SISTEMI E LEGGI ELETTORALI : IL CAOS REGNA SOVRANO


 

English: Walter Veltroni in Trento Italiano: W...

English: Walter Veltroni in Trento Italiano: Walter Veltroni a Trento per la campagna elettorale (Photo credit: Wikipedia)

Sembra essere di fronte al solito canovaccio  teatrale della politica italiana:  tutto cambi , affinché niente cambi. Di fronte alla drammatica crisi  economica che il paese attraversa, il ceto politico é incapace di trovare soluzione, anche le più minimaliste, allo stallo.

Prima di entrare nel merito delle diatribe sulla legge elettorale, voglio sottolineare questa semplice verità ; se non  riusciamo a risolvere per tappe il problema della disoccupazione , non riusciremo mai ad uscire dalla crisi.   Per i giovani, i pensionati , per gli  italiani tutti , il problema delle riforme istituzionali non costituisce certo una priorità.  Le incongruenze, le contraddizioni di quest’alleanza di governo risultano evidenti.                                   La visione delle due compagini politiche é diametralmente opposta circa il futuro del paese.  

Smettiamola di prendere ad esempio la grande coalizione tedesca. Non siamo la Germania , noi siamo dei faziosi, familisti, provinciali che dell’interesse pubblico non hanno né coscienza, né conoscenza.

Non abbiamo metabolizzato storicamente il concetto di nazione, non abbiamo acquisito il valore di unità , figuratevi quello di solidarietà.     Epifani afferma che i partiti, i movimenti  oggi presenti in Parlamento sono espressione di individui , di personalismi ad eccezione del PD.  Certo, se applichiamo la logica costituzionale  di cinghie di trasmissione del consenso popolare alle strutture presenti , non c’é dubbio che PDL e M5S siano espressione diretta dei due individui che le rappresentano ed incarnano in modo totalizzante . Per la storia passata e recente, il presidenzialismo, da noi, come in Germania , paese con cui condividiamo molte più affinità politiche e socialied economiche  di quanto si creda, non risponde in quanto sistema alle esigenze strutturali  profonde  delle due società. 

Incredibile la parabola del PD,  dalla logica del centralismo democratico,  oggi é diviso in una ventina di correnti. Un partito con un forte radicamento popolare e territoriale ha lentamente perduto , nonostante la sua organizzazione capillare,  la forza ed il peso elettorale. Reponsabili?                 I suoi dirigenti! Tutti . Dall’acme raggiunto da Berlinguer hanno perso il contatto con fughe in avanti,  incomprese dal proprio elettorato di riferimento. I Prodi, i Veltroni, i Dalema reponsabili più di altri di questa débacle che dura ormai da un quindicennio.

Decisamente si é perso anno dopo anno  il legame . Molte le ragioni di questa disaffezione. Demagogia,  Demografia,  Dicotomia . Le tre D.   Credere che l’unione con la Margherita potesse mutare il corso della storia.  Una Caporetto.     Dicotomia .  Sempre più netta tra Roma e la periferia . Tra un’élite che tale non era,  ed un territorio ricco di esperienze e linfa.   Demografia : in questo nessun movimento, nessun partito politico ha prestato attenzione al mutamento radicale avvenuto nel nostro paese, dovuto all’invecchiamento, alla riduzione delle nascite , alla riduzione delle unioni e quindi all’impoverimento di quella che rappresenta la cellula base di ogni Stato, la famiglia.

Oggi oltre 4 milioni di famiglie sono costituite da un singolo! Visco afferma che abbiamo perso 25 anni di sviluppo economico.   Tutti ne sono responsabili.   In primis la politica, ma certo anche l’imprenditoria ed il sistema bancario,  per non parlare dei cittadini stessi.      Ma se vogliamo uscire da questo stato di cose , occorre onestà intellettuale e chiarezza di obiettivi.

Se per anni gran parte dei politologi e costituzionalisti italiani ha convenuto che per le caratteristiche territoriali e socio-economiche  il sistema elettorale che meglio si adatta alle condizioni del paese é il doppio turno  di collegio una ragione ci sarà….. In primis occorre rivedere la composizione dei collegi elettorali. Découpages, o ritagli di confine.                      La ragione é che la mobilità interna ha modificato in maniera radicale in certe Regioni il peso specifico del numero di elettori presenti ed i confini stessi dei collegi.  

Questi due fattori possono alterare in maniera significativa il risultato  stesso delle elezioni. Il collegio e la politica di collegio lega il candidato al suo territorio, permettendo inoltre una seria verifica da parte dei cittadini del voto del proprio rappresentante sulle leggi di maggior rilievo. Ciò significa maggior controllo diretto sul loro operato limitando la vendita del voto alle lobbies . Cosa oggi  molto comune, quando non é gestita dalle stesse segreterie , o dai padroni del partito. Ecco un’altra ragione per cui non cambia mai niente!

Nel sistema a doppio turno si permette alla  prima votazione la possibilità per i partiti, o movimenti che si presentano di contarsi , di valutare le loro rispettive forze.                           A questo punto si formano obbligatoriamente  le coalizioni per presentarsi al secondo turno in due, o più  formazioni , evitando in tal modo il mercanteggio per la formazione del governo, poiché  é già chiarito in anticipo chi farà cosa e come in caso di vittoria.               Ecco quindi spiegata , parzialmente, la rapidità con la quale si formano i governi negli altri paesi europei.  E fin qui la spiegazione é chiara in termini tecnici.  

Ora non é affatto vero però  che questa legge elettorale richieda la modifica del nostro sistema  parlamentare.  E qui veniamo alla forzatura impressa da Letta. Inaccettabile sotto vari punti di vista. Quello costituzionale. La legge lettorale non deve seguire nessun “iter” di revisione costituzionale, che comporta due passaggi in entrambe le camere , ovvero non meno di 18/24 mesi di tempo.   Inoltre l’ elezione diretta significherebbe modificare anche figura , rappresentanza  e relativi poteri del Presidente della Repubblica  in rapporto al Parlamento ed al Governo.

Non sussistono ragioni per  modifiche di tale ampiezza.                                                                I problemi di lentezza , di scarsa efficacia del sistema sono dovuti oggi al caos creato dai partiti politici stessi non certo dalle istituzioni ,  né tanto meno dalla Costituzione.               Un sistema semi-presidenziale non é ciò di cui ha bisogno il paese.                                              Non si risponde  al caos creandone uno maggiore.   Su questo la rottura , la divisione del PD é certa.  Napolitano ha richiamato il termine dei 18 mesi.  Ma se non si avanza , allora meglio andare ad elezioni insieme , o poco dopo i tedeschi.  Quelle elezioni saranno il vero “turning point ” della politica europea e delle priorità che vorremo darci.

Volendo essere realisti , non si andrà lontano. Le divisioni sono enormi. Allora forse  tornare alla legge precedente, con opportune modifiche, ci permetterebbe di riacquisire la scelta dei candidati, togliendo la nomina alle segreterie e riducendo il premio di maggioranza .  Sarebbe assai semplice e veloce adottarla .  Opportuno rivedere nel contempo la dimensione e la ricomposizione geografica dei collegi che oggi privilegia alcune Regioni, oltre ad equiparare il sistema di computo tra Camera e Senato per evitare “impasse” inaccettabili.   Meglio questa soluzione di transizione, in attesa di una compiuta e seria riforma,  che delle promesse senza alcuna possibilità di essere mantenute. Il prossimo congresso del PD metterà probabilmente fine al governo Letta , ancor prima che quest’ultimo possa compiere le riforme annunciate.

Credo che l’implosione sia già nell’aria. Non vedo grandi orizzonti per i Renzi, o altri Rastignac di allevamento. Le primarie daranno il via , ma non saranno sufficienti . L’identità del partito , la sua laicità, il suo processo democratico interno sono i fattori sui quali si gioca il futuro della sinistra italiana e del PD in particolare. Che poi si divida poco importa, meglio divise  che inadempienti e conflittuali.  Occorre dare risposte serie , complete ed inequivocabili agli elettori.   Saper dire tanti no e spiegarne le ragioni, piuttosto che raccontare fregnacce , come avvenuto ultimamente.      

D’altronde lo stesso processo disgregativo,  con ricomposizioni successive avverrà anche nel PDL. La parabola Berlusconi é ormai al termine e l’implosione attende anche loro.                  La competizione sarà a chi scoppia per primo, ma l’altro poi segue . Un gioco a somma zero. Ciò che conta sarà la capacità di motivare, di ritrovare  i valori che hanno contribuito e contraddistinto quel partito . Alla faccia di coloro che definiscono morte le ideologie.  In attesa che questo disfacimento si compia , così come quello della disgregazione del M5S ,  

Buona vita a tutti.

P.S. Consiglio la lettura di un blog in inglese che tratta il tema.                                          Italian Politics with Walston: Presidents,Semi-Presidents and Prime Ministers – italpolblog.blogspot.com

Informazioni su exult49

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3 risposte a SISTEMI E LEGGI ELETTORALI : IL CAOS REGNA SOVRANO

  1. exult49 ha detto:

    Ti ringrazio per aver commentato, ed in modo assolutamente positivo, aggiungendo spunti che ho trovato interessanti. Prometto, appena avrò un pò di tempo , di leggere i posts che mi hai segnalato.
    In questo periodo sono spesso in giro e come vedi anche il mio stesso blog é piuttosto fermo. Buona vita a te .

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  2. buy levitra ha detto:

    great submit, very informative. I ponder why the other experts of this
    sector do not notice this. You should continue your writing.

    I’m sure, you’ve a huge readers’ base already!

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  3. redpoz ha detto:

    cioè, un tema semplice semplice!!
    (uno dei miei preferiti, fra l’altro)

    condivido quanto dici sulla Germania, cui aggiungo solo che con esse condividiamo anche un’enorme similitudine istituzionale.

    rivedere circoscrizioni e collegi sarebbe un primo passo fondamentale.
    io non sono radicalmente contrario al maggioritario (anche se al doppio turno preferire il voto trasferibile di Irlanda ed Australia), ma sarei più portato per il proporzionale.
    proporzionale con circoscrizioni più ridotte: 3-5 parlamentari, come in spagna. non 20 spalmati su 4 province!!!
    entrambe queste alternative producono sostanzialmente gli stessi effetti del maggioritario a doppio turno: maggiore legame col territorio e, per il voto singolo trasferibile, formazione di coalizioni omogenee (è logico infatti che col voto trasferibile i partiti più simili fra loro indichino come alternative quelli con cui maggiormente si trovano d’accordo- solo, lo si fa direttamente in un’unica votazione http://www.prsa.org.au/htv2010x_gr.jpg http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_elettorale_australiano )

    concordo con quanto dici sulla riforma presidenziale, assolutamente superflua, inutile e particolarmente dannosa per com’è oggi la politica italiana.

    concordo anche sull’opportunità, almeno come soluzione transitoria, di tornare al mattarellum. che non era un pessimo sistema, anzi.
    opportuno sarebbe ridefinire le circoscrizioni, ma non credo si porrebbe il problema fra Camera e Senato.
    non so, invece, se il congresso PD sarà così letale al governo Letta…. ad ogni modo, confido che usi bene il tempo rimastogli, quello che sia.
    alcuni spunti positivi ci sono stati, ma deve seguire la pratica.
    ovviamente, per il PD è essenziale definire le proprie fondamenta.

    molto immodestamente, ti copio qui anche i link ai miei post sui temi (ma leggi assolutamente, se non l’hai già fatto, anche l’ottimo articolo di Barbara Spinelli che menziono)
    https://redpoz.wordpress.com/2013/06/05/ancora-sul-semipresidenzialismo/

    https://redpoz.wordpress.com/2012/02/06/parigi-al-cubo/

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