sempre più intenzionato a lottare con il jihadismo libico il paese è di fatto chiuso al mondo . L’ unica frontiera colabrodo è quella Sud . In realtà gruppi qadaisti e jihadisti yemeniti entrano in Libia e si installano nel Fezzan dove, grazie all’inesistenza di qualsiasi controllo , agli spazi enormi offerti dal territorio desertico,  si assemblano creando campi di formazione per i jihadisti e   per i gurriglieri che fuggono dal Mali dopo l’intervento militare francese  in supporto di quel paese . A parte queste formazioni, giusto per darvi un’idea del crogiuolo che si è creato in Libia ,        i jihadisti armati , i rivoluzionari ,  erano circa 50 mila  alla fine del 2011, oggi sono tra i 350 ed i 400 mila  divisi in circa 300 milizie!!!!                              L’Italia è oggigiorno l’unico paese con un’ambasciata aperta ! Nessuna compagnia aerea vola più su Tripoli. Nel frattempo come ho indicato nei post precedenti dedicati al Maghreb,  niente è cambiato . 

I  Signori della guerra che finanziano la mattanza di questi poveri giovani ignoranti, il cui indottrinamento avviene nella strada e risponde all’odio generato dalle uccisioni tribali, sono sempre gli stessi.

EGITTO, EMIRATI ARABI UNITI   appoggiano la fazione Dignità del Gen. Haftar fornendo loro aerei da combattimento e logistica d’appoggio.                  QATAR e TURCHIA sostengono gli islamisti di Alba della Libia.  In questo caos  vi sono poi “enclaves”  che hanno già dall’autunno scorso dichiarato fedeltà al DAESCH .   Mi riferisco alla città di Derna da dove transitano nei due sensi i jihadisti che vanno a gonfiare le fila in Iraq e Siria.                                In quest’area, oltre ad ADL , sono molto presenti i Tuareg che vivono degli scambi ed i traffici che dall’Egitto conducono armi, viveri, munizioni in Libia. Derna  è oggi capitale del califfato dell’Ansar al Sharia .                                      Grazie ai finanziamenti qatarioti si è strutturata ed ha reso questa cittadina di 80 mila abitanti direttamente legata a Abu Bakr al Baghdadi.. Da sempre bistrattata da Gheddafi che la considerava storicamente  nemica in quanto origine degli islamisti  e del fondamentalismo libico ,  oggi vive sotto il più stretto regime della sharia.

Nel frattempo la produzione di petrolio e l’estrazione di gas naturale ,la ricchezza del paese,  si è ridotta di circa l’80/90%.  Da un massimo di 1.6 milioni di barili dell’acme del regime gheddafiano ,  siamo passati agli 800 mila barili del 2014,   ai 150/200 mila barili di oggi! I cittadini libici che ricevevano sotto il regime di Gheddafi circa 2000 euro mese senza lavorare . Contavano per la mano d’opera sui paesi indo-pakistani per fare avanzare il paese ( circa 1.5 milioni di lavoratori provenienti da quei paesi erano presenti fino al 2013)..Oggi il denaro scarseggia e gli introiti non riescono neanche a fornire il necessario per mandare avanti il paese.  Da non credere!!!!!  Pensate fino a due anni fa il governo libico poteva contare su circa 450 milioni di dollari al giorno provenienti dal petrolio e gas. Buona parte di quel denaro proveniva dall’ENI . Noi importavamo circa il 25% del petrolio dalla Libia e 30% di gas.

L’Italia è sempre stata assai neutrale . Abbiamo taciuto , consentendo la “guerra di liberazione” voluta dall’idiozia franco -inglese.   Stupidamente in quanto quella guerra era principalmente diretta contro i nostri interessi in Libia dove, ancora oggi abbiamo il più grande campo di estrazione . Sappiamo come è finita e ciò dimostra l’ignoranza e la superficialità del processo decisionale dei paesi europei e soprattutto delle loro classi politiche. Inclusa la nostra (Berlusconi & Co).

Mi viene da sorridere per il  povero Min. Esteri , Gentiloni , che oggi parla di pericolo jihadista proveniente dalla Libia. Anche le pietre , se non il mio stesso blog,  evocavano questa possibilità da un anno. L’attuale Mrs. Pesch , Mogherini , mai ha preso in esame le possibilità di evitare la tragedia.       Tanto meno il P.d.C.     Eppure Marco Minniti , vera anima del controllo politico dei Servizi,  è da tempo a conoscenza della situazione esplosiva.   Certo il problema libico non può essere risolto dalla sola Italia.                        

Ma è altrettanto vero ,  l’Italia è il paese che da tutti è ritenuto quello più adatto  a condurre una seria mediazione. Poche sono a mio avviso le chances di una soluzione a Ginevra sotto l’egida ONU. Vedo piuttosto una via percorribile in un accordo  di cooperazione. Un’accordo con i paesi confinanti del Maghreb , con lo stesso Egitto. Un accordo quindi regionale. Dove Italia in primis ed altri europei  , Francia , Spagna , possono offrire supporto  esterno per consentire il minimo ristabilimento di condizioni  di convivenza civile.  Gli interessi italiani sono enormi e Descalzi , A.D. di ENI,   conosce bene e conferma il ruolo che l’Italia può giocare con le tribù più importanti del paese. Talvolta la politica  occorre lasciarla fare agli operativi , a coloro che sul territorio ci sono e vivono e non dai teorici al tavolino.

Buona vita a tutti  P.S.

 

Mi permetto di segnalarvi i post precedenti dedicati al tema del Maghreb e del DAESCH:  

12/11/ 14  Libia tra caos e conflitti-

6/10/14 DAESCH –

4/9/14 I finanziamenti ben conosciuti del califfato –

5/8/14  Mediterraneo , il rischio si acutizza.

 

 

 

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Una risposta a LIBIA , UN DISASTRO ANNUNCIATO…..

  1. Giacomo Piazzi ha detto:

    Sono d’accordo sulla pochezza delle classi politiche europee soprattutto in quanto a foreign policies. Un vero disastro. Non sono d’accordo sul giudizio che dai di Berlusconi. Questi aveva trovato un modus vivendi e operandi con Gheddafi, sia politico che affaristico. Poi è intervenuto il complottone del 2011 e lo spread (leggere i libri di Alan Friedman e Tim Geitner a proposito), e a quel punto Berlusconi non era più padrone delle sue decisioni, tant’è che a novembre fu mandato a casa. Io credo che Berlusconi fosse l’unico leader europeo che avrebbe potuto convincere Gheddafi ad arrendersi ed evitare tutto quello che ne è seguito, ma chiaramente i giochi in campo erano altri.

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