L’ECONOMIST E LA RELAZIONE CITY – GOVERNO CONSERVATORE


English: US President Barack Obama and British...

English: US President Barack Obama and British Prime Minister David Cameron trade bottles of beer to settle a bet they made on the U.S. vs. England World Cup Soccer game (which ended in a tie), during a bilateral meeting at the G20 Summit in Toronto, Canada, Saturday, June 26, 2010. (Photo credit: Wikipedia)

Français : François Hollande à Tours, le 5 sep...

Français : François Hollande à Tours, le 5 septembre 2011. (Photo credit: Wikipedia)

L’ECONOMIST , settimanale britannico di finanza ed economia , con posizioni originariamente liberal conservatrici, nella sua copertina definisce la Francia il più grave pericolo per la stabilità della zona euro. Incredibile un’attacco di tale virulenza da parte di una rivista dell’establishment che, generalmente usa toni soffusi quando tratta di governi  ed in particolare di vicini importanti.

Definisce la Francia,  nel suo numero datato 17 novembre,   niente meno che una bomba ad orologeria nel cuore stesso dell’Europa. Un dossier di ben 14 pagine  con un’illustrazione assai figurativamente pesante:  sette baguette di pane  avvolte in un nastro che riproduce il tricolore nazionale e formano dei candelotti di dinamite collegati ad una miccia. 

Il commento ; “la Francia  potrebbe divenire il maggior pericolo per l’euro” ,  ” la crisi potrebbe colpire già a cominciare dal 2013 !”    L’Economist mostra una virulenza non comune e particolarmente diretta nei confronti di  François Hollande e del primo ministro Ayrault ,  affermando che  “entrambi non sembrano essere leaders coraggiosi , capaci d’imporre riforme di peso a fronte di un’opposizione generale” . Fin qui ho riportato il tono e le accuse.

Cerchiamo ora di mettere a fuoco ragioni vere e recondite di un simile attacco. In primo luogo và detto che, al di là di quello che si vuole credere, gli organi d’informazione  fanno gli interessi dei loro padroni in senso stretto e senso lato.  La City di Londra é il padrone in senso lato e la vicinanza delle posizioni con i conservatori al governo fà il resto.  La City rappresenta economicamente tra il 18 ed il 20% dell’intero PIL britannico.  La borsa londinese é ormai base di ogni speculazione mondiale.  La normativa britannica in merito é largamenta al suo servizio.

A fronte dell’enorme crisi socio-economica  che il paese attraversa ormai da 4 anni i problemi sono tanti e crescenti :     de-industrializzazione avvenuta nel ventennio precedente,  periferie urbane che assomigliano sempre più alla Chicago degli anni venti, un referendum prossimo che rischia di dividere definitivamente la Scozia dall’Inghilterra, un  crescente scontro razziale tra minoranze etnico-religiose sempre più deluse, una disoccupazione che ha letteralmente ridotto la qualità della vita del 35% del popolo inglese.

A fronte di tutto questo il governo conservatore di David Camerun poco é riuscito a fare . O meglio, dopo aver finito per nazionalizzare l’80% delle banche britanniche  per evitarne  il collasso , da due anni sta letteralmente stampando moneta. Eh sì,  i britannici non essendo nella moneta unica possono stampare a piacimento.   Come vorrebbero i nostri industrialotti  per svalutare competitivamente , vendere prodotti di scarsa qualità , senza investire e far pafare al popolo bue il costo. Bravi, già fatto, ma se lo sono già scordato come é andata a finire……

Gli scandali recenti che hanno coinvolto il governatore della Banca d’Inghilterra per aver avvantaggiato certi Istituti lo dimostrano.Dal lato industriale  non possono fare granché perchè la manifattura é stata distrutta da Lady Tatcher , apprezzata solo all’estero e nell’agiografia cinematografica.  I sudditti dell’UK la pensano diversamente,  specialamente gli scozzesi ed i gallesi . Ed allora direte voi?   Il vero Casino’  é la City che,  grazie all’enorme flusso di transazioni sforna miliardi ed ha reso Londra la principale borsa speculativa al mondo.

Tutto ciò per dire che la Francia rappresnta oggi per il governo Camerun il nemico numero uno. Il perché é presto detto é il paese che si é battuto fino alla morte per la Tobin Tax e capeggia la linea europea che vuole mettere sempre più la finanza sotto il tacco della politica e della trasparenza per evitare tracolli non giustificati e la creazione di sacche d’impoverimento difficili da gestire…. E’ vero che la tassa sarà applicata solo da 11 paesi, che ci saranno tentativi di aggirarla, che le banche faranno salti mortali, ciònondimeno  la Tobin tax sarà  probabilmente varata anche dagli USA di Obama.

Essa rappresenta un enorme spada di Dasmocle per le entrate del paese. Come in USA , dove i 7 isituti bancari più potenti hanno sfacciatamente finanziato per la prima volta i repubblicani  (rapporto 1/5) così hanno opposto una forte resistenza contro l’avvento al potere dei socialisti.                   I tories ormai sono ridotti a difendersi ed in questa difesa delle loro convinzioni ideologiche coinvolgono il paese, chiaramente usando i media a loro più vicini.  Ed allora ecco che l’Economist cita tutti i seguenti aspetti come prova : economia stagnante, disoccupazione elevata,  deficit commerciale  abissale, peso dello Stato smisurato  ed infine ,la ciliegina tipica di ogni neo-liberismo,  “un clima degli affari che si é deteriorato dall’avvento dei socialisti.”  In particolare , udite, udite,  con le misure di tassazione  decise dal Presidente Hollande, per infine lanciare il colpo di fioretto,      “l’élite e gli elettori francesi non sono pronti a nuovi trasferimenti di sovranità a livello europeo”. 

Hollande é dipinto come un uomo pericoloso  e la sua vittoria  e’ da sempre stata  considerata un brutto segnale per  la Francia.  Sarebbe facile ridicolizzare la politica dei governi britannici , tutti, conservatori e laburisti. Nessun leader , Blair per primo ha mai avuto il coraggio di indire il famoso referendum sull’adesione  completa della GB all’UE.  L’UK aderì a suo tempo per non voler perdere l’opportunità di rallentare il processo di unificazione. Il loro interesse era il Commonwealth ed il legame con gli USA. 

Lo è ancora, ma il Commonwealth é ormai una cassa quasi vuota, il legame con gli USA in termini economici non conta più tanto, quello politico al contrario si é appiattito sugli USA.  Resta il fatto che la GB fuori dall’UE , comunque la vogliamo mettere,  oggi é morta, mentre la UE senza la GB vivrebbe,  e pure meglio…… Da europeo mi sono sempre augurato che il processo di unione ponesse prima, o poi l’UK di fronte ad una scelta obbligata.  Non é avvenuto. Ma ora con il prossimo referendum é possibile che la Scozia possa ottenere l’indipendenza e chiedere l’adesione piena alla UE. Ciò di fatto metterebbe qualsiasi governo britannico nell’obbligo di andare a referendum e di fatto porre fine ad un’ambigua partecipazione.

Lasciatemelo dire, l’Europa é continentale e la politica europea se vorrà divenire più coesa, più coerente, unitaria e competitiva ,  non potrà prescindere da questo.  Lo so,  alcuni miei lettori storceranno al bocca.          Ma proprio la situazione attuale dimostra che gli Stati Nazione hanno terminato la loro esistenza, il passaggio e la rinuncia a parti di sovranità é obbligato se vogliamo affrontare le sfide del XXI secolo;  Cina , USA,  per non parlare dei BRIC.  L’Italia, certo perderà qualche posizione ,  resta comunque la seconda manifattura dopo la Germania nell’Unione. Dobbiamo salvaguardare questo enorme patrimonio, operare un’intelligente revisione delle politiche industriali e dell’occupazione, addivenire ad un nuovo tipo di divisione comunitaria del lavoro, ma soprattutto renderci conto che , o ci integriamo , o moriremo comunque quali entità nazionali .

Altro che turismo , secondo la visione di economisti come  Zingales.                Per fortuna é in USA . Speriamo ci resti , con le corbellerie che racconta,  il consigliere economico di Renzi, sponsorizzato dal fondo Algebris di Serra.   Il suo piano per l’Italia sarebbe abbandonare investimenti in bio-tecnologie , in informatica ,”tanto siamo incapaci”, (concetto sviluppato nella penosa puntata di Servizio Pubblico  di ieri sera) e vivere di turismo (sic).  

Assomiglia  al piano di smantellamento  che l’imbecille del ministro americano dell’epoca, Morgenthau , aveva previsto per il futuro della Germania per smilitarizzarla dopo la II guerra mondiale: Terra di pascolo. Come vedete la mamma  di quel tipo di persone é sempre in cinta.                    Ma per tornare al nostro settimanale  é evidente che la GB si senta oggi più che mai minacciata e rischi l’isolamento per la politica che stà conducendo nei confronti della UE ed in particolare dei suoi maggiori membri Francia in primis , ma anche Italia. L’unico governo con cui i governanti britannici non vogliono scontrarsi é quello tedesco.  Cercano alleati nei piccoli paesi ;Cechia, Polonia, Finlandia, Svezia ecc. Non é un caso il diniego iniziale nei confronti dell’aiuto UE all’Italia capitanato dai Paesi citati e risolto sull’intervento tedesco in nostro aiuto.  La GB stà cercando di alimentare la fronda contro un’accelerazione del processo di unificazione che é alle porte. Mettersi di traverso aiuta le finanze ed offre loro  l’illusione di essere ancora una potenza politica ed economica.  Al tramonto di sicuro.

Buona vita

Informazioni su exult49

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4 risposte a L’ECONOMIST E LA RELAZIONE CITY – GOVERNO CONSERVATORE

  1. Anonimo ha detto:

    e purtroppo ieri sera e’ stata declassata,se le notizie dovessero essere smentite e spero i danni economici chi glieli paghera’ alla FRANCIA

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  2. Pingback: Exult 49, la finanza internazionale all’attacco della Francia. « Cor-pus

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