DIMISSIONI TEMPORALI


E così dopo 600 anni, di nuovo, il rappresentante del dio apostolico romano in terra si dimette dal suo incarico.
Decisamente una rottura con la pratica della dottrina centenaria.
Una decisione che rende più umana e nel contempo più mondana la responsabilità del pescatore. Un papa conservatore, teologo, avulso dalla folla,  alla quale il suo predecessore era ben più abituato. Ed in fondo in questi otto anni egli si é sempre confrontato con la comunicazione e l’esperienza di vita di JPII .
In un  certo senso questa notizia ha come d’incanto posto fine, di fatto, a questa campagna elettorale.

Eh si perché questa é la fine dell’arrembaggio dell’unto del signore, di quel buffone che per troppo tempo ha occupato i media italiani al di là di ogno sopportabilità. Giusto ieri lanciava i suoi anatemi contro il festival ,oggi deve tacere di fronte a cotanta informazione. Bene, se non altro  avremo finalmente il tempo necessario per riflettere in pace su ciò che potrà essere l’avvenire di questo paese. 


Ma torniamo adesso al significato più importante e più profondo di queste dimissioni. L’ecumenismo delle parole di Vendola le ho trovate piuttosto scontate ed elettoralistiche. Se non altro per uno che ha dichiaratamente definito il Card. Martini

il suo idolo durante il dibattito televisivo delle primarie.
Peccato non sis sia ricordato che quel gesuita di cultura cristallina ed esempio di umanità , sia stato il competitor durante l’ultimo conclave del card. Ratzinger. Nella vittoria del conservatore Ratzinger , forte sostenitore della dottrina e supportato dalla potente Opus dei c’é tutta la divisione, ancor oggi presente nella curia romana.

Ma di questa divisione tratteremo più tardi, proprio in quanto queste dimissioni non erano annunciate e trovano impreparato l’aeropago.
Gli errori, come d’altronde ammesso dallo stesso Ratzinger, sono stati assai evidenti in questi otto anni.
I più noti sono il Vatileaks, ed i vari scandali scoppiati nei vari paesi relativi ai reati di pedofilia. Reati che sono costati cari alla S.Sede in termini di risarcimenti. In USA la Conferenza episcopale ha dovuto far fronte a circa 2 miliardi di dollari per chiudere i vari processi nei quali erano indagati numerosi membri. Lo scandalo ha avuto inoltre ripercussioni pesanti sul corpo dei fedeli.
Altri scandali dello stesso tipo di reato hanno colpito l’Irlanda, la GB determinando un sollevamento dei fedeli contro l’atteggiamento del Vaticano determinato a silenziare i processi.
Basti ricordare lo scontro con le suore americane che da allora protestano contro i veti posti dalla congragazione per la dottrina della fede, ex Sant’uffizio!
Ma il vero errore é stato commesso nel permettere una finanziarizzazione della fede sotto il suo apostolato. Una finanziarizzazione dovuta alla tipologia delle persone che sono state chiamte in posizione chiave nelle segrete stanze. Personaggi come Gotti Tedeschi, nominato allo IOR, appoggiato da quella Opus di cui é numerario.

Gli scandali che hanno colpito negli ultimi 5 anni dapprima il S. Raffaele, poi la Fondazione Maugeri e l’Antonveneta. Quella banca che nascondeva vari segreti dell’agire vaticano, che il buon cattolico Fazio desiderava occultare. Acquistata in fretta e furia dal Banco Santander, il cui proprietario assoluto è la famiglia Botin, grande di Spagna, primo numerario dell’Opus in quel paese, che senza colpo ferire la rivende con interessi e senza macchia al MPS.

Ci si domanda perché Gotti Tedeschi non prese parte quale rappresentante in Italia del Banco alle trattative.
Ma é evidente “ubi major , minor cessat” . Non v’era bisogno di coinvolgerlo in una trattativa così delicata per non lasciare ulteriori testimoni.
Ma anche altre sono le responsabiltà che ci riconducono ai giorni nostri.
La gestione finanziaria del patrimonio vaticano che ha seguito il trend mondiale divenendo sempre più speculativa e creando disastri oggi evidenti.
La nomina di un uomo dell’Opus alla diocesi ambrosiana, la più ricca del mondo cattolico, mostra quanto questa prelatura abbia interferito con l’apostolato di BXVI.

Normalmente in altro periodo temporale non si sarebbe inviato a controllare il disastro compiuto dalla commistione affari-politica-fede uno dei rappresentanti di fede dei mestatori. E qui veniamo all’oggi. La decisione di BXVI giunge a ciel sereno. Le divisioni all’interno della curia romana sono ampie ed inconciliabili.

L’augurio che si può esprimere é che il prossimo pontefice possa essere uno straniero.
Il perché é presto detto. Il retroterra da cui può originare un serio cambiamento può derivare solo da contesti culturali che abbiano lottato contro i mali di cui il cattolicesimo é afflitto. Quello nord-americano ad esempio che per etica e contesto é il più avulso ai compromessi curiali e che vede nel patriarca di Boston un possibile candidato, o il contesto sud americano , che per decenni ha lottato contro dittature riconosciute dalla S. Sede.
La cultura e la dottrina della liberazione hanno in quelle comunità acquisito dignità e consenso.

La cultura curiale romana deve essere mondata. I porporati italiani sono assai divisi . Un candidato di peso è proprio quell’Ettore Scola, patriarca di Milano.
Ci auguriamo che l’Opus perda questa partita perché non merita per i suoi tanti errori di candidarsi. E come Scola, neanche i canadesi e tedeschi che sono sostenuti da questa prelatura che nel prossimo papato dovrà essere ridimensionata. Varie sono le esigenze delle comunità circa la dottrina. Il ruolo delle donne, la contraccezione, i diritti individulai e fondamentali circa la morte, la partecipazione degli esclusi, quali i divorziati.
Per non parlare del ruolo delle fede cattolica in termini politici ed etici, anche per quanto attiene alla propria situazione in alcuni paesi, tra cui l’Italia. Recuperare dignità non appartiene solo allo Stato , ma anche alla comunità dei fedeli che questa religione professano.

Buona vita a tutti.

P.S
Poiché i media italiani , tutti, continuano imperterriti ad indicare Ettore Scola quale più evocato successore di BXVI , intendo aggiungere oltre a quanto già scritto che sarebbe la peggiore scelta possibile.
Non solo perché proveniente da quella stessa scuola di pensiero anti conciliare, conservatrice e tradizionalista che si rifugia nella dottrina, invece di uscire dal tempio ed affrontare la realtà sociale.
Ma anche perché é proprio quella visione curiale romana che deve essere ridimensionata per dare voce alla chiesa universale.
Oltre a ciò vi sono motivazioni più mondane.
Bertone, Bagnasco, Ruini sono coloro che hanno permesso la finaziarizzazione della fede. Gotti Tedeschi, buttato fuori, da oltre un anno , sappiate che non ha ancora un successore. Lo IOR resta un’enigma per lo stesso Vaticano.
Cosa sia transitato attraverso questo istituto in questi mesi é un mistero.
Non per niente il Vaticano, nonostante ripetute assicurazioni, non ha mai fornito a Bankitalia prova di pulizia e trasparenza per ottenere il beneplacito delle autorità finanziarie BCE de uscire dallo status canaglia finaziario nel quale si trova tuttora.

Molti sono i dubbi che sorgono su chi in realtà gestisca la finanza vaticana …… Per uscire da questo stato di cose occorre un ripulisti generale che non può che iniziare dall’attuale cerchio magico intorno a Ratzinger. Quindi un ridimensionamento della prelatura apostolica dell’Opus dei é caldamente atteso ,
Così come le sue infiltrazioni economico-politico-finaziarie in molte realtà regionali italiane. Occorre tornare a dare a Cesare ciò che gli appartiene per poi dare a dio quel che gli compete. Invece il grido dei ciellini /Opus dei é ;un vile attacco alla chiesa! No il vile attacco é quello perpetrato da certe congragazioni ai danni della chiesa italiana e dei suoi cittadini.

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