EDUCAZIONE, ISTRUZIONE, FORMAZIONE……..


Mi interesso oggi ad un argomento che é fondamentale per una visione progredita e futuristica della nostra società . Ma che non sembra essere un tema degno di dibattito per la classe politica del nostro paese, né per coloro che vengono definiti a torto , o a ragione “gli Intellettuali”.

Termine pomposo  e quanto mai fuorviante in un’italietta che oggi risulta penultima nella classifica d’ istruzione della UE. Eh si ,anche a causa della demografia, che da noi risulta essere pesante dal punto di vista del livello d’istruzione,  il 63.4% degli italiani possiede a malapena la licenza media inferiore.  Oggi si lanciano concorsi per coprire un certo numero di posti vacanti nelle scuole primarie e secondarie e si discute del peso economico di tali spese.

E’ quanto meno strano che in Italia si guardi solo al lato economico , senza considerarlo un’investimento nelle risorse primarie di uno Stato che restano quelle umane. Spesso si ascoltano versioni contrastanti circa l’uso ed utilizzo che questo paese fà delle risorse umane. La sotto-utilizzazione, o spreco di esse é frutto,  troppo spesso,  dell’ignoranza, o peggio, del mancato investimento in tecnologie, da parte dei settori privato e pubblico. Quando in altri posts ho sottolineato la mancata strategia industriale e la deriva verso produzioni a basso valore aggiunto, e quindi con conseguente corollario di bassi salari , intendevo proprio questa incapacità della classe imprenditoriale  italiana a fare il salto di qualità .

Certo, mancate scelte e direttive governative in materia hanno contribuito a creare il vuoto, ma sembra che, salvo poche eccezioni,  la deriva sia il frutto di una precisa volontà di non investire .Per godere, per quanto possibile, della rendita di posizione, tecnica ,oligopolistica , o meno,  che come tale però ha scadenze determinate. 

Così oggi l’Italia ha abdicato  a presiedere numerosi  settori economici ed é  fuori in altri. Dimensioni troppo piccole, transizione generazionali , inadeguatezza culturale dell’imprerenditoria nazionale ? Tutte  ed anche altre le ragioni , ma  allora forse é il caso di prendere ad esempio la Francia e la sua attuale politica in termini di educazione e formazione.

Chiedendosi in primo luogo non quanti insegnanti per ogni ordine e grado di scuola , ma prima di tutto quale modello di scuola , con quali obiettivi, per quali allievi.  Lascio da parte le mie considerazioni e valutazioni negative riguardo ai precedenti 20 anni. Penosi. Riforme frammentarie e raffazzonate che avevano come principale canovaccio un progetto che vedeva nell’organigramma  il fine ultimo.

In primo luogo , tenuto conto dell’evoluzione della società italiana, della eterogeneità ed interculturalità alla quale é sottoposta , varrebbe la pena di renderla :  LAICA.   Pensate  in un sondaggio Ifop svolto tra il 4 ed il 6 Settembre 2012 ,  il 91% dei francesi  é favorevole  a corsi di morale laica!  Udite, udite,  pure l’83%  dei cattolici! sic   

Il Ministro dell’Istruzione, Peillon, del nuovo governo socialista Hollande,  ha già comunicato che a partire da quest’anno intende riprendere il progetto “federatore e consensuale” di percorsi di morale laica. Durante le lezioni  saranno impartiti “principi e comportamenti del vivere insieme nella società moderna”.

In  realtà in Francia  l’educazione civica festeggia i suoi 130 anni.                       E l’educazione alla cittadinanza , alla disciplina, sono stati i principi cardine dell’istruzione dai tempi di Jules Ferry che, nel 1882 rese la scuola primaria e secondaria francese, laica ed obbligatoria dai 6 ai 13 anni! 

Fino ad allora, coloro che potevano permetterselo, frequentavano scuole cattoliche. Ora io credo che nel 2012 sia giunto , anche in Italia,  il momento di formare dei cittadini  , pienamente coscienti e consapevoli dei loro diritti e doveri . Ai “buoni cristiani”, se esistono, ci penserà la scuola cattolica che é stata negli ultimi 20 anni parificata e sostenuta finanziariamente sulla base di un falso dogma.  

Lo Stato deve  avere come precipuo compito quello di formare dei cittadini istruiti  , informati , che possano comprendere e difendere i valori repubblicani e costituzionali ; dignità e parità dell’uomo,  solidarietà , libertà fondamentali , dove la precedenza sia data al discernimento ed alla ragione  ed al rifiuto di ogni tipo di dogmi.

Si insegni pure l’inno nazionale, ma le sue parole  non possono certo rappresentare un unicum. Ammesso che siano comprese .Smettiamola di sentirci italiani solo in occasione della partite di calcio della nazionale . Questa é la rappresentazione becera di un paese che non conosce se stesso e non può evidentemente riconoscersi !

E’ importante rilanciare oggi il dibattito sulla dimensione del “vivere insieme”, del rispetto delle regole,  della tolleranza ecc.  Sul tipo di società che desideriamo vivere e sul modello laico ed europeo che intendiamo costruire.  L’obiettivo,  in altre parole , é quello di superare “l’impasse ideologico religioso” e “costruire  un concetto ed un vivere la cittadinanza utilizzando il sapere e le conoscenze” . 

Quindi corsi di educazione civica che abbiano come fine ultimo la costruzione dei cittadini di domani che non avranno forse la specificità legata al territorio ed al dialetto , inteso come recinto di cultura , ma come trampolino dal quale partire. E’ evidente che una tale trasformazione é una sfida  , ma si deve comprendere  che  solo attraverso un’ integrazione pianificata si potrà avanzare e progredire in termini comunitari .

L’alternativa é l’esclusione.  L’esclusione del diverso, di coloro che sono differenti da noi. In pratica in tal modo arriveremo a guardarci allo specchio. All’auto esclusione, come i referendum richiesti da varie parti per uscire dall’euro, dall’Europa, da ………per andare dove ? In Africa? Con tutto il rispetto per gli africani.  Il problema é che spesso coloro che cianciano di principi ,valori, costumi, usi e tradizioni, all’atto pratico non sono in grado di citarli, di chiarirli, di elencarli  , di renderli  di fatto validi “erga omnes”.

Ecco un corso di educazione civica e laica sarebbe un ‘ ottimo mezzo ,non solo per chiarire ai tanti stranieri che vivono nel nostro paese , ma anche a noi stessi , quali sono queste regole che ci fanno sentire cittadini. Che ci rendono simili ad altri , che in qualche modo detrminano la nostra specificità ed appartenenza non ad un territorio , ma ad idee e convinzioni comuni.    Valori che ,  per forza di cose, non appartengono a concetti di razza, o religione, ma che costituiscono valori comuni e sentiti a prescindere dai precedenti.  

Questa é la specificità. Le prossime generazioni saranno europee. Europee con declinazioni diverse . Non nazionalismi, ormai appartenenti ad ideologie superate, desuete e perdenti, ma un ‘europeismo capace di declinarsi in lingue e specificità diverse. A questo mi riferisco quando parlo delle “capacità del vivere assieme”, ciascuno nel rispetto dell’altrui educazione, istruzione, formazione.

E’ su questa accezione che occorre lavorare.  Ma per determinare e fare ricorso a questo insieme , occorre ridefinirlo e soprattutto renderlo comune,  affinché possa essere rispettato da tutti.  Mentre i parrucconi, alla Ruini , alla Fioroni , a tutti quei pseudo auto-proclamatisi intellettuali, compreso l’attuale Profumo, stanno ancora a disquisire su scuola cattolica e scuola pubblica , in Europa la scuola cattolica é un’illustre superata istituzione vissuta con noncuranza. 

Per citare il card. Martini , se secondo il parere di un’illustre gesuita, quale era, la chiesa , nel suo proprio recinto di apostolato, ha accumulato 200 anni di ritardo, potete immaginarvi quale potrà essere quello in ambito educativo. Purtroppo le sette, oggi al comando nella chiesa cattolica, sono più interessate al potere ed al suo mantenimento. 

Ragion per cui i gesuiti che, da sempre hanno rappresentato l’intellighentia al suo interno, sono posti all’indice, come d’altronde tutto mondo del Concilio, ripudiato dal bavarese teologo dell’ortodossia imperante.                 Ed allora tocca ai laici, o se preferite ai laicisti, di cui questo paese ha enorme necessità,  suonare l’allarme e riportare alla realtà una società in preda al caos più completo in termini di obiettivi e scopi .

Buona vita a tutti.

 

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a EDUCAZIONE, ISTRUZIONE, FORMAZIONE……..

  1. Sion ha detto:

    Mi dispiace che tu abbia ancora questa visione buonistica dello stato.Deve tutelare l’istruzione, la formazione civica e intellettuale degli individui quante belle parole.Stiamo parlando della luna non della terra e neance dell’italia.Stiamo andando a fondo, siamo fuori, out, the end. (ki mai si dovrebbe interessare e preoccupare se tu ti istruisci o rimani pecora o un bel caprone).Anzi ben venga se l’ignoranza regna sovrana sara’ piu facile raggirare le capre e pecoroni magari con una bella distrazione di massa /partita di calcio di turno.Viva i gesuiti viva lo jor: fate come vi dico ma non fate come facciamo yaaaaaaaaa.buona fortuna xchi crede ke il paese dei balocchi abbia ancora un futuro.

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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