ITALIA /EUROPA ASSENZA DI VISIONE


Da europeo ed europeista quale sono riflettevo sulle analogie tra l’oggi e il 1914.             Cento anni ci dividono, eppure analogie e similitudini sembrano affiorare incessantemente.   Come allora , dopo decenni di crescita economica e di stabilità sostanziale all’interno della giovane Europa i nazionalismi e la loro ideologia nefasta divennero per quei giovani paesi ed i loro cittadini pressoché analfabeti , Germania-Italia-Spagna ecc. un ideologia rampante che dilagò con la falsa percezione che fosse la soluzione ai problemi.                               Pensate in Italia il 92% dei cittadini erano analfabeti all’unificazione  (1861) , 85% nel 1914! Le classi dirigenti non molto diverse da quelle odierne;  miopi, oligopoliste,  provinciali , abituate a godere di rendite di posizione e latifondi .  L’idea di incolpare gli altri come reponsabili delle proprie disgrazie era florida e codarda.

Così i capipopolo  facendo leva sull’irrazionalità e la paura  si lanciarono contro tutto e tutti. E allora via alle pulsioni xenofobe , l’odio  contro qualunque tipo di sistema sovranazionale  che dal Congresso di Vienna veniva usato per cercare di regolamentare i conflitti .          Dagli agli ebrei che controllano la finanza, dagli ai francesi che ci affamano. Perfida Albione per gli inglesi che ci impedivano il sogno coloniale……….Ecco che la demagogia e gli egoismi nazionali preparavano la carneficina  della Prima Guerra (mondiale) per così dire , nel senso che l’Europa deteneva ancora la supremazia sul mondo conosciuto in termini politici ed economici. 26 milioni tra morti e dispersi. La più grande carneficina della Storia umana, superiore alla stessa Seconda che, sempre per stupidità dello stesso genere , doveva  mettere fine alla centralità politica ,economica, industriale del Vecchio Continente.

In fondo anche quella aveva avuto gli stessi prodromi, generati dalla crisi del ’29 che doveva dilatarsi nel mondo con effetti deleteri fino al ’32/’33, per poi affossare il continente col fascismo ed il nazismo .  Ecco per molti aspetti  a me sembra che l’Europa si trovi  dopo cento anni nelle stesse condizioni socio-economiche  in termini di scelte , di visione , di prospettive.   Invece di accelerare il processo d’integrazione,  da circa un decennio la  carica per una maggiore unità  , di forte sentimento e volontà comunitaria sembra sia arrestata.   La realtà é che gli Stati nazionali non sembrano voler continuare quel processo di “devoluzione programmata” dei loro poteri. La crisi economica ha determinato una sorta di grande menzogna ,” i diktat di Bruxelles” .  

E sapete perché? La crisi ha messo in ginocchio le classi dirigenti europee. Quando la domanda aggregata tirava il merito era dei governi nazionali , quando , come oggi, la domanda é flebile e le misure economiche intraprese non hanno risultati soddisfacenti la colpa é dell’Europa.  Certo,  anche le politiche europee e le misure  intrprese sono state in quest’ultimo quinquennio deficitarie,  se non fallimentari perché troppo dure e non adattate alle singole economie a cui esse venivano applicate. In questo errore di valutazione macroeconomica non solo l’Europa , ma anche le massime istituzioni mondiali hanno manifestamente toppato , FMI, OCSE ed in parte anche la stessa BCE.

In tutta Europa si assiste a manifestazioni anti . Anti euro, anti comunitarie, anti legislazione europea….La crisi economica iniziata a fine 2007 in USA , arrivata in Europa nel 2008 é ancora qui e non accenna ad andarsene.  La crisi ha fatto avanzare in Francia il Front National partito fascista e xenofobo. Ha creato in Germania ,Belgio, Olanda ed infine in GB formazioni politiche di ultra destra che ricalcano gli slogans del 1914.                             In Ungheria la destra fascista é al potere e l”UE è molto restia ad intervenire con un’alto là politico in grado di arginare il fenomeno ed il rischio di contagio nell’area danubiana.          

In Italia la situazione non é dissimile . L’euro-scetticismo che anima il Nord ed il Sud sono sintomi generali di una crisi che oggi invade tutta l’Unione Europea. Il risultato delle prossime elezioni europee , vedrà l’affermarsi di un forte sentimento anti-europeo e nel contempo di un fortissimo astensionismo. Il decennio perduto potrebbe essere intitolato l’ultimo. Mentre dal 2002 con l’entrata nell’Euro l’Italia si crogiuolava nell’assoluta mancanza di visione industriale del governo Berlusconi, la Germania operava la maggior rivoluzione industriale reinterpretando il suo ruolo manifatturiero e creando le premesse della sua espansione .  Certo sono 90 milioni di cittadini , certo sono il primo esportatore manifatturiero europeo. Sì certo , ma noi eravamo il secondo. Per vostra informazione gli investimenti del settore privato nel decennio sono stati pari a 0.5 , mentre il settore  pubblico ha investito 1%. Questo per mettere i puntini sulle ì riguardo alla capacità d’intraprendenza della classe imprenditoriale.

Gli imprenditori italiani dovrebbero aver investito 4 volte i più per pareggiare ciò che hanno investito i tedeschi negli ultimi 15 anni. Mancano visione e progettualità.             Senza reinvestimento nel processo tecnologico e nel brand  si muore.                           Brembo primo marchio settoriale nel mondo ha reinvestito 10% del profitto negli ultimi 15 anni.  E Squinzi minaccia di andare in Svizzera? Ridicolo! La Fiat degli Elkan delocalizza , uccide il marchio nazionale , il proprio brand con politiche neocolonialiste e poi se la prende con i propri operai che acquistano auto straniere? Ridicolo!                                                     Questa politica delle risorse umane tende sempre più a scindere il lavoro , e la dignità che da esso deriva,   dal prodotto .   Il risultato? La totale disaffezione e demotivazione  del lavoratore rispetto alla propria identità aziendale ed al suo ruolo partecipativo.                

Ecco questi sono solo alcuni dei vari errori delle classi politiche europee e certamente di quella  italiana.  Oggi  per superare la crisi  occorre più Europa. Per risolvere il problema dela disoccupazione , giovanile e matura, per risanare i conti pubblici, occorre un’Europa integrata. Un Parlamento che possa acquisire maggiori poteri ed una governance in grado di prendere decisioni dure  e forti.    Se invece il potere politico resterà nelle mani dei governi nazionali,  l’integrazione europea non avverrà  e con essa la speranza di un continente che si affranchi  da un lungo letargo intellettuale e strategico.

L’Europa é il più ricco , il più popoloso, il più avanzato dei mercati oggi esistenti. 500 milioni di abitanti.  Eppure agiamo in ordine sparso, divisi , mai uniti.  Subiamo il peso militare degli USA, economico industriale della Cina. EPPURE, ESSENDO NOI IL MAGGIOR MERCATO, POSSIAMO UNITI DETTARE LE CONDIZIONI AD ENTRAMBI I NOSTRI PARTNERS .  Invece subiamo i ricatti sul gas e petrolio dalla Russia, la volontà di esportare in Europa lo shale gas americano, la politica dei costi salariali della Turchia, della Cina, del Brasile ecc. Invece di formare ed incentivare la creazione di un esercito europeo , con alla base un complesso militare industriale europeo , compriamo aerei Lockeed, invece di  Eurofighter. Tra Francia , Italia e Germania abbiamo grandi tecnologie militari, ma siamo in competizione tra di noi. Dei poveri idioti si direbbe!

Con il processo di globalizzazione in atto l’Italia , così come gli altri paesi medi europei,  non è in grado di essere competitiva nel mondo. Figuriamoci le regioni, o macro-regioni. Spazzate via in due anni a costi altissimi con rischio di creare sacche di povertà permanenti. Se lasciamo prevalere gli egoismi nazionali , i provincialismi beoti, il nostro futuro comune e singolo diviene molto incerto.  L’idea di tre grandi politici europei,  Schumann, Adenauer e De Gasperi,  era quello di creare uno spazio di benessere  e di riconquistare un ruolo nel mondo.  Mi auguro che la zavorra d’ignoranza volutamente intrattenuta da guitti, buffoni e boyscout di ogni sorta possa affrancarsi e sappia intravedere i propri reali interessi.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a ITALIA /EUROPA ASSENZA DI VISIONE

  1. Raimondo ha detto:

    L’ha ribloggato su Raimondo Bollettae ha commentato:
    Una analisi lucida e spietata da un osservatore che vive in America e che rimane prodondamente italiano ed europero. Ne consiglio una attenta lettura. Sottolineo la parte che riguarda le responsabilità della nostra classe dirigente industriale.

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