TEMPI PATAGONICI


 

Tempi dilatati , per intenderci!  Dove la nozione stessa del tempo , assume una dimensione macro…. La grande differenza tra il viaggiare via terra  e via cielo……Ecco  che quando per cause naturali  ed inattese , come raffiche di vento a 100/120 km orari,  rendono inpossibile  atterraggi e decolli ci si affida alle normali vie di comunicazione terrestri. E qui allora ci confrontiamo con le tipiche peculiarità che caratterizzano i paesi ed i loro rispettivi popoli.  

Si entra  così, davvero,  nell’anima del viaggio che é fatta di curiosità, conoscenze, presunzioni, constatazioni , sorprese. ecc. ecc.                                 Ma con esse vengono alla luce anche le indissolubili debolezze e negatività….. Dove mi trovo adesso, é il frutto di quell’imponderabile elemento  dovuto al caso…. Sono qui, proprio sulla famosa Route 40.  Decantata dai maggiori scrittori e romanzieri latino -americani ;  Sepulveda , Neruda , ma anche da globetrotters naturalisti, come Chatwin….. La strada del Sud , dove sud sta per altro mondo, quella che dalla Patagonia conduce  alla Terra del Fuoco. Quest’ultima, anche per gli argentini stessi , rappresenta  ancor oggi  un sogno.   Un viaggio  nel viaggio che per molte ragioni viene rimandato a tempi migliori , perché resta un’isola, un’isola dorata per il livello di vita che supera di gran lunga quello della capitale.    Tra le tante peculiarità geofisiche e culturali , si distingue per essere un’isola . Una vera isola.

Isolata dal territorio continentale argentino . Raggiungibile solo attraversando una lingua di terra  in territorio cileno . 130 km di terra tipicamaente acerba e ventosa,   popolata a tratti da piccole greggi di pecore , o di lama . Per la stupidità inverosimile dei due governi argentino e cileno ,  in funzione di un vecchio trattato internazionale per racarsi in bus , come la maggior parte degli argentini che si recano in Terra del fuoco,  si devono passare 4 controlli  di polizia locale prima di giungere al confine .

Dopodiché i cugini cileni di fatto ti tengono sequestrato per oltre 2 ore sul bus  per un controllo di documenti che più idiota non si può.  Se ne deduce immediatamente  che la pesantezza  ed assurdità dei controlli burocratici colpisce  i ceti medio e medio-bassi,  poiché quelli usi a muoversi utilizzando la rete dei bus,  gli altri utilizzano l’aereo.  Tornando alle relazioni tra i due paesi é evidente l’ostruzionismo . I viaggiatori sono di fatto sequestrati.           I gentili controllori argentini con cortesia ritirano i passaporti che saranno da loro trattenuti durante tutto il viaggio di attraversamento del territorio cileno e saranno resi solo dopo essere rientrati in  Argentina .

Un viaggio che da El Calafate a Rio Grande potrebbe essere concluso in 6 ore diventa di 8/9 ore per l’assurda lentezza dei procedimenti. E poi , certo , interviene l’imponderabile , il fattore Meteo.

Infatti eccoci qui. Allo stretto di Magellano . Quello spazio di mare che ci é sempre risuonato nella memoria.  Quasi come quello di Gibilterra che separava il mondo vissuto dall’inconscio del passaggio  verso l’al di là.           In questo caso l’al di là  risulta bello  e suggestivo  con onde di oltre 4/5 metri.     Eh sì quel vento che tiene a terra gli aerei , impedisce anche ai traghetti, ai ferries  di salpare .  E come nei secoli, l’uomo si sottomette all’imponderabile.  Siamo tutti  a terra davanti ad un bellissimo faro . Centinaia di persone in attesa che il servizio riprenda.

Arrivati alle 13.30 , alle 21 siamo ancora qui .  Ma vedete il tempo in Patagonia essendo fattore imponderabile é vissuto in modo diverso, molto diverso.  Si subisce  con rassegnazione autentica, con accettazione senza recriminazioni, con la leggerezza e tolleranza dei contadini di una volta davanti alla pioggia.   Ma di una volta non sono le moltitudini umane  che si accalcano.  Eh si perché tra bus, pulmann, auto, camions, moto , campers,  i capannelli di donne davanti  ai due unici bagni presenti,  divengono lunghe meteore  multicolorate e multietniche ,nonché multilingue. I turisti si riconoscono dai loro diversi atteggiamenti ed abbigliamenti.  Si scambiano impressioni,  valutazioni, battute…. I bambini  ,e qui  sono numerosi, non si sentono, o quasi. Il loro numero  per famiglia é multiplo, non essendo figli unici restano tranquilli  e non impongono il loro bisogno di centralità affettiva al prossimo.

Educati, aggrappati alle loro madri , non danno in escandescenze, non una bizza.  Altro che l’italianità delle madri senza polso , accondiscendenti e mielose che allevano figli petulanti ed insopportabili.                                               Si formano così comunità diverse ed attigue che s’incontrano , vivono , pranzano , cenano, giocano, chiaccherano ,una accanto all’altra per ore.       Un viaggio nel viaggio , é davvero l’unico modo possibile di descrivere la socialità armonica di queste soste estemporanee.  Ecco tutto questo, come d’incanto,  s’interrompe all’arrivo della “barcassa” come gli argentini definiscono il ferry.  Tutto questo ammasso di individui, macchine. bus  riprende il proporio cammino .  

Ciò che colpisce è l’estrema arrendevolezza degli argentini nei confronti degli avvenimenti, dell’imprevisto…..Si vede , si nota in questo il tratto caratteriale , la radice italiana.  D’altronde  24 milioni di argentini sono di origine italiana su 46 . E si vedono , si toccano con mano le piaghe italiche. Individualismo, populismo, scarso senso dello Stato ed una borghesia rapace, classista, tronfia nella propria grettezza . Tutto questo lo si coglie meglio noi italiani.  Noi che il peronismo loro , lo chiamiamo nel 21°secolo berlusconismo, ma sempre di populismo becero si tratta.

In realtà tutto il Sud America soffre di quest’assenza  di etica e morale in politica. Un falso patriottismo dietro al quale  le circa 50 famiglie che gestiscono la ricchezza del paese esportano e nascondono il denaro ed i profitti all’estero. A proposito sapete chi é il secondo maggior latifondista argentino? Il gruppo Benetton. Con il denaro delle nostre autostrade ricevute in concessione. Fortune che , dopo le cicliche svalutazioni e crisi di regime, ricompaiono sempre alla fine di ogni tracollo economico per ricomprare a 3 quello che é stato fatto cadere da 10.  Così solo una minoranza , sempre la stessa , profitta di queste condizioni. E ciò vale in Argentina, oggi sul punto dell’ennesimo tracollo economico,  così come in Brasile. ……..

Borghesie nazionali,  così  definite in scienza della politica, che dietro la tradizione, la fede cattolica , nella forma , restano parassitarie nella sostanza , godendo di svalutazioni ogni decennio.                                                  Uno sfruttamento intensivo del capitale umano che resta peraltro in uno stato d’ignoranza perenne.  Ciò ricorda da vicino il nostro passato recente  ed in parte il presente.                                                                                                          Economie che contengono percentuali di economia sommersa oltre il 50%. Segni di un cancro strutturale del sistema che divora sé stesso  ed ogni decade, in stato terminale,  crolla sotto il peso insostenibile del debito e dell’inflazione .  Borghesie che producono in patria ed esportano i profitti in USA ponendoli al riparo. Ma il capitolo sull’economia é complicato, , composto da miriadi di elementi su cui si potrebbe disquisire all’infinito.  

Tornando invece  alla nostra avventura, l’attesa per il passaggio sullo stretto di Magellano si é allungata  a dismisura.  Così come la lunga teoria di veicoli che si intravede ormai , circa 4 km.  La Terra del Fuoco importa gran parte del fabbisogno di consumo dal continente. Gran parte delle derrate alimentari non sono trasportate via terra per evidenti  costi , dovuti alle enormi distanze, ma viaggiano via nave.  Il trasporto via terra in genere, vale per quei generi, come gli idrocarburi , che hanno una quota di valore aggiunto assai ampia che consenta  margini sufficienti.                                

Eccoci finalmente alle 23.30 . Essendo su pulmann di linea abbiamo la priorità in rapporto ai camion ed ai veicoli privati.  E’ giunta finalmente la nostra ora d’imbarco .

 

 

TEMPI PATAGONICI  – Parte  II

 

Sarebbe troppo facile e semplice perché giunti finalmente, dopo un’altra ora di viaggio ,   alla fine dei 138 km di territorio cileno,  eccoci nuovamente alla frontiera . Gli stewards a bordo del pulmann ci informano che i cileni chiudono il servizio alle ore 1  e che quindi si rischia di restare nella                   “no man’ s land”, in attesa del mattino seguente.                                                             Eh sì,  i cileni tanto per sabotare il turismo argentino e  soprattutto per rompere i coones ai poveri viandanti del ventunesimo secolo ce la mettono tutta.  L’autista del “collettivo” sul quale mi trovo ha dovuto faticare non poco convincerli a farci passare essendo noi giunti alle 0.45!!!!                           La frontiera argentina invece  resta aperta .                                                    

Ritorniamo finalmente in possesso dei nostri passaporti dopo il percorso in territorio cileno.  Mi sento libero.  La sensazione di viaggiare in un pulmann bombato e blindato non era per me delle migliori. Ti sequestrano a loro piacimento. Ti senti oggetto di un sopruso . Ma forse sono l’unico che prova questa sensazione…..

E via che si riparte alla volta di Rio Grande, capitale amministrativa della Terra del fuoco.  Arriviamo esausti alle 3 del mattino del 29/11/2013.          Con solerzia si sbarca dal bus  e via che si riparte cambiando per l’ennesima volta pulmann   alla volta di Ushuaia.  La bella Ushuaia,  dove mi attende  la nave per l ‘Antartide che non posso permettermi di perdere , ragion per la quale questo viaggio nel viaggio ha avuto origine.  

Se non si vola ….si rotola….  A Rio Grande ha nevicato durante l’intera giornata. Il freddo é pungente. Le strade innevate a tratti. Il bus procede nella notte, su e giù per le ultime pendici andine che, come una lunga colonna vertebrale ci accompagnano alla Fin del Mundo.                                      Molti di passeggeri argentini sono scesi a Rio Grande.                                 Continuano solo i turisti ed  i pochi emigranti che vanno a lavorare per l’estate australe a Ushuaia, dove le paghe sono le più alte dell’intera Argentina. Tutti dormono, o sonnecchiano , per quanto possibile , cullati dalle interminabili curve di questa Carretera che non sembra mai aver fine.  

Ore 6.30, siamo finalmente giunti a destinazione. L’orario di arrivo previsto erano le 19.30 della sera precedente. Ma a queste latitudini , il tempo é una variabile indipendente. Una variabile che richiede da parte di coloro che decidono di attraversare individualmente queste contrade una notevole dose di flessibilità ed adattamento culturale.  I più provati , certo , ne sono gli anglosassoni che si scontrano con un universo dove speranza , accettazione passività,  rappresentano le costanti.   Non é finita qui .                                    

Arrivare ad Ushuaia , cittadina fin del mundo alle 6.30 del mattino, rappresenta comunque un piccolo problema….. Il mio bel residence, le cui foto ho pubblicato  su FB, alle 6.30 é ancora chiuso. Eh sì perché nella mia vita da viaggiatore solitario , amo passare dalle stelle alle stalle e viceversa! Giusto per comprenderne ogni volta senso e piacere. Ed allora chiedo ad un tassista semi assonnato dove possa trovare un locale aperto…..                               Il conducente medita per un bel pò , mentre io mi preparo a restare come un pirla alla stazione dei bus.  D’un tratto si risveglia dal pensiero e mi lancia quasi come una sfida , al Casinò.

E casinò sia! Entro così con la mia tenuta trekking, il backpack ed il borsone  rotolante, accolto a destra e sinistra da due  guardaspalle  sorpresi dal mio arrivo.   Mi siedo al tavolo del bar ed ordino due cappuccini, due brioche , tutto doppio, giusto per giustificare la mia presenza in quel luogo.                    Di fronte a me una enorme distesa di slot machines.

Io che detesto il gioco, che trovo idiota ed ingiustificato l’uso di tali mezzi per ripulire le tasche dei meno abbienti, dei meno fortunati.  E nutro la stessa sensazione , provata ogni volta che per lavoro mi sono recato a Las Vegas, per conventions commerciali. Una pena nel vedere vecchiette  e solitari personaggi gettare incessantemente monetine in attesa di una vincita che non sarà mai abbastanza grande dal recuperare il denaro perduto.  Ed anche qui le uniche clienti a quest’ora di primo mattino  gelido, sono anziane signore  argentine e turiste  che,  malate di solitudine si avvinchiano  a questi gelidi marchingegni che certo non dispensano calore .

Sono le 8.45, la reception  del residence  risponde, ed io prendo possesso per le poche ore che mi dividono dall’imbarco sulla mia baleniera  del mio appartamento.  Dormire? Non se ne parla. Doccia megagalattica  , telefonate  per ribadire la mia sopravvivenza  e  alle 12 ? Si riparte , l’Antartide mi attende . La mia avventura ricomincia e così la scelta si é rilevata giusta. Anche stavolta siamo arrivati in tempo.

Buona vita a tutti.

 

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a TEMPI PATAGONICI

  1. redpoz ha detto:

    Dev’essere un viaggio straordinario… spero prima o poi di poterlo fare anche io.

    Comunque, se ti può confortare, anche attraversando le Ande la burocrazia frontaliera di Argentina e Cile era particolarmente rognosa, per nessuna vera ragione. Certo, non arrivava a quei livelli….

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  2. ildamarino ha detto:

    Molto bello il tuo racconto anche se per me un tempo patagonico sarebbe decisamente non sopportabile. Debbo dire che non mi ha molto confortato sapere che gli italiani non sono gli unici al mondo e che argentini e altri popoli del sud ci fanno compagnia per i tanti nostri, brutti difetti… Avrei preferito che così non fosse, che altri cittadini inermi come noi non dovessero subire i soprusi che noi giornalmente subiamo….Grazie comunque mi è piaciuto molto leggere il resoconto di questo tuo viaggio
    .

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