LA LOTTA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE UE E’ INIZIATA


Le elezioni europee sono appena concluse  e già gli attori nazionali sono all’opera per modificare, aggiustare , riformulare , manipolare il voto espresso dai cittadini e da quella larga astensione  che le ha caratterizzate. Cominciamo dai Tories , i conservatori inglesi.                                                              ll loro attuale leader, ancor per poco , ha appena lanciato un ultimatum ai partners europei ; “Se Junker candidato del PPE alla presidenza della Commissione é nominato , non posso garantire la permanenza della GB nella UE ” .  Queste le sue parole , un vero e proprio ricatto pronunciato da un Primo Ministro il cui partito é stato castrato alle elezioni divenendo il terzo partito del paese.    Ma si sa gli inglesi, badate bene non i gallesi, o gli scozzesi, manifestano da sempre il loro isolazionismo nei modi più folkloristici, salvo lucrare per quanto possibile sulle loro “peculiarità” .  

Il famoso referendum sull’ Europa di fatto avrà luogo e tutti gli addetti ai lavori sanno che il risultato sarà l’uscita della UK con il sommo gaudio degli europeisti continentali.     Storicamente quando   i partiti  laburisti, o conservatori non sanno come superare un’ impasse politica interna , “l’escamotage “, o “escape goat”  é sempre l’Europa!    Comunque sia tra il referendum per l’indipendenza della Scozia, 2015 ,  o per l’adesione alla UE , referendum rimandato per ben tre volte ed oggi fissato al 2017,  la partecipazione della GB é da considerarsi  nulla!  Da sempre caratterizzata ad acquisire vantaggi, mai rivolta a obiettivi comuni.

Veniamo ai Francesi.  Eh sì perché anche  loro, pur avendo perso la faccia con un’astensione del 60% , che mette financo in dubbio la legittimità governativa di Hollande e senza dubbio la sua capacità di governo , manifestano e richiedono ai tedeschi , alla Merkel , di soprassedere ad un eventuale incarico ufficiale a Junker.   Ridicolo.                                                  Hanno perso malamente, la” grandeur é finita nella poubelle”, il partito socialista non riesce a rispondere adeguatamente ad una crisi economica e sociale  di forte ampiezza , le diatribe interne ed esterne a livello nazionale si amplificano ed Hollande pretenderebbe di stoppare Junker  proponendo un candidato francese. E chi ? Pierre Moscovici?                                                             Suvvia  un intelligente animale politico francese, ma che della sua origine ha i massimi difetti? Lasciamo perdere.  Un pò di umiltà da parte di questi presidenti , primi ministri che ritengono di giocare nuovamente la carta del nazionalismo più abbietto e stupido sperando di risollevare in tal modo le loro sorti personali!  

Come vedete  non c’é da stare allegri. Sono proprio queste classi dirigenti che credono ancora di poter usare i vecchi arnesi per condizionare l’evoluzione ed integrazione dell’Europa che devono essere mandate a casa. Non é l’ideale e la costruzione dell’Europa unita  che devono essere prese di mira , ma queste  classi dirigenti inadeguate!     Se vogliamo dare  una spinta dinamica a quest’Europa,  occorre darle modo di affermarsi e non legarla con i lacci e lacciuoli dei piccoli interessi nazionali.

Veniamo all’Italia.  La vittoria del PD ci ha decisamente dato qualche chance in più per riscattarci dall’immagine estremamente negativa dell’ultimo decennio.  A livello interno i seggi conquistati nel PSE dal PD lo collocano come primo partito nazionale.  Ma al di là della preminenza numerica, occorre cercare di conquistare una preminenza politica e puntare su temi ed obiettivi raggiungibili.  Senza quella spocchia di voler strafare ,senza averne nè mezzi, né doti.    

E qui veniamo alla situazione .  La posizione di Schultz come candidato socialista alla presidenza della Commissione era  di fatto assodata.                Ma oggi  con l’aria che tira , come si evince da certe caricature e vignette sulla stampa,  #schultzstaisereno#,  é evidente che l’Italia , o meglio il suo governo renziano, vuole capitalizzare il  peso conseguito e posizionare qualche suo candidato in posizioni di vertice.   Bene, niente di sbagliato in questo contesto, vista l’assenza per lungo tempo d’italiani intelligenti e preparati al top delle istitituzioni europee , eccezion fatta per l’eccellente Draghi.     Ma gli altri sono dei poveri commis …….vi risparmio la lista!  

Occorre evitare questo mercato delle vacche fra Stati , fra governi.          Evitare che si scambino candidati sulla base di compromessi di bassa lega . Un Dalema contro un Moscovici . Due brocchi comunque!                                       Il rischio é proprio che si tenti  un’operazione di ribaltamento.               Sarebbe deleterio.   Si possono ottenere posizioni interessanti restando nell’alveo della legittimità e continuità. Merkel,così come i governi dei paesi dell’Europa del Nord , sanno bene che occorre cambiare ed in fretta.                   Non giochiamo ai “fiorentini” , ad uno spirito macchiavellico,  senza averne l’intelligenza .

Adesso si profila una lotta inaccettabile ed inverosimile per modificare in corsa il risultato fuoriuscito dalle urne.  Chiariamo,  il PPE ha indubbiamente conseguito il più alto numero di seggi.   20 seggi distanziano il PSE .   Liberali ed altri non hanno peso. E’ quindi evidente che se il voto ha valenza, come giusto che sia , al PPE spetta la presidenza.   A meno che gli Stati nazionali, non soddisfatti a vario titolo del risultato per i loro meschini interessi, si assumano la responsabilità di ribaltare il tavolo e nominare alla Commissione un loro candidato di compromesso  . Ma allora il voto stesso , la rappresentatività che ne deriva e la volontà di darsi un Parlamento direttamente in grado di competere e partecipare al processo politico ed all’integrazione europea vengono meno!

La posizione espressa da Tsipras per la sinistra europea é del tutto condivisibile. Se il PPE ha conseguito questo risultato é giusto che il suo candidato abbia la presidenza.  Poi chiaramente , a livello politico dovrà essere Junker a rendersi conto della volontà di cambiamento espressa ,         del desiderio di ridurre l’austerità per rispondere alle esigenze sociali ed economiche di molti paesi in preda alla crisi economica da ormai troppo tempo.  Sarà Junker a valutare l’ipotesi che, a mio avviso appare la più idonea,  di pervenire ad  una grande alleanza con il PSE,   per contribuire assieme  al rilancio  dell’Europa.  

Gli Stati nazionali ed i loro governi devono comprendere che il loro tempo, le loro logiche, i loro interessi nazionali non possono più continuare a impedire l’affermarsi di  un progetto europeo senza il quale con la globalizzazione in atto,  nel giro di un decennio saremmo ridotti a spettatori.                                     Spetta a questa Europa di colmare il gap  di comunicazione, di informazione  che oggi determina l’ignoranza che a sua volta dà luogo all’anti europeismo.  Non é dunque il momento per ricatti, per esigenze di maggiore visibilità , o rappresentatività da parte degli attori  politici .

Occorre trovare soluzioni  in continuità  e senza voli pindarici .                          Se poi i britannici vogliono andarsene , ebbene se ne vadano.                               Il loro destino economico sarebbe tracciato.    Senza di loro l’Europa potrebbe rapidamente riprendere il cammino dell’integrazione  , mentre la loro economia e finanza subirebbe un tracollo certo, viste le condizioni della congiuntura . Bisogna ritrovare quel nucleo di paesi capaci di portare a termine il progetto dell’Unione Federale .

Buona vita a tutti.

 

Advertisements

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.