PARTITI PADRONALI E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA


La democrazia e’ sempre stata una condizione, uno status assai difficile da raggiungere e mantenere in questo mondo.Solo da due secoli , o giu’ di li’ l’umanita’ ha potuto scoprire, seppur a diversi livelli e con notevoli differenziazioni,  la liberta’ ed i diritti che da questa discendono.Purtroppo raramente si menzionano i doveri che incombono sui cittadini che di questo status godono. Tra i principali quello d’interessarsi alla vita politica partecipandovi e informandosi attivamente.E quale elementare corollario ,l’obbligo di non delegare in nessun modo ad altri il potere e l’esercizio del controllo che ogni cittadino deve individualmente prima, e collettivamente poi, esercitare su coloro che sono eletti quali diretti rappresentanti. Questo controllo e’ evidentemente piu’semplice quando il numero dei cittadini e quindi di eletti e’ridotto e l’estensione territoriale limitata. Cioe’ quando la democrazia e’diretta. Nelle nostre societa’complesse l’esercizio della democrazia diretta e’ancora possibile attraverso lo strumento dei referendum e su temi specifici,come spesso praticato in Svizzera. In Italia purtroppo i partiti politici hanno voluto limitare anche questo esercizio con vari artifici .Ecco vedete da oltre 20 anni i partiti politici hanno abbandonato il ruolo di cinghie di trasmissione della volonta’ popolare che a loro compete . Ne sono  divenuti prima il bacino di decantazione, poi filtro sempre piu’ pesante delle aspettative reclamate dalla societa’. Cio’ e’stato possibile in quanto gli italiani storicamente sudditi e fedeli non hanno mai compiutamente compreso il ruolo che loro compete quali cittadini.        Di questa peculiarita’ il potere politico ,salvo rari momenti storici, si e’sempre approfittato ed avvantaggiato. La democrazia nasce solo dal basso .Eppure negli ultimi 30 anni questo povero paese ha mutato legge elettorale per ben 5 volte.  Unico paese in Europa. Tutto questo per mantenere inalterato il potere ,o meglio per aggiustare le esigenze delle classi politico economiche dominanti.Il come e’presto detto, adattando leggi elettorali e  circoscrizioni elettorali al volere dei partiti maggioritari . Tecnicismi voi direte…..Attraverso questi artifici la legge elettorale conduce poi al risultato atteso ,o molto vicino. Per meglio comprendersi se conosco la distribuzione socio economica nella citta’ posso ritagliare circoscrizioni elettorali che accrescano,o diminuiscano il peso dei ricchi ,o dei poveri sul territorio cittadino. E lo stesso a livello nazionale posso incidere pesantemente sul risultato finale a prescindere dalla legge elettorale scelta.Non voglio tediarvi,ma ad esempio se come desiderato dal Fonzie di Scandicci e da F.I .si privilegia il sistema spagnolo si mantengono pressoche’inalterati i vantaggi dei partiti maggiori .E  come in Spagna diversita’territoriali /regionali che in un paese con forti aspirazioni autonomiste ,Paesi Baschi,Catalogna, cercano di tenere insieme la struttura nazionale di una monarchia in via d’estinzione.            Lasciando perdere la stupidita’dell’elezione del sindaco d’Italia che riconduce alla sindrome, gia’troppe volte abusata, dell’uomo solo al comando.

Questo rappresenta il cancro del nostro sistema recente. Addossare alle regole,alla Costituzione le difficolta’incontrate nel processo decisionale.No,  sono questi partiti politici che costituiscono il tappo putrescente che non fa avanzare la societa’italiana. Il perche’ e’presto detto , essi sono la diretta emanazione del padrone che ne controlla dal vertice l’intera struttura senza discussioni,congressi,elezioni interne.  No tutto avviene per nomine.           Cosi’siamo giunti al porcellum dove le segreterie di ogni partito hanno scippato agli elettori, cittadini il potere di scegliere i propri candidati. Invece di chiedere conto i sudditi hanno continuato indefessi a delegare.Viene da sorridere quando in tv si vede un forcone,grillino,o chissa’ cosa recriminare che non vuole piu’ dare fiducia ai politici e poi vota per un comico buffone che e’riuscito ad eleggere 163 parlamentari scegliendoli sulla rete tra 36 mila internauti che hanno ricevuto circa 9 milioni di voti. Ma certo il porcellum ha devastato quel poco di democrazia rappresentativa che il dominio trentennale della DC ci aveva lasciato.           Abbiamo assistito ad una deriva che oggi vede partiti padronali che si atteggiano a movimenti di popolo dove quest’ultimo e’assente e non conta niente perche’ gli hanno tolto ogni possibile strumento d’intervento e partecipazione attiva.

E questo popolo bue e’ chiamato a votare senza sapere per chi, cosa e come il movimento etero diretto di  Grillo,o verticistico di  Berlusconi, o cooptativo segretariale del PD gli chiedono .Quindi l’idea padronal verticistica in quanto tale, rappresenta il contrario stesso del concetto di democrazia sia essa diretta,o rappresentativa.

Perche’ in un sistema democratico il vertice e’tenuto a seguire la linea politica espressa dalle istanze che ogni partito si da’ a maggioranza con votazioni chiare ed espresse dai delegati eletti dal popolo a cui essi rispondono direttamente nei rispettivi collegi.Ecco perche’definisco idiozia planetaria il ricorso al web e artifizi del genere venduti come esempio di democrazia. In questo paese si e’ perduto il senso del ridicolo .Si assiste ad un continuo chiacchericcio su sistemi elettorali, ma niente sul come si forma la decisione politica. Certo se l’ idea e’ di conquistare la fiducia dell’elettore per poi decidere a prescindere grazie ad un’oliato sistema mediatico e di canalizzazione forzata della volonta’popolare il suddito / cittadino e’ e restera’ fottuto.

Ma se il cittadino pretende di essere tale e non delega il proprio potere di controllo allora il discorso e’ diverso. Un esempio valga per tutti su come in Europa la democrazia attiva, partecipativa e quindi rappresentativa  funzioni. In Germania, dopo le elezioni federali non avendo ottenuto la Cdu-Csu la maggioranza assoluta, si e’ricorsi alla negoziazione con l’Spd. Alla fine della trattativa la Spd che, in termini politici , e’ oggi di gran lunga piu’a sinistra del Pd, ha rimesso l’accordo di governo   eventuale ai 420 mila iscritti del partito che avevano ed hanno potere assoluto di veto nei confronti della segreteria del partito. Questa vedete amici miei e’democrazia!La delega ad agire e sottoscrivere impegni deve essere sempre posta al vaglio del decisore ultimo ,il popolo. In questo caso la base del partito.                Per tali ragioni definisco grottesco,puerile e ,lasciatemelo scrivere, profondamente antidemocratico perseguire in questo paese l’idea stessa di presidenzialismo legato a personalismi di bassa lega che non conducono certo ad accelerare il processo decisionale,ma piuttosto a rendere il sistema sempre piu’ chiuso alla merce’ di lobbies potenti e senza scrupoli . Occorre tornare ad un sistema che reintroduca maggiore competitivita tra le forze politiche  e una piu’ ampia trasparenza e democrazia politica.

Ma soprattutto ad una selezione ferrea della classe politica. Questo della selezione della classe politica rappresenta l’altro grave aspetto che l’assenza di vera democrazia produce. Non eletti, ma nominati, cooptati, supportati dal vertice ,dal padre padrone del movimento bidone. Di fatto essi divengono burattini,servi degli interessi , per grazia ricevuta, disponibili a votare secondo le richieste di lobbies economiche e corporazioni professionali ed oligopoliste.Bisogna che i sudditi divengano cittadini.Che non si facciano abbindolare. Che pretendano il dimezzamento delle circoscrizioni elettorali, di conoscere in anticipo l’ estensione territoriale e bacino di elettori ,che si giunga a collegi chiusi ed ad una legge elettorale che risponda ad un serio  salto di qualita e non ad accordi sottobanco tra le forze politiche maggioritarie. Vari politologi hanno espresso, non da ieri, la preferenza per il sistema a doppio turno che seleziona prima ed obbliga poi le forze politiche a coalizzarsi. Con collegi uninominali e circoscrizioni elettorali definite non modificabili tramite decreto. Altrimenti voi voterete ,ma un team di tecnici ,D’Alimonte,Panebianco, Sartori ecc.,  .potra sempre alterare il risultato, a prescindere dalla legge elettorale scelta!Occorre  bloccare il mercato delle vacche del dopo elezioni. Al cittadino interessa conoscere quale programma, quale futuro vota. Non come invece i sudditi beoti che desiderano sapere chi li guidera’!!!Questa e’ la differenza  tra un paese informato e civile ed il paese delle merdaviglie.

Buona vita a tutti

 

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4 risposte a PARTITI PADRONALI E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA

  1. redpoz ha detto:

    Il sistema spagnolo, soprattutto con circoscrizioni piccole, a me non dispiace affatto.
    Sul presidenzialismo sono sempre stato contrario.

    Inoltre, copierei -come suggerito anche da Civati con le “doparie”- il modello di consultazione dell’SPD per tutte le maggiori questioni. Dico “maggiori questioni” perché da noi, a differenza che in Germania, gli “accordi di coalizione” non vengono mai rispettati.

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  2. G. Carlo ha detto:

    “Popolo bue” in politica… “parco buoi” in finanza purtroppo definizioni sprezzanti che fin’ora hanno rappresentato bene la realtà che il popolo italiano non solo non ha coscienza di sè, ma si autodisprezza. Quasi un plagio della mente collettiva abituata ad essere serva e sadomasochista.
    Ritengo che ciò derivi oltre che dalla ignoranza “coltivata” dalla mancanza di scolarità, specialmente dall’atteggiamento fideistico e superstizioso (ancor più coltivato) nel credere all’esistenza del “miracolo” in campi che ivece hanno “solo” bisogno di razionalità- giustizia e lavoro vero. E per lavoro “vero” non intendo certo quello onanistico e parassitario nonchè dannoso della “nostra ” burocrazia” borbonica completamente irresponsabile… fino ad ora.

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