TUNISIA AL “TURNING POINT”


Il 26 Ottobre , cioè tra una settimana, la Tunisia si trova ad affrontare le elezioni legislative ed il 26 Novembre prossimo il primo turno delle elezioni presidenziali.   Due date queste che riveleranno quale destino e cammino i cittadini avranno scelto , dopo tre anni di governi provvisori contraddistinti da scontri di ogni genere tra il partito islamista (costola dei Fratelli Musulmani) e le varie componenti politiche che in questo lasso temporale si sono avvicendate nel supporto a questa componente maggioritaria.        

Questa transizione che , tra l’altro ha coinciso con degli sconvolgimenti geo-politici notevoli in termini di conflitti e di esodi , ha prodotto una crisi socio-economica  e politica di notevole entità .    Si pensi che circa un milione di  rifugiati libici risiedono oggi in Tunisia . 

Questa transizione ha inoltre prodotto sul piano politico e sociale  scontri  ideologici  sul ruolo della religione nello stato e nella società civile.         Scontri circa il ruolo delle donna ,  scontri sulla stesura della  Costituzione che finalmente è stata approvata,  scontri sulla legge elettorale , impasse politico-legislativa  in termini di confusione di ruoli e poteri.                              Un periodo denso di avvenimenti che ha visto il terrorismo prendere uno spazio mai avuto in questo paese che, grazie al suo fondatore Bourghiba,  era uscito indenne dalla post colonizzazione e laicamente strutturato per quanto concerne la visione centrale dello Stato e delle sue istituzioni .                  Proprio pochi giorni fa l’ambasciatore statunitense è scampato, grazie ai servizi tunisini ,ad un attentato pianificato con auto imbottite di plastico .

Il periodo della “presidenza forte”  di Ben Alì, aveva mantenuto questa impostazione laica, ma a scapito di un malaffare e di una gestione del potere quanto mai personale e di clan .  Si giunge così alla primavera araba , alla caduta del regime , alle speranze  legate a questo movimento spontaneo , liberale e rivoluzionario.  Le prime elezioni libere dopo 30 anni vedono la vittoria del partito islamista grazie alla percezione che di esso il popolo aveva introiettato.

Coloro che avevano lottato ed erano stati imprigionati , o costretti all’esilio, dovevano nel sentimento popolare essere  ricompensati.                          Aggiungo che En-Nhada , questo il nome del partito islamista ,  aveva ricevuto, così come i Fratelli Musulmani in Egitto,  un’ampio supporto finanziario e mediatico ( Al Jazeera)  da parte del Qatar  e dei suoi emissari.  Purtroppo   tre anni  di governi provvisori (dal 2011 ad oggi)  hanno notevolmente ampliato le divisioni , le diatribe , senza apportare alcuna soluzione ai  problemi economici che gravano e penalizzano il paese.                   A cominciare dal crollo delle presenze turistiche, la riduzione delle esportazioni , il crollo della produzione industriale  e l’instabilità con  gli scioperi che hanno bloccato lo sviluppo del paese.

Oltre al grave e più importante tra i fattori di crisi, una disoccupazione che supera il 30%  in massima parte giovanile , vista la piramide demografica  del  paese.   Questo in sintesi il quadro interno.

Ma la Tunisia ha un notevole impatto oggi dal punto di vista geo-politico internazionale .  A causa del  caos istituzionale e politico,  al conflitto tra le varie milizie nella confinante Libia,  il ruolo della Tunisia ed il risultato elettorale  possono  condizionare  il corso degli eventi nella regione.                                                                      

La vittoria delle opposizioni contribuirebbe a confinare ad est , con l’Egitto  di  Al Sissi , il caos libico  bloccando con fermezza  l’espansione  dei jihadisti   , oggi fortemente  insediati in Cirenaica (Benghasi) e  nei dintorni di Tripoli.  Ad ovest ,  può rappresentare  un serio stop alle mire delle cellule terroristiche che oggi sono presenti in tutta la regione maghrebina ed in particolare sul confine tuniso-algerino , in Kebilia.

Una vittoria delle opposizioni  porrebbe inoltre   fine  al periodo delle primavere arabe , rapidamente trasformatesi in conflitti  senza fine e senza costrutto. Il disegno dei Paesi del Golfo , in particolare Qatar ed Arabia Saudita,   era, e resta,   quello di creare un Maghreb islamizzato , un’area d’influenza economica dove esercitare a tempo debito un potere politico diretto. Infine produrrebbe  indirettamente un’ accresciuto e più fermo controllo dei confini marittimi esercitando un  filtro all’emigrazione verso l’Europa. In particolare contro le  potenziali infiltrazioni terroristiche ed il  trasporto di armi semi- leggere che costituisce oggi un grave pericolo per la stabilità dei paesi interessati . 

L’Europa deve seriamente  pensare a mettere in campo una politica  lungimirante nei confronti del Sud del bacino mediterraneo su posizioni paritetiche  e di libero scambio che possa divenire  traino allo sviluppo delle due rive.

Ma veniamo adesso alle elezioni da un punto di vista interno. 

 Sembra che le intenzioni di voto privilegino la formazione di Nidaa Tounes guidata da un ex ministro dei tempi di Bourghiba , Beji Caid Essebsi.           Questa è la  maggior forza di opposizione  a cui si affiancano altre forze politiche quali ad es. Afek  Tounes.   Il suo bacino elettorale è il Nord ovest, Tunisi ed il suo hinterland , oltre al Sahel.

La seconda formazione secondo i sondaggi riservati che provengono da società specializzate site a Berges du Lac, sarebbe En-Nhada, il partito islamista , che trae il maggior peso elettivo nel sud est .                                            Terza formazione, molto distaccata per preferenze espresse, il Front populaire , la sinistra, che ha il suo bacino elettorale nel centro ovest,  Kairouan , Kasserine e Sidi Bouzid, oltre  a Tunisi stessa.          

La pletora di liste ,circa un migliaio,   e di candidati   rischia di creare notevoli problemi in termini di scrutinio e di controllo .                                                      Oltre a  rendere ancor più imperscrutabile il risultato finale in ragione del calcolo  dei resti che ciascuna formazione otterrà nei diversi collegi elettorali  (23) .

E’ quindi reale la possibilità che non si raggiunga un risultato politico certo . In tal caso la situazione diverrebbe  molto difficile per l’urgenza che il  paese ha di uscire da questa “no man’s land”,  in cui tre anni di stallo l’hanno condotto .     E’ del tutto evidente che l’alto tasso di disoccupazione,  in gran parte giovanile, resta la sfida primaria per chiunque  governerà .                            Occorrerà ristabilire la fiducia dei cittadini nei confronti della politica . Oltre all’equilibrio tra piramide demografica e dimensionamento professionale.                                                                                    

In tal senso il ruolo della formazione  assume un ruolo centrale .                         Lo stesso dicasi per  il turismo,  da sempre fonte di reddito primaria , oggi profondamente in crisi a seguito di una totale assenza di strategia e di atteggiamenti  masochistici da parte dei tre governi transitori .                          La politica agricola sarà un altro fattore esiziale nelle scelte governative nel gestirne la transizione verso una struttura agro-industriale.                                     Ed infine sarà fondamentale che la Tunisia ritrovi una sua centralità  proponendosi  e divenendo  attore di una   maggiore integrazione  del Maghreb.  

Per rilanciare la propria  economia attraverso quella della regione attraverso una zona di libero scambio che implementi le peculiarità e le risorse.   Energia, trasporti, agro-alimentare , informatica sono i settori di punta  su cui intervenire e d investire.                                                                                            Oltre 5.5 milioni di cittadini sono iscritti al voto su 8 milioni di aventi diritto, su una popolazione di circa 11 milioni.   L’affluenza al voto sarà un’ altro aspetto dirimente.  In relazione alle precedenti  tornate elettorali si stima che sarà più elevata.  Si spera soprattutto che durante questo periodo  non intervengano attentati  che possano influenzarne i risultati.

Un’ augurio sincero ai miei amici tunisini affinché  riprendano il cammino verso la libertà , il progresso e la difesa dei diritti individuali e soggettivi .

Buona vita

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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