LAVORO, PROBLEMA FONDAMENTALE ITALIANO


Arnaud Montebourg in April 2005

Arnaud Montebourg in April 2005 (Photo credit: Wikipedia)

Lavoro , o piuttosto non lavoro, ricerca di lavoro, disoccupazione generale , disoccupazione femminile, disoccupazione giovanile. Questo é ormai da venti anni il vero e più  serio problema del paese  che ci inchioda  e rende lo sviluppo e la crescita delle chimere. Ridicoli gli Ichino (finta sinistra ) ed  i Giavazzi  (finta destra) che per anni hanno perorato la flessibilità e la revisione dell’art.18 come un tantra , attraverso le quali si sarebbero innescati  processi virtuosi di assunzioni . Il problema della mancanza totale di pianificazione  e di una seria strategia industriale , la sottovalutazione del processo demografico d’invecchiamento che colpisce in Europa Italia e Germania in modo acuto,  hanno fatto il resto. 

Non parliamo della politica.  A destra, così come a sinistra , salvo qualche raro caso a livello regionale, si é assistito ad un indecoroso e assordante silenzio. Conferenze, dibattiti, studi, seminari  é tutto ciò che é stato prodotto da professori incompetenti e venduti al sistema attraverso  concorsi di cooptazione permanenti .  Politici incompetenti  ed incapaci di  comprendere i problemi inerenti, in particolare , investimenti in formazione,  percorsi educativi corrispondenti alle reali e diverse situazioni territoriali del paese .

Imprenditori per niente interessati allo sviluppo  del paese e quindi alla qualità dei consumi, dunque poco propensi ad investimenti di prodotto e di processo, tanto meno in tecnologie e know -how che spostassero la manifattura italiana , seconda in Europa solo a quella tedesca, verso produzioni a maggior valore aggiunto che si accompagnano  sempre, nei paesi avanzati,  a salari più elevati.  Una comunicazione mediatica indegna sotto schiaffo dei poteri forti che, piuttosto che  reportages sulla reale situazione del paese,  produce  articoli di contenimento , o addirittura ignora il problema.

Sì,  in fondo questo é un paese dove i veri problemi si conoscono , eccome , ma dove nessuno ha il coraggio di sollevare il coperchio perché , o non si hanno risposte serie , o , caso più realistico,  non si vuole seriamente risolverli perché tutto ciò avrebbe un costo per il sistema . Per coloro che ci hanno governato fino a qui. Lo status quo resta imperante e con esso le frustrazioni prendono il sopravvento. La disoccupazione ha raggiunto oggi un livello drammatico ed i governi  sottovalutano la situazione. 

4 milioni di disoccupati hanno un’ impatto economico mostruoso per il paese.  Si stima in 70 miliardi il mancato contributo al PIL . Se a questa somma aggiungiamo i circa 70 miliardi di evasione fiscale , o economia sommersa,   siamo a 140 miliardi di euro . Ed ancora, di fronte a queste cifre enormi , restiamo attoniti . I giovani non si integrano e restano fuori dalla vita produttiva,  le competenze scemano , la realizzazione  di sè , con tutto ciò che comporta in termini di mancanza di autostima logorano,  i risparmi delle famiglie si assottigliano e le frustrazioni sociali vanno a gonfiare quel populismo che storicamante ci ha già condotto al disastro .

Più volte ho scritto su questo blog che la salvezza dell’ economia italiana passa solo ed esclusivamente  attraverso il riassorbimento graduale della disoccupazione che può essere realizzato attraverso politiche di rilancio condivise tra governo , capitale e lavoro.  Inutile abbaiare alla luna.        Occorre seriamente mettere mano ad un progetto sociale che rilanci una visione globale e solidale del paese.

Impensabile parlare di rilancio, di consumi , quando in regioni ricche come l’Emila Romagna ci sono oltre 140 mila famiglie sotto la soglia di povertà. Per non parlare della situazione in Lombardia ,Piemonte e Veneto che presentano una realtà per certi versi ancor peggiore. Qui non si tratta di garantire posti di lavoro, ma di offrire a centinaia di migliaia di giovani l’opportunità di poter inserirsi , di riguadagnare fiducia in sé stessi e riprendere il cammino della vita . Stiamo allevando una , due generazioni di deviati, che diverranno devianti ,  di giovani che hanno abbandonato la scuola, non seguono alcun tipo di formazione e vivono da emarginati in una condizione aberrante.

Non si dica perfavore  che sono “choosy” , solo un ministro,  “who lost her brain on a cuckoo’s nest”,  può affermare una simile generalizzante idiozia.  Sono in Italia oltre 1.3 milioni i giovani in questa condizione, tra i 14 ed i 24 anni. E’ vero , é un problema europeo, ma noi é dagli inizi degli anni ’90 che non facciamo niente.

Ora , giusto per darvi un’idea di come la politica, la buona politica ,reagisce a questo sfacelo sociale , prendo ad esempio la Francia di François Hollande il cui governo é ancora nei primi cento giorni dall’insediamento e dove la disoccupazione avanza minacciosa , ma non é ancora ai nostri assurdi livelli.  Il ministro  per la ripresa economica e l’incremento della competitività  Arnaud Montebourg ha presentato al Consiglio dei ministri un progetto che prevede  l’alleggerimento   del peso dei costi sociali sugli stipendi dei lavoratori che si trovano nella forchetta salariale  tra 1.6 e 2.8 superiore al salario minimo, SMIG.   Si va dai 2.281 euro ai 3.465 euro lordi.

Si tratta di un target di 3.2 milioni di lavoratori, poco più di 1 su 5  e di circa 1 milione di lavoratori dell’industria. In realtà é il settore industriale quello a cui é dedicata assoluta priorità nel progetto di questa riforma. Per inciso, su 27 paesi UE, in  15 é istituita la forma  del salario minimo garantito per legge.  Salari minimi di riferimento che alleviano gli adulti e spronano nel contempo i giovani a cercare lavoro.

Le imprese  che beneficerebbero di tali misure ,s’impegnano nel contempo a creare posti di lavoro. La riduzione del carico fiscale é dell’ordine di 20 miliardi di euro.   Essa sarebbe di circa l’8% sul totale  e riservata solo alle imprese che intendano fare investimenti creatori di prodotti  , o di processi produttivi , non aperta  invece ai settori della costruzione o di mantenimento che hanno per  fine lo status quo del capitale. Questa riforma francese ha come obiettivo l’evoluzione e il raggiungimento di competitività dell’ordine di grandezza di quello realizzato dalla Germania tra il 2000 ed il 2010 . Quel famoso buco , causato dalla stupidità generale diffusa, da un atteggiamento rentier ed irresponbsabile che all’italia é costato oggi ritrovarsi produttore a façon di molte aziende tedesche grazie all’ignavia e stoltezza degli imprenditori italiani che dovrebbero tacere, invece d’invocare scuse infantili.

Si stima che la riforma  possa produrre un flusso d’investimenti massiccio capace di creare centinaia di posti di lavoro.  Infine,  la compensazione per questo mancato introito da parte dello Stato,  sarebbe posto a carico di settori come : la ristorazione, il settore bancario e l’immobiliare,  oltre ad un maggior prelievo sulle pensioni più ricche, la soppressione di vari benefici fiscali per le professioni liberali ed una tassa sulle emissioni di CO2.

Tutto questo é stimato nell’ordine dei 19 miliardi di euro e sarebbe realizzato su un’arco temporale di 2/3 anni per non creare contraccolpi sulla fiscalità generale.  Ecco ora mi chiedo  cosa abbiano fatto  i Passera, banchiere di dio, la Fornero professore universitario eccelso , che sono al governo da  un anno , ma fino ad oggi non hanno prodotto il benché minimo progetto di rilancio dell’occupazione. 

Vedete si obbietta ; non ci sono le risorse necessarie. Sbagliato! Come potete constatare quella di cui si tratta é una riforma a “somma zero” , come piacciono a Monti e Grilli .

Si toglie ad alcuni per dare ad altri , ai più giovani ,  per massimizzare le possibilità di rilanciare il paese. Certo, farà male a qualcuno, ma se il paese si riprende , gli stessi settori gravati da maggiore tassazione potranno avvantaggiarsene  in futuro  ;ristoratori, banche, immobiliaristi.

L’alternativa per loro qual’é ? Chiudere lentamente i primi, essere assorbite da istituti esteri  le seconde, sparire totalmente dalla faccia del paese i terzi,  vista la cementificazione selvaggia del paese.  La scusante di questo governo é che si trova nelle mani di un Parlamento di venduti a vario titolo alle loro segreterie , o lobbies, e di una coalizione eterogenea e conflittuale , che non si cura dello stato del paese , ma del mantenimento del potere acquisito.              

Ma allora se fossero ciò che affrmano di essere e non sono , dovrebbero dimettersi , chiarendo prima le ragioni  dopo aver prodotto il frutto  del loro lavoro di riforma  . Purtroppo sono e restano membri di quella società civile che non ha alcun interesse  a cambiare l’ordine delle cose , lo status quo.        Mi auguro quindi che i cittadini italiani si rendano conto di quanto sia possibile fare,   e non si lascino abbindolare dai populisti di turno per l’ennesima volta .

Ciò in quanto questi ultimi , subito dopo le elezioni , attraverso inciuci e coalizioni eterogenee,  andrebbero a patti con le stesse lobbies. Occorre essere certi dei programmi , delle coalizioni , di chi vi partecipa e per fare cosa. Lasciamo perdere i nomi , o peggio la nomenclatura.

Buona vita a tutti. 

Informazioni su exult49

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4 risposte a LAVORO, PROBLEMA FONDAMENTALE ITALIANO

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

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