ANTARTIDE, UNA DIMENSIONE UMANA RITROVATA


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English: Perito Moreno Glacier, Patagonia, Argentina. Español: Glaciar Perito Moreno, Argentina. Français : Glacier Perito Moreno,Patagonie, Argentine. Italiano: Ghiacciaio Perito Moreno, Patagonia Argentina. (Photo credit: Wikipedia)

 

Zorro ártico

Zorro ártico (Photo credit: luispabon)

 

Monte Fitz Roy

Monte Fitz Roy (Photo credit: Wikipedia)

 

Español: Ruta Provincial 23 en El Chaltén, San...

Español: Ruta Provincial 23 en El Chaltén, Santa Cruz, Argentina. A la izquierda se encuentra el Cerro Torre y a la derecha el Monte Fitz Roy. (Photo credit: Wikipedia)

 

Mi ero ripromesso di raccontarvi le impressioni ed i pensieri che gli scenari e le immagini del settimo continente suscitano in coloro che hanno la voglia e la fortuna di visitarlo.  Credo sia un buon viatico scegliere questo primo giorno del 2014  per cercare di sintetizzare alcuni aspetti certamente personali di questa  esperienza.

 

Il Niente….. Si é vero ,come sosteneva Borges non c’è niente in Patagonia affermava.  E’vero…. Nel recarmi da El Calafate  a El Chalten tra montagne immense  come il Cerro Torre, o il Monte Fitz Roy,  picchi d’argento ad un passo dal cielo,  tra pianure a perdita d’occhio e laghi color cobalto, l’assenza di umanità è costante, esaltante.   Ancor più questo meraviglioso niente é presente in Antartide .  Proprio il Nulla , il fascino che esercita il “niente assoluto”, all’ennesima potenza é la motivazione primaria,  la ragione del desiderio di estraniarsi , di fuggire da quella parvenza di civiltà che ci circonda.  Una sorta di ricerca che rappresenta una volontaria offesa a quell’ambizione insita nell’uomo  di voler lasciare sempre  delle tracce per conquistarsi un posto  nella storia.  

 

Ecco una risposta ad una crescente globalizzazione, occupazione degli spazi, Poter godere di una realtà incontaminata , tangibile e determinabile , almeno fin quando flora e fauna non vengono sterminate  da malattie importate dall’esterno.   Non per niente ogni quotidiano sbarco e rientro sulla nave ,durante le visite a terra  é  segnato dalla disinfezione di stivali e indumenti indossati.  Per anni ho amato sfogliare le pagine di un atlante , perché chi apre quelle pagine non si limita ad osservare posti esotici, ma desidera smodatamente godere di tutto il mondo in una sola volta.                

 

Ed il desiderio potrà crescere sempre più  così come la soddisfazione  che si prova attraverso il raggiungimento di quanto agognato. Ecco perché ancora oggi preferisco un atlante a qualsiasi guida di viaggio.                                                  Il Nulla rappresentato dai Poli mi ha sempre attirato.  La grande differenza tra Artico ed Antartico risiede nel fatto che il secondo é molto , molto più esteso in termini geografici e rappresenta a pieno titolo un continente come affermavo. L’Artico in realtà é costituito dai ghiacci del Mar glaciale e da qualche complesso di isole come le Spitzbergen , luogo eccezionale per vedere all’opera l’orso bianco.

 

L’Antartide é in gran parte di origine vulcanica ed ancor oggi conta alcuni vulcani attivi.  Deception Island ne é un esempio tra i più conosciuti. Un isola vulcanica di disarmante bellezza nella sua assoluta solitudine dove agli inizi del XX secolo si svolgeva tra Novembre e Febbraio una delle più atroci mattanze di balene.   Con il Trattato di salvaguardia, sotto l’egida dell’ONU , almeno fino al 2047 questa immensa calotta di ghiacci e riserva d’acqua dell’umanità é preservata dall’accanimento e dalla cupidigia umane alla ricerca di materie prime rare, petrolio e gas .  

 

Tornando al gioco intellettuale di Borges , vissuto da Darwin, Chatwin , e descritto in vari libri da Sepulveda la descrizione del niente combacia in realtà con la descrizione di un luogo simbolo del viaggio stesso , se volete, della fuga .Una sorta di frontiera tra il continuo desiderio di partire che é parte integrante di alcuni di noi e quello più recondito , di ritrovarsi……..        

 

La Terra del fuoco,  così come la Patagonia ed ancor più  l’Antartide per la sua dimensione ed inaccessibilità hanno sedotto , soprattutto nell’ultimo centennio viaggiatori, scrittori, filosofi e scienziati catturando la loro curiosità, irrequietezza ,voglia di evadere,voglia di vivere! 

 

In fondo si tratta davvero di una terra collocata in una diversa e nuova dimensione del tempo. Ed é questa  dimensione che letteralmente affascina. La dimensione degli  scenari , l’immensità, la grandezza della natura a cui si confrontati ti rendono impotente e che non riuscirete mai  a cogliere con Google Earth . Davanti a tanta naturale vastità ci rendiamo conto della nostra pochezza.  Pochezza quanto a capacità d’incidere realmente in quanto individui sul divenire del mondo, così pure della nostra profonda incapacità a comprendere l’esigua  temporalità del nostro passaggio.              

 

Ha ragione Borges , siamo noi a rappresentare il Nulla .  Questa é una delle lezioni che si apprendono visitando l’Antartide. Così come il nostro affannarsi nel vivere quotidiano per perseguire obiettivi spesso privi di senso e contenuto. Intendo dire con ciò che molti sono gli  interrogativi che ti assalgono quando ti trovi a 20 mila kilometri dalla “tua civiltà”, osservando a pochi centimetri un leone marino di 5 quintali che ti guarda piacevolmente incuriosito , o una massa di pinguini indaffarata che scorre su e giù tra mare e colonie di nidificazione. Tutto ciò in un silenzio assordante. Dove l’unico elemento é il vento ed il volo degli uccelli . Il bianco della neve e dei ghiacci che ricoprono le montagne circostanti che cadono a piombo in mare , gli icebergs dalle forme e grandezze più impensate che a contatto con la luce solare riflettono le più incredibili nuance di blu, dal turchese al cobalto, dall’acquamarina allo zaffiro. La sensazione più vera ed intensa é di essere nient’altro che piccole molecole  in senso fisico , o monadi in senso filosofico. Queste risultano essere le sensazioni più forti ed intime che si provano nei confronti di un viaggio in solitario che non è solo di avventura , ma di un’avventura che è vissuta  fuori e dentro la propria piccola dimensione.     Un pò come  la riproduzione della terra che che riproduce fedelmente le distanze angolari, ma  deforma enormemente la proporzione dei territori.L’Africa che é il secondo continente in ordine di grandezza , assume le dimensioni dell’isola più grande del mondo , la Groenlandia, che in realtà é quattordici volte più piccola. Il planisfero bidimensionale é un compromesso che rende la cartografia un’astrazione semplificante. Ecco nella quotidianità la nostra vita , come nella visione tolemaica , appare piatta. In realtà molte sono le proiezioni deformate del mondo.  “La terra australis incognita “, come veniva definita fino al 1912, offre l’ennesima dimostrazione che la tridimensionalità esiste e ci avvolge e si tratta solo di cercarla. Il fascino dell’isolamento ha colpito negli anni personaggio come Ritter il dentista berlinese  che fondò nel 1929 sull’isola di Galapagos, Floreana, un eremo rinunciando al superfluo. E si giunge all’estrema incoerenza , incongruenza  espressa dal concetto:                                             “scribere necesse est,vivere non est!”   Ovvero  solo ciò di cui é stato scritto risulta veramente accaduto.  Ad esempio la rivendicazione  del diritto di possesso di territori realizzando una carta topografica (Isola di S. Pietro I) da parte della Norvegia nonostante i trattati antartici sospendano qualsiasi rivendicazione territoriale.  Sfuggire ad una tale deformata visione del mondo non solo a me appare salutare , ma salvifico.   Ma forse per noi italiani abituati al grottesco, condizionati dal potere dell’apparenza, all’ imperante esercizio del potere da parte di cialtroni, é certo più semplice, facile ed appagante in termini di status symbol  il viaggio alle Seychelles, Mauritius, o Zanzibar che non un viaggio di conoscenza  di se stessi.  

 

Buona vita tutti.

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a ANTARTIDE, UNA DIMENSIONE UMANA RITROVATA

  1. Anonimo ha detto:

    Un grazie sentito per le tue parole.

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  2. tina ionni ha detto:

    Ciao Giacomo, intanto ti ringrazio perchè attraverso le foto, che ho seguito sempre su fb, e le sensazioni che hai voluto condividere con noi, ho provato ad immaginare le tue stesse emozioni. Una natura cosi’ spettacolare ed immensa, il contatto con animali liberi a cui non siamo abituati, il roboante “rumore” del silenzio nelle orecchie che però sa accarezzare l’anima, cosa c’è di meglio per recuperare una dimensione umana che stiamo dimenticando.Io non ho viaggiato molto,ma le scelte dei luoghi che ho visitati mi sono state dettate dal desiderio di “tornare al passato”, la ricerca di una umanità che doveva essere diversa, ma non so se migliore o peggiore, cosi’ è stato per l’Iraq, cosi’ per il Perù, per il Nepal ed India.
    Ora mi accontento di godere del silenzio della mia casa e lascio alla lettura ed alla pittura il compito di farmi emozionare, tenendo sempre in mente ciò che dice un antico aforisma : “sei fin qui giunto per scoprire che ciò che cerchi è già dentro di te “. E’ sempre un piacere leggerti.
    Tina

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