EUROPA FUTURA / GB N°2


 

United Kingdom

United Kingdom (Photo credit: stumayhew)

Mi pare giusto  concludere un capitolo della futura agenda politica europea definendo ed approfondendo i motivi del contendere tra la visione politica del Regno Unito e quella europeo continentale..  Il discorso tanto atteso che Cameron doveva tenere  il 18 Gennaio scorso  in Olanda non ha avuto luogo, in parte per le distanze prese dal governo dei Paesi Bassi riguardo al tenore di sfida che avrebbe avuto, in parte complice l’intervento francese in Mali.

Ma certo quel discorso, magari attenuato nei toni prima, o poi sarà tenuto ed il premier britannico anteporrà sicuramente l’euroscetticismo dei conservatori britannici  a quelli del paese. Come sottolineato nel post precedente, le ragioni e l’approccio stesso dell’UK  all”Europa  è dal 1973 fermamente connesso agli aspetti puramente economici e commerciali di interscambio intra-europeo. La visione politica dei paesi europeo continentali  è al contrario vista ed interpretata come un “progetto politico di integrazione per tappe”  e come tale un “working progress” inarrestabile.

Nonostante le prese di posizione di autorevoli giornali specializzati ,quali il Financial Time,  in favore di una maggiore adesione alla UE, non solo i Tories , ma la maggioranza dei media sono ostili al progetto. Da qui nasce il ricatto ; ovvero in cambio di una maggiore integrazione della UE , Cameron richiede un allentamento dei legami e doveri per la GB.   Al fine  di ottenere questo status speciale,  minaccia di opporsi alla modifica dei Trattati di adesione , qualora ciò non fosse concesso.  Risulta quantomeno contradditorio  il partecipare al mercato unico , ma non voler accettarne le regole ed i principi fondamentali. 

Non solo in quanto questa posizione è politicamente inaccettabile, ma comporta in sé una impraticabilità di fondo.  Semplice, qualora un tale status speciale fosse concesso alla UK si scatenerebbe in seguito una corsa di altri paesi , dall’Est Europa al Nord Europa  verso la revisione della loro adesione,  alla ricerca di vantaggi e “caveat”  supplementari.            Proprio in tal senso la richiesta che sarà formulata  da Cameron è da rigettare.               Certo l’uscita della UK non sarà  a somma zero e potrà avvenire solo a seguito di un referendum popolare che ponga i cittadini di fronte ad una scelta definitiva.

L’UK resterà senza dubbio un partner privilegiato , ma il suo contributo all’evoluzione   dell ‘Europa  diverrà parziale e limitata.  I dati del peso specifico della Gran Bretagna  nel quadro macro europeo è il seguente:  la UK rappresenta il 14% del PIL europeo, il 12% del totale popolazione , circa il 30% della potenza militare ……..Non sono dati che sconvolgono l’UE.  Ma a fronte di una tale possibilità occorre anche prendere in considerazione l’opportunità e possibilità di procedere più rapidamente verso un’integrazione economico -finanziaria che ci metterebbe maggiormente al riparo dalla speculazione e risolverebbe parte delle problematiche interne ad alcuni paesi. 

In effetti con la crisi economica attuale si avverte sempre più il bisogno di reagire prontamente , di comune accordo. L’attitudine britannica al contrario rischia di causare notevoli problemi  e di condurci ad un periodo di ulteriore incertezza. Siamo comunque giunti  ad un “punto di non ritorno” quanto al proseguimento delle relazioni GB/ UE.      

Un referendum britannico dovrà essere indetto per dare  finalmente la parola al popolo sovrano,  dopo decenni di tentennamenti. Probabilmente avrà luogo entro il 2016 , sotto l’egida del governo conservatore . Vedremo, ma sarà piuttosto difficile che il clima politico ed economico cambi fino a convincere la maggioranza dei britannici  a mutare atteggiamento ed umore nei confronti dell’Unione Europea.

Il problema di fondo è che da troppo tempo i politici , i media britannici hanno fatto credere  ai cittadini di poter godere di uno status speciale, una sorta di privilegio, ma così non era, non è,  e sicuramente , non sarà!

Il populismo anti-europeo e l’egemonia dell’euroscetticismo hanno progressivamente conquistato l’elettorato. Ciò grazie anche al fatto che poco si è detto loro dei vantaggi e conquiste che la partecipazione alla UE ha rappresentato per l’UK.                                        ” Last , but not least” resta da vedere cosa avverrà con il  referendum già indetto circa l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito che si terrà a breve.

Relazioni che da tempi immemorabili hanno sempre creato notevole malcontento e generato conflitti. Le possibilità che la Scozia possa attraverso il referendum popolare sancire l’indipendenza da Londra appare assai difficile , ma certo l’attuale crisi socio economica avvantaggia gli indipendentisti. L’allocazione delle risorse ed i budget governativi hanno tagliato pesantemente i flussi monetari a favore della Scozia e la disoccupazione nel nord del paese , ma anche nel Galles,  stà  provocando una notevole alzata di scudi nei confronti del governo che centralizza sempre più le risorse nell’hinterland londinese e risulta sempre più succube della City e dei suoi affari.                   E la dipendenza del governo britannico dalle lobbies finanziarie e dai gruppi multinazionali del paese diviene sempre più evidente …..

Buona vita a tutti

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3 risposte a EUROPA FUTURA / GB N°2

  1. redpoz ha detto:

    ho inviato per errore il commento, lo riprendo e completo….

    come ho scritto altrove, sono tuttosommato contento di questa decisione di Cameron.
    anche se la Gran Bretagna dovesse decidere di uscire dall’UE, il peso dell’Unione (in termini economici e geopolitici) non subirebbe tracolli. anche perchè già oggi in GB vige molta parte dell’acuis communautaire (diritto comunitario) e sarà difficile superarlo, modificarlo o distanziarsene radicalmente a breve. quindi le relazioni commerciali sono subiranno scossoni.
    anzi, la chiarezza che ne deriverebbe potrebbe consentire un deciso passo verso l’integrazione senza ulteriori ricatti. che è poi la logica di fondo dell’UE.
    quindi, ben venga.
    fondamentale è tuttavia che, come Cameron stesso ha dichiarato, si chiaro che si tratta di un “biglietto di sola andata” dal quale non si tornerà indietro a breve, sia in un senso che nell’altro: se la GB esce, sarà per lungo tempo. se resta, dovrà accettare incondizionatamente le regole comunitarie.
    sarà bene insistere su questo punto.

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  2. redpoz ha detto:

    come ho scritto altrove, sono tuttosommato contento di questa decisione di Cameron.
    anche se la Gran Bretagna dovesse decidere di uscire dall’UE,

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  3. G. CARLO ha detto:

    Se qualcuno cominciasse a ventilare che forse l’Europa lascerebbe volìentieri “libera ” la G.B. forse qualche inglese potrebbe orgogliosamente rinsavire e considerare che Cameron ha molte caratteristiche simili al nostro amatissimo bERLUSCONI.

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