TESI ED ANTITESI DEL DISIMPEGNO AMERICANO IN M.O.


Dr. Vali Nasr at the Comparative Strategic Cul...

Dr. Vali Nasr at the Comparative Strategic Culture Conference organized by the Center for Contemporary Conflict, U.S. Naval Postgraduate School for the Advanced Systems and Concepts Office of the U.S. Defense Threat Reduction Agency. Monterey, California, September 21-22, 2005 (Photo credit: Wikipedia)

Official USA for Africa logo

Official USA for Africa logo (Photo credit: Wikipedia)

President Barack Obama announces a new compreh...

President Barack Obama announces a new comprehensive strategy to defeat Al Qaeda and ensure stability in Afghanistan and Pakistan. To Obama’s right is Secretary of State Hillary Rodham Clinton and to his left Secretary of Defense Robert Gates. (Photo credit: Wikipedia)

In questo post faccio riferimento alle considerazioni sostenute da Vali Nasr nel suo libro più recente ;  “The dispensable Nation”.  Chiariamo per inciso che Nasr non é un semplice scrittore, o analista , ma il rettore della scuola di alti studi internazionali Johns Hopkins a Washington, di cui sono un ex allievo.  Nato in Iran, divenuto un’alto esponente della politica estera americana quale specialista per gli affari in Afghanistan e Pakistan, consigliere di Holbroke al Dipartimento di Stato dal 2009 al 2011.                    Nel suo libro Nasr si lancia in un’attacco frontale circa la politica estera seguita da Obama.  Afferma che il Presidente abbia deliberatamente ignorato le diatribe interne tra i suoi consiglieri e quelli della Clinton,  di cui Nasr faceva parte.

In sintesi definerei molte di queste critiche uno sbrocco intellettuale!             Si afferma che Obama avrebbe dedicato maggiore attenzione alle tesi e considerazioni svolte dai militari e dalla Cia,  ( Panetta docet) più che a quelle dei diplomatici  e dei consiglieri politici.  

A questa valutazione si affianca un certo risentimento verso un politica estera USA che  sembra sempre più  interessarsi ed orientarsi verso l’Asia e l’Africa sub-sahariana, tralasciando,  afferma lui, pericolosamente,  il  Medio-Oriente.  Abbandonando precipitosamente Iraq e Afghanistan,  gli USA rinuncerebbero a quanto investito in questi anni e causerebbero ulteriori  drammi a medio termine.   Quest’ultima considerazione é in contrasto con la valutazione della maggior parte degli osservatori che  invece accusano gli USA e la stessa Europa di aver lasciato campo libero  alla Cina  su tutto il continente africano.  Un’Africa oggi invasa da società e gruppi cinesi che acquistano immensi territori, sfruttando le enormi risorse e  materie prime di questo continente.   Senza contare la notevole influenza politico-economica che il governo ed i maggiori gruppi cinesi hanno sviluppato con i  governi locali.  

Nasr da buon accademico , difende l’idea che la leadership americana nel mondo  debba essere difesa a qualsiasi costo.   L’uso del potere , della persuasione, della pressione politica deve essere  perseguito per raggiungere i fini politici strategici.  “Macchiavellismo muscolare” ?

Ecco , recentemente  ho criticato nei miei post relativi al Nord-Africa questo tipo di filosofia politica applicata  fino alla presidenza W.Bush. Spesso  quest’ultima si connota per una sottovalutazione  delle forze in campo ed una scarsa conoscenza dei fattori  e delle forze scatenanti.  La non conoscenza  approfondita degli attori , delle borghesie nazionali di riferimento con cui interagire . Il mancato rispetto ed osservanza , all’estero,  dei principi stessi della nazione americana.                                                                                          

Per non citare gli effetti deleteri provocati dalla comunicazione , sui media, che pongono in contraddizione , sia a livello domestico , che nei contesti socio- politici  di quei paesi oggetto di attenzione,  gli intendimenti ed i risultati conseguiti. Aspetti che combinati  un’erosione  continua alla fiducia, alla  credibilità,  al desiderio di co-operazione e partenariato .   Quando affermo che spesso i think-tank,  di cui Nasr è un’esponente di spicco, mancano di una corretta ed approfondita visione della realtà,  credo di non sbagliarmi.   Intendo dire che “l’Eye bird view” deve poter contare per funzionare su informazioni, relazioni,  scambi diretti con gli attori locali.      Si deve agire in coordinamento e sintonia con il trend politico monitorato che sia dell’opposizione , o del governo.    Non dipendere da suppposizioni, da decisioni prese al tavolino , in sintonia con gli interessi ed i comportamenti che si ritengono più idonei, o consoni alle proprie idee.      Una sorta di soluzione programmata della teoria dei giochi.                             Non piegare la realtà ai propri desiderata , o peggio ignorandone i contenuti.

Questa é la mia valutazione circa la tesi di Nasr, comprensibile quando ci riferiamo ad una generazione di falchi che hanno accompagnato per anni la strategia amaricana . La politica di Obama  supera questi atteggiamenti storici e ritiene che oggi  si possa avanzare  e guidare la politica estera statunitense senza per forza creare troppi contrasti, troppe contro reazioni, troppe onde……Cioé una politica più soft,  improntata ad un minimalismo di azioni /reazioni più consono allo stato attuale delle relazioni internazionali. Senza bisogno d’inimicarsi il mondo , sia esso islamico, , sud americano o asiatico.   La guerra fredda é finità, il muro di Berlino é caduto e gli accademici alla Nasr dovrebbero comprendere che invece di insistere su comportamenti edonistico – fanciulleschi tipici  della  Bush- mania, occorre ridurre costi  abnormi che oggi il contribuente americano non vuole più accettare. 

Per tornare al M.O. Nasr afferma che per Obama quest’area non é più così importante.  Ritengo che l’Africa sub-sahriana é oggi importante quanto e forse più del M.O in prospettiva.   Nei confronti delle primavere arabe la sua opnione é che gli USA avrebbero dovuto fare di più!   A me pare che quest’analisi manchi di realismo e che la riflessione e conclusione siano errate.  In rapporto alla Tunisia ed Egitto  si dice che alla fine sono state tralasciate/abbandonate .  A me pare il contrario.  Si sono appoggiate , come ho avuto modo di dire , le forze di opposizione ai regimi dittatoriali , ma senza prevederne il lato reazionario e radical religioso che queste avrebbero assunto in seguito.   Di fatto poi queste non hanno condotto ad una maggiore libertà e democrazia, bensì ad un” impasse” ancor oggi in atto che ha reso quelle primavere , autunno, se non inverno assoluto.

Non esistono le condizioni, non si sono manifestate volontà reali,capaci  di mutare il quadro politico.  Le borghesie nazionali sia in Egitto , El Baradei,che  in Tunisia,  Essebsi , non sono state coinvolte e, d’altronde,  non hanno mostrato una seria  volontà di modernizzare i rispettivi paesi.                        Ecco che allora gli USA di Obama non hanno giustamente alcuna intenzione di provocare atti di forza, attendono pazientemente  che la storia sia compiuta dai nativi e non usano il forcipe. Si soprassiede. Si evita quanto avvenuto in passato ;criticati in ogni caso per l’intervento , o per il non intervento.  

E’ proprio  con quest’ idea interventista che gli USA si sono spesso cacciati in situazioni limite , o senza uscita.   Infine , circa il ruolo dell’Europa  , come spesso  ho scritto su questo blog,  é fondamentale che essa comprenda il suo ruolo nel Mediterraneo  nei confronti dei paesi  dell’area sud.   Questi sono parte integrante e strategica della sua politica e sarebbe opportuno prenderne atto quanto prima, assumendone le responsabilità relative , non solo riguardo ai problemi di sviluppo , ma anche di sicurezza.  

In questo nuovo approccio occorre abbandonare,  come stà facendo Obama , l’idea d’imporre le proprie opzioni con minacce velate. Come ho già avuto modo di sottolineare qui non dobbiamo vincere guerre, ma vincere la pace. Dobbiamo usare l’economia, la cooperazione , gli scambi , non solo quelli meramente economici ,ma soprattutto culturali  e le affinità  presenti.

Un’ultima considerazione va ad Israele che Nasra considera addirittura una questione domestica agli USA  criticando Obama per essersi indirizzato direttamente al popolo israeliano affinché faccia pressioni sul governo per giungere ad una riduzione delle pretese territoriali ed un nuovo clima nelle relazioni con lo Stato palestinese.

Ottima presa di posizione. Smetterla con il ruolo di gendarme difensore ad ogni costo. Ciò  ha spesso offerto  ai partiti politici conservatori israeliani di usare una spocchia da sbruffoni inveterati , alla Bibì.   Degno amico di W.

In conclusione,  ritengo che la tesi secondo la quale la politica estera possa divenire in termini di difesa della leadership (leggi supremazia) superflua sia errata.   E’ molto più giusto definirla realista, in linea con il mega debito del paese, accumulato in anni d’interventismo militare nel mondo, che  sembra essere,  soprattutto oggi ,  in sintonia con l’opinione americana attuale.   

Basta con interventi a pioggia. Ridefinizione  dei targets fondamentali. Ridefinizione e riallocazione del budget riservato al Pentagono .                  Selezione degli obiettivi operativi e delle alleanze sostanziali al fine del loro ottenimento.   Smetterla di usare la  forza in misura sproporzionata , meno muscoli,  più cervello,  con interventi coerenti , partecipati ed in sintonia con l’opinione internazionale  dominante,  evitando di essere troppo spesso lo “scape goat” sacrificale……

Buona vita a tutti.

P.S. Festeggio  con questo  il mio 600° post.

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a TESI ED ANTITESI DEL DISIMPEGNO AMERICANO IN M.O.

  1. sara ha detto:

    Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

    Mi piace

  2. exult49 ha detto:

    Ciao, semplicemente ,quale specialista del M.O. ( Afghanistan e Pakistan) non accetta di essere stato emarginato. Poi mal digerisce che il peso dei think-tank nel processo decisionale sia stato ridimensionato dando più spazio a fonti sui territori. Infine se dobbiamo giudicare dai risultati Afghanistan e Pakistan non sono certo da portare ad esempio della migliore strategia. Il ripensamento di Obama non solo é logico, ma dovuto, in presenza di mutamenti enormi del quadro di riferimento politico internazionale.
    La Cina e la sua espansione in Africa, ma non solo, rappresenta il clou dell’attenzione.
    Una politica più centrata sulle relazioni,meno sul confronto , più soft , ma anche più radicata con le borghesie nazionali che sono la colonna vertebrale in quelli Stati di attenzione rappresenta il new deal .Senza forzature, senza interventi eclatanti.
    Vedremo se tali rapporti saranno fruttiferi.
    Stare al passo con i cambiamenti e/o prevenirili non é mai un compito facile.

    Mi piace

  3. redpoz ha detto:

    ripensando a quanto scriveva Emmanuel Todd sugli USA che si son lasciati prendere la mano senza una vera strategia, le affermazioni di Nasr sul Medio oriente fanno veramente sorridere.

    molti degli effetti deleteri che menzioni, li si ritrova pari pari in Bussani (che credo di aver citato fino alla nausea ultimamente).

    quanto alle tue considerazioni conclusive, direi in una parola: strategia.
    definizione dei problemi a medio-lungo termine, valutazione delle opzioni e delle soluzioni.
    Carl Schmitt direbbe “identificare il vero nemico”, in primis.
    Il problema è la Cina? o l’Islam radicale? o rimanere in una posizione di relativa supremazia contro tutti?
    questi problemi pressuppongono questioni diverse, e le successive questioni, presuppongono situazioni geopolitiche diverse su cui focalizzarsi: Africa? Afghanistan?
    Se Nasr non risponde a queste domande, le sue critiche restano vane.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.