I CONSULENTI ECONOMICI CHE NON SERVONO


Quando nel mio ultimo post mi sono scagliato contro gli economisti Soloni che abbondano nelle Università italiane dopo l’ultima riforma, non mi aspettavo di dover annoverare tra loro anche i due gemelli liberisti dell’era montiana.  Al pari delle province, anche le Università dovrebbero essere ridotte a massimo 70 in tutta la penisola e con loro i corsi di studio quintuplicati per la pletora di raccomandati da sistemare.                      Ma torniamo ai Romolo e Remo dell’era montiana , editorialisti del Corriere, Alesina e Giavazzi.  Cominciamo dal secondo.

Sostenitore della tesi che l’abolizione dell’art.18 avrebbe generato un grande incremento di produttività. Lascio giudicare a voi quanto questa tesi fosse / sia fallace e non corrisponda ad un’attenta visione della realtà imprenditoriale ed industriale italiana.  A mio modesto avviso,  in quella realtà ho operato e non teorizzato, la scarsa produttività  del sistema italiano é generata dalla precarietà crescente del fattore lavoro che è oggi divenuta strutturale.  Giavazzi é negli ambienti universitari “seri”,non mediatizzati,  definito un gran manipolatore di dati circa le eccellenze di alcune facoltà! .

Ciò che detesto maggiormente nell’approccio alla materia è che questo monetarista, fautore di un liberismo filo-americano, utilizzi un camaleontismo accademico inaccettabile quando presenta una visione liberista che spaccia  di sinistra. Non c’é niente di sinistra in un monetarista.  Grazie ai Friedman & Co ci ritroviamo nel disastro economico presente.        La scuola di Chicago ha teorizzato un modello che ha fallito su quasi tutti i piani. Da Reagan a Bush senior,  a Bush Jr. ha generato le bolle che subiamo.

 Infine, anche da un punto di vista pratico, uno che nel ’92/’94 era dir.gen. del Min. del Tesoro, dal ’98 al 2000 V.P del Banco di Napoli dal ’98  ed é consigliere di Autogril spa , azienda che più oligopolista e concessionaria non si può, dovrebbe avere  meno spocchia nell’indicare ricette al paese.              Meno tracotante Alesina , ma sempre in scia a quel liberismo ideale  che in Italia non potrà mai attecchire poiché manca quella metamorfosi culturale che ci permetta di andare oltre la siepe .

Interessante sottolineare quelle che a me appaiono contraddizioni.

“C’é molto da fare per creare un mercato del lavoro che superi la segmentazione fra giovani precari ed anziani protetti, per smantellare le rendite che ingessano i mercati dei beni e servizi e per ridurre la spesa così da poter ridurre le tasse ,soprattutto su chi lavora”  Ecco dopo questa tirata nel loro editoriale , si afferma guarda caso che nuove imposte , in particolare patrimoniali , ridurrebbero il rapporto debito /Pil solo temporaneamente!

Strana considerazione. Dal Medioevo in poi in Italia il privato é ricco ed il pubblico povero. Le famiglie imprenditoriali ricche , le aziende sotto-capitaliazzate. Il nanismo fà il resto. Vien da chiedersi quale paese osservano i nostri Romolo e Remo. Nel precedente post facevo riferimento alla ricchezza privata italiana.  A parte il globale, 9 mila miliardi di assets , gli italiani con un patrimonio superiore al milione di dollari sono 1 milione e 400 mila.      Più degli inglesi e dei tedeschi, secondi solo ai francesi. Quando si pensi che nella sola Svizzera il patrimonio degli italiani supera, secondo il  Credit Suisse,  i 180 miliardi di dollari. Mi auguro il Governo Monti voglia reclamarne una percentuale annuale, come hanno  fatto  GB e Germania.       La mia personale opinione é che una patrimoniale sia la cosa più giusta, rapida ed immediatamente operativa. Oltre il 50%del patrimonio  sono immobili e quelli non si possono trasferire via Swift.

Per ristabilire quel senso di giustizia socio-economica che renda il sacrificio richiesto a tutti i cittadini più accettabile ed equo. I nostri Soloni che parlano di vendita di assets nazionali ,come i  pacchetti azionari dei maggiori gruppi, farebbero meglio ad essere più seri.  Il governo Monti, del quale sono consulenti, ha previsto a copertura da eventuali scalate estero vestite la formula della golden share, giustamente.  Vendere di questi tempi sarebbe non solo errato, ma non gioverebbe più di tanto alla riduzione del debito pubblico.

Certo tagliare la spesa, ridurre l’apparato burocratico, accrescere l’efficienza della macchina statale sono evidenti “must” e su questi punti confido molto più nel rag. Bondi.  Almeno lui nella sua vita ha fattivamente risanato fior di multinazionali, non saltellando da un’Università nazionale , o estera ad  un posto di consulente , o di consigliere di amministrazione, senza mai avere realizzato niente personalmente in concreto. 

 Ma per riprendere il discorso sulla ricchezza, come ho accennato in precedenza , l’accumulo di quest’ultima nel nostro paese é stato possibile solo ad alcuni individui/gruppi/famiglie che hanno potuto approfittare dell’indebitamento pubblico. I concessionari alla Benetton ,di cui il nostro Giavazzi é Consigliere di Amm. (indipendente) in Autogril.   Occasioni di arricchimento ed accumulo di ingenti somme  che si dispiegano nel tempo.

Per questa semplice , ma lapalissiana ragione é al segmento più ricco della popolazione che deve essere fatto carico il problema del debito! Se é vero , come é vero,  da dati Bankitalia,  che il 10% delle famiglie italiane più ricche detiene circa 3.800 miliardi e che dal 1987 questa quota é rimasta costante 46%,  allora miei cari Romolo e Remo siate coerenti.  Non potete fare gli Obama in USA ed i Macchiavelli dei padroni delle ferriere in Italia.                      E ciò nel senso più deleterio che la figura del consigliere fiorentino riveste nel mondo americano in cui operate. 

 Infine, per sottolineare ancor più  la cancrena della mancanza d’investimenti, si prenda ad es. il divario tra la frazione di PIL percepita dall’1% più ricco degli italiani.  E’ passata tra il 1980 ed il 2007  da 6.9% al 9.5% !(sic).  Allora a me che non sono un economista di professione, ma che ritiene essere un’attento osservatore della realtà economica di questo paese , sembra che interventi patrimoniali diretti e mirati siano da attuare ed in fretta.

Anche e soprattutto perché il valore degli assets di questi ricchi patrimoni da una svalutazione e/o da un crollo della UE avrebbe tutto da perdere. Il fattore lavoro non é una variabile indipendente. Il capitale lo é molto di più.  I dati sulla disoccupazione intellettuale in Italia  fanno rabbrividire. Il diplomificio privato delle università “da ricchi e per ricchi”, i tanto reclamizzati Master, tanto sostenuto da Giavazzi presto non avranno più adepti. 

“I compromessi gradualisti non bastano più. Ma i partiti tradizionali sono disposti a farlo?” Questa é la chiusura dell’ editoriale di spalla sul Corriere di ieri. Ma la domanda a me  sorge spontanea, la vostra anamnesi che propone cure da cavallo  per i cittadini e quasi mai per i grandi gruppi.  Che non tiene conto dell’arretratezza culturale dei politici di cui voi siete consulenti .  Di quest’Europa fiera del suo welfare e non disponibile ad abdicare alla sua sua superiorità in termini di qualità del vivere .

Siete proprio certi che invece una seria ed efficace redistribuzione dei redditi in chiave espansiva non possa raggiungere  gli obiettivi? I Paesi del Nord-Europa sono lì a provarlo. Alta tassazione, alta qualità di vita, efficienza amministrativo-burocratica, basso livello di ammortizzatori sociali, alto livello formativo e culturale. Il modello per l’Europa non sono gli USA, destinati nell’arco dei prossimi 30 anni ad un rapido declino, ma il modello nord europeo. Sempre ammesso che si possa buttare a mare la mandria costituita dal ceto politico di cui voi siete da anni consulenti e contare su cittadini italiani consci dei loro diritti di cittadinanza e desiderosi di esercitarli pienamente.

Buona vita a tutti.

 

 

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a I CONSULENTI ECONOMICI CHE NON SERVONO

  1. Sion ha detto:

    Ciao, Hai letto il mio post di ieri?
    cosa ne pensi?

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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