DESTRA EUROPEA: DECLINO E SCISMA


Union for a Popular Movement

Union for a Popular Movement (Photo credit: Wikipedia)

Decisamente le destre dei due paesi che hanno vissuto parabole simili in termini di potere politico, trasformatosi  poi  in personalismi di genere,  stanno oggi vivendo declini altrettanto repentini .

Il presidenzialismo decisionista e muscolare praticato da Sarkozy si é infranto .Con esso il sarkozismo, prodotto da una generazione  di borghesia francese che ha creduto poter prolungare la propria condizione e visione assai classista, nonostante le condizioni economiche del paese fossero già in difficoltà.   Si sopperiva con alte dosi di “cococrico”, il modo francese per definire il chicchirichì.  

Retorica finto gaullista, atteggiamenti da potenza globale, politica estera “tout azimuts”, ma senza realizzazioni concrete, inclus0 l’interventismo  inutile mostrato nel conflitto libico. Il partito , l’UMP,  é arrivato allo scontro interno. Dopo il ritiro dalla politica  attiva di Sarkozy,  le componenti interne si sono date allo scontro costante e continuo. Le elezioni ed il voto non sono riusciti a dirimere i personalismi  e le lotte intestine. I due  politici di punta  Jean-François Copé e François Fillon  sono ai ferri corti. 

Dopo un’ annunciata mediazione, defunta ancor prima di iniziare, la commissione  interna ha proclamato  la vittoria di Copé su Fillon con 952 voti di scarto.  Ma questo non é servito , poiché Fillon intende ricorrere alla magistratura ordinaria.  Sarkozy  ha proposto una nuova votazione, ma anche questa idea pare non soddisfare i due contendenti.   Fin qui la descrizione dello stato attuale della contesa . Ma la realtà é che la vittoria di  Hollande, dei socialisti,  ha letteralmente disintegrato la ex  “majorité” . Il partito,  dopo la parabola Sarkozy,  é diviso e deve far fronte ad un ridimensionamento notevole,  sia politico,  che soprattutto di presenza territoriale. Ciò in quanto non solo il centro destra francese ha perso le presidenziali, ma anche, e di brutto,  le legislative che si tenevano poco tempo dopo , ovvero il controllo politico sul territorio.  Non c’é stato né il tempo di metabolizzare la sconfitta, né di valutare le opzioni in campo, oltre all’assenza di veri leaders capaci di trascinare il partito fuori dall’angolo nel quale si trova. Occorre chiarire che, a differenza del caso italiano, in Francia la destra non ha mai sdoganato i fascisti, né ha mai fatto compromessi di sorta con loro.                                            Il Front National dei Le Pen , padre e figlia,  che ha ottenuto un certo risultato, ma niente di importante, non é tenuto in considerazione nelle alchimie e compromessi della politica transalpina .

Questo aspetto é di fondamentale importanza per comprendere  le difficoltà attuali.    La destra francese é formata da moderati ed ha , da sempre, fatto  ricorso a riferimenti ideologico- culturali tipici della destra, ma niente a che spartire  con confessionalismo , o con il  fascismo di cui invece la destra in Italia é intrisa e partecipata.      Anzi la V° Repubblica e la sua Costituzione sono esempio di laicismo in  Europa. Al loro posto,  il partito ‘UMP é portatore  di un’idea di  Francia erede del destino di una grande nazione e di se stesso come portatore di questi valori .

Al Fronte nazionale é stato lasciato il ruolo subalterno di rimestatore di populismo , di collimatore di istanze di rottura che fanno riferimento alla disperazione delle  “banlieues”, della xenofobia crescente, dei cittadini francesi “di serie B”, a  cui oggi appartengono gran parte dei giovani francesi di seconda generazione d’immigrati. Il rischio maggiore di questa rottura e scisma, con la possibile creazione in Parlamento di due partiti,  é che ciò possa fare il gioco della destra , o se preferite,  dell’estrema destra lepenista. E che alcune istanze possano nel prosieguo creare un trait d’union tra estrema destra e partito dell’ex UMP.  Con tutto ciò che questa eventualità potrebbe comportare in termini di equilibri politici.

Questo rischio  stà mobilitando i “grandi vecchi”  del partito , incluso lo stesso Sarkozy al fine di scongiurare un tale esito.    Resta il fatto che l’implosione dell’UMP può creare un vuoto politico assai importante al centro.  Un centro politico che in Francia non ha mai avuto alcuna chance di ruolo e potere.     Ciò anche in funzione di una legge elettorale a doppio turno che impedisce il crearsi di formazioni non territorialmente  collocate e fortemente radicate nell’elettorato.

Come capirete tutto il contrario di quanto stà avvenendo nella destra italiana che non é implosa , ma esplosa.  La sanzione negativa dell’elettorato da noi non é ancora avvenuta. Al contrario,  il PDL é uno dei tre sostenitori, a tempi alterni, del governo Monti.  Il leader Maximo rifiuta per ragioni evidenti, interessi familiari e penali,  di assumere il ruolo di padre nobile del partito, né tantomeno di uscire di scena come il suo omologo Sarkozy.                    Questo suo altalenante comportamento, impedisce al partito una ripartenza  sotto altri vessilli ed una, seppur parziale, ammissione di incapacità a governare  per quanto attiene l’ultimo decennio.

Ma la qualità stessa del personale politico del PDL é scarsamente idonea ad assumere un ruolo che non sia quello di semplice portatore d’acqua. La personalizzazione e  la proprietà stessa di simboli  e partito pone il PDL in condizioni ben diverse dall’UMP.  Lo scisma , se scisma  ci sarà nell’UMP, é frutto di una diversa visione politica tra le due fazioni. Nel PDL c’é il padre padrone Berlusconi e nient’altro.  I dieci candidati che si presenterebbero alle primarie , ammesso che si facciano, sono dei membri del partito che non hanno alcun legame elettorale con il popolo, né con il territorio di riferimento. Sono dei vavassori , o vassalli, tributari della loro stessa esistenza politica al padre padrone che, a suo tempo , li ha gratificati inserendoli tra i primi due, o tre delle rispettive liste lettorali.                  Notabili che sono stati utili nella campagna mediatica .  Niente di più.         Privi cioé di quel fondamentale ruolo di cinghie di trasmissione di istanze, valori, interessi della società civile .

Eccoci quest’ultima é oggi  il feticcio, il nuovo grande contenitore del nulla . Quel riferimento costante e continuo che qualsiasi movimento politico in Italia evoca come lavacro da errori, ruberie, personalismi, crimini commessi . La società civile! In questo concetto che,  semanticamente sottintende l’elettorato stesso nel senso più ampio ,  in Italia si coglie,  non a caso,  il desiderio tipico di differenziarne i rappresentanti.  Ovvero gli esponenti di tale , o tal’altra fazione;  dai sindacati, alle professioni liberali, agli imprenditori, ai clericali,ecc. ecc. Quindi non scelti, ancora una volta , ma rappresentanti essi stessi di ben determinati interessi finanziari,economici, politici.

Cioé nell’accezione dei moderati , che di moderato hanno ben poco, s’intendono dei lobbisti, dei rappresentanti di ceti determinati di quella società civile di cui cianciano e di cui sono l’espressione di punta. I Montezemolo, i Riccardi, di quel centro che, restando tale, tenta il solito camaleontismo per restare nella stanza dei bottoni affinché niente cambi , salvo il nuovo clericalismo rampante che si sente accerchiato dal secolarismo.  A Destra , quella vera , quella italiana che é intimamente fascista a differenza di quella francese, si tenta di attrarre il massimo numero di potenziali moderati berlusconiani per poter mantenere in vita la vera anima del PDL che del clericalismo ha solo il vessillo, ma certo non l’anima.

L’altra andrà a confluire con l’altro centro l’UDC. Eh si,  perché questo é un paese dove a parole sono tutti centristi, moderati, democristiani  timorati di dio e della madonna , ma che bestemmiano come turchi dalla mattina alla sera, sostanzialmente nei loro comportamenti, e  metaforicamente nella loro visione cristiana..      Incredibile verrebbe da dire.  Oltre il 50% dell’elettorato si mostra deluso e sconfitto da questo ceto e modo di fare politica e cosa fanno i partiti ed i movimenti di destra? Si assiepano al centro …….

Accavallandosi l’un sull’altro con slogans, richiami, e “clin d’oeil”.             Nessuno che  voglia dichiararsi perciò che in realtà é e rappresenta:                  la destra con la D maiscola.  Conservatrice, clericale, tradizionalista, retrogada , cialtrona q.b..   No,  tutti bravi ragazzi , seri preparati e soprattutto figli di. ………..Il familismo  é il contenitore principe, il brodo primordiale di questi rappresentanti della destra nostrana che tutto vuol essere , salvo se stessa.  Guai a definirla con il suo vero nome…..

Buona vita a tutti

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Una risposta a DESTRA EUROPEA: DECLINO E SCISMA

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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