HILLARY CLINTON :LA CORSA PER LA PRESIDENZA E’ GIA’ INIZIATA


L’uscita del suo nuovo libro “Tempo di decisioni” ,  rappresenta un test politico per la sua candidatura alla Presidenza degli USA.                                     Un modo per sondare  a 66 anni lo spirito dei suoi potenziali elettori  e cercare di assemblare una strategia che possa condurla  a vincere il SuperPac , cioè il comitato di azione politica , per le elezioni che si terranno nel 2016.                                                                                                                                      Un libro  il suo di 635 pagine nel quale commenta ed offre al lettore uno  squarcio della sua esperienza a capo della diplomazia americana nel primo mandato della presidenza Obama. Certo l’idea che gli USA possano avere la prima donna  presidente  galvanizza parte dell’elettorato femminile.              Nel 2008 Barack Obama , allora giovane senatore sconosciuto alla gran parte degli americani , le aveva soffiato l’investitura democratica.                                  Sedici anni dopo la fine dell’era Clinton,  si può immaginare il ritorno di un Clinton alla Casa Bianca.  Da un punto di vista mediatico è possibile.         Certo che il vedere una democrazia arrotolarsi nelle  dinastie  mio avviso non è positivo, visti i risultati recenti non  molto lusinghieri. Basti pensare alla presidenza di W. Bush.  Ma sicuramente Hillary Clinton non è W. Bush . Sarebbe come confondere un orango  ad un babbuino.

Senza alcun dubbio preparata, intelligente, ricca, decisa.  La sua ambizione non lascia dubbi. Ha lasciato la posizione di Segretario di Stato per meglio prepararsi a questa sua nuova scommessa.  Ufficialmente ha indicato che è sua intenzione sciogliere i dubbi sulla sua candidatura nel 2015, ma nessuno dubita che lei sarà in corsa.  Questo “tour di presentazione del libro” non è altro che un test per approfondire  il “sentiment del paese profondo”, di un’America che in 16 anni è molto , molto cambiata.                                                Un Paese che lotta ancora contro una crisi economica ed una disoccupazione evidenti.  Una nazione dove la forbice tra coloro che hanno e coloro che sono i diseredati si sta’ allargando sempre più. Oltre 100 milioni sono gli americani che non dispongono di assistenza medica . 1/3 della popolazione.

Per non parlare di prevenzione e/ o di assistenza ad anziani e bambini.  Giusto per favi comprendere, una mammografia , un’esame di routine che in Italia viene fatto ogni due anni gratuitamente per le donne che hanno superato i 40 anni costa oltre 500 dollari in USA.  Una colonscopia 5.000 dollari. Quando sento gli italiani lamentarsi della sanità italiana mi verrebbe tanta voglia di farli vivere qualche anno in USA per comprendere cosa voglia dire …….. Ecco tutto questo e ben altro oggi è fare politica negli USA.

La demografia è sul punto di regalare ai latinos la maggioranza popolare. Entro il 2020 gli WASP (White anglo-saxon protestants)  perderanno la maggioranza. Per non parlare dei cinesi che stanno rapidamente crescendo come etnia. Gli unici che sembrano non mutare in termini di peso demografico restano i neri. E dai latinos potrebbe provenire il candidato d’opposizione repubblicano . Dalla Florida , un cubano già oggi senatore , oppure il secondo figlio della dinastia Bush , Jeff , attuale governatore della Florida.   Come vedete le dinastie contano, contano perché sfruttano vari interessi aggregati, il brand del cognome, la capacità d’influenzare…..            Ed infatti i media sono influenzati ed a loro volta influenzano.                               Il profilo della Clinton è messo in rilievo quale immagine di donna competente, decisa,  che sa gestire  la politica a livello internazionale .             Si pone in evidenza proprio oggi  con quanto avviene in Irak la sua critica profonda ad Al Maliki , P.M. irakeno che definisce: “un personaggio  incompetente ed autoritario che non merita la morte di nessun soldato americano”. O quando nel suo libro rimprovera a Putin di voler ridividere il mondo in zone d’influenza….. Vuole dare insomma un’immagine di sé più aggressiva e decisionista di Obama. Vuole differenziarsi a tutti i costi da lui .   E ancor più di questo è evidente che voglia attirare il voto di repubblicani che da sempre spingono per l’uomo forte.

Circa il 57% degli americani giudicano Hillary  “un leader forte”! E molti di essi affermano che se il Partito non farà un bel ripulisti al suo interno , è probabile che Hillary ottenga il voto di buona parte di essi.  A questo occorre  aggungere che il fattore femminile gioca oggi in America un ruolo estremamente positivo. Nonostante tutto questo,  la sua personalità resta molto controversa per la maggior parte del pubblico americano.                        La parte conservatrice del paese la detesta per il ruolo del marito, per  valori che vengono percepiti  come oltremodo liberali, oltre al suo elitismo, il sostegno ai matrimoni gay,  al suo denaro ed agli appoggi ed agganci dei Clintons a Wall Street.    Se un buon candidato repubblicano emergerà la quasi inevitabilità della vittoria di Hillary subirà un’arresto. .

In realtà occorre che i Repubblicani facciano i  compiti a casa.              Attualmente il campo repubblicano si trascina in una lotta interna all’ultimo sangue tra la base del Tea Party, ultraconservatrice e puritana e la struttura stessa del Partito .                                                                                                                  Come avevo accennato in precedenza la candidatura che a mio avviso può avere un forte impatto dal lato conservatore è quella del Sen. Marco Rubio . Di origini cubane è considerato l’astro nascente nel partito. Definito l’Obama bianco perla sua capacità comunicativa ed oratoria ha dalla sua un’ età ed un “aplomb” nel quale l’americano medio può ritenersi identificabile.              Certo molto più di Jeff Bush  che,  pur essendo decisamente migliore di W., risente in negativo del patrimonio genetico familiare.  Il fattore femminile può avere una certa importanza nel favorire la Clinton , ma solo nelle classi più istruite ed abbienti, non certo nella middle- class.  Staremo a vedere quale ticket  si prepara da entrambi i lati.  Se il candidato repubblicano fosse Rubio le cose si complicherebbero per la Clinton . Il punto debole per Rubio é la sua inesperienza a livello internazionale, ma potrebbe parare il tiro con un Vice capace di bilanciare . Il punto debole per la Clinton proprio  il suo cognome,  che a molti potrebbe apparire ingombrante!

Buona vita a tutti.

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