MOVIMENTI JIHADISTES E POLITICA DEI PAESI DEL NORD AFRICA


Non c’é affatto da meravigliarsi dei sommovimenti recenti nei Paesi nord africani ed in particolare in Egitto, Libia e Tunisia. Le primavere arabe hanno prodotto destabilizzazione, caos e miseria.   I popoli che tre anni fà salutavano con gioia la fine di regimi dittatoriali, oggi vivono una crisi socio-economica pesante .  Le attese, le speranze possono definirsi spezzate.          

In primis l’Egitto , un paese di 90 milioni di abitanti , fortezza militare americana sul Canale di Suez, diretto dai militari dagli anni ’50;  Nasser, Sadat , Mubarak,  si é ri trovato nella transizione , disattesa,  dei Fratelli Musulmani ( Muslim Brothers) .   Sovvenzionati dal Qatar, nell’ultimo quinquennio sono giunti al potere con Morsi.                                                             Premiati dal voto popolare grazie ad un radicamento forte  e profondo sul territorio,  hanno dissipato la loro credibilità in pochi anni con continue avanzate ideologiche , con manifestazioni permanenti , senza tener conto dello stato della popolazione , dei bisogni impellenti di occupazione e stabilità evidenti.                                

Convinti del potere ideologico acquisito nel corso degli anni e del malcontento verso il potere dei militari,  hanno creduto di generare, attraverso la protesta,  un potere politico diffuso.  Niente di più errato!           A parte la crisi economica feroce che si é abbattuta sul paese , l’economia egiziana conta sul turismo come seconda fonte di reddito e quest’ultimo  é evaporato.   Gli stessi resorts di vacanza, proprietà in larga misura del Ministero della Difesa  e gestiti da italiani, francesi e tedeschi sono stati evitati a causa della situazione politica.                                                                         La vittoria di Al Sissi alle ultime elezioni non é un caso. Il popolo era stanco. La borghesia egiziana restata in seconda linea,  si é riunita contro i Fratelli. Seppur con una notevole quota di astensione, i militari hanno ripreso il potere per una incapacità evidente dei Fratelli musulmani di governare il paese. Questa é la verità , al di là di ogni considerazione ideologico-religiosa. Le recenti condanne vogliono essere una sorta di “demonstration effect”  nei confronti dei Fratelli.  

Le stesse condanne dei giornalisti stranieri a 7 anni per favoreggiamento nei confronti dei Fratelli appartengono a questa volontà di chiudere con i movimenti rivoluzionar religiosi.  Tra parentesi, come ho avuto modo di scrivere, le condanne dimostrative dei giornalisti che, chiaramente in appello si tramuteranno in liberazione/espulsione,  sono a mio personale avviso comprensibili.   Nel senso che il Qatar nella sua infinita lotta sull’egemonia dell’area con l’Arabia Saudita utilizza , il braccio armato di Al Jazera, integralmente proprietà dell’emiro.  E su questo punto e la libertà di stampa ed obiettività dei giornalisti in certi luoghi del mondo avrei molto a che ridire.  Vi sono due pesi e due misure. Due modus pensandi ben diversi! Al Jazera in Medio Oriente ed in Occidente. E non coincidono , nè convergono. Anzi al contrario in Occidente rappresentano liberalità e modernismo. Altrove le posizioni sono molto più di conservazione e di mantenimento dello “status quo”  delle teocrazie al potere.  La differenza tra la forma e la sostanza é evidente al di là del battage dei media sul tema.

Veniamo adesso agli altri paesi nord africani.  L’avanzata delle truppe rivoluzionarie islamimiche  in Irak stà facendo tremare i polsi ai governi di quei paesi.  Le affinità ideologiche tra i jihadisti  e ad es. Ansar Chariaa sono evidenti.   Circa 3500 giovani tunisini sono andati a combattere con i gruppi jihadisti in Siria.   L’80% di questi si é integrata nell’organizzazione terrorista dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (DAECH).                     Questa organizzazione é fortemente presente in Libia. Alla frontiera con la Tunisia e ,come affermavo a causa della guerra in Mali,  molti jihadisti sono oggi ne Sud del Fezzan libico. Non se ne parla molto.                                               Ma i rischi che durante il Ramadan (iniziato il 28/6)questi gruppi  possano creare qualche problema é reale.    La Tunisia ad es. non é molto attrezzata nei confronti di tali interventi.  Ma é evidente che il costo di operazioni di messa in sicurezza sarà piuttosto elevato.                                                                     C’é poi il discorso di una politica sociale che andrà rivista.                                       I discorsi infiammati di alcuni imam nelle moschee non aiuta.                       Infine,  come nel caso dell’Egitto, le associazioni caritatevoli, molte di esse collegate ai Fratelli,   sfruttano la precarietà sociale  per recrutare jihadisti.  

I giovani , che costitutiscono la maggioranza demografica in tutti questi paesi sono disperati. Una piramide sociale completamente rovesciata a quella nostra europea. 2/3 della popolazione sotto i 40 anni.

E qui veniamo al movimento Nhada, al governo per interposta persona di ministri tecnici. Nhada rappresnta nel contesto tunisino un movimento politico ideologico molto simile ai Fratelli  Musulmani.                                      Come  quelli ha mostrato la stessa viscerale incompetenza nel governare il Paese.   Tre governi provvisori si sono succeduti dalla Primavera Araba ,iniziata proprio qui in Av. Bourguiba.  

Assenza di visione moderna dello Stato, mancanza di organizzazione, incompetenza de facto dei ministri succedutisi, in quanto ex carcerati e lontano dalla società civile per decenni. Le elezioni legislative programmate per  Ottobre e  le presidenziali per  Dicembre ( il Sistema é semi-presidenziale) porranno  fine  al periodo transitorio durato oltre tre anni.

 Anche qui la rivoluzione é stata disattesa. Le casse dello Stato sono state svuotate in tre anni. L’economia é in forte crisi , la disoccupazione giovanile alle stelle. Oltre il 50% . In questo scenario sembra che le chances di Nahda di restare al governo siano limitate.    Il popolo desidera ritornare alla normalità ,  desidera soprattutto riavere un futuro certo!                                     Ma proprio questo scenario potrebbe condurre i gruppi jihadisti ad azioni di guerriglia in occasione delle elezioni il prossimo autunno-inverno.                   Giusto per farvi comprendere ancor meglio la situazione . 3000 sono  i giovani tunisini andati a combattere in Siria , 1500 marocchini, 500 algerini  che prima , o poi torneranno . 8000 mila é il numero dei giovani che, secondo le dichiarazioni del ministro dell’interno,  sono stati bloccati alla frontiera per recarsi in Siria.  

Parliamo di un numero considerevole di persone che potrebbero creare problemi.  Senza contare ciò che accade in Libia.  Dove armi di qualsiasi tipo , leggere e pesanti , provenienti dagli arsenali di Ghedafi circolano senza problemi alla frontiera. Le elezioni legislative , il cui risultato é di là da essere proclamato,  non muteranno certo la situazione.                                           Il Caos é permanente ed occorreranno mesi prima di riuscire a comprendere il trend e la direzione degli  avvenimenti.                                                                         A meno che, anche qui,  un colpo di Stato non metta fine alla situazione. Alcuni prodromi sembrano esserci.   Il denaro, le complicità , gli interessi non mancano certo e non provengono solo dall’esterno , vedi Benghazi e gli interessi della Cirenaica, ma anche dai libici che oggi risiedono in Tunisia e che dispongono di notevoli risorse finanziarie.                                                                Il puzzle in Nord Africa é complicato, ma sembra aver imboccato  la via di uscita, eccezion fatta della Libia, dove il contesto é seriamente compromesso.  La soluzione egiziana sembra aver prodotto un’arresto , uno stop alla avanzata ideologico politica , ma certo i rischi sono e restano elevati.  Fin quando non si riuscirà ad implementare sul piano socio economico la situazione ,  fin quando non si riesce a stabilizzare il contesto politico il fenomeno jihadista  resterà una minaccia reale. E forse sarebbe il caso che un piano di accoglienza per i jihadisti di ritorno sia approntato.        I rischi ,anche per l’Europa , nel medio termine risultano  evidenti.     Insieme a centinaia di esuli , di bambini , di immigrati per ragioni economiche si possono infiltrare elementi jihadisti.

Buona vita.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.