L’EUROPA DI OGGI E DOMANI


Questo post non solo vuole essere la continuazione del precedente , ma desidera approfondire i temi politici che più di altri rappresenteranno i punti chiave nello sviluppo del continente europeo.Adesso  una parentesi , solo per mettere in chiaro certi sviluppi avvenuti su scala nazionale.

Francia.  Lo scoop della vittoria del Front National é molto più mediatico che reale. La ragione é semplice, l’assoluto , incredidibile risultato dell’astensione avvenuta oltr’alpe. Oltre il 60% degli elettori hanno rifiutato di recarsi alle urne per la crisi economica che attanaglia il paese, per la percezione di mancato dinamismo e risposta alla crisi da parte del presidente Hollande e le sue mancate promesse.  La caduta in verticale del UMP ,il partito della destra governativa francese ,di Sarkozy ,di Chirac,,  che vede ora molti suoi rappresentati perseguiti dalla giustizia e le stesse dimissioni  di Copé . Un voto di protesta che si é canalizzato nell’astensione e nel partito fascista della Le Pen. Qualora si andasse ad elezioni anticipate non c’é dubbio che questo voto, essenzialmente di protesta, sarebbe schiacciato dalla maggioranza dei francesi.

Gran Bretagna. I Tories hanno perso ogni velleità di andare a referendum contro l’Europa. Forse ne saranno obbligati , loro malgrado. Anche Blair voleva  arrivarci , ma poi dovette rinunciare. Nel 2015 si terrà tra l’altro il referendum scozzese per l’indipendenza. La situazione diviene dura. Il popolo britannico é sostanzialmente da sempre scettico , se non contrario alla UE, nonostante che 18/20% del PIL del paese provenga dalla City , cioé dalla speculazione e dalla finanza praticata contro l’euro. La situazione economica pesante:deficit/PIL 6 – debito PIL 98.

D’altronde molte delle politiche integrative  hanno sempre trovato opposizione da parte inglese. Forse é  giunto il momento da parte dell’Europa continentale di prendere atto che la presenza, l’adesione stessa della  GB,   non é più accettabile nelle condizioni attuali e che referendum , o meno,  si prosegua con coloro che l’UE la vogliono davvero. Un’Europa continentale unita, più unita é assolutamente essenziale per superare l’impasse dell’ultimo decennio.

Germania. 

Ha decisamente vinto la Merkel.  Che lo si voglia , o meno.   E’ vero la SPD ha accresciuto la sua percentuale di voti, ma non é riuscita , nonostante la crisi economica presente e visibile anche in Germania, a colmare il gap contro la CDU/CSU.   Nonostante le forti divisioni , le diversità di contesto socio-economico e di qualità  di livelli di vita tra Est ed Ovest.  Una distanza che rischia nel tempo di divenire dicotomia netta.

 

Ma per il momento tutto si può affermare , salvo che la stabilità e la tenuta offerta dalla Merkel non siano largamente premiate.  Certo é che lei stessa si rende perfettamente conto che l’Europa così come é deve cambiare, che per vivere , non sopravvivere,  occorre ritornare ad affrontare i temi di fondo :         lavoro, occupazione, difesa comune, integrazione fiscale , politica immigratoria comune.

Italia.  L’astensione che in Francia ha prodotto il fenomeno di revanscismo nazionalista poujadista , in Italia ha  ricondotto , con mia sincera  e piacevole sorpresa,  il popolo italiano a dover sommariamente decidere ,in modo netto ed inequivocabile , per il meno peggio dei tre contendenti.                                         Ha vinto il PD di Renzi.  Non mi sarei aspettato un’affermazione così netta, che  rende il nostro paese meno populista e non in preda a buffoni di ogni sorta.  Entro 2/3 anni il M5S non esisterà più e si dividerà in mille rivoli come ho già anticipato nel mio post precedente. Vedremo quanto l’affermazione netta del PD inciderà in Europa. Essendo la maggior componente all’interno del PSE , avendo il premier che più di ogni altro é stato premiato dalle urne , l’augurio é che possa incidere per una svolta positiva del continente.    

A livello di elezione, nella scomposizione del voto, a parte la crescita totale , si nota come circa 2 milioni di elettori (scontenti del renzismo) hanno abbandonato  il partito , mentre circa 1.1 milioni lo hanno votato da destra.  Vedremo come la sinistra interna ed esterna reagirà a questo PD ed alla sua direzione.   Resta il fatto che 20 e passa milioni d’italiani hanno deciso di non votare , che oltre il 50% ha scelto di votare diversamente rispetto alle recenti politiche.   Quindi una grande dinamica , una mobilità incredibile, se pensiamo alla conservazione degli ultimi anni. E’ scattata da un lato l’astensione, dovuta al rifiuto di una campagna  vergognosa priva di contenuti seri, dall’altra il rifiuto di soggiacere ad una ingovernabilità permanente che più di ogni tema ha impaurito . Il resto é noia.                 Vedere la Lega allearsi con i fascisti francesi nazionalisti, é quanto meno strano , se non stupido per una formazione che predica da sempre le autonomie!  Il superamento della soglia da parte della sinistra é un’ottimo aspetto circa le divisioni  storiche che questa formazione ha vissuto in passato. 

Ecco allora che la disamina europea del voto in termini numerici non si discosta molto dalle previsioni   pubblicate nel post precedente ancor prima dell’apertura delle urne.  L’anti europeismo a mio avviso é destinato a scomparire  nei prossimi anni. Certo che gli stati nazionali dovranno recedere dalla volontà di bloccare il naturale processo d’integrazione.     Certo dobbiamo ritornare a mettere in risalto i valori dello stare insieme e le ragioni che ci obbligano al farlo di fronte alla sfida della globalizzazione . Certo l’euro resterà la grande moneta che é divenuta .                                               E probabilmente entro la fine di questa legislatura europea la Banca centrale europea disporrà di poteri simili  a quelli della Federal Bank USA.                    

Sono convinto inoltre che giungeremo ad un risultato di compromesso sulla presidenza della Commissione Europea.  Occorre una legislatura europea all’attacco, non statica, che sappia centrare il risultato del rilancio economico ed occupazionale. Vedremo .

I due Gruppi maggiori PPE e PSE hanno dinanzi  una sfida che non possono perdere. Di fronte al revanscismo nazionalista, populista, fascista, occorre dare risposte chiare, concrete,nette .Non si può cedere all’ignoranza, all’anti storia, all’antisemitismo. Per questo la risposta dovrà essere dura ed inequivocabile. Non dobbiamo perdere la centralità dello scenario politico moderno, lasciarci andare ad  ideologie  devianti e anti storiche. Infine occorrerà affrontare il disagio economico che resta purtroppo l’incubatrice di quest’area di protesta.

Buona vita a tutti

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2 risposte a L’EUROPA DI OGGI E DOMANI

  1. exult49 ha detto:

    Ciao, grazie innanzitutto per i tuoi commenti , sempre apprezzati.
    Sì confermo, ma il mio ottimismo come lo definisci tu , si basa sulla natura stessa del movimento. Essendo personalistico , come ho sottolineato, decade con la caduta del leader. Grillo é finito.

    In un paese come il nostro, l’arroganza é apprezzata anche se becera se vince, ma se perde cade nel ridicolo prima , nel dimenticatoio dopo.
    Ciò detto, ho chiaramente detto che i voti , ma anche gli attuali 163 parlamentari del M5S saranno terra di conquista…..
    Grillo che si allea con i fascisti inglesi non credo sia apprezzato da molti elettori .
    I 17 pirla che andranno al PE .17 pirla in cerca d’autore rimangono.

    Naturalmente si divideranno. I protofascisti nel movimento andranno con la dx. i progressisti confluiranno nel PD , o nella nuova sinistra prossimo ventura.
    Insomma M5S scomparirà come entità conosciuta.
    Quanto al resto vedremo.
    Dopo il semestre italiano in Europa assisteremo a cambiamenti notevoli.
    Mi auguro che le forze politiche abbiano metabolizzato le idiozie , i buffoni che hanno accompagnato il paese negli ultimi 15 anni.
    La dx dovrà ritrovarsi e rifare i compiti. Il centro dovrà scagliere. La sinistra dovrà scegliere se morire sotto il boyscout , o scindersi ed andarsene.
    Il popolo dovrà capire se l’astensione paga , o non paga.
    Ma comunque l’Europa va avanti perchè gli antieuropei non hanno una seria alternativa, un modello da proporre , se non quello degli Stati nazionali che sono morti!
    Sono minoranza e lo resteranno. Resta da vedere se il PPE ed il PSE avranno forza e coraggio per rilanciare valori e speranze europee e getteranno alle ortiche l’UK.
    L’integrazione europea se si farà, sarà su scala esclusivamente continentale.
    Buona vita a te.

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  2. redpoz ha detto:

    Ti leggo molto ottimista, sia su M5S che sull’euroscetticismo.
    Entrambi fortemente legati alla crisi economica, innegabile, ma dire che scompariranno entro pochi anni mi pare molto ottimista. Molto.
    Temo, invece, che queste pulsioni populiste resteranno ancora a lungo: in parte si fossilzzeranno come con Lega e FI, in parte troveranno nuovi sbocchi.

    Concordo invece su FN, e credo si possa in parte estendere lo stesso giudizio anche all’UKIP.

    Sul PD, è evidente la volatilità dei voti, destinati a scomparire in base alle riforme di Renzi. Ma è comunque un’affermazione importante.

    Resta da capire come si comporranno questi voti in Europa.

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