LA MALATTIA DELLE FALSE PRIMAVERE


Una malattia molto contagiosa che avanza e si espande.   Comincia da lontano,  da colonialismi mai sopiti, da supposte teorie di controllo di aree d’influenza e di conflitti sordi e ciechi che si svolgono  sempre sulla pelle dei popoli .   Con l’intervento americano in Iraq , inizia una sorta di smantellamento del regime dittatoriale laicista,  fortemente nazionalista che rappresentava il tessuto connettivo del regime nel bene e nel male.                   

In particolare il nazionalismo arabo ha rappresentato il fulcro intorno al quale si è generato il progresso  di paesi come l’Egitto, da Nasser a Sadat pur con tutte le variabili nascoste. In Libia , così come con lo statista Bourghiba in Tunisia .  E  così pure il regime siriano. Un regime che la stampa negli ultimi anni ha interpretato, non sempre a ragione,  come dittatoriale.                         Ponendo come base la tesi veicolata  che quanto avveniva , perseguiva un obiettivo finale ; la liberazione del popolo!

La realtà dimostra oggi , a distanza di un anno , che i paesi arabi più retrogradi  e corrotti , come le teocrazie del Golfo, sono  impegnate a  fondo nel distruggere le classi dirigenti nazionaliste  (borghesie nazionali)   in quei paesi che non sono altrimenti acquisibili , o contendibili.  In questo contesto la Siria rappresenta per molti aspetti   geo-politici una linea di frattura , così come la si definisce  in geo-fisica.  Una specie di soglia di terremoto, composta da numerose faglie.    Rappresenta la porta d’accesso del Mediterraneo . Un’autostrada  “in fieri” , lungamente idealizzata dal cuore della Mesopotamia al “mare nostrum”.   Ecco quindi l’importanza della Siria, della sua resistenza.  Dell’olocausto che si sta compiendo.

Mi rendo conto che l’interpretazione  è sostanzialmente diversa da quanto siete abituati  a cogliere descritta come è dalla  maggior parte della stampa occidentale e da quella araba venduta come Al Jazera, organo dell’emiro del Qatar , sostenitore di Hamas , secondo azionista di BMW, proprietario della Costa smeralda , teocrate nel suo piccolo e ricco Stato del Golfo. 

Uno Stato che confligge con l’Arabia Saudita in termini di strategia politica di espansione verso il Nord-Africa con flussi di denaro enormi sulle corde di un islamismo ottuso e aberrante che niente ha a che vedere con la pacifica e tollerante visione araba del mondo.   Pensate a quanti errori di peso sono stati commessi dalla potenza americana negli ultimi 60 anni:  Corea, Vietnam, Afghanistan , Iraq.   Una scia interminabile  di interventi che hanno determinato effetti a catena per molto tempo incontrollati, oltre a migliaia di morti inutili. Osservate oggi il risultato finale …..                                  Fortunatamente l’avvento di Barak Obama ha messo uno stop al complesso militare -industriale che per decenni ha determinato la politica estera degli USA.  Obama e la crisi finanziaria della super-potenza sono riusciti a cambiare l’orizzonte. Non s’interviene più.

Ma si cerca di condizionare i processi storici.  Le rivoluzioni , le primavere arabe hanno di fatto seguito lo stesso trend,  la stessa fine.                                Salutate da tutto l’Occidente , Usa in testa, come rivoluzioni epocali , sinonimo di libertà e democrazia . Democrazie “in fieri”.   La presa di coscienza dei popoli sta finendo miseramente ovunque. Dall’Egitto dei soliti Fratelli musulmani, alla Libia, alla Tunisia.                                                             Come si accennava per l’Iraq , quanto tempo deve trascorrere  per comprendere ed accettare il fatto che l’invasione avrebbe prodotto il terrorismo e la divisione fratricida incessante.                                                          Che avrebbe dato la stura a questo ricorso all’islamismo .                                         Una  forma di rifiuto  dell’occupazione occidentale, che viene percepita come tale  .In questo senso c’è da domandarsi quanto ancora dovremo  aspettare per  comprendere che lo sfruttamento della religione  ed il terrorismo  sono due facce della stessa moneta.

La storia  dei Fratelli musulmani è la storia stessa di un movimento che è nato  sul territorio . Che ha creato la sua forza presentandosi come alternativa alla miseria.  Che della miseria, attraverso le sue organizzazioni caritatevoli ha fatto attività di proselitismo e reclutamento , ovunque siano presenti.  Alternativa all’accumulazione di ricchezze da parte delle classi dirigenti  inadatte e tribali.  Ecco allora  la religione ed i suoi precetti divenire Verbo,   nucleo sano e puro ed il resto del mondo sterco del diavolo.                  

Il senso del nucleo , del noi e  gli altri,  tipico del settarismo religioso che infine sfocia  nel Noi e lo Stato nemico ed oppressore delle libertà , la Sharia? Una forma di credenza che pone il cittadino alla stadio di suddito demente del precetto universale e che pone il genere, il sesso , la vita sotto le ali di un imam che tutto conosce e tutto illustra. Ed allora , a questo punto , occorre chiudere le porte ai fondamentalisti, occorre che l’Occidente comprenda  che il buon vecchio nazionalismo  arabo è l’unica forza in grado di combattere , vincere  e ristabilire l’ordine .                                                                              Quell’ordine che tanto manca  a paesi come la Libia dei nostri giorni.         Paese a noi prossimo , in tutti  i sensi. Paese che oggi non riesce a trovare la via d’uscita dal caos . Un caos che le elezioni stesse hanno forse accresciuto. Un paese nei confronti del quale abbiamo doveri e nel contempo la capacità d’intervento che ci viene parzialmente richiesto.  

Siamo l’unico paese che ancor oggi  nonostante tutto , ha la propria ambasciata aperta. Un  paese che conta in Libia  il maggior produttore di petrolio e gas ,ENI, con un contingente di tecnici di prim’ordine.  Dobbiamo far perno sulla nostra affidabilità , che ci viene riconosciuta, per aiutare la transizione del paese. Una nemesi che non sarà affatto semplice.  Seguire il corso degli eventi con attenzione. Chi possiede la maggiore capacità bellica avrà la meglio. L ‘ Est del paese , la roccaforte di Benghazi,  oggi nelle mani degli islamisti più acerrimi ed il bastione di Misurata non hanno chances di essere vincitori. Sono e restano carne da macello nelle mani del Qatar .

Il ruolo che l’Egitto svolge e potrà svolgere è esiziale per il risultato finale.     Al  Sissi non ha alcuna ragione di tenersi alla frontiera i Fratelli musulmani che ha vittoriosamente battuto e dichiarato fuori legge.   Un buon accordo italo-egiziano può certamente contribuire all’evoluzione positiva della crisi-In Tripolitania l’Italia può fare molto per rasserenare gli animi e fungere da mediatore. In Cirenaica il problema è più complesso vista la storia recente , ma il potere egiziano può rendere le milizie inoffensive riducendo l’apporto di armamenti attualmente in atto da Siria  e sud. 

I trasferimenti dal Sud del paese di miliziani  jihadisti potrà essere più facilmente arrestato se le tribù del Fezzan riceveranno quell’autonomia territoriale che reclamano a ragione per porre fine al caos.                             Tornare al buon laico nazionalismo che nasce dall’amore per la propria terra , in un territorio che non ha conosciuto altro.  Per porre fine alla catastrofe ” Nakba” occorre agire uniti ed insieme “Sawa”                                        

Occorre comprendere,  scindere il processo evolutivo che conduce alla globalizzazione.  Non si può davvero credere di superare decenni di  abitudini , costumi, dialetti e lingue diverse con una misera primavera.  Soprattutto pensando che questo caos è stato finanziato ed orchestrato nei minimi particolari dalle teocrazie del golfo  e definito Primavera!     Non si può  certo pensare di paracadutare la democrazia , ma si può certamente cercare di aiutare a far crescere la democrazia con i vecchi arnesi della politica del territorio. 

Buona vita a tutti 

Informazioni su exult49

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2 risposte a LA MALATTIA DELLE FALSE PRIMAVERE

  1. exult49 ha detto:

    Grazie Raimondo per il reblog.
    Di questi tempi spesso gli avvenimenti non sono quello che sembrano. Così è per i media italiani che ci riempiono la testa con diatribe inutili circa il Senato, quando tutto questo dovrà poi passare alla Camera e se va bene ,forse , si vedranno i risultati nel 2016.
    L’economia, il lavoro, la disoccupazione? Temi di secondaria importanza, neanche un trafiletto in terza pagina. Ah dimenticavo , ormai un italiano su 13 legge un quotidiano. E con la recente Golden 5, società ultima nata, Mediaset e De Benedetti hanno monopolizzato la raccolta pubblicitaria.
    Ovvero leggiamo quello che lor signori desiderano. La stampa estera non ha speso un articolo su questa buffonata.
    Ma venendo alla Libia, altro tema di fondamentale per noi , come hai potuto constatare negli ultimi 5 articoli dedicati , ho purtroppo previsto lo scenario. Non occorreva molto intuito per la verità. Ma domani è un altro giorno ed allora credo che meglio avere come interlocutori dei seri rappresentanti , che dei pazzi furiosi-
    Vedrai tutta questa avanzata dell’ISIS , o Dhea, finirà entro 1 anno. Le compagnie petrolifere se ne vanno, la manutenzione dei pozzi, non è fatta , i pezzi di ricambio non arrivano e poco a poco la produzione dei pozzi si arresta. Il denaro finisce e gli imbecilli tornano con le pive.
    Nel frattempo le compagnie faranno pagare a quei paesi il doppio per tornare a fare quello che facevano prima. Chi oggi possiede la tecnologia vince e questi idioti in nome di religioni sempre più usate e ridicole, stanno massacrando gente inerme pensando di fermare la storia.
    Che tristezza vedere un’umanità sempre più idiota che sembra non apprendere mai , continuando a massacrarsi in un medioevo prossimo venturo! Buona vita Raimondo e buone vacanze.
    A+ Giacomo

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