CENTRO : TRASFORMISMO E CONFORMISMO


Purtroppo questa sembra essere la storica sindrome dalla quale non riusciamo ad affrancarci e liberarci. Dall’unità d’Italia, a partire dagli scandali della Banca Romana , per poi passare alla politica di Crispi, a quella di Giolitti, al supporto politico fornito al fascismo prima, durante e dopo, al moderatismo di papa  Pacelli, obrobriosa ,connivente e collaborazionista, a prescindere dalla revisione storica che oggi si vuole far passare.  Da De Gasperi ad Andreotti ed infine agli ultimi 17 anni di indefesso appoggio a Berlusconi con la sua assenza totale di etica e responsabilità .

Questo Centro auto-definitosi, moderato, che di moderatismo non ha niente, ma di conservazione dello “status quo”, culturale ,sociale, economico e politico é intriso ed inquinato da sempre. Dal blocco clerico-fascista del grano (sud latifondista) e dell’acciaio (nord preindustriale) Un fondamentale passaggio che l’Italia non é mai riuscita a porsi alle spalle. Superare il fardello enorme di uno Stato nello Stato ,che la S. Sede ha sempre rappresentato e giuocato, prima per limitare l’indipendenza, poi la costituzione ed infine il progresso civile della Repubblica.
Per non parlare del progresso sociale e quindi della condizione della donna, ancor oggi lungi dall’essere realizzato (Feminicidio docet). Basti ricordare le recenti strumentali dichiarazioni di Benedetto XVI circa l’aborto, 40 anni dopo il referendum popolare. 

Le ferite che questa Repubblica ha dovuto subire da parte di questo potere religioso temporale  sono numerose. La differenza con i nostri partners europei, dove lo Stato si é ormai laicizzato per rispondere all’ inter-confessionalità e inter-culturalità dei suoi cittadini é abissale.  A parte la Francia, che da secoli ormai vive la laicità delle sue istituzioni , la stessa Germania, dove il sud bavarese conta una numerosa comunità cattolica, ha adottato una visione laica dello Stato Federale e molti landers sono profondamente distanti dalla confessionalità artificiosamente in vetrina, tipica del ceto politico e della comunicazione dei media italiani. La stessa Spagna, che aveva un retaggio storico culturale pesante, frutto del franchismo, al quale la chiesa non ha mai fatto mancare il suo sostegno, si é in 20 anni liberata.

La ragione di questa premeessa é oggi dovuta al riapparire di questa sindrome. Si riteneva che, come Montanelli affermava agli albori del berlusconismo, fossimo giunti all’emancipazione della società italiana da questa tara atavica di confessionaalismo becero ed ignorante. Monti, del quale sono stato un sostenitore convinto, relativamente al contesto economico disastroso nel quale ci trovavamo, ha purtroppo riaperto le porte al trasformismo. Proprio oggi” Le Monde”, il maggior quotidiano francese, dichiarava senza mezzi termini, “Monti in campo con il centro destra”. Ecco all’estero , molto più che in Italia, si coglie senza mezzi termini la collocazione politica che l’attuale presidente del consiglio ha deciso di assumere. Un centro destra che, con il sostegno gridato della S.Sede, si candida per l’ennesima volta a mantenere lo “status quo” ed i privilegi di cui gode la nomenclatura decadente del Paese. Non più presentabile con il Buffone , la chiesa cambia cavallo per poter continuare a mantenere i suoi privilegi economico finanziari , le guarentige che le hanno permesso di non pagare i 4.5 miliardi di euro di arretrati dovuti allo Stato dal 2006 ad oggi. Certezza che l’IMU nei suoi confronti terrà conto di tutte le eccezioni che, dalla S.Sede e dalle confraternite si eleveranno per mostrare la peculiarità della migliaia di Onlus che, pur avendo finalità commerciali, saranno esentate dal computo del fisco nazionale.

La stella polare della “Nuova DC” é oggi il Partito Popolare Europeo che, da mesi, offre sostegno ed appoggi per togliersi di mezzo un PDL padronale,obsoleto,arrogante e non più compatibile con l’immagine felpata . La formazione del partito popolare in cui da sempre é forte la componente tedesca, o meglio bavarese (Grussgott). Quindi coloro che vogliono affermare il nazionalismo di facciata dei patri interessi, sono alla mercé di quei tedeschi (CDU) che in casa fingono di combattere. Tipico comportamento della duplicità cattolica in politica. Pur di restare al potere, pronta a tutto. Quanto poi ai suoi esponenti, viene da sorridere a questo nuovo che avanza. Casini, Montezemolo, Fini, Buttiglione, Cesa …….Come non bastasse, quest’accozzaglia di politici tromboni e trombati si accoppia con imprenditori che tali non sono.
Piuttosto oligopolisti , concessionari di diritti pubblici. Esattori per conto terzi, ma diretti collettori di liquidità monetarie ingenti.
E’ sufficiente prendere la lista delle famiglie azioniste intervenute nel”salvataggio” Alitalia ed avrete già un’elenco di 1/3, di quelle 80 che detengono oltre il 60% del potere e ricchezza nazionale.

Un salvataggio che ha permesso loro di continuare a godere “a costo zero” delle concessioni pubbliche che, solo in Italia, hanno “validità minima trentennale” e non quinquennale, come recita la legge europea. E’attraverso queste che il potere politico si mantiene intatto, intoccabile,inamovibile. Perché la politica dipende oggi dal potere economico. E quest’ultimo esercita il suo potere indirettamente , inesorabilmente. Una “razza stracciona” , questa imprenditoria che vive di rendita e tassa il lavoro, non innova né prodotti, né processi di produzione. Deprime il fattore lavoro con politiche definite di “flessibilità” che sono l’antitesi stessa della produttività.
Non sorprende Ichino, né i suoi discepoli. Abbiamo visto i risultati della loro flessibilità in un contesto economico produttivo come quello italiano che vive di speculazione e punisce il lavoro in quanto costo. Un costo che oggi rappresenta nella media dell’economia manifatturiera italiana non più del 15%.

Questa destra , o centro -destra, se preferite, non ha alcun piano o progetto che chiarisca seriamente che Paese vogliamo essere.Opera tagli di bilancio, ma evita di dire cosa intende privilegiare. Il Passera ministro é la riprova del nulla che ci attende .Tante cariche per dare alla luce un topolino.
Il problema della ripartenza é l’elemento dirimente per comprendere cosa sarà il mondo globalizzato di domani.
E’ la visione del futuro che latita nella società civile italiana . Questo é il frutto di una politica mediocre che non premia e non seleziona i migliori, ma avvantaggia solo i mediocri per mantenere il potere.
A tutto ciò la chiesa non é estranea , è piuttosto attore pienamente partecipe. Il potere ecclesiale é parte integrante del cosiddetto moderatismo che altro non é che bieco corporativismo e conservatorismo . Pensate a quanti C.d.A sono partecipati dalla chiesa cattolica, attraverso le proprie diocesi, organizzazioni e fondazioni. Per non parlare dei principali istituti bancari nazionali e territoriali.

Questo blocco conservatore si é ricreato ed attraverso la figura gonfiata di un Monti salvatore della patria . E vuole nuovamente porsi di traverso a fronte della possibilità che si possa giungere ad un mutamento radicale della società. Interessante vedere come Monti abbia chinato il capo ed accettato più liste , non quella unica. Risulta evidente che, dopo aver contribuito con il suo nome a raddoppiare il 6/7% della forza dell’UDC , quest’ultima voglia tenersi le mani libere per il dopo , potendo, in seguito, disarcionare il benefattore, qualora le sue ricette venissero in contrasto con la vocazione di spesa pubblica che storicamente contraddistingue il potere cattolico moderato in Italia. Il buco finanziario ereditato é stato opera dei governi DC e PSI.

Impedire la vittoria della sinistra diviene primordiale per questo blocco socio-economico che senza le reti di protezione non reggerebbe alla competizione più di 2 anni. Per la stessa chiesa che conduce una propria battaglia contro il secolarismo, ormai imperante in Europa , ma che in Italia svolge un ruolo di retroguardia.
Questa strategia composita, ha come vero obiettivo non la dichiarata vittoria del centro ,di fatto impossibile, ma il solito potere di veto.
Con un PD che , pur vincitore , si senta in obbligo di governare con il centro, con tutte le zavorre che ciò comporta.
Usare Vendola coma spauracchio, denunciandone estremismi fittizi, preparare il percoso finto riformista che da 50 anni é il “leit motiv” di questo centro sempre uguale a se stesso , sempre accomodante con i suoi peccati, sempre arcigno con quelli degli altri.
No, basta con questa casta che camaleonticamente si trasforma per mantenersi inalterata nella tutela dei suoi più reconditi interessi.
Se vogliamo davvero cambiare, questa volta non dobbiamo cercare , o scegliere per il meglio.
No, dobbiamo aprire gli occhi , non turarci il naso e votare per il meno peggio . Solo il meno peggio può ragionevolmente condurci al cambiamento.
Non sarà radicale, forse, ma almeno ci metteremmo sulla buona strada.
I nostri giovani hanno estremamente bisogno di ritrovare un futuro, di dare espressione alle loro giuste aspirazioni e concretezza alle loro identità di cittadini.
Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, politica-economia, Politics, Relazioni Stato / Chiesa Cattolica e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a CENTRO : TRASFORMISMO E CONFORMISMO

  1. exult49 ha detto:

    Thank you. happy new year

    Mi piace

  2. my blog ha detto:

    I regard something genuinely special in this site.

    Mi piace

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.