FIAT SENZA DIGNITA’


 

Il Quarto Stato

Il Quarto Stato (Photo credit: gashale)

 

Italiano: John Elkann

Italiano: John Elkann (Photo credit: Wikipedia)

Grida davvero vendetta la ritorsione, la rappresaglia, il ricatto ,come altro definire , la presa di posizione meschina dell’A.D. di quel Gruppo Industriale che ancora si  definisce italiano. Ho dedicato al personaggio altri post in precedenza.  Posso oggi affermare di aver anticipato le mosse e gli errori strategici in termini di mercato e  di marketing compiuti da questo manager da molti, i soliti , osannato, da molti altri considerato un’ottimo chief  financial officer, ma  pessimo C.E.O .

Ma a questo punto , il problema non é più una questione di relazioni industriali , ma diviene un problema politico . Sì perché, se questo governo di tecnici si é dimostrato molto al di sotto della situazione creatasi da due anni con la Fiat e le sue tattiche omissive, oggi deve assolutamente uscire dall’ombra nella quale si é nascosto.  Non basta certo la critica blanda , farisaica, del ex banchiere Passera che  non é certo  credibile oggi dopo le lunghe relazioni con il Gruppo e le vicissitudini trascorse quando era dal’altra parte del tavolo a trattare il “salvataggio ” dell’azienda. Realizzato, come al solito, in questo paese con una socializzazione delle perdite ed una ottimizzazione dei profitti.  

 Non bastano certo né le dichiarazioni , né i pianti a comando della Fornero . Non sono sufficienti le interpretazioni “ex post” delle sigle sindacali Cisl e Uil che  hanno creduto di cavalcare il momento, per poi ritrovarsi nella polvere dalla quale erano giunti. Non bastano neanche  le dichiarazioni di questi figli di industriali che chiedono ai politici, corrotti dai loro padri per ottenere aiuti e salvacondotti , di abbandonare il tempio.   Senza soluzione di continuità siamo passati dalla Milano da bere , dei socialisti ladri , a quella del berlusconismo più becero dei malfattori in proprio , dei finti imprenditori . Prima rubavano per il partito , oggi rubano per sé stessi ed i loro famigli.       

Dopo aver ricevuto miliardi in aiuti statali per costruire Termini Imerese , Pomigliano , Melfi , questo Gruppo,  che da 4 anni ha messo in cassa integrazione alternata migliaia di lavoratori,  ha gravato le casse dello Stato di ulteriori  5.5 miliardi di euro circa . Capitali che avrebbero potuto essere allocati più proficuamente se, questo governo, e quello precedente,  avessero posto in essere una seria politica industriale fondata sullo sviluppo, la ricerca, lo sfruttamento intensivo del know-how delle nuove tecnologie e non su quello della classe operaia.

Non voglio ripetermi, avendo già trattato analiticamente gli errori commessi, ma questo é ormai un gruppo votato alla delocalizzazione , non un gruppo industriale italiano.  Fabbrica Italia e le panzane raccontate, sono solo la punta dell’iceberg. In USA stanno cercando di ricreare le condizioni di cui godevano in Italia 10 anni fà.  Cioé dopo il prestito da  9 miliardi di dollari datogli da Obama , avendoli parzialmente restituiti,  adesso stanno cominciando ad operare nello stesso modo . Varie voci indicano che la minaccia non tanto velata è quella di voler spostare tutta la produzione di Jeep in Cina. Perché? Semplice , per ottenere ulteriori benefici e facilitazioni federali. Detassazione sulle componenti esportate ed importate ad  esempio.

In  Europa questo manager é considerato dai suoi pari inadatto.       Contestato sin dalla sua elezione alla presidenza dell’ ACEA, é sempre più visto come il parvenu dai tedeschi e francesi , non in quanto competitor, no , ma in termini di “filosofia imprenditoriale automotive”. Uno che parla di liberismo per gli altri e poi invoca l’intervento UE per ridurre impianti e produzione accollandone i costi al sistema con la solita richiesta di ammortizzatori sociali.  Dalla sua designazione si notano ; assenza di  sviluppo modelli, perdita di posizionamento nelle diverse fasce di riferimento di mercato, crollo del brand image dovuto ad un brand management inadatto ed improprio. In due sintesi significa:  zero modelli, niente di nuovo, relazioni industriali caotiche e pessimo, o nullo  rapporto con l’indotto . Solo degli amatori giornalisti, come il direttore del Tempo, possono adulare il capo e relazionarne le gesta, da esegeti di basso profilo.

Non c’é quindi da sorprendersi quando gli italiani,  in qualità di consumatori , snobbano il marchio italiano per eccellenza. Non lo sentono più loro. L’attitudine menzognera, la sicumera mostrata ,coprono una totale assenza di strategia industriale,  a prescindere dai capitali disponibili. E’ evidente che la non chiusura di oggi, é un modo  per prendere il tempo necessario a spostare l’headquartes a Detroit , ridurre lentamente la presenza e concentrarsi sui mercati ritenuti oggi più profittevoli : Brasile, Cina, Messico, e ,dopodomani,  Russia e Vietnam.  Le considerazioni che Monti utilizzò un anno fà nell’affermare che il liberalismo economico conduce a produrre là dove i costi industriali ed i profitti sono maggiori , quindi ovunque il capitale decida,  deve però subire una seria , immediata rettifica e conseguente cambio di marcia.

In primo luogo ogni azienda, così come ogni individuo, deve rispettare, applicare ed accettare le sentenze della magistratura. Non surrettiziamente affermare di ricorrere ad ogni grado di giudizio per poi , quando perde,  voler continuare a fare ciò che vuole. Non solo. La Costituzione italiana indica che non si possano applicare  discriminazioni  nei confronti di un sindacato rispetto ad altri. I nfine , é inaccettabile che l’A.D di questo gruppo, che deve tanto allo Stato italiano ed ai suoi cittadini,  si permetta  di ricattare, diciamolo , stupidamente , per 19 lavoratori Fiom , altri  19 altri poveri cristi . Questa presunzione é  frutto di un personalismo da “conducator” che non vuole perdere e  rimuove a suo favore ogniqualsivoglia conflitto. In USA , un tale atteggiamento sarebbe immediatamente sanzionato , lo sappiano i liberisti all’amatriciana di casa nostra. 

Questo dirigente non é all’altezza della situazione. Lo affermo da ex dirigente, per giunta da ex CEO alla rovescia , ovvero essendolo stato per 10 anni in USA . No,  questo non é un grande manager,  questo é  un’arrogante filosofo, divenuto controller per sbaglio. La smettano inoltre di definirlo italiano .        E’ un canadese , con residenza a Zug, Svizzera,  che con l’ Italia non ha e non vuole avere niente a che fare.  In periodi di crisi economica é indubbio che i media lo difendano. La Fiat bene , o male , con la sua pubblicità li salva , ancor per poco dal fallimento.

Ciò che lascia perplessi é il fatto che  le famiglie che compongono il puzzle della proprietà Fiat non decidano di porre un freno a questo continuo conflitto .  E’ vero che da Giovanni ( ateo ) all’attuale composizione , il passo é lungo. in termini di stile manageriale e assunzione di responsabilità.                  La lobby ebraica americana  ,che tanto ha aiutato a livello istituzionale e finanziario lo sbarco Fiat in Chrysler,  forse oggi conta di più anche  in Italia. 

E’ giunto il momento che Monti si comporti da quel anti lobbista che é stato, quando in Commissione Europea. Faccia valere gli interessi delle Istituzioni ed il loro rispetto. Ricordi alla proprietà che,  per quanto libera di intraprendere,  essa ha degli obblighi , non solo morali, ma materiali nei confronti della collettività italiana.   Imponga al Gruppo il rispetto degli accordi passati , presenti e futuri. Tra questi il costo della cassa integrazione guadagni che  é usata dal Gruppo non nei termini legali, ma in spregio alle reali condizioni per le quali essa é stata creata.

Il ricatto dei 19 operai deve essere percepito,interpretato,sanzionato  come un’offesa all’intero interesse pubblico italiano e occorre porre fine alla  “no man’s land” concessa senza  ragione  al Gruppo.  I  C.E.O , negli USA, devono essere stoppati sul nascere affinché comprendano i limiti al loro potere.         Là non sono abituati ad un potere politico che negozia, o peggio pratica attendismo.   Questi segnali sono interpretati come assoluta manifestazione di debolezza  e provocano un’ulteriore salto di qualità del conflitto. Monti e Barca, non certo i ministri in quota PDL ,come  Grilli , sono culturalmente più attrezzati .  I Passera, i Profumo, la Fornero, i tecnici in generale, non parliamo dei piemontesi,  hanno collaborato con il Gruppo in passato.  Come d’abitudine la prassi indica che  non desiderano crearsi dei nemici potenti.  Degli interessi degli italiani possono essere solo mediatori, non difensori.

La Fornero infine la smetta di fare la maestrina con i suoi “Choosy” . Dovrebbe, a mio avviso,  fare meno sfoggio della lingua inglese.                Forse ,da donna,  ha come riferimento fisso lo shopping.  Il termine che avrebbe dovuto usare era “piklisch” .   Anche le ministre fanno ,o sono delle “sborone” , in emiliano,  qualcuno che desidera apparire più di quanto realmente sia!   Si occupi piuttosto, tra un pianto e l’altro,di  quei poveri giovani che non hanno le opportunità che un paese civile dovrebbe offrire loro.come nei 2/3 dei paesi U.E ;  salario minimo, percorsi d’inserimento concordati , stretto legame tra Università ed aziende, supervisione dello Stato ecc. ecc,  non di  sfruttamento ed alienazione. Aiutare loro significa aiutare il nostro futuro e  quello del paese, invece di produrre alienazione e disadattati sociali.

Ecco, smettiamola di occuparci delle apparenze e poniamo l’attenzione sulla sostanza delle cose.  La situazione indica che occorre ristabilire il giusto rapporto di causa / effetto,  mettere i puntini sulle ì  da parte del governo , da troppo tempo assente sul piano delle relazioni industriali , del ruolo  e mission  dei grandi gruppi industriali nazionali . Dobbiamo tutti essere più esigenti con il governo ed i rappresentanti che scegliamo, non criticare senza proporre soluzioni. Quest’ultimo modo é semplicemente populismo becero.

Buona vita a tutti.

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, politica-economia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a FIAT SENZA DIGNITA’

  1. Wow, wonderful blog layout! How long have you been blogging for? you make blogging look easy. The overall look of your web site is fantastic, as well as the content!. Thanks For Your article about FIAT SENZA DIGNITA’ | Exult49's Blog .

    Mi piace

  2. exult49 ha detto:

    Grazie dell’apprezzamento per il blog. Mi auguro possa essere utile a smovere l’apatia e rimuovere la frustrazione ……..Occorre prendersi la responsabilità e VOTARE.

    Mi piace

  3. Pingback: Fiat senza dignità | Raimondo Bolletta

  4. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.