LA MENTE E’ COME UN PARACADUTE,FUNZIONA SOLO SE SI APRE


Albert Einstein during a lecture in Vienna in 1921

Albert Einstein during a lecture in Vienna in 1921 (Photo credit: Wikipedia)

Questa é una semplice, ma eccellente citazione di Albert Einstein.

E’ proprio nella sua semplicità che risiede la verità che contiene.  Ho come l’impressione che i media  nel loro complesso contribuiscano a rinchiudere la realtà in un microcosmo. Che attraverso quella minoranza d’italiani che utilizza continuativamente e manifesta i propri pensieri sui social networks , non più del 20% della popolazione,  si voglia costruire, come in un sondaggio il modello interpretativo.

La realtà di questo paese é ben più complessa e sotterranea.                                 Ma ciò che appare ad una lettura non approfondita del fenomeno , nell’immediatezza del linguaggio,  é l’incomprensione, il rifiuto.                 Ammetto di aver contribuito io stesso in questi ultimi giorni al brusio, a questa cacofonia. Mi pento amaramente di essermi lasciato travolgere. Faccio ammenda. Il punto dal quale partire credo sia la qualità delle persone, la percezione che si ha di esse , il ruolo che i media svolgono nel renderle credibili, accettabili, positive .

Ieri rispondendo ad una affermazione positiva del Prof. Sermonti circa l’Italia , rispondevo con molti dubbi circa il futuro che ci attende.           Intendo con ciò il dubbio circa la capacità degli italiani , di costruirsi , di essere partecipanti attivi del loro destino e non passivi.                                        Per questo ho citato Einstein , in quanto per avere comprensione della complessità, occorre possedere gli strumenti di lettura e d’interpretazione.  Ora  a me pare che il più giovane Parlamento d’Europa, così come descritto  dalla stampa nazionale, con il solito provincialismo d’accatto e tronfia sicumera,  sia culturalmente non al livello di quello continentale.                Lasciando perdere la comparazione, anch’essa ridicola, tra l’indice culturale medio di questa e della legislatura precedente , il confronto é patetico.

Continuiamo a parlarci addosso, ci auto-convinciamo  di poter essere gli unici  decisori dei nostri destini , quando invece viviamo in un contesto europeo dal quale non si può prescindere ed al quale, al di là di quanto affermano due buffoni a fasi alterne, siamo intimamente legati.  

Lascia perplessi , almeno a coloro che hanno  vissuto, studiato, lavorato all’estero, come la selezione della nostra classe politica sia tanto deficitaria.  Lasciamo stare la Francia con la sua ENA, eccellente esempio di struttura di apprendistato del funzionamento dell’amministrazione pubblica.                         Ma anche gli USA dove gran parte dell’establishment  federale proviene  dall’IVY League. Per non parlare della Germania dove buona parte dei giuristi ed amministratori a livello federale ha prima , o poi passato qualche “mese” ad Heidelberg. Infine la Gran Bretagna dove tra Oxford e Cambridge passa gran parte del ceto politico inglese, oltre ad Eaton dove sono formati i conservatori britannici ,tempio del classismo e del tradizionalismo .

E noi? Noi facciamo pena! A parte qualche personalità, (cito un es. a caso G.Sartori, inviso  a tutti i politici nostrani)  il sistema politico italiano é la copia esatta del familismo che vige nella società civile.  Noi operiamo attraverso una selezione inversa, espelliamo i migliori e promuoviamo i leccaculo! Questo non solo é vero nei partiti, tutti, ma anche nel settore pubblico, e forse ancor più in quello privato.

Sì perché  sono  3000 , solo tremila, le società italiane con oltre 200 dipendenti, all’80% familiari, i cui dirigenti capaci di autonomia ed intelligenza, lentamente vengono eliminati per non far ombra, o per sopravvenuta mancanza di fiducia da parte della proprietà.

Non per niente il declino comincia dall’alto, Confindustria.                                  Un’ organizzazione ormai moribonda,  il cui attuale presidente é espressione diretta di quel familismo. Una confraternita ormai di pochi industriali che vive dei contributi dei piccoli che non hanno il minimo peso e forse neanche i mezzi per affermare le proprie istanze.

 Poche sono le grandi aziende dove i C.d.A lasciano autonomia operativa seria e vera alla gestione , proprio perché la proprietà si picca di gestire, anche quando, in periodi come gli attuali,  la pluralità e la complessità dei processi decisionali richiesti,  impedisce a singoli con scarsa cultura globale di addivenire a decisioni equilibrate.

Ma per tornare ai fulgidi esempi di cultura guardatevi intorno. Leaders?     Ma chi ? Grillo? Parla a mala pena l’italiano , non ha la minima cultura in senso stretto e lato e si atteggia a piccolo ducetto.  Berlusconi? Inviso a tutti i politici europei, considerato alla stregua di un appestato.  Il denaro conta , ma non così tanto da meritare stima e capacità politica.  Ciò che conta é la cultura, l’impegno, l’apertura mentale non solo verso il proprio contesto operativo , ma sull’esterno , sul mondo che ci circonda.                                          La nostra separatezza, il nostro provincialismo lo paghiamo ogni giorno. Lo pagano i nostri giovani, i nostri managers, i nostri   imprenditori , tutti coloro che per lavoro si trovano all’estero.

Non é un caso se la stragrande maggioranza del voto degli italiani all’estero é di sinistra, o vota a sinistra.  Non perché siano comunisti, ma vivendo all’estero sanno quanto male fà essere rappresentati da buffoni.                

Quanto rode sentire sulla propria pelle l’effetto che fà essere rappresentati da gente impresentabile. Quando affermo che la società civile italiana è la matrice stessa e che quindi gli eletti sono tutti prodotto di questo sistema, intendo che se non la smettiamo di scegliere dei clowns , non potremo mai aspirare ad essere governati. Ma per avere governi degni di questo nome , occorre che il popolo sovrano sia informato e conscio.

Occorre selezionare, scegliere, prestare attenzione, non ritenere di dare il voto a questo , o quello “nella speranza che realizzi ciò che promette” .   Essere cittadini significa appunto attivamente esercitare i diritti che ci appartengono. Parlando di diritti, per inciso quei diritti che nello stesso partito democratico , così si definisce, vengono proprio oggi messi in discussione.

Un partito per sua stessa definizione poggia sul consenso dei suoi elettori. Ma se si vuole bypassarli non si procede a discussioni, a congressi, o a primarie, no, in  tal caso  si vota in direzione sulla testa di coloro che in fondo sono i soli ed unici azionisti. Familismo, come sempre, alla ricerca di una cooptazione in grado di creare il fatto compiuto. Quando affermo che dobbiamo riformarci , non pronuncio una boutade.

Osservando un Crimi, una Lombardi,  due poveri personaggi in cerca d’autore , due fulgidi esempi tra tanti,  presentarsi tronfi , nella loro ignoranza culturale e linguistica davanti alle telecamere mi chiedo perché ? Perché dobbiamo subire tutto questo, essere così masochisti. Ci sono migliaia di persone più capaci ed intelligenti di questi polli allevati dal Web e selezionati per manifesta assenza di attributi mentali.

Perché un guitto deve poter parlare a vanvera ed affermare alla stampa tedesca ( ieri ) che l’Italia sarà in bancarotta in autunno e che gli italiani saranno felici di essere invasi dai tedeschi. Perché dobbiamo massacrarci in tal modo per mano di un povero cretino?                                                                          Perché l’80% di questo popolo che vorrebbe essere sovrano  si comporta invece con tacito assenso come inebetito di fronte a tanta scempiaggine.  

Ecco queste sono le ragioni che mi spingono a divenire sempre più anti-italiano. Nel senso montanelliano del termine. Non é possibile restare inebetiti di fronte ad un tale spettacolo. Alla negazione stessa delle realtà. Prof. Sermonti,  lei riesce forse  a relativizzare meglio la realtà che ci circonda, più modestamente mi auguro che il paracadute si apra!

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a LA MENTE E’ COME UN PARACADUTE,FUNZIONA SOLO SE SI APRE

  1. exult49 ha detto:

    Mia cara Ilda leggo solo ora il tuo commento e mi ricorda molto da vicino la mia storia. Anche mia moglie dopo anni d’insistenza fece domanda per ottenere l’italiana. Ma una volta, nota bene , ” concessa” perché non è un diritto dopo anni di residenza , oppure per matrimonio, anche per lei allora la doppia non era ammessa la sorpresa fu che le era stata con il nome da nubile. Ora per legge Usa lei scelse di assumere il mio cognome ,che ancora oggi porta e che d’altronde ha sul suo passaporto nazionale e con il quale è oggi conosciuta. Lei quindi ,giustamente la rifiutò. Non se ne è affatto pentita. Ed io con lei!

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  2. ildamarino ha detto:

    Completamente d’accordo con quanto scrivi che condivido parola per parola, Il mio ex marito è tedesco…. Sapessi quanto mi vergogno di fronte a lui io che ho sempre difeso in Germania Italia e italiani a spada tratta. Non ho accettato la cittadinanza italiana all’epoca del mio matrimonio perché il presupposto era rinunciare alla cittadinanza italiana e diventare straniera nella mia patria. Altri tempi! Me ne sono amaramente pentita e ora mi debbo ritrovare, accesa partigiana e orgogliosa del mio paese, a dovermi vergognare di essere italiana ma non solo all’estero ma qui in Italia, a casa mia

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