L’ITALIA E LE SUE LOBBIES RICATTATRICI


Italiano: Sergio Marchionne

Italiano: Sergio Marchionne (Photo credit: Wikipedia)

Ultimamente diviene sempre più deprimente assistere ed ascoltare gli accadimenti, le news, le dichiarazioni di questi meschini politici, imprenditori, dirigenti che in nome di una loro propria e personale declinazione delle leggi,  abusando del potere  che detengono, minacciano e ricattano l’intera comunità.  In questo paese sembra si sia persa la minima decenza , dignità, onestà intellettuale. In difesa di interessi  personali , di gruppo , o di azienda si usano tutti i mezzi leciti ed illeciti per sovvertire la pura e semplice natura delle cose.

Mi riferisco nello specifico a quanto, su due piani diversi , ma paralleli, avviene a livello politico con la condanna definitiva di Berlusconi  e sul lato economico -giuridico, sindacale accade con la diatriba tra Gruppo Fiat e  CGIL.  Certo i  piani sono distinti, ma il significato ultimo dei due comportamenti é il medesimo.   La legge non é uguale per tutti secondo lor signori.   Per il  “national crook” Berlusconi  si ritiene che la condanna definitiva per  l’acclarata provvista di denaro all’estero, da utilizzare a fini illeciti , grazie a sovra-fatturazioni sui film acquisiti , sia un accanimento politico.   Da sottolineare che il reato é personale , avendo egli sottratto denaro al bilancio Mediaset, non in un’unica tranche, bensì in modo continuato su un periodo di oltre dieci anni per un valore quattro volte superiore a quello per cui é stato condannato. Quindi , in sostanza,  una reiterazione dello stesso reato che non ha potuto essere sanzionata appieno  ai fini fiscali poiché, grazie ad artifici creati ad arte,   si é riusciti a farne cadere in prescrizione circa 2/3 del totale sottratto ai bilanci ed al fisco.Ed adesso il padrone del PDL, con l’aeropago dei suoi servi , cerca di drammatizzare la sua condanna minacciando le dimissioni dei ministri PDL e dei suoi sudditi parlamentari.                           La cialtroneria al potere così si può definire il contesto politico presente.                       Napolitano già recentemente aveva chiarito che di grazia ad un truffatore e millantatore non se ne parlava.   Questa sera stessa, a seguito della riunione del PDL, la Presidenza ha emesso un comunicato che reiterava il concetto negli stessi termini.                                       Di grazia non se ne parla proprio! L’ex-autista , portaborse Schifani della Sicilia “migliore” ed il prof. con 5 pubblicazioni (5) Craximiracolato, Brunetta,  andranno dal Capo dello Stato per reiterare la richiesta.Ne riceveranno un netto diniego. Ecco la drammatizzazione , il ricatto é in atto.    A fronte dei problemi del paese che si ritrova nuovamente sull’orlo del baratro con 30 miliardi di euro di deficit di bilancio, una nuova  manovra fiscale   dolorosa in Settembre per restare a galla, questo buffone, truffatore che ammorba e ridicolizza da anni  l’intero paese, compie l’ennesimo  ricatto.

Un ricatto che mette in evidenza la debolezza delle istituzioni democratiche a cui siamo giunti in 17 anni di berlusconismo.  Con la miseria e la disoccupazione che crescono a vista d’occhio, pensionati costretti a chiedere l’elemosina, oppure a rovistare nei cassonetti, giovani di 25/30 anni senza alcun lavoro , senza futuro. Ed i media  dispensano ore e ore di talk shows  su questo vecchio buffone di 76 anni che ancora rappresenta la più scialba zavorra d’Italia.Come se tutto questo non bastasse, assistiamo ad un’altro ricatto, questo ancor più evidente e stupido, almeno nei suoi sviluppi recenti.                                                    

Lo scontro tra il Gruppo Fiat e la CGIL.  I prodromi sono gli ultimi anni di crisi di Fiat Automobiles, IVECO, Case New Hollande.  Ho più volte trattato questo tema.                   Rimando quindi a quei post.   Oggi si tratta di due sentenze rese dai tribunali della Repubblica  contro il comportamento antisindacale del gruppo nei confronti di CGIL i cui rappresentanti non sono ammessi in azienda.  Il problema é sia giuridico che politico. Giuridico in quanto Fiat deve adeguarsi alle sentenze emesse , politico in quanto c’é un silenzio assordante da parte del governo su una diatriba che dura ormai da 4 anni .

Piano industriale, investimenti, nuovi prodotti, occupazione. All’origine promesse roboanti da parte dell’A.D. in cambio di docilità e compromessi .In successiva spaccatura del fronte sindacale. Poi ci si rende conto che le promesse non vengono mantenute. In realtà non c’é alcuna certezza in merito. Ab origine! Marchionne é un eccellente C.F.O ma come C.E.O é negato!  Intendo dire che il mandato della famiglia era chiaro  . In 8 anni ha gestito al meglio il baraccone delle 8 famiglie che compongono la Famiglia Agnelli.                               Ha differenziato il mercato, ha ottenuto un’ innegabile successo nel mettere le mani su Chrysler.  Ma un vero C.E.O di un Gruppo automobilistico europeo non sputa nel piatto dove ha mangiato e mangia.  In termini più accademici l’auto é un prodotto durevole che riveste caratteristiche peculiari, quali status, personalizzazione, identità, appartenenza, classe. Gli italiani hanno per decenni comprato auto Fiat perché era il produttore nazionale, perchè li rappresentava nel bene e nel male , perché era parte integrante del modello di sviluppo nazionale. In una parola il Brand.    Bene, il povero Marchionne é un perfetto incapace perché ha ucciso il Brand su cui poggiava la fortuna Fiat . L’Italia rappresentava il primo mercato in Europa . La Fiat era il 5/6° al mondo . La crisi parte da lontano. I risultati  ridicoli di oggi solo in parte sono frutto della crisi dell’auto.  Il Gruppo VW che paga i suoi operai 2200 euro netti mese, contro 1200 Fiat ,dopo 7 anni di servizio, il cui sindacato IG Metal ha tre seggi nel C.d.A. di Gruppo (Audi, Porsche, ecc.) che ha presentato nel 2012 un incremento di fatturato e di vendite del 4% non sputerebbe mai sui propri lavoratori , parte di essi e tanto meno sui propri consumatori finali.

Il Brand rappresenta oggi più che mai il tutto nel mercato globale. La diatriba sindacale é divenuta politica, poi socio-economica ed infine l’attaccamento al Brand si é disciolto al sole. Non volendo aggiungere di peggio .Il ragazzo presidente nei giorni scorsi affermava che la partecipazione maggioritaria in RCS era strategica. Beh allora se il controllo della carta stampata é strategico per condizionare la politica e l’opinione pubblica si comprende che allora Fiat Automobiles é destinata al declino “strategico” .                                                     “Cioé ad un’uscita al minor costo economico possibile dal contesto nazionale”.                            Ed in questo scenario  Marchionne gioca un suo ruolo specifico. Il solito ,il poliziotto cattivo  minaccioso e lascia al “Ragazzo” il ruolo del buono (pirla?).                                                       In tutto ciò il grande assente resta  il Governo.  A parte  il povero Giovannini che ha fatto una difesa d’ufficio in mancanza d’altro .                                                                           L’assenza totale di una  politica industriale , ormai inesistente da….15 anni, si avverte , eccome….Oh guarda caso da quando l’imprenditore  Berlusconi é sceso in campo.                 Ci sarà pure una relazione causa /effetto nella nostra débacle economico industriale.    Tanta finanza gonfiata , pochi investimenti, rendite di posizione, oligopoli . Questa é stata la ricetta,  insieme alla cementificazione del territorio, tramite piani regolatori che premiavano  Gruppi delle solite  80 famiglie supportate dalle tre banche nazionali .Adesso la cuccagna é finita, la crisi ci divora ed i furfanti tentano l’ultima stangata.          

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

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