EGITTO: IL RUOLO DELL’ARABIA SAUDITA E DEL QATAR . PROSSIMI AL PUNTO DI NON RITORNO.


:: Qatar <3 ::

:: Qatar❤ :: (Photo credit: » Zitona «)

Desert in Qatar I took this photo myself.

Desert in Qatar I took this photo myself. (Photo credit: Wikipedia)

La situazione ed il contesto politico hanno raggiunto l’acme oltre il quale si rischia di oltrepassare il punto di non ritorno.

L’appello di quest’oggi da parte del capo dell’esercito di chiamare a raccolta per venerdì prossimo “i cittadini onesti e contrari alla islamizzazione del paese” al fine di legittimare la lotta alle violenze ed al caos,  diviene una sorta di ricerca di consenso non velata ed un’escalation della comunicazione politica nel paese.

Ogni venerdì diviene teatro di scontri , dove le forze laiche e secolari si scontrano con i Fratelli Musulmani e/o con i salafiti , gli estremisti islamici. A questo proposito per una migliore comprensione dello scenario politico attuale é il caso di sottolineare ed evidenziare  il conflitto sotterraneo che é divenuto interno  dalla caduta di Mubarak, ma se vogliamo in generale dal 2011 , dall’inizio della cosiddetta Primavera araba.

I Paesi del Golfo (GCC) stanno giocando sulla pelle degli egiziani , tunisini ,libici ecc…. la loro partita espansionista e colonizzatrice. La presenza del Qatar e dell’Arabia Saudita non é certo estranea in questi paesi dove strane  combinazioni ed alleanze accadono,  si rinnovano e riverberano.  

In linea di massima si può affermare che il Qatar finanzia da oltre tre anni i movimenti legati ai Fratelli Musulmani  in Egitto , così come in Tunisia En-nhada, o in Libia.  Dall’altra parte , il” competitor ” é  l’Arabia Saudita che finanzia e supporta economicamente l’area Salafita in questi stessi paesi .  

Ovvero,  la strategia politico-economica dei maggiori paesi GCC é quella di un’islamizzazione più , o meno forzata del Nord Africa, visto da questi come territorio di espansione naturale ,  sia sociale, che economico.                           Uno sbocco per i loro investimenti a medio-lungo termine.                                   Le previsioni di una fine delle risorse petrolifere dei GCC é d’altronde  oggi situata verso il 2070 !

Ma oltre a questa necessità di differenziazione finanziaria , vi é l’interesse ad avvicinarsi al Mediterraneo , sia per gli approvigionamenti sempre più importanti  , sia per l’importanza  stessa che il mercato europeo riveste con il suo mezzo miliardo di consumatori .   La recente abdicazione del “teocrate sceicco Al -Thani” (vedere post precedente relativo al Qatar)  in favore di uno dei figli,  potrà forse apportare qualche modifica alla politica di espansione del paese, ma questa resta la strada che, attraverso varie forme di cointeressenza, joint-ventures, acquisizioni,  questo paese porterà avanti .

E quando possibile, assumeranno un potere di veto nelle istituzioni dei paesi dove si saranno ” inoculati”. Nel senso che la finanziarizzazione e l’aiuto economico offerto , permette loro il potere di entrare a far parte degli organismi decisionali  . Facendo riferimento all’Egitto la situazione economica è prossima al collasso.

La moneta nazionale ha subito una svalutazione di circa il 15%  in rapporto al dollaro. Il Turismo ,seconda fonte valutaria del paese, solo tra il 2011 ed il 2012, ha subito un calo del 35%. Il deficit pubblico da Luglio 2012  a Luglio 2013 ha raggiunto i 30 miliardi di dollari.   Il debito estero é $40 miliardi.     Le riserve valutarie del paese arrivano a $10 miliardi.   Appena sufficienti a coprire i prossimi tre mesi d’importazioni.  La sopravvivenza del paese in termini di carburanti e prodotti ceralicoli.   Nelle 48 ore successive alla destituzione di Morsi , per far fronte alla situazione,  sono arrivati nel paese $12 miliardi .

5  da Qatar via  Fratelli Musulmani ,5 dall’Arabia Saudita per il movimento salafita, 2 dalla Libia.   I Fratelli Musulmani sono invisi dall’Arabia Saudita in quanto politicamente considerano le teocrazie del Golfo “illegittime”.  Resta evidente che lo scontro in atto in Egitto é anche frutto di questo gioco di scacchi nel quale  le masse coinvolte poco , o nulla possono , o hanno a che fare!

Ma per tornare al mare magnum delle esigenze economico finanziarie alle quali gli stessi USA contribuiscono con circa 4 miliardi annui ed Israele contribuisce cercando di puntellare politicamente l’alleato egiziano, i miliardi necessari alla rinascita dell’economia egiziana sono circa 20 ! Un’altro problema ben nascosto dalla stampa interna ed internazionale é il peso economico che l’esercito , o meglio le forze armate nel loro complesso rivestono nell’economia egiziana.                                                                                   Bene si tratta di oltre il 30% dell’intero PNL del paese,(sic).                                    In pratica una nazione nella nazione, un paese nel paese! E badate bene, l’esercito controlla settori interi dell’economia nazionale , ma non collegati alla difesa, ma all’industria manifatturiera e gurda caso ai servizi. Servizi direte voi?  Sì certo hotelleria ed interi villaggi nelle zone turistiche maggiormente alla moda.  Ecco dopo avervi descritto in sintesi la vera situazione del paese e gli interessi che gravitano sulla soluzione , comprenderete che il ruolo chiave dell’Egitto in termini di evoluzione rappresenta un vero “divide”.  

O  i militari riescono a  contenere lo scontro tra le fazioni opposte che stà dilaniando il paese e rendono note le ragioni più , o meno evidenti del coacervo d’interessi coinvolti, , o la situazione rischia di aprire un teatro di scontri da guerra civile che inevitabilmente condurrà  ad un massacro.           L’ incapacità di governare , di concentrarsi sui problemi  del governo Morsi sono apparse evidenti a tutti.  La possibilità di ritornare ad una gestione della situazione é in bilico.  L’unico elemento é che sia i mestatori esterni , Qatar ed Arabia Saudita,  che gli occidentali tutti , comprese le organizzazioni internazionali ed Israele , si fermino nel timore che l’Egitto possa divenire una seconda Siria.    Questo é il fattore che può neutralizzare la débacle annunciata .

Che tutti , proprio tutti,  possano perdere,  in primis il popolo egiziano. Ancora una volta di fronte a questi avvenimenti ed ai suoi risvolti, sarebbe il caso di alzare lo sguardo e rivolgere più attenzione all’orizzonte di cui siamo parte integrante,  invece di mettere il capo sotto la sabbia pensando che tanto altri lo risolveranno per noi.

Sarebbe inoltre buona cosa che l’informazione facesse il suo mestiere  invece di dedicare ore ed ore all’insulsa questione  del bebé,  futuro erede della corona britannica (non della Scozia, a breve… ) ,e  rivolgesse un’attenta disamina a ciò  che un conflitto in quei territori potrebbe comportare per l’Europa.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

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4 risposte a EGITTO: IL RUOLO DELL’ARABIA SAUDITA E DEL QATAR . PROSSIMI AL PUNTO DI NON RITORNO.

  1. exult49 ha detto:

    E’ una divergenza che posso comprendere. A livello politico l’Egitto rappresenta il grande paese del Nord-Africa e la cintura con il medio oriente. Una vittoria dei Fratelli musulmani , sovvenzionati dal Qatar così come in Tunisia avrebbe significato il semaforo verde a quel disegno strategico che vuole costruire un Nord Africa islamizzato. Bada bene non musulmano , ma islamizzato secondo lo schema dei paesi del Golfo. Noi occidentali dobbiamo assolutamente opporsi ad un tale lebensraum per non trovarci a 180 Km le lotte fratricide che quella religione , al pari di tutte quelle monoteiste , porta con sé , Alauiti, sunniti , sciiti wabiti . Tutta gente che per l’interpretazione di un sura, un versetto coranico é pronta ad ammazzarsi. Barbari che credono in un dio da crociate. Ecco questo sono le religioni. fucine di odio e stupidità.

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  2. redpoz ha detto:

    giuridicamente sono in totale disaccordo.
    a mio avviso rappresenta un golpe e l’unica argomentazione contraria che riterrei valida (la partecipazione dei Fratelli Mussulmani) non si è verificata.
    scusa se non ripeto tutte le argomentazioni, comunque fra i vari post trovi una summa qui:
    https://redpoz.wordpress.com/2013/07/17/discussione-discutibile/

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  3. exult49 ha detto:

    Giuridicamente non può essere considerato un putch. Nel senso che il presidente é un civile ed il V.P. é El Baradei. Ai fratelli musulmani é stato chiesto di entrare a farne parte . Le elezioni sono state indette. La mia lettura differisce nel senso che per due anni hanno governato senza riuscire a far niente ed il Paese stà naufragando sotto il peso del debito. Se i militari volessero potrebbero ritornare alla formula precedente. Non lo hanno fatto. C’é una speranza in tutto ciò. In Tunisia stà accadendo la stessa cosa. Enhada i fratelli là ha commesso lo stesso errore. Si divide il paese su problemi prima inesistenti ,, la religione , ma si lascia l’economia andare a puttana. Qui l’esercito non ha alcuna tradizione di tenuta, ma …….

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  4. redpoz ha detto:

    non ero entusiasta giuridicamente dell’intervento dei militari e, dopo questa analisi, non lo sono neanche geopoliticamente….

    certo che se la previsione per la fine delle risorse petrolifere è al 2070, sarà ancora un bel casino

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