SCOTLAND vs. ENGLAND


Sono talmente stufo, schifato e spazientito da queste meline della politica nazionale , sia essa movimentistica ed inconcludente , che governativa e fantozziana che occupandomi in generale di relazioni internazionali da sempre, ho la fortuna di poter cambiare soggetto di analisi.
Il soggetto di questo post é un referendum fissato per il 18 settembre 2014. Lo stesso anno delle prossime elezioni europee. 
Chissà se noi ci arriveremo integri e soprattutto in quali condizioni. 
Certo é che la Scozia desidera giungere a questo appuntamento da molto , molto tempo e possibilmente divenire Stato indipendente .
Il referendum tanto atteso che dovrebbe sancire l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito é infatti stato fissato dal governo, dopo vari tentennamenti politici.
Sia conservatori che laburisti hanno dovuto confrontarsi da tempo con le istanze popolari.

Svariati i temi in discussione che vengono alla luce, e tutti molto coinvolgenti. Quando, non molto tempo fà ,scrivevo della situazione socio-economico-finanziaria del Regno Unito facevo notare le fragili condizioni del paese e non avevo voluto, di proposito, aggiungere quest’ennesimo dirompente argomento.

L’industria manifatturiera del paese si é dissolta praticamente grazie ad una serie di errori commessi dalla politica della lady di ferro, ancora osannata dai conservatori di quel paese.  Il settore bancario in quest’ultimo quinquennio é stato di fatto nazionalizzato per evitarne la bancarotta.
I proventi della finaziarizzazione oggi costituiscono oltre il 20% del PIL del Regno Unito.  Londra ed il suo hinterland divorano gran parte delle risorse del paese.
Tutto questo e ben altro, costituisce un’enorme “divide” politico-ideologico . In  realtà una storia di centenni ha parallelamente diviso quello che unito non é mai stato.

Certamente ha determinato il divario culturale ed economico, a causa delle evidenti diversità dei due contesti sociali. Gli ultimi tre decenni hanno reso la situazione sempre più insopportabile a causa di un’allocazione delle risorse non sempre equanime e la presa di coscienza identitaria  dei cittadini scozzesi.
La ricerca di una piena sovranità é sempre stata il sogno di parte della popolazione . Oggi questa idea é perseguita con maggiore convinzione .
Vi sono, oltre a ragioni e temi storici, questioni molto precise e pesanti dal punto di vista dell’allocazione delle risorse disponibili. 
In prima linea le risorse petrolifere del Mare del Nord che contribuiscono notevolmente, non solo ad una capacità finanziaria  importante , ma anche ad una certa autonomia energetica.

Poi  vi sono tutte le questioni riguardanti il deficit di bilancio ed il conseguente debito UK che “stranamente” le agenzie di rating si ostinano a voler considerare di buona qualità. . Non tarderanno molto a rivederne le condizioni. Oltre a questi temi, che hanno assunto la centralità nelle discussioni tra Governo ed il Partito Nazionale Scozzese  ora si cominciano a trattare anche temi di valore non interni, ma che impattano con il ruolo internazionale. La partecipazione eventuale e separata della Scozia  agli organismi internazionali ; Europa Unita, Nato, OCSE ecc.

Politicamente si ritiene che la Scozia , al contrario dell’Inghilterra , sia favorevole alla costruzione ed identità europea. Diverso il discorso riguardante la Nato, alla quale per molti anni la Scozia si é opposta , ma oggi ritiene essenziale per la sua propria difesa territoriale.  Si nota  il profondo desiderio di smarcarsi dalla politica della Gran Bretagna . A fronte del discorso NATO, il problema concerne evidentemente il non trascurabile ruolo degli armamenti  nucleari.
Buona parte delle testate nucleari britanniche sono  dislocate in Scozia, già dalla fine della guerra fredda. In particolare dal 1969 quando fu dislocata a Faslane , circa 70 km da Glasgow, la maggiore base dei sommergibili nucleari, allora Polaris , oggi Trident.  Questo é un argomento che fino ad oggi é stato tabù , ma ora  il problema si pone in tutta la sua importanza. .

Il governo Cameron ha cercato di tergiversare , ma stà divenendo dannatamente serio. La posizione del Primo Ministro scozzese , Alex Salmond, che guida l’SNP , lo Scottich National  Party,  é che  “la maggioranza non desidera mantenere sul suolo scozzese alcun arsenale militare di tipo  nucleare che possa determinare azioni distruttrici di massa. Ha d’altronde definito il possesso di armi nucleari “una oscenità” .
Ultimamente il governo centrale ha deciso un’ulteriore dislocamento di personale a Faslane con l’invio di 2000 tra civili e militari, da stanziare in permanenza . Recenti sondaggi provano che la maggioranza degli scozzesi é contraria al nucleare ed alle armi , più che in favore dell’indipendenza.
Ricordo che la Scozia conta circa 5.5 milioni di abitanti , ovvero l’8.4% della popolazione UK.

Ma come affermavo la questione del nucleare e dell’armamento relativo, provoca notevoli problemi per il governo nazionale ed in particolare per il conservatore Primo Ministro David Cameron. Infatti oltre il 60% degli scozzaesi é contraria a Cameron ed ai conservatori. Recenti sondaggi sembrano mettere in dubbio la possibilità della separazione ,52% contro, e 35% a favore . Ma senza citare margini d’errore e soprattutto non approfondendo le ragioni di coloro che si sono astenuti.
Comunque sia, siamo molto distanti dalla data del referendum per valutare appieno lo stato d’animo dell’opinione pubblica.
Tenete conto che entro il 2020 il governo centrale ha disposto l’allargamento di Faslane, quale unico centro strategico difensivo della flotta nazionale.
E proprio questo diviene per entrambe le parti un problema di spessore. Nessun piano di smobilitazione e trasloco é previsto , né discusso, oltre a non esserci alternative al presente.
Nel contempo per gli scozzesi il problema sarebbe di raggiungere un compromesso nel caso intendano appartenere alla NAto.
Ovvero discutere a fondo l’esistenza di armamenti nucleari sul suolo scozzese ,o riuscire a ridurre drasticamente il numero delle testate nucleari ivi stoccate.

Ma lasciando da parte questo tema, da poco al centro dell’informazione e dell’interesse dei media , é opportuno sottolineare i vantaggi, non da poco, che la Scozia ricaverebbe dall’eventuale indipendenza.
In primo luogo tratterrebbe il 90% delle risorse petrolifere del Mare del Nord.
Risorse che riuscirebbero ampiamente a soddifare il peso dei budgets attualmente di competenza del governo scozzese. Energia, Trasporti, Sanità, Giustizia ed Istruzione. Queste le competenze già oggi nelle mani dell’autonomia .
A queste si aggiungerebbero, in caso di seccessione, il Bilancio ,o se preferite Economia e Sviluppo , gli Esteri e la Difesa che oggi appartengono quali competenze esclusive al Governo centrale.

Il Partito Nazionale Scozzese, SNP, ha già dichiarato che pound , ovvero moneta e Bank of England rimarrebbero rispettivamente quali moneta scozzese e Banca di riferimento. Risulta comunque evidente che le svalutazioni competitive operate da UK negli ultimi 5 anni e la stampa di carta moneta per accrescere la liquidità anch’essa utilizzata in grande misura, sarà soggetta a notevoli limiti. Per non parlare della diversità della struttura economica e le capacità di sviluppo ,nonché dei tassi che sarebbero ben dfferenti tra le due entità statuali.
Questa separazione avrebbe effetti piuttosto dirompenti per l’economia del paese e produrrebbe reazioni a livello europeo continentale.
Strano che nella discussione circa le volontà di Cameron di modificare i trattati e ridurre i lacci e lacciuoli imposti dalla UE , nessuno abbia posto interrogativi circa la possibilità della separazione e degli inevitabili strascichi che essa produrrebbe per la Inghilterra e la UE stessa.

Ridoota capacità politica , ridotta capcità economica. Per non parlare di un’ ulteriore possibilità che potrebbe vedere rivendicazioni anche da parte del Galles e dei gallesi che, in termini di rivendicazioni non sono da meno.
Il Galles rappresenta, per certi versi, nel contesto UK, il nostro meridione e trattato come tale.
Costituisce il serbatoio di gran parte delle forze armate, ,delle piccole lavorazioni artigiane, dell’agricoltura del paese.
Ecco,come vedete l’erba del vicino non é poi così verde come generalmente si crede.
E per nostra fortuna , tenuto conto dell’incompetenza del ceto politico imprenditoriale nazionale e dei buffoni che il popolo italiano elegge , non abbiamo armamenti nucleari di cui preoccuparsi. Potremo morire di fame , ma non per radiazioni o mutazione delle particelle dell’atomo.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

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3 risposte a SCOTLAND vs. ENGLAND

  1. redpoz ha detto:

    da come li presenti, mi stanno parecchio simpatici questi scozzesi! almeno nelle loro linee politiche….
    dopo, sull’indipendenza, io ho sempre qualche ritrosia (anche se non li equiparerei ai folli della “padania”…), però mi sembra che qualche ragione storica di fondo vi sia.

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  2. G. Carlo ha detto:

    Le separazioni spesso non sono altro che una fuga vigliacca dai problemi, come la “nostra” lega dimostra ampiamente… e poi giustamente, come dice un lettore, le popolazioni vanno in mano ai leghisti di turno che al governo si comportano nel peggiore dei modi dando sempre la colpa agli “altri”.
    La Scozia come l’Italia sotto, sotto ha problemi che derivano da un “inconveniente” religioso che spinge alla divisione. C’è sempre sotto,sotto qualche religione che soffia sul fuoco e che invece di dare un contributo a risolvere i problemi li crea. Questo vale anche per noi e in special modo per i musulmani dove la religione addirittura mostra il suo volto diabolico sfacciatamente a differenza di “altre” che lo nascondono con un falso sorriso.

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  3. cannedcat ha detto:

    Nel libro “Going South” dove si prospetta che nel 2014 il Regno Unito avrà un’economia da terzo mondo, non è che si faccia molta distinzione fra il degrado economico dell’Inghilterra rispetto al Galles o alla Scozia. È tutto il Regno Unito che si avvia ad una misera fine causata dalla mattane della Thatcher e continuate dal Tony Blair che, oltre ad aver distrutto la manifattura, hanno creato le condizioni per una classe lavoratrice dequalificata e demotivata dai bassi salari ormai standardizzati al ribasso su quelli ottenuti dagli immigrati.
    La Scozia sembra attraversata dalla stessa foia di tanti che si vogliono separare sperando che da soli ce la si possa fare, tipo i catalani, i bavaresi e i nostri leghisti, per non parlare di sardi e siciliani che con il ricatto della separazione hanno ottenuto di fare carne di porco con i soldi del resto degli italici.
    Ma separarsi per cosa? Quale sarebbe il vantaggio?
    Non se ne vedono, oltre a quello di un ceto politico locale che farebbe solo i propri porci comodi. E la storia del nostro autonomismo ne è una prova eclatante.

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