Sinistra : simboli, mistificazioni , realtà…….


Mi sembra la giornata giusta per parlare di sinistra . Sinistra populista, mediterranea , nord europea, che i media a vario titolo,  a seconda della latitudine continentale da cui si esprimono,  dipingono sull’orlo della svolta epocale. Della ritrovata unità , della ritrovata speranza per una sinistra europea frammentata ed incapace , nonostante i numeri espressi , di superare l’impasse ideologico di un’Europa ancora troppo definita  ed appiattita sul modello degli Stati nazione.

Questa è a mio avviso una débâcle per la sinistra  a sinistra della sinistra perché rischia di mostrare tutti   i  limiti di questa forma populista , liquida , non ideologizzata, movimentista,  senza costrutto politico vero , salvo la volontà di denuncia.   La vittoria assoluta di Syriza, o meglio del suo leader maximo, Tsipras , personalmente non credo si avvererà .                                 Finirebbe per indebolire l’integrazione dell’Europa di cui al contrario abbiamo assoluta necessità per superare le divisioni odierne.

Non credo,  e lo dico a poche ore dal risultato perché vari elementi di valutazione offrono una diversa lettura ; demografia alla mano  , la maggioranza dell’elettorato è quella oltre i 70 anni . L’astensione si annuncia pesante in un paese che formalmente considera il voto un’obbligo di legge e dove 26 formazioni politiche sono in lizza……..                                                         Dove  il battage della comunicazione mediatica ha voluto costruire sulla rottura l’esito di un voto che scommette sulle sorti del popolo greco .

Soprattutto in Italia, su questa elezione si è voluto costruire uno scenario di rottura . La flessibilità sul debito ecc. ecc. Una volontaria pro- domo- italica versione ed interpretazione della condizione greca.                                                    Un ribaltamento della concezione sostenuta dai partiti socialisti del nord Europa .  Superamento della linea austerità  in favore di un liberalismo  e di una flessibilità i cui costi sarebbero assorbiti dai contribuenti europei .                                                                                                                                         In realtà la sinistra nord europea,  pur ammettendo errori di metodo e di tempistica nella gestione della crisi greca, resta ancorata ad un percorso virtuoso e legato a politiche economiche pragmatiche che esigono la messa al bando di classi dirigenti incapaci , incompetenti che truccano i dati economici e conducono  il proprio popolo alla miseria!      Questa è la situazione.                Credo proprio che la Grecia sia l’unico paese dei 28  della UE che abbia una classe  politico- economica  ancor peggiore di quella italiana!                                  La radicalizzazione dovuta alla crisi socio-economica ha fatto il resto. 

Sinistra oggi non ha né lo stesso significato, né la stessa proiezione- percezione in Europa.  La differenza è non solo politica , ma culturale.     Siamo in presenza di una sinistra meridionale che si contrappone ad una sinistra nord europea.  Una differenza dove  il contesto socio economico del paese ed il suo debito pubblico  superano ampiamente in ordine d’importanza il dato ideologico!  Ecco quindi che il peso della sovrastruttura supera di fatto l’ideologia stessa.

Il populismo è divenuto il fattore dirompente.  Si privilegiano gli egoismi, le divisioni, le differenze. Si sottolineano i limiti dell’integrazione dimenticando l’espansione degli ultimi 20 anni. Non mi riconosco in questa sinistra meridionale.  Non credo assolutamente in una  sinistra che trova origine in condizioni   localistiche e regionali come la Lista Tsipras.                                   

Questa frammentazione che in Italia si risolve e dissolve  in piccoli rivoli ideologici  ; Rifondazione , Sel,  Liste varie….supportate da intellettualismi salottieri .    Mi rendo conto si tratta di una interpretazione politica in totale  conflitto rispetto al presente  .                                                                                     Questo populismo democratico è un’aberrazione che si fonda su un background   simbolico , una narrazione mitica  di una realtà inesistente che ha condotto la Grecia  nella miseria  odierna.                                                                  I rapporti di forza sono  evidenti ed incontrovertibili  : 2.2% del PIL  europeo, 11 milioni di cittadini , la Grecia non fa paura a nessuno.                                          E’ semplicemente  divenuta un terreno di scontro dove il popolo greco è  vittima sacrificale di un conflitto ideologico.

L’ultima intervista a Rodotà, nella quale con mia totale sorpresa fa terra bruciata di settarismi e divisioni da operetta circa la sinistra italiana ,  mi trova integralmente concorde.  Sostengo da molto tempo che invece di rivoli intellettualoidi ,  occorre ritornare sul territorio.  Ritornare a fare politica con la gente e per la gente. Non raccontando narrazioni senza fondo, lanciando anatemi incompresi ed incomprensibili , da movimenti padronali e con pseudo leaders  buffoni , o suffragette da postribolo.

Occorre ritrovare una visione comune del divenire europeo continentale, una progettualità partecipata, solidale , ma scevra da scuse infantili e meschine. Pochi giorni fa commentavo il discorso di Obama in occasione dello Stato dell’Unione  e sottolineavo la capacità di condivisione degli obiettivi primari che devono essere comuni in una società moderna e informata .

Se l’obiettivo della sinistra europea  è quello di riuscire in una maggiore integrazione fondata su valori comuni  che non sono solo quelli economici , ma etici , allora assieme alla laicità , si deve declinare solidarietà in tutte le sue sfaccettature.   Ma solidarietà non può significare rinegoziazione unilaterale d’impegni ripetutamente presi da governi incapaci.                   Solidarietà al popolo greco  non significa accettazione di un “modus operandi”  che lo deruba da decenni con politiche  governative suicide.           La Troika emanazione diretta della UE , non certo organo alieno, ha il dovere di sanzionare abusi, illiceità , reati compiuti dall’esecutivo. Il primo responsabile della crisi ellenica  è  l’esecutivo greco! Tutti sappiamo che Tsipras non vuole uscire dall’UE, ma da levantino quale è farsi abbonare parte di quei prestiti accumulati in 10 anni : 160 miliardi . 110 circa dovuti alla Germania , circa 30 miliardi all’Italia. Ecco 30 miliardi rappresentano 3% del nostro PIL !!! E’ bene che si comprendano certi risvolti. In un’Europa democratica e politicamente integrata i governi , anche se eletti democraticamente,  possono e devono essere sanzionati se  delinquono!

” No more free lunch” !!! Direbbero gli anglosassoni molto pragmatici nel loro comportamento socio-politico! Sono convinto che occorrerà raggiungere un’ accordo , a prescindere dal vincitore di queste elezioni. 

Ma il populismo che sostiene delle ragioni parzialmente giuste,  non deve divenire il motore della nuova Europa. In questo senso vorrei vedere una sinistra mediterranea conscia dei propri limiti ed errori.                                    Priva di senso critico, che si parla addosso , o al proprio ombelico.                   Una sinistra capace di ritrovare le ragioni ideologiche dello stare insieme , non quelle meramente contestuali.                                                                                    Una sinistra della sinistra che abbia il coraggio di divenire ,  essere ed esistere .    Che rivendichi  i valori europei , invece di rinnegarli.                      Una sinistra che sappia distanziarsi dall’anti-europeismo becero e xenofobo. Che privilegi la forma partitica e non liquida.  Che rappresenti gli interessi reali dei suoi elettori e ne richieda l’assenso per le scelte di fondo . Che abbia un progetto definito e scritto a cui essere legata e non a populismi di maniera fine a se stessi.  Forse un modello di riferimento per la sinistra della sinistra  italiana è da  ricercarsi in Die Linke , piuttosto che in Syriza , o Podemos … 

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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4 risposte a Sinistra : simboli, mistificazioni , realtà…….

  1. redpoz ha detto:

    Avevo anche io diverse perplessità su Tsipras e Syriza e credo che larga parte del suo risultato e del sostegno o simpatia che riceve a livello internazionale derivi da una forte componente emotiva.
    Certo, preferisco un governo di coalizione ad una maggioranza assoluta.
    Comunque, ora non resta che vedere come metterà in pratica le diverse idee del programma, tra loro anche un pò contraddittorie: dall’equilibrio che riuscirà, spero, a ricavare, avremmo indicazioni importanti sulle nostre prospettive. Come paese e come sinistra.
    Ciò detto, l’esperienza di Podemos mi sembra interessante, mentre ho qualche dubbio in più su DieLinke (che non mi pare esser riuscita a superare una certa concezione della società, forse ormai sorpassata).

    Detto incidentalmente, le differenze di prospettiva e di ideali fra le varie sinistre europee, mi ricorda un pò le diverse visioni che compongono un partito come i Democrats in USA. Ma magari tu mi saprai dare un parere più preciso su questo, azzardato, paragone.

    ps: dove posso trovare l’intervista di Rodotà?

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  2. exult49 ha detto:

    Nulla da eccepire. Ma l’esecutivo deve metabolizzare la propria responsabilità di fronte al popolo che è stato tradito ripetutamente da menzogne gigantesche circa la reale situazione . Accettare cambiamenti radicali in termini di politica economica penalizzando le classi dominanti che hanno sfruttato con ignominia il paese. E solo allora s’intervenga …..con la massima solidarietà. Una solidarietà che solo per gli italiani vale 30 miliardi!

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  3. exult49 ha detto:

    Nulla da eccepire. Ma la condizione primaria è che l’esecutivo faccia ammenda dei suoi enormi errori e dica la verità al popolo. Solo a fronte di quest’ammissione di totale responsabilità e di cambiamento radicale di politica scatti la solidarietà con il popolo greco ….

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  4. Anonimo ha detto:

    Anche se “vincesse” il populista greco non cambia nulla: i debiti vanno pagati e gli italiani forse non sanno di essere si debitori, ma anche creditori. L’unica cosa che i creditori dovrebbero capire è che il debitore deve essere MESSO in grado di onorare i debiti. Non basta pretendere che un pugile “suonato” si riprenda da solo… magari è potenzialmente un campione se gli viene consentito di riprendersi ! E qui allora che la solidarietà europea dovrebbe manifestarsi !

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