COMPOSIZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E PROSSIMO FUTURO


Stanco di ascoltare corbellerie assolute, per non dire di peggio, da profondo europeista quale sono,  cercherò di fare chiarezza su alcuni punti essenziali circa il peso reale dell’Italia quale membro della Unione Europea e quindi del Parlamento Europeo  . Cominciamo dalla legge elettorale che istituisce la legge elettorale europea che data 24 Gennaio 1979 . La più vecchia legge elettorale presente nell’ordinamento italiano. Questa legge divide l’Italia in 5 circoscrizioni che a loro volta formano un Collegio unico nazionale.

Italia Nord Occidentale  che elegge 19 membri – Nord Orientale  13 .    Centrale  14 – Meridionale 18 – Insulare 8 . I deputati che l’Italia potrà eleggere al Parlamento europeo nella legislatura 2014/19  sono in numero di 73!   Nella legislatura 2004/2009 erano 78 ed infine nella precedente erano 72.   In base al censimento nazionale della popolazione viene attribuito un numero di voti corrispondente . Nel 2009 fu apportata una modifica  alla legge del 1979   con l’introduzione dello sbarramento al 4% .    Il numero di seggi totali al Parlamento Europeo  nella prossima legislatura sarà di  736.

Ora si comprende perfettamente che, in base alla demografia, all’Italia spetta all’incirca il 10%  della totalità dei seggi disponibili che a loro volta saranno assegnati su base strettamente proporzionale con lo sbarramento del 4% . Come potete constatare il peso politico che, nel quadro del  P.E. l’Italia possiede , é piuttosto limitato.  Viene da sorridere , se non da piangere ,  dipende dai punti di vista, nell’ascoltare certi “leaders  macachi” italiani che non hanno alcuna dimestichezza né con la politica “tout court”,  né con i Trattati e la politica europea , cianciare di rivolte.                                 Mi riferisco in particolare a Grillo che recentemente ,con toni populisti piuttosto  stupidi,  ha affermato che qualora vincessero, ( non si comprende cosa…vista l’estraneità del voto europeo , rispetto a quello nazionale)              il M5S   “rivolterebbe l’Europa come un calzino”!   Il guitto  ed il suo accolito socio markettaro Casaleggio, cacciato da Telecom Web per incapacità manifeste,  anche qualora dovessero ricevere il 100% potrebbero ottenere massimo 73 seggi, il 10% !

In realtà la forchetta mini/ max con la quale questo movimento viene accreditato  alle europee in termini di proiezioni di voto é tra 19 ed 22 seggi. Niente, neanche un pic-nic di protesta. E con problemi di apparentamento notevoli visto che il movimento é assolutistico nelle sue visioni politiche ;   noi e gli altri, nel senso che loro idealmente tendono al 100% e di conseguenza , se non lo ottengono, restano fuori, non partecipano , come d’altronde hanno fatto su scala  nazionale . 163 parlamentari in questa legislatura che non producono alcunché perché non condividono niente e non vogliono allearsi con nessuno su temi politici di  spessore. Il peggio é che in tal modo i 163 parlamentari sono di fatto inutili poiché in contrasto con l’art.67 della Costituzione che sancisce la libertà d’opinione e di coscienza per i membri del Parlamento, i due padroni del movimento (padroni di fatto e di diritto, poiché il simbolo del partito appartiene a Grillo ) non permettono né dibattito serio , né dissenso. Coloro che anche su un tema specifico non si sottomettono al volere dei due guru  vengono estromessi dal Gruppo.                                                                                                                                                Ecco già su questo punto non formale, ma sostanziale , la democrazia interna risulta nulla. Per coloro che saranno eletti al P.E. il M5S ha già chiarito che coloro che non si conformeranno alle direttive dei due padroni vi sarà un’ammenda di 250 mila euro da saldarsi prima dell’espulsione.  Tutto ciò non solo é antidemocratico ed antieuropeo in termini di cultura e pensiero, ma é inoltre profondamente illegale. Lo é ovunque, perché la libertà d’opinione é garantita in Europa e solo dei cialtroni e guitti possono credere di mantenere le truppe , o il gregge al quale sono abituati, con simili baggianate.

Parlando di composizione, un’altra componente che ci ha fatto riconoscere al P.E.come  colorata presenza di illustri buffoni da circo sono i quattro (4) componenti della Lega  di cui Borghezio é il portabandiera, ma dove il miracolato  dal cerebroleso , Salvini ,  ha fatto sempre la sua porca figura. Quest’anno rendendosi conto della esigua pattuglia di ribelli e della perfetta inutilità della loro presenza hanno cercato di intrupparsi in un gruppo certamente più numeroso, il Front National di Marie Le Pen.                                Il partito fascista francese per antonomasia. Non se ne comprendono affatto le ragioni ideologiche.        

I leghisti nostrani essendo indipendentisti, fautori di un referendum di alcune regioni italiane contro il potere dello Stato italiano si alleano con una formazione che del nazionalismo, delle statalismo e della centralità dello stato  ne fa un’assoluta bandiera .  Infine é profondamente xenofoba ,non solo nei confronti degli stessi cittadini francesi di origine magrebina , ma anche di altri popoli , compresi gli italiani.                                                                   Un pò come l’ex avv. della Avon cosmetics , tal Roberto Maroni, quando a squarcia gola esaltava l’idea di una macro regione con Svizzera ed Austria e pochi mesi dopo i cittadini svizzeri di lingua italiana hanno votato in massa  (64%) contro i frontalieri leghisti italiani all’ultimo referendum .

Quando non si ha cultura, quando non si comprende il significato stesso di globalizzazione, quando si crede di poter erigere un muro tra sé e gli altri, giunge sempre il momento della disfatta. Oggi ancor più di ieri a causa della crisi economica, della disoccupazione , la tendenza populista di molti governi é quello di motivare la propria esistenza , la continuazione degli stati nazionali.  L’idea che solo a livello nazionale si possano risolvere le proprie problematiche interne di natura sociale ed economica. E’ vero il contrario. Gli stati nazionali che hanno condizionato l’Europa e la sua politica negli ultimi 2oo anni non hanno oggi più alcuna ragione di essere. Non sono più in grado da soli né di difendere il territorio , né  di garantirne  la sicurezza stessa . Lo stesso dicasi per la macro-economia e la politica industriale.  

Pensare a svalutazioni competitive, senza considerare che siamo un paese trasformatore , vuol dire dimenticarsi che importiamo 60/70% di materie prime che pagheremmo in euro ,contro circa un 50% di prodotti che esporteremmo in bunga-bunga? Non si comprende con quale profitto, senza contare che raddoppieremmo “ipso facto” l’ammontare del nostro debito nazionale, svalutando del 50/60% il valore del nostro patrimonio immobiliare. Invece di parole, i nostri imprenditori devono re-investire, non esportare i profitti all’estero.

L’integrazione maggiore delle singole  economie , della fiscalità e tassazione, devono ridurre le attuali “concorrenze intra comunitarie illegittime”.                Lo stesso dicasi per le de-localizzazioni che  vedono dislocare dei settori manifatturieri all’interno della UE, ma che devono avvenire proteggendo le diverse aree.  Occorre creare una separazione netta tra area monetaria euro dei 18 paesi e l’area non euro dei 10 restanti.   Per cui , se per ragioni di costo si de-localizza in Romania, o  in Polonia,  poi si esporta fuori dalla UE , o all’interno dei paesi non Euro.  In caso contrario,  si tassano beni e servizi per l’ammontare che ne rappresenta il differenziale ! Penso ad esempio ai servizi ed operazioni finanziarie con base in GB , paese non euro , che vengono svolti a costi e tassi decisamente in conflitto con l’Europa  continentale. Inaccettabili i casi Fiat/Chrysler, Alstom, ecc.

Queste sono le azioni da intraprendere per far crescere il sentimento comunitario. Non la lotta , la competizione assurda tra paesi membri,          ma lo sviluppo di una legislazione armonica che imponga agli altri il nostro “modus operandi e vivendi” .   Siamo di gran lunga il più grande mercato del mondo, 500 milioni di consumatori, il più ricco in termini di consumo e di qualità di vita , ma non siamo ancora in grado di darci e possedere una politica conseguente alle nostre dimensioni!!!!                                                     Penso agli USA, alla Russia , alla Cina.   Con un’esercito unico  potremmo ridurre le nostre spese militari, accrescerne le capacità difensive ed offensive, creare il nostro complesso militare industriale , invece di acquisire aerei ed altro materiale in USA.  Pensate ad un complesso italo-franco-tedesco. Lo stesso dicasi per l’informatica, le bio-nano-tecnologie, la sanità, la farmaceutica, l’agro-industria ,ecc,ecc.  

Le sfide che ci attendono nel prossimo decennio sono enormi. I nostri competitors son agguerriti, quindi noi dobbiamo prepararci e creare le condizioni politiche per un’integrazione della politica estera, del commercio e scambi internazionali che dovrà essere condotta  senza se  e senza ma…..Dobbiamo essere in grado di rimettere l’occupazione , giovanile e non,  al centro della strategia europea ed accrescere la partecipazione dei singoli cittadini al loro destino comune.

Buona vita  a tutti.

 

 

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a COMPOSIZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E PROSSIMO FUTURO

  1. redpoz ha detto:

    Ottimo articolo, che condivido in pieno.
    Ti spiace se lo condivido?

    A breve pubblicherò anche io alcune considerazioni economiche e non solo sull’assurdità di chi propugna queste soluzioni in Europa.

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  2. Giomax ha detto:

    L’ha ribloggato su Media Gears.

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