MIDTERM : RISULTATI ED EVOLUZIONI


Come anticipato nel post precedente,  il “sentiment ” dell’elettorato americano e non solo dai sondaggi si è manifestamente realizzato!                      I fattori che hanno condotto a questo risultato sono molteplici e non solo legati all’elemento politico.   In primo luogo niente è più falso di quanto riportano i titoli dalla stampa europea circa il voto  attribuito e indirizzato contro Obama.                  

Nel sistema americano , presidenziale , non tutto è controllato dal Presidente. Nel voto di midterm l’elettore deve scegliere il rappresentante del proprio Stato per la House of Representative e per il Senato. Non la persona del Presidente che è fuori da questo quadro.  Quindi molto dipende dall'”appeal” che questi candidati repubblicani , o democratici hanno sul territorio .             Ed è quest’ultimo che è preso in considerazione nella scelta , oltre al sesso del candidato , il suo legame con il territorio , la sua capacità di essere percepito come parte del contesto al quale si rivolge.    La figura del Presidente certo resta presente , ma all’orizzonte.     Inoltre in molti casi in questa elezione i candidati hanno preferito non richiedere un’ “endorsement” diretto da parte di Obama.  Così come è vero altresì che il Presidente ha deliberatamente scelto di mantenere un basso profilo. 

Dai primi dati si rileva che il voto delle donne ha favorito il successo dei repubblicani anche in relazione all’affluenza . Molte più donne hanno direttamente partecipato , mentre il sesso maschile ha  maggiormente disertato le urne.   Stessa considerazione circa i giovani.                                    Buona parte di essi non ha minimamente partecipato .  Gli Stati cerniera come Georgia, Kentucky , North Carolina,  hanno spinto verso la vittoria al Senato.  Il controllo del Senato con 54 /55 seggi era un obiettivo raggiungibile .   Soprattutto in Stati del sud dove la logica del razzismo che appartiene ai movimenti iper-conservatori, come il Tea Party,  è una risposta alla paure di una middle classe bianca che vede in questo prolungamento della crisi , una riduzione del suo coefficiente di peso politico e status sociale .

Recentemente un amico lettore mi faceva notare che i dati economici sono migliorati e non comprendeva la disaffezione nei confronti della politica di Obama.  Il problema  è che i dati prendono in considerazione il raffronto con il semestre precedente, non il dato più generale.  Circa 90 milioni di americani sono in disoccupazione. Nel senso che entrano ed escono dal mercato del lavoro ad una velocità che è pari solo alla instabilità delle loro vite.   100 milioni di famiglie , circa il 70% monoparentali,  sono senza assistenza medica.  Ecco un altro fattore che ha condotto le grandi lobbies e concorso ad una lotta contro Obama.  L’Obamacare, il grande piano sanitario  che vorrebbe divenire nazionale,  comincia a fornire dei risultati apprezzabili.   Le lobbies repubblicane che, nella sanità privata e nella industria del complesso militare industriale hanno storicamente avuto la loro maggiore forza,  hanno lanciato una campagna senza precedenti per confutare e battere il programma. La politica nei confronti dell’immigrazione è stata un’ altra area di scontro ideologico e politico con Obama. 

E su questa, anche in presenza di fragilità del Presidente nei prossimi due anni ,si giocherà uno scontro sul  quale i poteri del Presidente saranno usati senza risparmio. Infine, e questo attiene al contesto geo-politico ed alla posizione degli USA nel mondo, è a tutti evidente che la loro supremazia è finita.   Si tratta oggi di mantenere  un ruolo  di !primis inter pares”.               

Questo dato e la crisi economico sociale  hanno decisamente alienato parte dell’elettorato  che  ha attribuito la responsabilità al Presidente.               Purtroppo l’ignoranza nel paese è notevole , seconda solo a quella degli italiani. I media ed il peso delle lobbies è notevole.                                                      Il denaro riveste sempre più un’importanza notevole se pensate che questa elezione ha un costo pari a 4.3 miliardi di dollari.                                                        E l’appoggio di interi settori economici è esiziale. Uno dei settori che maggiormente ha contrastato la politica estera di Obama è quello della difesa.

La ragione è semplice , il Presidente ha tagliato il 30% dei fondi del budget difesa, ritirato le truppe dall’Irak , e sospeso l’idea che gli USA siano sempre coinvolti  nel controllo del mondo e ne siano il gendarme                                  . Non mi stupirebbe se nei prossimi anni , finita l’era Obama, che a mio avviso è stato uno dei migliori presidenti del dopo guerra,  i repubblicani cerchino di tornare al peggiore , W. Bush , un “puppet” nelle mani della lobby del petrolio e del Pentagono. Non è un caso che oltre 2/3 delle aziende coinvolte nella Difesa siano basate in Texas. 

L’evoluzione  della politica americana, dove la campagna per le presidenziali è appena iniziata , è piuttosto evidente in termini di politica estera.          Nessun mutamento nei prossimi due anni avverrà circa la posizione di non intervento terrestre in ogni area del mondo.                                            Sull’immigrazione Obama vincerà la partita usando tutto il suo potere e eventualmente ponendo veti.  Per la partita delle prossime presidenziali alle quali ho accennato nel precedente post , attualmente i repubblicani hanno ed avranno notevoli difficoltà nel trovare un “running candidate” di peso .

Molto divisi tra iper – conservatori e fondamentalisti , la scelta di un candidato sarà dura. Jeb Bush? Marc Rubio? Un outsider scelto tra i nuovi governatori?   Tutto è possibile , ma lanciare un outsider diviene  molto difficile anche in presenza mediatica imponente.   Nel campo democratico la posizione di Hillary sembra avere un forte supporto da parte del Partito Democratico.  Sfruttando il lato femminile  godrebbe di un certo vantaggio , se percepito come novità positiva.

Politicamaente Hillary Rodham Clinton,  come affermato nel post precedente,  rappresenta  a mio avviso una repubblicana in pectore.                  In questo senso potrebbe attirare voti dal campo repubblicano sulla sua candidatura.  Nel contempo probabilmente alienarsi un certo numero di democratici. Le primarie rappresenteranno per il partito  democratico non solo una selezione per il candidato , ma anche una scelta politica , una scelta circa la visione che gli USA vorranno dare ed avere di se stessi ,  del ruolo che intenderanno avere.

Purtroppo il declino economico della classe media, delle aspettative generate da un sistema che oggi non genera più sogni, ma dubbi, la povertà di fasce sempre più ampie di popolazione, pongono sempre più a rischio le fondamenta.                                                                                                                         Senza contare il revanscismo della classe bianca , degli WASP , che entro il 2020 perderanno la supremazia  demografica in favore dei latinos.               Tutti questi elementi rendono difficile l’analisi del quadro politico tenuto conto che circa il 60% degli americani non partecipa da sempre  , non s’interessa alla politica , ma semplicemente la subisce contando esclusivamente sul concetto individualista tipico di una società sociologicamente primitiva.  La meritocrazia oggi in USA è decisamente desueta.  Resta comunque una considerazione generale , il declino dell’impero è iniziato ed è ferocemente percepito dai cittadini .                             Di questo e di altro i partiti politici in USA non hanno ancora preso pienamente coscienza credendo di poter ancora illudere e mantenere il sogno ….

Buona vita

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2 risposte a MIDTERM : RISULTATI ED EVOLUZIONI

  1. exult49 ha detto:

    Scusa per il ritardo con il quale rispondo alla questione. Sì ne sono convinto. Obama è l’unico presidente intellettuale eletto nel dopoguerra. Petrolieri, figli di papà , famiglie, attori , di tutto fuorché intellettuali. Il lato negativo di Obama, in particolare nel secondo mandato, è quello di occuparsi poco della politica politicante, del ricorso al potere nei corridoi, nelle combriccole, la ricerca di appoggio delle lobbies.
    Ecco lui se ne sta fuori e non vuole essere coinvolto.
    Obama è stato un grande presidente nel riportare a casa le truppe , nel tagliare le continue richieste di spese militari, nel difendere l’immigrazione e nel lanciare l’Obamacare , sul quale gli stessi repubblicani non hanno più il coraggio di attaccarlo.

    Sull’immigrazione ha già detto si batterà fino in fondo anche ponendo il veto.
    La ragione per la quale i repubblicani , gli WASP, si battono, è che vogliono limitare al massimo il potere dei latinos , poiché come ho detto dal 2020 saranno minoranza.
    Il popolo americano quanto ad ignoranza è secondo solo a noi. ,L’informazione è scarsa.

    Oltre 100 milioni su 300 , non hanno una stabilità di lavoro, oltre 60% non vota, la situazione del divario socioeconomico , come da noi, sta rapidamente allargando le diseguaglianze già enormi. Obama ha fatto ciò che poteva in un periodo di crisi . Ma lo si ricorderà come un buon presidente.

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  2. redpoz ha detto:

    Mi sembri meno negativo sul destino della presidenza Obama rispetto a tanti commentatori nostrani, o sbaglio?

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