APOLOGIA DELL’ASTENSIONE


Sì certo a fronte di media nazionali che lanciano e rilanciano epiteti e considerazioni degni di bambini da seconda media, credo occorra ristabilire un minimo  di decenza culturale in un paese disastrato  da una crassa ignoranza  e da media televisivi e stampa che sembrano investire  e godere di questa atroce  ed insopportabile mancanza d’informazione .                               Nei posts precedenti credo di aver chiarito il peso di quest’Italia masochista e cialtrona ! Un misero 10% é il nostro contributo totale , ovvero 73 seggi.      E’ quindi evidente che la nostra prima attenzione ed impegno,  dovrebbe essere quello di puntare alla qualità dei nostri rappresentanti per poter influenzare al meglio le dinamiche interne all’Istituzione.  

Purtroppo da tre legislature manchiamo di una seria selezione e manteniamo il primato di assenteismo dei nostri parlamentari , tutti! All’interno dei vari raggruppamenti europei contiamo una cippa!                      A causa di diatribe interne, di non appartenenza, d’ incapacità a mettere assieme una “strategia paese” comune sui grandi temi.                                             A parte queste storiche mancanze,  la nostra visione nazional-popolare  delle elezioni europee é del tutto provinciale , per non dire dire italiota, nel senso più dispregiativo del termine, cioé quanto di più abbietto , ignorante, nazionalista e limitato si possa immaginare.                                                                    

I media riportano dei conflitti di ego,  di personalismi tra ectoplasmi, di diatribe sul niente , mentre i temi importanti su cosa gli europei vogliono che divenga , o sia l’Europa , neanche l’ombra……                                                                   

L’altra grande paura di questi media appecorati al potere dei soliti gruppi editoriali  é il fenomeno dell’astensione.                                                               Astensione, in un paese ad alto valore civico e democratico, quale non é certamente il nostro,  significa disaccordo totale sulla politica intrapresa e perseguita dalla totalità dei partiti presenti e nel contempo desiderio di veder affermarsi  entità rappresentative in grado di offrire risposte adeguate alla congiuntura politico-economica ed al valore della costruzione europea.                                                                              

Il mese scorso mese si discuteva dell’alto tasso composto da indecisi ed astensionisti.   Allora il dato per l’Italia  era così composto;  34% astensionisti dichiarati e 13% di indecisi.  Un bel 47% in totale!  

Da allora  e fino alla settimana scorsa il dato é più meno rimasto inalterato. Nell’ultima settimana i media di tutti i paesi , ma in particolare in Francia ed Italia stanno cercando di rimestare  perché il ribellismo puerile ed inutile ha preso piede…… Eh sì, poiché il riferimento sul quale si attesta l’interesse é fondato sull’elemento d’indecisione.     Ovvero si vuol fare credere che questo enorme vuoto di partecipazione sia dovuto all’elemento d’indecisione circa la scelta della formazione politica .  

La realtà delle cose é ben diversa!  Gli astensionisti sono ben decisi a rimanere tali.   L’astensione in Italia  é   frutto di una classe politica indecente ed ignorante che non merita il minimo rispetto .   Di un cattolicesimo d’accatto che raccoglie consenso senza meritarlo , di un’ignavia ed ignoranza totale da parte dell’elettorato. Ma anche di una concentrazione   di cittadini consci, in quanto categoria politica, della loro superiorità rispetto a questi ectoplasmi politici.

La paura di fondo di questi partiti , ancor più a livello territoriale ,  é dover fare i conti con questa astensione!  Vedete,  l’astensione di cui si tratta non é quella minoritaria ,  legata a fattori etnici (cittadini di colore negli USA) che si ripete di decennio in decennio.   Neanche più quella tipica italiana,  legata ai giovani ed agli anziani , due categorie socio-economiche da sempre escluse dal “main stream” della politica catalizzatrice a livello territoriale.  

No,  questa astensione è di tutt’altro tipo e costituita da un ‘ampio spettro di studenti, borghesi, intellettuali,  pensionati,  ceti produttivi e professionali che dichiarano apertamente di rifiutare questi populismi sterili.                       E’ sempre stato semplice e facile ignorare l’astensione quando questa assumeva toni strutturali al voto.  

Ma il 38% e passa di astensione non é né strutturale , né giustificabile oggi in Europa!  Si ritiene dagli ultimi sondaggi europei che questa elezione costituirà un record assoluto di astensione superando ampiamente la soglia del 45%!

Ecco che il problema di fondo delle tre maggiori componenti del voto europeo,  P.P.E.,  Socialisti , Liberal democratici sarà di dare ascolto e soprattutto risposta al primo partito , vincitore, si fa per dire , di queste elezioni , l’astensione!!!!

Si dovrà agire per arginare questo anti europeismo becero ed ignorante che alberga in Italia e Francia, ma anche in minor misura in G.B. e Olanda.         Ma soprattutto ripensare e proporre una visione europeista capace di unire e non dividere.

Il ribellismo tipico dei populismi senza idee e costrutto devono saper essere ricondotti nell’alveo di una critica costruttiva.  E’ vero che nell’ultimo decennio la costruzione europea ha subito numerose “impasses”. L’integrazione fiscale, la politica di tassazione si sono arenate.                           La politica estera affidata alla baronessa Ashton,  una débacle totale.             Sia organizzativa , che politica! Non si può affidare ad un Dipartimento tanto importante all’80% di britannici (decision makers) come é il caso attuale.     Il peso e la volontà degli Stati nazionali invece di diminuire,  si é addensato e costituisce oggi il maggior responsabile del blocco al processo d’integrazione.                  

Ma soprattutto a livello di comunicazione ed informazione niente é stato fatto per incidere sul “sentiment”  dei cittadini che hanno dimenticato l’enorme evoluzione goduta dal continente europeo degli ultimi 20 anni e soprattutto dimenticato le ragioni dello stare insieme.                                  Perché simili, perché uguali, perché solo insieme si può oggi rispondere alle sfide della globalizzazione incessante.                                                                           Perché dobbiamo dare risposte a sfide quali ;

Difesa Comune, Esercito Europeo, non più 28 micro eserciti inutili.                       Una Comunità Europea di Difesa che attinge al proprio complesso militare- industriale e lo alimenta. Che si dota di una politica e di una strategia di difesa reale.

Una politica immigratoria comune che determina alla fonte le problematiche di asilo econonomico e politico differenziandole, permettendo scelte di paese di destinazione  all’origine.

Una politica di occupazione giovanile europea che comprenda un maggior investimento sulle risorse umane  e renda programmi come l’Erasmus, che ha avuto enorme successo, adeguati anche a livelli inferiori alla laurea.   Occorre che l’Europa divenga una realtà quotidiana , non un lontano sogno. Investire sulla conoscenza , significa aggredire alla radice l’ignoranza sulla quale molte parti politiche contano per incancrenire differenze inesistenti e la prosecuzione di rendite parassitarie a livello nazionale!                                   In una parola occorre riprendere  in mano il concetto  e la missione stessa di quest’ Europa.                                                                                                                               Di questo ed altro  i maggiori Gruppi politici europei dovranno farsi carico.

La mia  personale impressione é che si giungerà ad una alleanza strategica tra PPE, PSE e Liberali per porre le basi di una nuova e rinnovata visione ed integrazione.                                                                                                                     L’astensione sarà , molto più del voto anti europeo, la vera molla per un rinnovato impegno europeo .  I Popolari avranno uno strettissimo margine di vantaggio sui socialisti ,5/7 seggi, un niente!Non potranno governare da soli.

I Liberali subiranno rispetto alla legislatura precedente una riduzione significativa.  In totale  questi tre maggiori gruppi otterranno circa 510/520 seggi su 753 !  

Gli anti-europeisti circa 120/130. Nel restante centinaio la prima forza politica sarà il Gruppo della  sinistra che non é anti – europeista, ma possibilista sul mutamento richiesto.                                                                          Come potete constatare l’ignoranza, la sicumera tipica degli imbecilli e dei guitti non pagherà certo,  ed anche qualora il M5S fosse il secondo movimento in Italia,  sarebbe un’illustre ed inutile Carneade sulla scena europea con non più di 22 seggi su 753,  totalmente isolato .  

Ritornando all’astensione che non é più un epifenomeno come in passato , o un fenomeno d’indecisione come i media italiani vorrebbero farlo percepire.

Voi comprenderete che su scala europea questo é un “non voto” carico di valore , un peso politico da cui nessuna forza politica europea potrà prescindere , o disconoscere per la sua dimensione!                                                     Per queste ragioni ritengo che l’astensione così valutata, nella sua dirompente analisi,  produrrà un effetto ben maggiore di quello che le viene oggi attribuito.                                                                                                                                 Su scala Europea  si ritiene possa essere prossima al 50% dell’elettorato potenziale , se non superarlo. Un risultato ben superiore agli anti-europei. Ed ecco qui l’enorme dicotomia.

L’astensione é oggi composta da anti-nazionalisti, da europeisti convinti che non si riconoscono nell’offerta dei loro partiti nazionali, da giovani che non si ritengono a giusto titolo rappresentati dalle élites dominanti nei loro paesi, da persone della terza età che hanno perduto ogni speranza di veder superate quelle barriere  in cui sono state relegate per tutta la loro vita.             Ecco a tutti questi circa 250 milioni di cittadini,  occorre saper dare risposte convincenti e positive, lasciando ai guitti e buffoni nostrani le stupide, idiote polemiche  a cui vogliono costringere il popolo chiamandolo a dividersi. Tutti uniti asteniamoci e mandiamoli ai giardinetti !

Buona vita a tutti.

P.S. Domenica prossima, per cortesia,  andate a verificare i dati reali dell’elezione e confrontateli con le proiezioni  sopracitate ……..

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a APOLOGIA DELL’ASTENSIONE

  1. exult49 ha detto:

    Certo! Molto dipende dalle caratteristiche dei non votanti. Abituati a vecchietti e giovani 20enni, hanno avuto vita facile. Vediamo cosa fanno adesso quando il discredito nei loro confronti é superiore al 40% , rappresenta il primo partito in assoluto e soprattutto è alimentato da ceti intellettuali e produttivi!

    Mi piace

  2. Micus ha detto:

    La persone più fastidiose sono quelle che pensano di incuterti terrore dicendo: “se non voti, perdi tutti i tuoi diritti”. Ma dove l’hanno letta questa cosa?
    Elogio della coscienza critica:
    http://cattoliciperlalaicita.blogspot.it/2014/05/pensieri-in-liberta-voto-e-critica.html?m=1

    Mi piace

I commenti sono chiusi.