“SENTIMENT ” DELL’ELETTORE AMERICANO


Romney

Romney (Photo credit: Talk Radio News Service)

English: Barack Obama delivers a speech at the...

English: Barack Obama delivers a speech at the University of Southern California (Video of the speech) (Photo credit: Wikipedia)

Continuo ad occuparmi delle elezioni americane…….per non dover affrontare la “cloaca a cielo aperto” provocata dal  ceto politico  italiano, e più particolarmente da coloro che affermano di rappresentare moderati e cattolici . 

Queste elezioni rappresentano senza dubbio  un “turning point” per la politica internazionale, oltre che per l’impatto che possono avere sulla politica europea e dei singoli Stati. Si possono trarre un serio numero di insegnamenti e considerazioni circa le differenze ,così  pure  le similitudini tra i due blocchi che si contrappongono.

In riferimento al soprassalto di consenso ,avuto a seguito del primo dibattito televisivo da Romney , dovuto in gran parte all’inclusione nel campione di riferimento di coloro che manifestano la loro intenzione di recarsi alle urne. Non solo i già registrati al voto, materia analizzata nel precedente blog.             La performance di Obama é stata interpretata negativamente con i suoi silenzi, con l’atteggiamento piuttosto remissivo , figurativamente  espresso nel capo inclinato durante gli interventi di Romney.

Sarà interessante quanto questo supposto leggero vantaggio , a seguito del dibattito , si solidificherà nell’opinione pubblica, e quanto invece svanirà. Occorre cioè sempre diffidare dei sondaggi  a caldo perchè riflettono la percezione del momento, non una metabolizzazione  di pensiero.                           I fondamentali restano per Romney molto pesanti e difficili da superare.

Analizzando adesso la percezione dei candidati , Romney é percepito dall’elettore medio come un candidato troppo ricco ,troppo “gentry” ,per potersi occupare delle esigenze sempe più stringenti  della classe media che nell’ultimo decennio ha subito un vero tracollo quanto a reddito e stile di vita. Nel contempo la rielezione di Obama sarà molto più sofferta di quella di Reagan , o di Clinton.  Come già ho sottolineato in altri posts, le classi bianche sono uno dei  segmenti chiave sui quali si gioca l’elezione presidenziale.

Queste ultime hanno notevoli difficoltà a riconoscersi in Romney.                       A parte alcune disgraziate dichiarazioni a porte chiuse , come quella che per vincere lui si concentra esclusivamente sul 54% potenziale che può votarlo , disinterressandosi del restante 46% che comunque considera ostile.           Sono i “blue collars”, la classe operaia , che si differenzia dalla classe media, “white collars”,  che hanno votato democratico per decenni , fino agli anni ’70. In seguito sedotti dal sogno di Reagan, dei valori di riferimento della grande nazione americana, caddero nelle sue braccia. 

Poi arrivò Clinton che, dopo gli interventi militari rovinosi,gli scandali finanziari altrettanto roboanti dell’era Reagan, riuscì a ricondurli in buona parte nel campo democratico. L’idea dell’America ,quale superpotenza mondiale, “tout azimut” , aveva condotto d’altronde ad un deficit notevole.

In due mandati Clinton riportò i conti in ordine , addirittura lasciando al povero (intellettualmente parlando) George W, un sensibile avanzo di bilancio. Voi sapete poi come é andata a finire. Quest’ultimo ha creato in due mandati una voragine di debito che resta difficile da assorbire. 

Il Mid-West sarà decisivo per la vittoria di Obama, in particolare l’Ohio e Michigan. Il problema che oggi il partito democratico affronta  é appunto di riconquistare  la classe operaia che nell’ultimo decennio si é accresciuta a causa della perdita di lavoro e di salario  ed in particolare causata dall’emarginazione rispetto al sogno americano ,oggi non più raggiungibile.

Barak Obama tende ad indirizzarsi alle minoranze e meno ai blue collars.      Ciò detto é pur vero che Romney resta anni luce distante  e meno attraente di Obama. Per i blue collars Romney  incarna la classe abbiente, quella dominante , della costa est. Troppo ricco anche  per una classe sociale media che ha perso peso e status,  che si sente sempre meno protagonista nel paese. Quella classe che in ogni manifestazione , cinema , letteratura, stile di vita é divenuta simbolo della riuscita ,”affluent society”  un’ icona della riuscita, dell’ascensione sociale, del raggiungimento della soddisfazione dei bisogni , reali ed indotti dal consumismo.

L’ex proprietario della Bain Capital  rappresenta agli occhi di quest ultimi il partito, l’ideologia  che ha contribuito a rompere l’incantesimo,  declassato il loro status sociale , il loro ceto . Incarna la finanza senza scrupoli che, mentre la crisi si abbatteva sugli USA dal 2007 e faceva colare a picco il valore delle case del 40% ,  faceva profitti grazie ai fondi ed attività detenute all’estero e lucrando sull’affossamento di molti istituti bancari locali americani. Lui che   dalle Isole Cayman,  dove detiene quasi metà delle sue liquidità, paga in USA un’aliquota del 14% di tasse . 

Un’altro elemento che si aggiunge al “divide” tra democratici e repubblicani è quello delle armi. Del loro possesso, senza alcuna regolamentazione.        Facile questa distinzione ; chi possiede armi vota repubblicano, coloro che non ne hanno votano democratico.

Un’ulteriore forte elemento di distinzione é quello delle classi d’età. Sostanzialmente si può affermare  che le classi oltre i 50 anni  votano in maggioranza per i repubblicani  , mentre sotto i 50, democratico. Quest’associazione d’intenzione di voto , é stata ben sfruttata dalla campagna democratica , ovvero Romney rappresentante di quella America che invecchia ed é in preda alla disfatta.

Interessante é il voto femminile che in gran parte premia il presidente , anche a seguito del dibattito , l’elettorato femminile ,di qualsiasi classe di età,  predilige Obama. L’elettorato bianco latino  é anch’esso in buona parte pro Obama ,fatta astrazione di quello di origini cubane , prevalentemente localizzzato in Florida, che invece vota repubblicano.                                              Nel 2008 votarono in massa per Obama ed a lui restano comunque molto legati. 

Un’altra grandissima differenza tra Europa e USA é la conoscenza approfondita  fin  nei minimi dettagli dell’elettorato di riferimento. Pensate, ho ricevuto via e-mail oltre 45 richieste di fondi da parte dell’organizzazione per l’elezione di Obama. Legate a vari inviti, manifestazioni , cene, tiraggio a sorte di voli per raggiungere luoghi d’incontro con il presidente. Cosa voglio dire? Che la conoscenza dell’elettorato di riferimento é assoluta,attiva, dinamica . Quartiere per quartiere, zona per zona, città per città , si dispone della mappa dei propri simpatizzanti e per questo si fà del porta a porta .

Centinaia di persone gratutitamente svolgono quest’attività nei week-ends del mese/i che precedono le elezioni. Un’attività che si svolge inoltre nell’ambito del telemarketing, dei meetings, di avvenimenti ad hoc, dove il candidato presidente /vice presidente ,si presenta e si espone. E tutto ciò contea per contea , Stato  per Stato .

Ecco che allora il “sentiment” del popolo americano si forma non tanto e non solo attraverso il medium televisivo , ma soprattutto  dal basso , da questo tipo d’incontri di quartiere e di massa. Ora non fatevi un’idea errata di partecipazione.     No assolutamente no . Meno del 50% dei cittadini americani si recano alle urne storicamente !  Nessuna comparazione è possibile in tal senso tra Europa e USA. Si tratta sempre di una minoranza in generale, a grande maggioranza bianca e “wasp”.  Ecco perché é sempre più interessante il voto espresso dalle minoranze. E lo sarà sempre più in funzione della demografia, visto che dal 2020 le minoranze saranno maggioranza in termini di aventi diritto al voto.

Resterà sempre un grande divario dovuto all’astensionismo cronico che si può largamente collegare  a quei cittadini che  non si sentono,  a vario titolo, parte integrante della società americana. Circa 1/3  di loro , ovvero 100 milioni vivono senza assistenza medica, lavorando part time, senza aiuto e senza futuro.  La democrazia partecipata resta un sogno,  che non fà parte del sogno americano.  Il senso di appartenenza negli USA è intimamente legato alla classe socio-economica, più che ad ogni altro legame.

Da questo discendono come corollario ;  la zona in cui si risiede, la scuola privata ove vanno i figli, le dinamiche interne di una società che si auto-rappresenta per ciò che non é nel suo complesso.  Ecco da dove deriva il dio denaro, l’importanza assoluta che non permette nessun ‘altro valore di riferimento.    Il bianco e nero sono ancora una linea divisoria netta che non si coglie nelle due coste ,est ed ovest, ma resta un muro nel resto del paese,  nell’america profonda a nord , come a sud.  Ed é quest’ultima che deciderà il voto finale.

Ma é anche l’area geografica dove maggiore é l’astensione e la bassa scolarità , da sempre…..       La crisi economica fà il resto . Certo é che dal 2008 , nonostante due manovre di “quantitative easing” di circa 2000 miliardi di dollari,  la ripresa non c’é.    E questa é la colpa che viene data all’Europa da parte dei repubblicani;  non ha preso il testimone e risollevato la situazione americana come avvenuto nei passati decenni . Ma non si riconoscono, nel contempo,  gli errori madornali compiuti da Bush e dal suo governo ed oggi dalla maggioranza parlamentare che impedisce qualsiasi riforma  quanto al debito creato e soprattutto all’assenza di controlli sulla finanza speculativa, le transazioni  e la legislazione permissiva  che é alla base del caos nel quale siamo piombati. 

Buona vita a tutti.

P.S Qui di seguito una copia dell’attività dell’organizzazione e sollecitazione di voto e fondi :

Friend —
I told Barack I have one mission tonight: tell the truth and stand up for what we believe in.
Our side is always going to win when we do that.
But, folks, take a look at what we’re up against this week:
— It’s one of the last four weeks we have remaining.      — This week alone, the other side is spending nearly $37 million on Mitt Romney’s behalf in eight battleground states.      — The resources we have in the bank at midnight tomorrow will determine how big we can go for our final push.
It’s urgent that everyone gets on board — and fast. That means you, and that means now. Please don’t wait any longer.
Donate $5 or more right now, before I head up on that debate stage.
I can’t predict if Paul Ryan will follow Mitt Romney’s lead tonight, hiding and flat-out denying their unpopular ideas, or if he’ll come prepared to have a real debate about where this country should go.
Trust me, I’m ready for anything, but I can’t do this alone. Nearly 4 million grassroots donors have stood up and said they’ll be a part of what we’re building together — I’m hoping you’ll take this opportunity to join them.
Your donation will put us in the strongest position possible tomorrow, ahead of a major budget-decisions deadline.
Please donate $5 or more today:
https://donate.barackobama.com/Before-the-Debate
Thanks for your support tonight.
Joe

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6 risposte a “SENTIMENT ” DELL’ELETTORE AMERICANO

  1. exult49 ha detto:

    Thank you for your trust…..

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  2. exult49 ha detto:

    Thank you for you appreciation. I’ll look after your kind suggestion.

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