ECONOMISTI E TRASPARENZA


Spesso tratto di temi economici ed in particolare di macro-economia. Talvolta ho criticato aspramente certi economisti in relazione alle loro convinzioni , rivelatesi a volte errate , o fallaci. Come ho più volte affermato l’economia ,in quanto disciplina accademica, non é certo scienza, ma frutto di modelli e teorie che trovano poi, nel comportamento dei governi e degli uomini , della realtà del mercato , il maggior numero di ostacoli e débacles. L’attuale teoria accademica dominante, é quella neo-classica , o meglio definita per la sua origine ed imperante visione americano-centrica , “mainstream”.  Dal 2007 ha subito notevoli smacchi ed erosione di consenso intellettuale ed accademico, rispetto a quella keynesiana più datata, ma che sembra più attrezzata per meglio comprendere l’interazione ed il ruolo sempre più preponderante delle élites finanziarie e delle politiche governative. 

“La ricerca dell’equilibrio naturale”  in cui questa scuola crede, in termini formazione  tra domanda ed offerta aggregata , a me sembra appartenere alla sfera del “sesso degli angeli”.  Le azioni ed interventi dei gruppi d’interesse, della speculazione , delle lobbies e degli stessi governi,  falsano completamente il supposto meccanismo per cui domanda ed offerta s’incontrano  e si autoregolano “naturalmente” verso un idilliaco equilibrio .

L’assioma secondo cui , alla riduzione dei salari e conseguentemente dei prezzi dei beni , come accade oggi , sulla scia della teoria suddetta, corrisponda un incremento della domanda aggregata di beni e servizi , si é rivelato errato .  Queste riduzioni, complice l’incremento della disoccupazione strutturale  ,hanno come corollario e conseguenza ultima   la notevole riduzione, o decremento  della domanda stessa.  I modelli purtroppo  non rappresentano la realtà, ma cercano d’imitarla.

Il mercato é imperfetto perché il comportamento umano é sua volta  imperfetto ed imprevedibile, quindi risulta una  variabile indipendente!  Quando ciò che é avvenuto dal 2007 ad oggi  é considerato da questa scuola  di pensiero semplicemente una bolla, si comprende perché il modello non può funzionare.   Voler rinchiudere la realtà dell’economia globalizzata in un bicchiere , ovvero in un modello , questa é presunzione. La bolla rappresenta  l’elefante che non hanno visto mentre analizzavano il prato verde del liberalismo  che tanto amano.  La bolla é il prodotto stesso degli squilibri messi in atto dalla speculazione  che altera ed ha alterato, in maniera macroscopica,  i fondamentali del mercato.

Ma ciò che oggi mi preme sottolineare é legato ad un tema correlato, ma non meno importante,   per la formazione dell’opinione ed informazione pubblica.  Cioé alla trasparenza delle azioni e dei comportamenti degli economisti, degli accademici, degli esperti economici,o pseudo tali , dei giornalisti  specializzati che affollano le varie emissioni radiotelevisive . Questo aspetto  costituisce l’altro  fondamentale dell’informazione economica.

Ostacolo all’etica della trasparenza e delle valutazioni,  alle considerazioni espresse nei vari “talk shows”.  Mi riferisco al fatto che gran parte  degli universitari, degli accademici,  degli stessi Nobel , siano remunerati da istituti bancari ,centri studi , gruppi finanziari , o peggio siedano nei consigli di amministrazione di quelle stesse Istituzioni che negli ultimi 4 /5 anni hanno speculato, al di là di ogni legge, sul mercato globale.  Harvard , per vostra conoscenza, ha un budget finanziario destinato alla ricerca  superiore a quello di tutte le università europee. Ci sarà pure un’interesse per tale generosità da parte delle aziende.

 Si parla di conflitti d’interesse a livello politico, ma sussistono anche conflitti d’interesse a livello economico consulenziale. Criticavo, in un post precedente, Nouriel Roubini e le sue società (americane) per le sue consulenze a vario titolo.  Inclusa quella di due anni per il premier greco Papandreu , che avrebbe dovuto metterlo a conoscenza ed in grado di intervenire circa il disastro greco. Ma lui é solo uno dei tanti. Quasi tutti i premi Nobel fanno altrettanto e se ne vedono i risultati…

In Francia , paese dove mi trovavo recentemente,  il problema della trasparenza e quindi dei conflitti d’interesse in ambito economico accademico- mediatico,  é sotto la lente d’ingrandimento.                                       La trasparenza,  la credibilità delle istituzioni accademiche e professionali infatti, alla luce della crisi attuale, é a rischio a causa degli scandali finanziari che hanno coinvolto le grandi banche mondiali ; G&S,HSBC,B.o.A, City, ecc.

L’OFCE , osservatorio francese per le congiunture economiche, ha imposto attraverso un suo regolamento interno che i propri collaboratori e consulenti dichiarino i loro accordi, consulenze e progetti di collaborazione , nonché incarichi, con il settore privato.  Le due maggiori associazioni francesi di economisti universitari ,Parigi e Toulouse, hanno posto in essere dei meccanismi interni per evitare e combattere  la corruzione intellettuale in occasione di congressi, panels, internships che a vario titolo vengono offerte agli associati.  

Il problema della corruzione a livello intellettuale ed accademico non é da meno di quella dei gruppi d’interesse nei confronti dell’apparato burocratico dello Stato.  Anzi é molto più pericolosa, poichè tende a voler omogeneizzare la comunicazione e dirigerne flussi e motivazioni . 

Ecco perché in ambito mediatico – comunicativo occorre porre attenzione a coloro che partecipano a dibattiti ,o trasmissioni  e sapere a quale titolo e per conto di chi abbiano lavorato nei 12 mesi precedenti alle loro apparizioni, interventi, o semplici esternazioni pubbliche.  L’associazione dei giornalisti economici e finanziari  francesi , AJEF, ha accolto questo invito e si é conformata a questa esigenza.  Lo stesso dicasi per i maggiori circoli di esperti mediatici, Circolo degli economisti ecc. ecc.  .

A seguito di questa avvertita ed non più procrastinabile  richiesta di trasparenza,  da Luglio 2012 gli associati di tutte queste associazioni dovranno segnalare  “le imprese ed i gruppi per i quali hanno lavorato , o prestato  la loro opera negli ultimi 12 mesi”.  E’ evidente che questa misura rappresenta l’inizio di un processo di trasparenza e di implementazione  di un’ etica e deontologia professionale compiuta .

Occorre abbattere  la ragnatela d’interessi che troppo spesso si cela dietro Think-tanks, Fondazioni,  centri studi , di dubbio scopo.  Per chiarire legami di appartenenza, o di sponsorizzazione ideologica. 

Sulla stampa e sui media francesi l’argomento degli economisti prezzolati, o se preferite a libro paga della grande finanza,  è oggi più che mai all’ordine del giorno. In un momento come l’attuale, dove i conflitti si accumulano , dove a quelli generazionali , di classe , di casta, oltre a quelli politici che ne sono conseguenza, occorre sempre più chiarire gli interessi di coloro che presentandosi da esperti intendono accreditare le  loro ricette , o soluzioni , come le più adeguate.

In tal modo l’utente/fruitore televisivo , o radiofonico sarà maggiormente in grado di comprendere e situare contestualmente colui che propone le eventuali soluzioni. Un’esempio per tutti.  Rispetto ed apprezzo ,talvolta,  le posizioni ed analisi di Oscar Giannino, ma desidero che mi si dica che lavora per Libero, che ha consulenze di vario genere con vari Istituti bancari nazionali , che é membro della massoneria italiana ed ha ottimi rapporti con CL ed opus dei.   Non perché non creda alla sua onestà intellettuale, ma perché ritengo e desidero comprendere se, nelle sue posizioni,  si possano intravedere eventuali conflitti d’interesse.

Lo stesso dicasi per Giavazzi ,a fronte della sua vasta produzione letteraria, degli incarichi che svolge ,a vario titolo, per il Governo,le università  e gli Istituti bancari nazionali ed esteri.  Roubini poi é l’esempio più lampante di contraddizioni e conflitti.  Niente a che vedere con la sua produzione intellettuale, ma molto con gli interessi nei quali,  suo malgrado é coinvolto e dei quali é attore.       

Mi rendo conto che in un paese , come il nostro, dove la trasparenza é una chimera, dove il compromesso è all’ordine del giorno, dove le varie mafie sono quotidianamente all’opera , grazie all’assenza di una legislazione adeguata al contesto operativo , é una pura chimera pensare ad un tale soprassalto di etica comportamentale. E questo dovrebbe farvi riflettere sul crepaccio evidente che c’é tra noi ed il resto d’Europa. Inutile abbiare alla luna.  Occorre una presa d’atto collettiva ed una conseguente seria programmazione d’interventi risolutori. Non roboanti e populiste battute, ma specifiche drastiche misure. 

Buona vita tutti.

Informazioni su exult49

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3 risposte a ECONOMISTI E TRASPARENZA

  1. Anonimo ha detto:

    Oscar Giannino di cui apprezzo intelligenza ed acume ,é da molti anni invitato ,quale relatore, dal Grande oriente d’Italia alla sessione annuale. Nel contempo ,come quest’anno, é un relatore assiduo al Meeting di CL a Rimini. Delle due Opere, sinceramente mi preoccupererei più per il secondo sodalizio che prove alla mano ha già provocato danni economici all’erario nazionale ed a quello lombardo. Il connubio comunque é straordinariamente specifico al nostro paese, quando si pensi che il 65% dei massoni italiani si proclamano cattolici! Ma che Bel Paese!

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  2. Sion ha detto:

    Devo dire un bel post questo ke mette a nudo la realta intellettuale di questo paese.
    In questo paese le lobby sono tante gli interessi astronomici e tutti o quasi vengono foraggiati dal blob bancario.In merito a oscar giannino non sapevo ke la massoneria gli era di casa ma qualcosa nell’aria lo avevo avvertito.In particolare dal tono di risposta su alcuni sms che gli avevo inviato al programma 9 in punto.(la sua visione sul signoraggio bancario, sulla natura del debito e la relativa sovranita monetaria).Ora capisco il perche del suo accanimento x le dismissioni patrimoniali (svendite dei beni dello stato).L’informazione vera sara’ sempre cosa rara.

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  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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