GO FREE , SCOTLAND……


Visto che la nostra stampa ed i media in generale sembrano voler tacere , o meglio non interessarsi volutamente al prossimo referendum che il 18 Settembre vedrà il popolo scozzese andare  alle urne .Allora è meglio che si faccia un po’ luce sulle possibili conseguenze.  Sì , alle urne per decidere sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito.  Sembrerebbe  sia percepita come una faccenda di poco conto. Un “divertissement” per analisti politici, per addetti ai lavori . Beh,  non sono certamente tra loro.                                        

Al contrario , ritengo che questo referendum possa sconvolgere a suo modo il futuro e l’evoluzione stessa dell’Europa,  per i tempi e  per i modi  che in tal caso si imporrebbero.  In altri termini modificare, rendendola più spedita,  la devoluzione del potere degli Stati nazionali che ancora detengono notevoli poteri di veto in favore di una Europa Federale.   Ma andiamo con ordine.

Nelle mie serate finlandesi ho dedicato particolare interesse al tema.               Mi sono gustato  con enorme piacere il “clou” del dibattito televisivo svoltosi su BBC da Glasgow tra il rappresentante britannico ed il paladino dell’indipendenza scozzese. Un vero , serio , profondo dibattito , non            pre- confezionato  , nel quale i due  contendenti hanno duellato per circa due ore con uno share del 90%.   Dichiaro la mia idiosincrasia per la politica britannica, per l’impero che non  c’è più, per un paese che da oltre 20 anni specula sull’Euro, non facendone parte, perché “non ha i parametri”  e soprattutto perché in questi anni la City di Londra è giunta a rappresentare il 20% del PIL dell’intero paese.

Finanza, nient’altro che finanza che ingolfa il paese ed ha travolto l’economia reale ed i suoi cittadini. Britannici che da sempre detestano l’Europa continentale , ma il cui governo é ben attento a mantenere di proposito i piedi in due staffe,  una duplice lettura del fenomeno Europa.                           Hanno sempre rimandato il referendum sull’Europa .  Per ultimo Blair , ma dovette rinunciarvi , sapendo che il popolo britannico avrebbe in massa votato contro.  Il povero  Cameron lo minaccia ,stupidamente,  per il 2017  sapendo spudoratamente di mentire.  Da sempre i britannici non si identificano con l’Europa e tanto meno sono disposti a esserne parte integrante.   Bene, dopo aver chiarito per onestà intellettuale  il mio pensiero profondamente europeo-centrico in senso puramente continentale,  cercherò di sviscerare il più obiettivamente possibile i fattori in gioco. 

In primo luogo i sondaggi fatti a seguito del dibattito avvenuto a fine Agosto danno 52% a favore degli indipendentisti scozzesi . Ed a Londra, dove il rischio non era stato ben calcolato,  la paura fa 90!  I due temi maggiori sono i giacimenti petroliferi che appartengono alla Scozia in caso di indipendenza. Una ricchezza capace di garantire alla popolazione scozzese livelli di vita molto superiori allo standard attuale .   Le basi della marina militare britannica che ospitano l’80% dei sommergibili nucleari .  In seconda linea,  il livello di tassazione ed i conferimenti , nonché l’allocazione delle risorse che   attualmente vanno alla Scozia.  Oggi di gran lunga inferiori al gettito dato da questa  al PIL  del Regno Unito..  

Su questi due ultimi temi il governo e molti esponenti hanno fatto innumerevoli promesse centrate sulla revisione dei parametri  per convincere gli scozzesi affezionati alla corona a votare contro l’indipendenza.  Sarà difficile, ma vedremo .                                                                La composizione dell’elettorato per “somma sfortuna” di sua maestà,   in Scozia è molto più giovane di quella dell’elettorato britannico.  Ovvero , le classi d’età tra i  18 ed i 40 anni sono da tutte le scomposizioni elettorali fatte negli ultimi 12 mesi in grande maggioranza in favore dell’indipendenza.      Solo nelle classi oltre i 60 anni la maggioranza si dichiara contraria.                  E la demografia , come spesso affermo,  conta , conta eccome……

Aggiungo inoltre che per ridurre l’impatto , in caso di vittoria dell’indipendenza,  i due  governi si sono dati un quinquennio per risolvere la negoziazione sulla separazione  :  modi , procedure, suddivisioni , criteri di calcolo, ecc. ecc.  Cinque anni.   Molti , o pochi,  ma certo non avverrà come in Italia , dove al voto popolare,  risponde poi il Parlamento promulgando leggi che di fatto rendono nulla la volontà espressa.                                                           Qualora gli scozzesi s’impongano,  niente e nessuno potrà modificare la volontà espressa.              

Il tema delle risorse del Brent del nord non è di poco conto e certamente una soluzione potrebbe essere trovata senza troppi impicci su calcoli, conferimenti e prezzi interni.    Sui sommergibili Trident la volontà di non avere armi nucleari sul territorio scozzese è piuttosto netta. 

Ma veniamo al piatto forte , quello politico. ….Con la vittoria dell’indipendenza si creerebbe un problema enorme.  Politico, sociale , istituzionale.  I conservatori di Cameron subirebbero una sconfitta che porrebbe fine al governo  anzitempo .  I laburisti dal canto loro  manifestano un certo favore verso l’indipendenza . I liberali come al solito sono divisi su tutto.   Ed Milliband  , il leader laburista, considera questo referendum un modo per rimettere in causa alla radice il senso di appartenenza alla nazione per trovare in seguito un compromesso con i futuri vincitori.                                   L’ennesimo referendum annunciato sull’Europa,  nel 2017,  verrebbe sicuramente annullato per non aggravare ulteriormente una situazione  a quel punto di decomposizione della Gran Bretagna. 

Ma poi si aprirebbe un’ulteriore capitolo.  Il governo scozzese pro europeo è intenzionato, in caso di vittoria,  a richiedere, in quanto Stato sovrano,  l’adesione alla UE.     E qui nasce il caso politico.  I trattati UE prevedono l’unanimità nell’accettarla. Siamo sicuri che l’Inghilterra sminuita nel suo orgoglio e in preda ad una crisi di nervi ,  con un Galles sulle mura , darebbe un parere positivo?   Ma qui sconfiniamo  nella fantapolitica!!!

Non dimentichiamoci comunque che la Scozia geo-strategicamente  è importante e quindi si porrebbe anche il problema della Nato.                       Torniamo ai nostri giorni.  Personalmente oltre ad essere  un convinto fautore dell’indipendenza scozzese , ritengo che le condizioni temporali e la battaglia condotta nel corso di quest’ultimo anno abbia davvero la possibilità di riuscire.  La Scozia negli ultimi 4 /5 secoli è stata trattata peggio di quanto i Borboni abbiano mai fatto nel Regno delle Due Sicilie.                                                Sarei lieto di vedere ridimensionato il ruolo negativo da sempre svolto dalla GB nei confronti dell’Unità Europea.  Il Regno di mezzo , come spesso amo definire l’UK è , e deve restare tale.  Territorio avanzato degli USA in Europa, diviso tra Europa ed USA , intento  da sempre  a sfruttare la sua posizione di cerniera,  conducendo nel frattempo  una politica di stallo  e di freno nei confronti di Francia , Germania e Italia..

E’ ora che di liberarsi di questo fardello oggi inutile e pesante .                              Se poi la nostra stampa  non ne parla per paura che possa generare simili desiderata , o se preferite fantasmi ,  in Italia ,  dimostra la pochezza della sua classe dirigente.  La Costituzione vieta un qualsiasi referendum di tal fatta. L’impero britannico si fonda sulla forzata adesione ( ai suoi tempi) alla corona  del Galles , Scozia all’ Inghilterra che ai tempi comprendeva l’Irlanda come appendice britannica . Il cui popolo era ridotto praticamente in povertà da una politica scellerata di sfruttamento .                                                                   La partecipazione alla corona è giuridicamente ed  istituzionalmente  legata alla volontà di quei popoli sovrani  e non vi è ostativa al diniego di questi ultimi all’appartenenza alla corona.  Così ,come avvenuto nei tempi , per il dissolversi dell’ex impero britannico.  

Infine coloro che in Italia , leghisti, o grillini  che siano , rilancia di tanto in tanto simili fesserie,  sono culturalmente, intellettualmente dei cialtroni di prima grandezza!  L’indipendenza della Scozia comporterebbe infine un notevole scompiglio nelle cancellerie europee, ormai da troppo tempo abituate all’immanenza dello status.  Il rischio di vedere espandersi il virus dell’autonomia , a fronte di politiche  economiche insulse , riuscirebbe , forse, a riattivare il fenomeno della federazione ed il dissolvimento di parte del potere, ancora intatto  degli Stati nazionali e  quindi dei loro governi che di fatto esercitano un forte veto sul divenire e sull’integrazione europea. 

E ‘ con questo auspicio che saluto il 18 Settembre.  Buona vita.

 

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