LA SINDROME D’ACCERCHIAMENTO DELLA CHIESA CIELLINA DI SCOLA


2 GIUGNO - Festa della Repubblica Italiana.

2 GIUGNO – Festa della Repubblica Italiana. (Photo credit: BlackSail)

Quanto mai interessante la lettera pastorale del card. Scola in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno pastorale. Mi riferisco anche allo spazio che Repubblica le ha dedicato. “La chiesa deve assomigliare più ad una famiglia che ad un’azienda”. Peccato che la “sua” chiesa, quella ciellina, abbia praticato sin dagli anni ’70 l’esatto contrario ,ovvero abbia edificato una galassia di PMI, cliniche private, onlus di vario genere ed un ceto politico che ha occupato letteralmente il potere della regione e dato vita alla più potente , riconosciuta lobby della Repubblica. Una lobby che é riuscita trasversalmente a far nominare tre ministri dell’attuale governo , due in quota PDL ed uno in quota SC.  

La denuncia é sintomatica di come la “setta” viva la secolarizzazione rampante nel mondo occidentale che comincia a farsi largo anche in questo paese . Come al solito non si definisce  il nemico con il suo vero nome , ma con simbologia dei crociati “ateismo anonimo”.  Si parla di rischio. Non di débacle della chiesa cattolica in ambito ambrosiano.  Il cattolicesimo italiano ,non il cristianesimo, come afferma Scola, é divenuto minoranza in un paese dove la tradizione e l’ignoranza sono da sempre dei bastioni in grado di contenere e nutrire   i” poveri di spirito” .

Affermare che sia il pragmatismo a minare le sorti del cattolicesimo é come affermare che la peste era il prodotto degli untori. Il teologo  forse non si é reso conto che proprio la ricchezza  esibita  e decantata , l’avidità di questa chiesa ambrosiana hanno creato un solco . Incessantemente mostrata come fenomeno di capacità miracolose . Negli ultimi 40 anni con le sue vuote manifestazioni di falso volontariato, incarnata da un Formigoni “celeste” che contribuiva, nei modi a lui consoni,  ad affermare la superiorità , la supremazia di  essere e sentirsi  cristiano . Un distacco sempre maggiore tra la chiesa intesa come istituzione e l’ecclesia,   quella dei fedeli.  

Mai il patriarca di questa metropoli ambrosiana , la più ricca diocesi del mondo cattolico, un valore calcolato in circa 400 milioni di euro di fatturato annuo si é chiesto quanto questo coacervo d’interessi  possa nuocere alla credibilità della sua fede?  

Il “demonstration effect” che questo stato nello stato  provoca nelle coscienze dei suoi fedeli? Della solidarietà, sobrietà, dello spirito di fratellanza per non parlare di carità si é fatto scempio. Incredibile che si riesumi il fustigatore di costumi , mecenate con denaro altrui , aristocratico  card. Borromeo. Ancor più  che venga usato a sproposito quello  del gesuita  card. Carlo M.Martini.  A sproposito in quanto agli antipodi della visione teologica di Scola.  D’altronde la sua nomina a Milano é avvenuta fuori dagli schemi abituali ,con il motu proprio di BXVI legato a Scola da anni di collaborazione e soprattutto dall’imprimatur del suo grande elettore Juan Carron,  leader di CL.    

D’altronde non c’é da scandalizzarsi il suo percorso s’incrocia più e più volte con il sostegno di questa prelatura papale consacrata da GPII.                             Una prelatura che ha notevolmente  contribuito a suo tempo a far affluire il denaro per la Polonia cara al pontefice. Che poi ha convenevolmente consacrato la nascita di questa costola che é divenuta braccio finanziario.  Conservatore quale da sempre si é identificato, Scola  ha difeso Renato Farina , collaboratore dei servizi , cacciato dall’albo dei giornalisti italiani affermando :” pochi sono i giornalisti bravi come lui” quando era patriarca di Venezia.  

 Ma se proprio occorre attribuire un senso al diffondersi di questa sindrome d’accerchiamento,  presente oggi in una parte della chiesa cattolica  é dato dal lento,ma progressivo sfaldamento che il potere curiale attraversa .       Uno smottamento dovuto alla globalizzazione , al decentramento del potenziale bacino cattolico,  all’accresciuto ruolo della periferia nei destini del cattolicesimo.   Salvo pochi e mirati aggiustamenti il ruolo guida della chiesa é sempre stato negli ultimi 40 anni affidato alla direzione della  curia romana.  Non credo che la beatificazione sia meritata per i recenti pontefici.  Non hanno minimamente colto il bisogno, la necessità di trasparenza,  di mutamento , di coerenza tra dettato  e pratica .  

Oggi sul colto e progressista gesuita Francesco ricade il compito di ribaltare la percezione d’immanenza, staticità, impenetrabilità  dell’istituzione.        Ed allora la Comunicazione “tout azimut” , marketing multilevel , vengono praticate a tutto tondo.   Appiattimento delle gerarchie, il messaggio della democratizzazione in atto . Si rilancia inoltre il refrain della neo-evangelizzazione.   Quella diretta a quell’Occidente che é divenuto ateo malgré soi!  O come afferma Scola,  ateo anonimo.

No mio caro cardinale, l’ateo oggi , molto più di ieri , é profondamente conscio della dicotomia esistente  e riverberante di una chiesa che non coglie e rappresenta più i dilemmi del vivere quotidiano.  Di un’etica e morale evanescente deresponsabilizzata  . Ma che ha attribuito spessore e valore a politiche e strategie  alla Ruini (Todi 1 e 2) , identificandosi e ritagliandosi un ruolo di censore delle devianze, di somministratore  di principi , invece di interrogarsi sul materialismo, nichilismo  della politica interna a cui ha profondamente partecipato , del neo liberismo praticato, diffuso e direttamente goduto .

Maggiore é la necessità di comprensione dei fenomeni,  più ampia deve essere la disponibilità . Non fornendo risposte pre-confezionate , quali detentori della/delle  Verità assolute.  Inoltre, mi si permetta, non ci si può ergere paladini della pace quando la banca vaticana, IOR, viene considerata dalla comunità finanziaria internazionale  istituto  di uno Stato canaglia.                 Se ciò non fosse sufficiente a porre in discussione l’etica e la morale dello IOR ,  si dovrebbe chiarire come possa la stessa banca essere il secondo principale azionista  del primo gruppo produttore di armi nazionale e quinto nel mondo.  Oltre a possedere il 20% del patrimonio immobiliare italiano, ricevere  da questo Stato guarentige ed immunità degne del periodo medioevale, godere di privilegi  inaccettabili in uno stato democratico modernamente inteso.  

In tali condizioni prima di parlare di ateismo anonimo , occorrerebbe che la “sua” chiesa si ponesse quantomeno il quesito sulla  sua credibilità e coerenza  rispetto alla fede che professa.  L’estensore del presente post é un ateo convinto del proprio pensiero. Un pensiero , una filosofia che non intende  accettare  valori assoluti poiché l’umanità, il mondo stesso  , si modificano nei secoli e quindi non possono esistere, sussistere  valori assoluti. 

Buona vita a tutti. 

La risposta di papa Francesco a Scalfari decisamente merita un’approfondimento.

La differenza , la diversità  dell’approccio alla realtà , al mondo denota la superiorità della fede sulla dottrina.   La distanza abissale tra la teologia della liberazione, giusto in questi giorni tema della disamina di Francesco, finalmente parte integrante del cammino della chiesa cattolica  e parte integrante del rinnovamento in essere e la visione ciellina   é evidente . L’apertura al mondo , ai non credenti , o se preferite l’apertura al dialogo  con  il relativismo che contrattidingue la fase attuale della transizione ci consegnano una dualità d’intenti e di visione . Nutro un profondo rispetto per le posizioni espresse, anche recentemente, da questo pontefice.

Resta evidente una dicotomia tra la sua visione scevra da dogmi e strutture ideologico confessionali e la pratica dell’Istituzione  ecclesiastico curiale.  Seguirò con attenzione e rispetto la conversione che promuove una struttura capace d’incidere sulla realtà  e non dedita ad accumulare altro potere e denaro. Il tema dell’immigrazione e del suo portato ne sono la più ampia dimostrazione. Buon lavoro Francesco.

P.S. Ricordo ai lettori che il 20 Settembre ricorre l’anniversario di Porta Pia che purtroppo, per uno strano effetto di ricorso storico,   rappresenta  la rinnovata invasione dello Stato Pontificio ai danni della coscienza civica e laica delle istituzioni italiane.

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2 risposte a LA SINDROME D’ACCERCHIAMENTO DELLA CHIESA CIELLINA DI SCOLA

  1. exult49 ha detto:

    E purtroppo la Istituzione nomina un ciellino a far da guardia alla polveriera ciellina. Il ladro che é reso guardiano!

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  2. redpoz ha detto:

    Scola… che figura porca.
    Come giustamente scrivi, sono almeno 40 anni che la chiesa fallisce nel dare risposte “spirituali” ad un mondo che le è profondamente cambiato sotto gli occhi. E lo intuiva già Pasolini…

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