VISIONI APORETICHE DELLE RIFORME


Sono sempre più lieto di aver scelto l’astensione alle recenti elezioni.           Ciò sia in funzione degli accadimenti europei , che di quelli nazionali.         Per quanto concerne l’Europa vedremo tra il 26 ed il 27 Giugno quali saranno le volontà manifestate dai governi europei ed in particolare la posizione che assumeranno nei confronti del diktat britannico. Sarebbe oltremodo insopportabile ed inaccettabile una decisione che togliesse ai candidati votati da 450 milioni di europei la presidenza della Commissione.                 Una tale decisione sarebbe profondamente anti democratica, costituirebbe  un regalo enorme agli antieuropeisti e non garantirebbe alcunché poiché il Parlamento non voterebbe mai un candidato calato dall’alto ed imposto dai governi.  Quelli stessi  che , in linea con le attese,  devono devolvere parte dei loro poteri per implementare la costruzione europea rendendola più efficace e solidale verso quella comunità che é alla base delle intenzioni originarie.

Non certo per tornare indietro ad una federazione di Stati che toglierebbe valore alla forza dei cittadini ed all’ Europa dei popoli contrapposta all’idea dell’Europa dei governi. Un’Europa dei cittadini non mediata dagli  interessi governativi e delle élites  nazionali che certo non li rappresentano pienamente. Ed nfine perché andremmo incontro ad uno scontro frontale tra il potere legislativo ,  ormai maturo per deliberare a tutto tondo , non più succube del potere esecutivo , ovvero del Consiglio degli Stati che,  fino ad oggi ha avuto la preminenza nelle maggiori decisioni. Occorrre superare questo scoglio ,  rendendo il processo decisionale europeo più in linea  con la democrazia rappresentativa .  A me pare che la Merkel non abbia alcuna intenzione di togliere l’appoggio ed il sostegno a Junker  per non incorrere in un increscioso errore politico. Ritengo che ,come scritto in precedenza, sorgerà la necessità di rispondere all’anti europeismo con un’accordo tra le due maggiori forze politiche europee PPE e PSE  per interventi di riforma mirati e rapidi sia istituzionali , che di politica economica.  

Venendo a quanto avviene sul piano interno,  la situazione mi appare sempre più caotica. La scelta del meno peggio, quella che di fatto é stata , tra coloro che hanno partecipato al voto, la volontà di premiare la stabilità e non un salto nel buio.   A fronte di una vittoria indiscussa  ed indiscutibile del PD , anche se con un’astensione prossima al 50%. Di  una débacle politica evidente del M5S che,  perdendo ogni credibilità politica in termini di capacità governativa e progettuale, anche alle amministrative ha conseguito solo 4 comuni su 8000 in lizza. Per una forza che a livello nazionale conta 163 parlamentari ed é la seconda in termini politici,  il bottino mostra con chiarezza la parabola fortemente discendente .  Questo movimento di carattere personalistico  e padronale finirà con  Grillo e del suo compare.  Resteranno i rivoli che prenderanno varie direzioni politiche,  assorbiti da formazioni presenti e future.  

Il PD dopo l’ubriacatura del 40.8% credo cominci a risentire delle contraddizioni interne . Non solo.  E’ penoso assistere all’estromissione dalla commissione affari costituzionali  di senatori che giuridicamente e politicamente non condividono la visione governativa del loro stesso partito.  La democrazia non é a geometria variabile.  Il compito e la responsabilità dei lavori della Commissione  é quello di valutare e discutere  in termini politici e giuridici  il testo  del governo e le eventuali modifiche a quello stesso testo. Non si cambiano in corso di discussione i rappresentanti della commissione. Non si cambiano soprattutto quando é chiaro l’intento; ottenere per vie traverse la maggioranza nella commissione espellendo i contrari.  Incredibile poi che siano i rappresentanti  del partito di governo.

Anche in questo caso,  come in quello a livello europeo é piuttosto stupido quando nel merito la discordanza tra testo dei critici e quello governativo non é in contrasto , ma semplicememnte migliorativa . Nel senso che si tiene conto della reale rappresentanza del voto.   Troppi ormai sono i nominati in questa nostra Repubblica.  Italicum e Porcellum sono simili quanto a non dare al popolo la semplice scelta dei candidati. I partiti stessi  sono composti grazie a cooptazioni e nomine fuori da ogni logica. Se poi si elimina il bicameralismo perfetto  per stabilire un Senato di nominati allora siamo alla farsa.

La CAMERA DEI DEPUTATI  sarà eletta su liste prestabilite dai partiti dove saranno presenti 5/6 nominativi selezionati dalle segreteria dei partiti.  La capacità di scelta libera di candidati da parte dei cittadini é esclusa.               Il SENATO a sua volta , secondo il testo governativo, sarà formato da nominati dai partiti tra sindaci, consiglieri  regionali, ecc.   Ecco che allora la cooptazione  diviene sistema e la selezione della classe politica  creerà degli eunuchi alla mercé delle lobbies e delle loro stesse segreterie.                      Gente che non avrà certo la forza di votare per il bene  e l’interesse collettivo , ma sarà  cinghia di trasmissione di volontà ben determinate e circoscritte.

Ecco, tutto questo ci conduce all’aporia.  Se non si rompe il cerchio.                Se non si incide sulle rendite di posizione . Se non si elimina la corruzione insita nei gangli dei partiti, non si riuscirà a migliorare la nostra già instabile e difficile congiuntura.   Pochi provvedimenti , non smetterò di ricordarlo , potrebbero certamente ridurre la cronicità attuale.            

Personalità giuridica dei partiti politici. Inserimento nello Statuto degli stessi partiti la non presentabilità di candidati che abbiano subito condanne , o anchedi  essere stati coinvolti in indagini relative a peculato..                Massimo due mandati parlamentari. Massimo due mandati di qualsiasi Istituzione ed Ente. Al termine di mandati politici i rappresentanti non possono essere nominati ad enti , o istituzioni comunali , o regionali e tanto meno ad aziende di proprietà delle stesse.   Ecco giusto con queste poche misure s’impedirebbe la costruzione di piramidi a delinquere che poi si mantengono inalterate per decenni!

A me non sembra che abbiamo intrapreso il cammino delle riforme.             Non pare che la volontà di modificare radicalmente lo “status quo” sia oggi evidente e maggioritaria .   Resto più positivo sul cammino europeo.            Sono convinto che almeno l’Europa continentale nel giro di un quinquennio sarà in grado di offrire una visione più integrata . Mi auguro che la GB ,sia per volontà espressa dai cittadini, sia per volontà del suo governo divenga paese associato e non comunitario.   Credo che sia più intelligente comprendere gli errori passati , che cercare di rattopparli con decisioni inopportune.

Buona vita a tutti.

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2 risposte a VISIONI APORETICHE DELLE RIFORME

  1. redpoz ha detto:

    Ho qualche dubbio sulle riforme che proponi (il limite di due mandati, ad esempio, mi ha sempre lasciato perplesso).
    Inoltre, personalmente, trovo che la riforma del Senato come camera di “secondo livello” sulla falsariga del Bundesrat potrebbe essere positiva. Sulla falsariga, ho detto, perché anche a me la proposta di Renzi lascia molto perplesso…. però, questo il punto principale, non vedo la necessità che sia per forza elettivo….

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